|
La
profilassi della
medicina
cellulare consiste nel riordino del fabbisogno di
vitamine e minerali degli organismi viventi, attraverso degli
apposti integratori di vitamine + minerali (in genere capsule),
oligoelementi (in genere liquidi), ed alcuni amminoacidi, da
assumere giornalmente per un periodo di tempo minimo di 45 giorni,
prima dei pasti.
Inoltre occorre tener presente che il giusto apporto di ossigeno
alle cellule e' FONDAMENTALE per il buon funzionamento della cellula
stessa, infatti l'ipossia e' fondamentalmente la condizione in cui
si trova una cellula che non hqa un adeguato apporto di ossigeno.
"Qualunque dolore sofferenza o
malattia cronica, e' causato anche da una insufficiente
ossigenazione a livello cellulare"; questo
e' quanto ci riferisce nel suo libro di Fisiologia Umana
il dr. Arthur C. Guyton, M.D. - Autore del testo.
INTEGRATORI:
E' stata messa a punto una nuova tecnologia avanzata, per l’utilizzo degli
integratori
insolubili in acqua, per aumentare la biodisponibilità e l’assorbimento
di quegli integratori (nutraceutici lipofili).
L’integratore viene ridotto in polveri finissime ed
uniformi (nebulizzate), additivato con un veicolo lipoidale, essiccato e
confezionato in capsule a base vegetale.
Studi clinici in doppio cieco hanno dimostrato che il
prodotto trattato con questa tecnica viene reso biodisponibile ed assimilato
immediatamente; il sangue analizzato delle persone coinvolte, riporta in
questi studi, un aumento di dieci volte della sostanza veicolata.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Moltissime persone fanno uso quotidiano o saltuario di integratori
alimentari, mentre altrettante persone si chiedono se effettivamente
servono questi supplementi vitaminici in un’era in cui il cibo è in
abbondanza.
Tralasciando gli elementi esterni (come smog, fumo, ecc.) che
contribuiscono a distruggere buona parte delle nostre riserve, vediamo di
analizzare grosso modo l’effettiva qualità/quantità di vitamine,
minerali, enzimi ed aminoacidi che ci vengono forniti attraverso
l’alimentazione.
I campi dove vengono seminate frutta, verdura e cereali, sono sempre più
poveri e depauperati: il vecchio tradizionale sistema in cui si usavano
ruotare i campi in modo che le singole culture prelevassero il nutrimento
diverso di volta in volta, assieme alla sana abitudine di sfruttare il
campo per 4 anni, e di lasciarlo riposare per un anno (magari con
l’impiego di erba medica che contribuiva a riossigenare la terra), hanno
lasciato lo spazio a monoculture intensive che impoveriscono drasticamente
il terreno. Peggio ancora, le rigogliose insalate o il salutare spinacio
viene fatto crescere in una notte con l’ausilio di una potente, quanto
tossica, pasticca di superfertilizzante posto sotto le radici
dell’ortaggio: questo cocktail di acqua, superfertilizzante e ovviamente
di antiparassitari, contiene solo il ricordo di vitamine e minerali che le
insalate di un tempo
disponevano.
Meravigliosi ammassi di alberi da frutto, dove non c’è nemmeno lo
spazio per distendere le radici, dove ogni pianta sfrutta il minimo di
minerali che riesce a “rubare” al resto del gruppo e che usa
principalmente per restare sano e forte, a discapito dei suoi frutti:
l’essenziale è sopravvivere, poi, eventualmente, anche riprodursi.
Questa frutta e verdura, in alcuni casi dopo essere stata irrorata con
antimuffa e prodotti preservanti, staziona e viene trasportata da frigo in
frigo (pregiudicando così ulteriormente la presenza di vitamine e
minerali tramite il processo dell’ossidazione), fino ad arrivare sulle
nostre bancarelle meravigliosamente attraente, ma completamente povera
di elementi nutrizionali, mentre le tossine derivanti da fertilizzanti,
antiparassitari e cere laccanti, non si contano.
Ma anche la preparazione, la lavatura e la cottura ne diminuiscono
drasticamente il valore vitale, in quanto moltissime
vitamine/minerali/enzimi si disperdono nell’acqua essendo idrosolubili,
oppure vengono distrutti dal calore prolungato.
Diviene assurdo a questo punto parlare di “5 porzioni al giorno di
frutta e verdura” per avere un corretto apporto di vitamine e minerali:
se si parla di “questa” frutta e verdura, non ne basterebbero 50, di
porzioni.
Analogo discorso lo si può fare per la
carne: sempre più i mass-media ci
fanno scoprire che manzi, polli, pesce d’allevamento
vengono foraggiati
con farine animali (ricavate da triturazioni di bestie morte in seguito a
malattie) miscelate con olii minerali oppure con
medicinali scaduti.
