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L'ultima
Truffa del secolo passato....
"Tutti sono pronti a credere che la CIA menta,
che il governo menta, che l'FBI menta, che la
Casa Bianca menta. - dice il microbiologo
americano Harvey Bialy - Ma che menta l'Istituto
di Sanità no, non è possibile, la Sanità è
sacra, tutto ciò che esce dagli Istituti
Nazionali di Sanità è parola di Dio. Niente fa
differenza, nemmeno la storia di come Gallo
scoprì il virus, nemmeno il fatto che sia uno
scienziato screditato e condannato per truffa.
La strategia dell'establishment è sempre la
stessa: ignorare.
Meglio non rispondere, vuoi vedere che ci si
accorge che c'è qualcosa di strano ?"
Una musica che non suona del tutto nuova, e che
in questo caso arriva da un fronte ancora più
controverso di quello dell'undici settembre: la
medicina moderna - o meglio, l'industria
farmaceutica che la condiziona ormai alla radice
- stretta nella morsa letale del conflitto fra
altruismo e egoismo, fra missione umana e
interesse privato, in una spirale ormai
inarrestabile che la porta a inventarsi malattie
inesistenti pur di vendere più farmaci, mentre
non riesce stranamente a trovare nessuna cura
valida per le malattie che esistono davvero.
Quello che presentiamo è un lavoro di ricerca
particolarmente illuminante .http://tinyurl.com/ygn7vq
visionare su arcoiris.tv il filmato:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5508
È possibile che la pandemia di AIDS sia stata
causata da vaccini antipolio accidentalmente
contaminati con un virus delle scimmie e
utilizzati in Africa alla fine degli anni '50 ?
Ebbene purtroppo SI
!!
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Sicuramente se provate a chiedere a una persona qualsiasi
qual è la causa primaria dell'AIDS questi vi risponderà che
è il Virus HIV, senza ombra di
dubbio.
Fino a non molto tempo fa questo era vero anche per tutti gli
scienziati, ma ultimamente è nato un gruppo di
"dissidenti" che la pensa in maniera completamente
diversa. Ma andiamo per gradi.
Secondo le tesi ufficiali l'HIV "sarebbe" (il
condizionale adesso è d'obbligo) un virus, quindi come ogni
virus costituito da un rivestimento proteico (Capside) al cui
interno è presente l'acido nucleico virale, in questo caso
RNA. In particolare l'HIV è classificato come "retrovirus",
in quanto ha la capacità di invertire il normale flusso di
informazione genetica DNA-RNA-proteine a RNA-DNA che andrà ad
integrarsi nel genoma della cellula bersaglio, in questo caso
i linfociti T, cellule che stimolano la produzione di
anticorpi. Quando il DNA virale si integra nella cellula
bersaglio segue una fase di latenza che può durare anche
anni, fino a che non arriva uno stimolo ai linfociti che sono
costretti ad attivare i geni dell'HIV che vi si sono
integrati. La conseguenza è la morte di queste cellule, con
gravi ripercussioni sul sistema immunitario.
Parlando di AIDS si usano due concetti: "malato
asintomatico" e "sieropositivo".
Il primo è una persona in cui non vi è segno della malattia,
in pratica uno che non è malato se non sulla base di un
foglio di carta dove c'è scritto "positivo". Anche
la sieropositività si basa sulla stessa cosa. E questo si
basa solo sul risultato di un test, la diagnosi è fatta solo
dal sistema sanitario che brevetta, approva e produce questi
test.
In pratica è il test a decidere, al di là di ogni evidenza,
se una persona è sana o malata.
Ad oggi un soggetto è classificato come "malato di
AIDS" quando si verificano due condizioni:
1) Ha i sintomi di una di 29 patologie considerate possibili
conseguenze dirette (es.Tubercolosi, Linfoma, Polmonite etc.);
2) E' positivo al test HIV.
Se il soggetto è positivo al test ma sta bene è un
"malato asintomatico", al momento della comparsa dei
sintomi diverrà un "malato conclamato". Se il
soggetto ha i sintomi di una delle 29 patologie precedenti ma
è negativo al test, non ha l'AIDS, se invece è anche
positivo allora è un malato conclamato. In pratica ciò che
conta sopra ogni cosa è il test.
