NASCERE in modo NATURALE
Comunicato
Andromeda sul parto fatto in casa
Il
vissuto della gestazione dell’evento della nascita è memorizzato nei
geni dei genitori e dei figli stessi. Meglio si prepara la nascita e più
si aiuta le personalità che compongono la famiglia ad evolvere nella
nuova esperienza. Quando il maschio e la femmina si riconoscono amandosi
l’uno nell’altra, generano una procreazione cosciente dell’amore e
del rispetto reciproco, l’evoluzione nella conoscenza è profonda per la
coppia che in genere tende a costituire una famiglia. Questa pratica
genera il desiderio di dare la vita ad un altro essere; il frutto
dell'amore è il dono di Sé nella nuova creatura che a sua volta percepirà
questo desiderio di Amore. La
“trama” che si tesse ad ogni esperienza si impregna di ogni sensazione
che vi si imprime; la nascita come la morte, a maggior ragione essendo una
importante tappa della vita in senso completo, è cosi forte e stretta da
modulare per sempre ogni individuo.
Il
padre consapevole dei suoi doveri amorosi nei confronti del nascituro, si
“inizierà”, si informerà, alle consapevolezze della conoscenza sul
come far crescere il proprio figlio, come alimentarsi bene ed in modo
biologico naturale, per ottenere dalla madre un’alimentazione il più
possibile vicine ai fabbisogni del nascituro.
La
madre a sua volta si preparerà i suoi pasti tenendo conto che ogni cosa
ingerita sarà il nutrimento del piccolo nel suo grembo, facendo sì che
il futuro uomo cresca con tutte le qualità fisico/spirituali adatte alla
sua migliore sopravvivenza nel mondo esterno al grembo della madre.
Il
bambino, riconosciuto nell’amore e dall’amore della coppia e della
famiglia, crescendo potrà far sbocciare in pieno tutta la sua personalità,
maschile o femminile.
Il
piccolo uomo una volta generato al concepimento dai suoi genitori
naturali, non potrà essere soggetto sociale fin tanto che non sarà
uscito dal grembo di sua madre; fino al quel momento egli può essere
tutelato, protetto e gestito solo dalla madre in primis e dal padre, lo
Stato NON può e NON DEVE interferire.
Michel
Odent-ginecologo ostetrico di fama mondiale - ha
detto che il "Lotus
Birth, ossia la nascita in cui
non si recide il cordone
ombelicale, è la risposta più ovvia al
tetano neonatale. Se non c’è ferita, non c’è
la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale
a costo zero".
Il
parto come oggi viene effettuato, è purtroppo una delle massime
aberrazioni create dai “luminari” della medicina universitaria; poche
cose sono così in completa antitesi alla Natura come i parti che si
effettuano oggi nelle cliniche private o negli ospedali.
Vediamo
di considerare innanzitutto come le nostre ave, le nostre nonne
figliavano.
1)
Esse partorivano in casa aiutate nell’evento che era chiamato
“lieto”, da tutta la famiglia ed in primo luogo dal consorte in quanto
padre del nascituro e dalle loro madri che fungevano da levatrici.
Il
rimanere in casa propria e con i propri cari era di aiuto e conforto
spirituale alla puerpera e sopra tutto di utilità pratica per la presenza
dei propri amati che aiutavano il lieto evento.
Questa
presenza era un fatto molto importante anche per il maschio, in quanto
egli si rendeva veramente conto cosa volesse dire mettere al mondo un
figlio: le attese, le sofferenze, la nascita, erano estremamente utili
perché lo arricchivano di informazioni sulla realtà della Vita e sulle
forti relazioni emotive che il parto produce fra madre/padre e nascituro.
Il
maschio assisteva partecipando alle sofferenze ed alle felicità della
nascita; l’aver estraniato il maschio da questa partecipazione è averlo
castrato nelle proprie possibilità di apprendimento sulla vita; la Vita
nasce con il “dolore”, ma il maschio di oggi non lo vive più e di
conseguenza non comprende facilmente la vita e la sofferenza; lo mantenuto
bambino, egli è grande fisicamente, ma spiritualmente non è adulto;
questo grazie anche ai “luminari” della scienza medica.