Se
poi aggiungiamo l’adrenalina che scorre a fiumi nel momento del
trasporto e poco prima della morte (nociva se presente in alte quantità
nel nostro organismo), l’antibiotico per
"preservarli" dalle malattie e
gli ormoni per gonfiarli d’acqua e farli crescere a poco prezzo, ci
possiamo fare un’idea più precisa del perché sempre più
persone scelgono proteine vegetali, o perlomeno prediligono carne
biologica.
Anche le combinazioni alimentari sono importanti: proteine e amidi
digeriti assieme causano fermentazioni e processi putridi che certamente
non giocano a nostro favore per l’assimilazione dei nutrienti.
Ma consideriamo anche un caso limite: ortaggi e frutta biologici, raccolti
e trasportati in brevissimo tempo, preparati con arte e consumati crudi
nel pieno rispetto delle combinazioni alimentari. A questo punto gli
alimenti introdotti devono fare i conti con il nostro sistema digerente:
intolleranze alimentari (che irritano le mucose dell’intestino,
diminuendo notevolmente la capacità di assorbimento delle vitamine),
intestino irritato o con flora batterica decimata (per cause iatrogene,
cioè a seguito di assunzione di medicinali), ed altro ancora.
Alla fine, da un ipotetico valore 100 di partenza come potere nutritivo,
ne resta 15, forse 20 (fermo considerando che nel caso di alimenti
d’origine biologica, il valore è leggermente più alto).
Ed iniziano a presentarsi capelli smorti, pelle rugosa, labbra
tagliuzzate, influenze, bronchiti, depressioni, nevrosi, isteria,
otiti, emorragie, insonnie, congiuntiviti, anemie ed altro ancora.
Per darvi un esempio concreto, buona parte delle bronchiti ricorrenti dei
bambini si potrebbero evitare fornendo loro una sufficiente dose di
betacarotene (precursore della vitamina A ma senza controindicazioni), in
quanto in inverno il loro organismo ne consuma il quadruplo, ed è
essenziale per prevenire infezioni, al pari della vitamina C.
Ed ancora: la depressione e/o stanchezza post-partum non esisterebbero
nemmeno se la neo-mamma avesse l’accortezza di integrare la sua
alimentazione con le vitamine del complesso B assieme alla vitamina B1.
In Germania è prassi comune dare tali integratori alle partorienti
evitando loro momenti veramente difficili, soprattutto per le pluripare.
Ma come capire quali vitamine servono al nostro organismo ?
Uno dei modi più semplice è basarsi sui sintomi della persona (pelle
secca, macchie cutanee, vista doppia, ecc..) per poi, in base ad una
formulazione personale, suggerire il giusto integratore. Un altro metodo
consiste negli esami del sangue che, anche se incompleti (in quanto alcune
vitamine/minerali non si riescono a misurare esattamente, essendo presenti
principalmente in specifici organi) danno un’idea approssimativa della
carenza vitaminica della persona.
Purtroppo hanno una grossa limitazione, in quanto per esempio, una persona
sotto stress abbisogna di una dose di vitamine del complesso B di molte
volte superiore rispetto quella che serve ad una persona che passa un
momento sereno: quindi, mentre gli esami potrebbero dare una presenza
rassicurante di vitamine del complesso B, in realtà l’organismo
potrebbe averne un disperato bisogno.
Un terzo sistema per trovare l’eventuale carenza di vitamine e/o
minerali è certamente l’uso della kinesiologia applicata: tramite un
test muscolare, il vostro omeopata o bioterapeuta è in grado di
verificare se il vostro corpo ha bisogno di una determinata sostanza o
meno; questo vale sia per gli alimenti che per le vitamine ed i minerali
e, molto probabilmente, questo sistema è il più affidabile dei tre
proposti.
Trovate le sostanze di cui siamo carenti, rimane un ultimo compito:
acquistare degli integratori validi che sopperiscano al nostro bisogno.
Il nutrizionista americano Peter Gillham, porta un esempio molto
significativo: prendiamo per esempio una confezione nuova di vitamina C di
500 mg che è stata appena confezionata.
Ciascuna tavoletta contiene 500 mg ed essendo fresca è dotata di un alto
livello di energia vitale. Adesso lasciamola su di
uno scaffale oppure in un magazzino per alcuni anni: dopo 5, dieci anni le
tavolette di vitamina C saranno sempre di 500 mg ma l’energia se ne è
andata, è morta, ha valore zero per il nostro organismo.
Ma il problema non è solo questo. Gillham ribadisce che i moderni metodi
di lavorazione hanno la prerogativa di depauperare il prodotto finale,
fornendo solo il 10-30% della sostanza vitale.
Vi siete mai chiesti perché
una B complex della marca Z funziona mentre quella della marca Y non
funziona ?
Entrambi hanno 50 mg ma Z possiede l’energia per attivarli,
mentre Y non ne possiede. Quindi non serve assumere vitamine per anni, ma
solo per un breve periodo, purché siano piene di energia.
A onor del vero, chi mangerebbe mai una mela avvizzita ?
Meditate gente, meditate.
By Susanna Berginc
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|