La posizione ufficiale si basa sui seguenti punti:
1) Il virus HIV è causa dell'AIDS, che è una patologia
infettiva;
2) Il test individua gli anticorpi contro il virus quindi ne
rileva la presenza;
3) I sieropositivi (positivi al test) si ammaleranno e
moriranno;
4) I farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la
diffusione del virus e allungano la vita;
5) Alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è
latente, e anche loro devono prendere i farmaci prima
possibile.
E' da un pò di tempo, anche se non se ne sente parlare
troppo, che queste ipotesi sono aspramente contestate da
alcuni gruppi di scienziati, tra i quali possiamo ricordare
Kary Mullis (Nobel per la Chimica 1993) e Peter Duesberg,
direttore del laboratorio di Biologia Molecolare
dell'Università di Berekley, in California.
Le teorie di questi signori attaccano il concetto di HIV alle
fondamenta, in modo sconcertante per la medicina ma quanto
mai, probabilmente, vicino alla verità.
I dissidenti si basano sui seguenti punti:
1) Il virus HIV non è MAI STATO ISOLATO, probabilmente
neanche esiste, l'AIDS non è causato da un virus e quindi non
è infettivo.
2) L'AIDS è causato da un insieme di fattori come l'uso di
droghe pesanti, esposizioni ad agenti patogeni, abuso di
farmaci che alla lunga minano il sistema immunitario;
3) I test HIV non sono specifici e non è chiaro cosa
individuano;
4) La risposta positiva al test non è indice di niente e non
giustifica la terapia;
5) I farmaci antiretrovirali sono inutili perché non c'è
alcun virus e soprattutto sono letali perché distruggono il
sistema immunitario, hanno trasformato in malati di AIDS
individui sani che hanno avuto la sfortuna di risultare
positivi al test.
In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital
ha concentrato le proprie ricerche sull'isolamento dell'HIV e
sulla validità dei test (ELISA, Western Blot e Viral Load),
concludendo che nessuno dei lavori pubblicati dimostra
l'isolamento dell'HIV e che i 3 test non provano affatto la
presenza del fantomatico virus nel sangue.
Anche lo stesso Kary Mullis, nobel 1993, sostiene che non
esiste alcun documento scientifico che dimostri l'isolamento
del virus.
Appare quasi paradossale il fatto che un migliaio di
scienziati sparsi per il mondo stiano lottando per dimostrare
che l'ipotesi HIV=AIDS sia falsa quando nessuno ha ancora
dimostrato che è vera. D'altronde se qualcuno avesse
dimostrato l'esistenza dell'HIV avrebbe sicuramente ricevuto
un Nobel per la Medicina, ma non risulta che tale Nobel sia
stato ad oggi assegnato.
Per
fare un po' di storia, risaliamo al 1987 quando la
FDA ha
approvato l'uso della terapia a base di
AZT. Grazie ad essa
persone positive al test e assolutamente sane sono state messe
in cura con terapie a base di questi farmaci antiretrovirali:
spesso la morte è sopraggiunta in pochi mesi. Ad oggi si
prevede la prescrizione della terapia quando si hanno i segni
della malattia e non per la sola condizione di sieropositività.
Con questo viene ammesso che il sieropositivo non è malato e
non corre alcun rischio.
Il primo test HIV è nato nel 1984 e, guarda caso, sono
comparsi i primi sieropositivi destinati a morire.
Fortunatamente col passare degli anni sono aumentati i
sieropositivi che si sono rifiutati di sottoporsi a terapie
antiretrovirali e la loro vita è andata avanti.
Perchè fino a ieri i positivi al test asintomatici che sono
stati "terrorizzati", costretti all'uso di AZT sono
perlopiù morti ? Perchè coloro che hanno resistito adesso
conducono una vita normale ?
Cerchiamo
di spiegare in modo più chiaro possibile cos'è l'AZT.
Messo a punto nel '64, è una forma alterata della Timina, che
è una delle 4 basi azotate che costituiscono il nostro DNA.
Ricordiamo che il DNA è un doppio filamento tenuto insieme
dai legami a Idrogeno che si instaurano tra le basi azotate di
ciascun filamento.
L'AZT si sostituisce al nucleotide originale, impedendo
l'aggiunta di ulteriori nucleotidi, bloccando la duplicazione
del DNA.
Bloccando la duplicazione del genoma impedisce la formazione
di nuove cellule, però non fa differenza tra colpire una
cellula sana o una malata, con la conseguenza di essere
devastante per l'organismo.
In particolare all'uso spropositato di AZT si devono:
distruzione del sistema immunitario, distruzione del midollo
osseo, distruzione dei tessuti e della flora batterica
intestinale, danni ai muscoli, al fegato, al pancreas.
Se l'HIV=AIDS fosse una sentenza certa, come si sostiene
ufficialmente, l'utilizzo delle sostanze antiretrovirali
potrebbe apparire come un male necessario, ma se l'HIV non
esistesse la somministrazione di tali sostanze è da
considerarsi un vero e proprio atto criminale.
Altri aspetti biologici non sono chiari: ad esempio si sa che
i virus sono combattuti dal sistema immunitario, si sa che gli
anticorpi che hanno già ottenuto successi sul virus
cominciano a duplicarsi per costruire truppe per eliminare il
nemico. Quindi la presenza di anticorpi è indice di vittoria
del sistema immunitario.
Questo è vero sempre, meno che per l'HIV. Lo si è definito
mutante per spiegare la sua capacità di non farsi individuare
dagli scienziati, poi visto questo si è potuto suggerire
l'azione combinata di più farmaci con vantaggi evidenti per
le case farmaceutiche.
Si sa che l'evoluzione ha impiegato un miliardo di anni per
far assumere agli organismi unicellulari la nostra
meravigliosa complessità. E va da se che per un miliardo di
anni il sistema immunitario si è sviluppato vincendo tutte le
sue battaglie contro i virus, altrimenti non saremmo qui a
parlarne. E non ha usato l'AZT. Poi è arrivato l'HIV e quello
che è stato vero per un miliardo di anni improvvisamente non
lo è più.
Poi qual è il senso della ricerca per un vaccino, considerato
il fatto che questo virus non è mai stato isolato...
Incredibilmente il problema attuale non sembra la crescita del
fenomeno, ma per quanto grottesco possa apparire, l'esatto
contrario, la sua eventuale scomparsa.
Sono ormai così imponenti gli interessi politici economici e
burocratici legati al virus HIV che la sua morte prematura
potrebbe sconvolgere troppi equilibri.
E' da credere, sperando di sbagliarci, che questo virus venga
tenuto "in vita" per chissà quanto tempo.
By
Tommaso Rondelli (Dipartimento di Biologia, Università
di Firenze)
Tratto da:
http://www.ultimathule.it/modules.php?name=News&file=article&sid=243
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L'HIV risponde ai
postulati di
Koch quale causa dell'AIDS ?
Tra i molti criteri utilizzati nel corso degli anni per
provare la correlazione tra un sospetto agente
eziologico (responsabile di malattia) ed una specifica
patologia, forse i più citati sono i postulati di Koch,
sviluppati alla fine del 1800.
Procedimento non veritiero anche perche’ frutto di
idelogia non biologica che proveniva dalla errata
ideologia sulla peste……i germi viaggiavano nell’aria e/o
nei topi…e/o negli animali…….ed infettavano…..: gli
umani… Le malattie NON vengono provocate da batteri e
virus, bensi’ dalle mutate condizioni del terreno e
dall’immunodepressione che ne deriva !
Infatti nei
sani il terreno e’ diverso (valori di pH ro’ e rH) da
quello dei malati; i batteri sono reperibili nelle
analisi di cellule/tesssuti - terreni alterati e vi si
depositano-recano in loco (il 99% sono batteri mutati
endogeni) in quanto il terreno e’ a loro favorevole; se
il terreno non e’ a loro favorevole il soggetto NON si
ammala !
La Prova ?, semplice in una “epidemia” solo certi
soggetti si ammalano, la maggioranza NO !, quindi
significa che quelli che si ammalano sono solo i piu’
deboli: il terreno, la matrice, i liquidi del corpo in
questi ultimi, sono alterati.
I postulati di Koch sono stati diversamente interpretati
dai vari ricercatori, e alcune modifiche sono state
suggerite per adeguarsi alle nuove tecnologie,
particolarmente per ciò che riguarda i virus (7, 8).
I virus sono segmenti di
DNA avviluppati da proteine; le proteine sono oltre che
ingerite anche endo prodotte (create-trasformate)
all’interno degli organismi e possono anche arrivare a
duplicarsi se il terreno e’ favorevole a certi funghi e
batteri + enzimi mancanti e/o nocivi, che le
riproducono.
Le proteine introdotte negli organismi viventi
possono provenire da cibi solidi, liquidi, sangue
tossico (trasfusioni), vaccini, farmaci; ma non
galleggiano nelle goccioline di vapor acqueo in
sospensione nell’aria come ci vogliono far credere certi
medici-ricercatori !
Tuttavia, i principi di base
rimangono gli stessi, e per più di un secolo i postulati
di Koch, descritti sotto, sono serviti come riferimento
per stabilire la causa di una malattia infettiva.
I postulati di Koch:
1. Associazione epidemiologica: la causa sospetta deve
essere fortemente associata con la malattia.
E come la si determina ? secondo la medicina
ufficiale “si dice” che la malattia(epidemia) ha
un’agente patogeno; ma come abbiamo gia’ visto questa e’
una teoria totalmente errata !
2. Isolamento: il patogeno
sospetto deve poter essere isolato e propagato al di
fuori dell'ospite.
Trattasi comunque di analisi da soggetto debole e
malato, le analisi di un soggetto sano forniscono altri
parametri e non si evince la presenza del microbo
patogeno !
3. Trasmissione e patogenesi: il trasferimento del
sospetto patogeno ad un ospite non infetto, uomo o
animale, riproduce la malattia in quell'ospite.
Certo che se si inietta artificialmente nel sangue
l’ospite indesiderato,oppure si immettono grandi
quantita’ di tossine in modo che il soggetto le
ingerisca e/o le respiri (guerra batteriologica)
l’ospitante ne trarra’ un maleficio… malattia, ma se il
soggetto non malato (sano) si trova in condizioni
normali ambientali si ammalera’ SOLO se i suoi parametri
biologici sono fuori dalla perfetta salute (P.S.)
Il punto 3 E’ un parametro vecchio non scientifico !
Come possiamo osservare trattasi di Postulati imprecisi,
inesatti ed incompleti, quindi falsi !
In riferimento al postulato
N. 1, numerosi studi pubblicati in tutto il mondo
dimostrano che virtualmente e per esempio: tutti i
pazienti affetti da AIDS risultano HIV-positivi; ciò
vuol dire che questi hanno gli anticorpi che indicano la
presenza dell'infezione da HIV.
FALSO: NON e’ vero: nel 40% dei morti di aids NON si
ritrova la proteina che conterrebbe il virus HIV !
Poi vi sono i falsi+
In riferimento al postulato
N. 2, le moderne tecniche di coltura hanno permesso
l'isolamento del virus HIV in virtualmente tutti i
pazienti affetti da AIDS, così come in praticamente
tutti gli individui HIV sieropositivi, sia con infezione
precoce che con infezione avanzata.
FALSO: NON e’ vero: nel 40% dei morti di aids NON si
ritrova la proteina che conterrebbe il virus HIV !
Inoltre, la PCR e altre
sofisticate tecnologie molecolari hanno permesso ai
ricercatori di documentare la presenza del genoma
dell'HIV praticamente in tutti i pazienti affetti da
AIDS, così come negli individui con infezione precoce da
HIV.
Il postulato N. 3 ha trovato conferma in alcuni tragici
incidenti che hanno coinvolto tre operatori di
laboratorio, che non avevano nessun altro fattore di
rischio, i quali hanno sviluppato l'AIDS dopo
esposizione accidentale a materiali contenenti elevate
concentrazioni di HIV. In tutti e tre i casi, l'HIV fu
isolato dall'individuo infetto, sequenziato
Domanda: Quale e’ la frequenza del segmento di DNA
presente nella proteina “identificata” come portatrice
dello HIVnessuno lo sa' !
e dimostrato essere lo
stesso ceppo virale presente nel materiale che aveva
provocato l'infezione.
In un altro tragico incidente, la trasmissione dell'HIV
da un dentista della Florida a sei dei suoi pazienti, è
stato documentato da analisi genetiche condotte sul
virus isolato sia dal dentista che dagli stessi
pazienti.
Questi sono casi nei quali
il sangue e’ entrato in contatto diretto fra i soggetti
(e’ noto che il sangue contiene DNA virale di qualsiasi
malattia - passata e presente - del soggetto “donatore”)
Il contatto sanguigno e’ estremamente pericoloso nei
soggetti con parametri del terreno alterati,
indipendentemente dal virus HIV
Il dentista e tre pazienti
hanno sviluppato l'AIDS e sono deceduti, e almeno uno
degli altri tre pazienti ha manifestato l'AIDS. Cinque
di questi sei pazienti non avevano alcun fattore di
rischio, eccetto le ripetute visite odontoiatriche con
manovre invasive (8, 9, 10).
Dove sono le analisi del loro terreno biologico ?
semplicemente NON esitino, quindi non si puo’ affermare
che erano esenti da rischi !
Inoltre, nel Dicembre 1999, i CDC hanno ricevuto
rapporti relativi a 56 operatori sanitari negli Stati
Uniti con infezione da HIV occupazionale, documentata,
25 dei quali hanno sviluppato l'AIDS in assenza di altri
fattori di rischio.
Essi erano assuntori di droghe !
La comparsa di AIDS dopo una
sieroconversione nota da HIV è stata inoltre
ripetutamente osservata in casi post-trasfusionali, sia
adulti che pediatrici, in casi di trasmissione
materno-fetale, ed in studi sulla emofilia, sull'uso di
droghe per via iniettiva e sulla trasmissione sessuale,
nei quali la sieroconversione poteva essere documentata
utilizzando campioni di sangue sequenziali (11, 12).
Questo conferma cio’ che abbiamo gia’ affermato;
l’immissione di sangue non proprio destabilizza sopra
tutto i soggetti con parametri di terreno alterati !
Per esempio, in uno studio
Olandese durato 10 anni, i ricercatori hanno seguito 11
bambini che hanno contratto l'infezione da HIV in epoca
neonatale tramite piccole aliquote di plasma provenienti
da un singolo donatore HIV positivo. Durante i 10 anni
di osservazione, 8 dei 10 bambini morirono. Tutti gli
altri 3 bambini mostrarono un peggioramento delle loro
funzioni immunitarie, e 2 su 3 avevano sintomi
probabilmente correlati all'infezione da HIV (13).
Il plasma ed il sangue trasfuso generano sempre
immunodepressione indipendentemente dalla presenza o
meno di certe proteine- virus; i soggetti con parametri
alterati di terreno muoiono, facilmente e presto.
I postulati di Koch soddisfano anche modelli animali
dell'AIDS umano.
In topi ricombinati con sistema immunitario umano,
gravemente immunodeficienti (SCID), l'HIV produce un
quadro di distruzione cellulare simile a quello
osservato nell'uomo. L'HIV-2, una variante dell'HIV meno
virulenta, provoca anch'esso una sindrome simile
all'AIDS nei babbuini. Più di una dozzina di ceppi di
virus dell'immunodeficienza delle scimmie (SIV), un
parente stretto dell'HIV, provocano l'AIDS in macachi
asiatici.
Sono animali preparati artificialmente in laboratori;
non esistono in natura; quindi le deduzioni avute da
tali esperimenti NON si possono applicare agli umani (
tutte le “deduzioni” che provengono dai laboratori ove
si compiono artifici, (vivisezione) sugli animali, NON
si possono applicare all’uomo; cio’ e’ estremamente
pericoloso, falsificante, oltre che depistante e
deviante !
Inoltre, virus chimerici
noti come SHIVs, i quali sono formati dalla struttura
del SIV e da vari geni dell'HIV in sostituzione di
quelli omologhi del SIV, provocano l'AIDS nei macachi.
Quando si alterano i
giusti parametri del DNA e/o del sangue naturale
dell’animale, e’ evidente che gli si crei una
immunodepressione ! senza per questo voler per forza
affermare che e’ stato il virus HIV a generargli la
malattia; sono altri i cofattori !!
A rinforzare ulteriormente
l'associazione tra questi virus e l'AIDS, i ricercatori
hanno dimostrato che SIV e SHIVs isolati da animali con
l'AIDS e trasferiti ad animali non infetti, provocano
l'AIDS anche in questi (14, 15, 16, 17).
TUTTO cio’ che si inietta artificialmente nei soggetti
altera i parametri della Perfetta Salute (P.S.) quindi
non e’ quella la strada per affermare con certezza che
la malattia e’ prodotta da quel microbo !
Commento (NdR):
E’ tutto un approccio ERRATO ! quindi FALSO !
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February 2007
HIV on Trial in
Australia: Court Weighs
Evidence for Claims of Isolation, Transmission and
Testing.
(HIV in Giudizio in Australia)
- (English)
A motion for appeal in a criminal hearing in Adelaide,
Australia has become the focus of international
attention as fundamental claims by orthodox AIDS
researchers — including the infamous Dr Robert Gallo —
come under vigorous cross-examination by an attorney
demanding scientific evidence that the virus exists.
Top AIDS industry spokespersons from around the world
have appeared in person or by satellite in Adelaide to
defend the HIV hypothesis against charges by a local
team of scientific and medical experts known as "The
Perth Group" who asserts that two decades of AIDS
research have failed to produce a purified isolate of
HIV, validation of the accuracy so-called HIV tests, or
proof that HIV is transmitted through bodily fluids.
Below are two news articles about the legal proceedings.
Other information about the trial and actual transcripts
of testimony can be found at
http://aras.ab.ca/index.php
For this week's testimony by alleged HIV discoverer Dr
Robert Gallo, go directly to Gallo Transcript.pdf
Michael Geiger, a close observer of the events in
Adelaide, reports being "stunned and amazed" by Gallo's
statements to the court.
Geiger says, "It's difficult to
tell if Gallo was defending HIV or if his testimony is a
public admission of guilt."
Geiger urges transcript readers to note:
* Page 1294 where Gallo agrees that he found
evidence of HIV in only 40% of the AIDS patients in his
original study, and that 40% is not enough to prove HIV
is the cause of AIDS:
Attorney to Gallo: "You had…48 out of 119, or
40%?"
Gallo: "I agree"
Attorney: "Do you agree that the isolation of HIV
from only 40% of patients is not proof that HIV causes
AIDS ?"
Gallo: "I would say of course, in and of itself, 40%
isolation of a new virus, I would not say is the cause."
* Page
1300 where Gallo admits to finding low percentages of
HIV positivity in people with AIDS symptoms:
Attorney: "For…adults with KS, 30%; for
adults…with AIDS opportunistic infections 47%. Do you
accept your figures ?"
Gallo: "I accept the figures."
* Page 1317 where
Gallo acknowledges finding no HIV in KS lesions or in T
cells, and testimony on page 1318 in which Gallo admits
that "viral load" tests cannot be used to prove
infection with a virus.
The language in news articles covering the Adelaide
trial speaks loudly and clearly of media prejudice in
AIDS reporting. In the first of the two pieces that
follow, medical and scientific experts challenging the
notion that HIV has been isolated according to proper,
scientific standards are branded "an organized group of
HIV deniers" and lack official titles such as MD, while
those being called by the court to produce evidence are
referred to as "experts" with repeated references to
their professional credentials.
The obvious bent of Australian coverage is at least one
step up from the US media response:
Not a single story on the uproar
from down under has appeared in American news.
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