2)
La figura del dottore era presente per i nostri avi, solamente nel caso di
gravi difficoltà; se poi andiamo ancora a ritroso nel tempo, vedremo che
la nascita era nei popoli antichi, un atto “sacro”, con la
partecipazione della famiglia patriarcale, sopra tutto la madre della
puerpera e le altre madri del villaggio che la aiutavano; la figura
dell’ostetrica è nata da questa antica abitudine sociale.
Era
l’esperienza della Vita, l’aver fatto un figlio che dava la vera
Conoscenza a queste madri ed esse giustamente potevano trasmetterla alle
loro figlie quali nuove madri. Non
abbiamo ancora visto un dottore maschio partorire, quale esperienza
pratica diretta può avere ?
Più
che l’esperienza sulla propria pelle non esiste nulla, nessuna università,
nessun diploma, nessuna laurea, può fornire ciò che dà l’esperienza
diretta.
Queste
madri che aiutavano le proprie figlie o quelle altrui, erano le vere
sacerdotesse del parto !
Oggi
grazie a questi luminari, abbiamo perduto questa cultura veramente
scientifica, quella basata sulla continua ripetizione di generazione in
generazione nel laboratorio della Vita, del “momento del parto
naturale”, in armonia con le Leggi della Manifestazione.
Inoltre
sappiamo che all’interno degli ospedali “moderni” essendovi
patologie di ogni tipo trattate sopra tutto con antibiotici, gli stessi
medici dicono che gli “agenti patogeni” sono molto più virulenti in
quanto essendosi questi abituati agli antibiotici si sono rinforzati
diventando molto più pericolosi e così le puerpere che non sono malate
ma comunque non in perfetta salute dato il loro stato, possono più
facilmente ammalarsi; ciò avviene anche per il fatto che in quelle sedi
si forniscono alle puerpere al pasto quotidiano degli alimenti NON idonei
a chi ha partorito, quindi esse sono facilmente deboli nel loro sistema
immunitario.
Con
questa deduzione, negli Stati Uniti si sta provvedendo ad aprire delle
case di parto al di fuori delle strutture ospedaliere, proprio per la
pericolosità riscontrata nelle cliniche, per le partorienti.
Noi
invece pensiamo che ciò sia dovuto più alle condizioni di stress nelle
quali quelle puerpere si trovano; queste si ammalano facilmente perché
sono sicuramente già predisposte per le loro personali alterazioni
termico/nutrizionali (intossicazioni) per la cattiva alimentazione in casa
loro; esse sono anche sottratte al momento del parto alla famiglia ed agli
affetti dei cari, ma e sopra tutto sono nutrite nel luogo ove sono
ricoverate per il parto, con un'alimentazione che è molto carente dal
punto di vista Nutrizionale e vitale.
Il
parto Naturale prevede invece una totale e differente tecnica di parto per
la donna da non effettuarsi in clinica; questo luogo deve essere
l’ultima spiaggia alla qualesolo
in caso di complicazioni reali al parto.
Vi
descriviamo come dovrebbe essere praticato il parto secondo natura; vi
sono 2 scuole, che insegnano due tecniche, che potremo chiamare così: La
scuola umida e quella secca.
Tutte
due le tecniche sono antiche ed hanno queste caratteristiche:
La
prima si avvale dell’acqua a temperatura ambientale; si tratta di far
partorire la puerpera ed il nascituro in una vasca, un lago, fiume o nel
mare.
Questo
modo di partorire riNasce da un movimento “alternativo” che si è
creato in Russia attorno agli anni 1960 quando Igor TCHARKOVSKI
(ricercatore dell’Istituto di Bio Meccanica dell’Accademia degli
Sport) ha avuto l’idea di aiutare il bambino a nascere in un modo meno
traumatico e difficile quale è il parto asciutto, facendolo uscire dalla
vagina della madre immerso in acqua a temperatura ambiente, nel mare,
nelle stagioni non fredde.
PARTO in ACQUA Finalmente oggi in qualche
ospedale anche italiano lo si pratica !
Tutto
ciò ha una sua stretta logica, in quanto il feto immerso nel liquido
amniotico nel ventre della madre è sottoposto ad una minima forza di
gravità, come ognuno di noi, quando siamo immersi in una piscina di acqua
di mare (leggermente salata) o di acqua dolce, galleggiamo facilmente; il
bambino passa così dolcemente e gradualmente da un liquido ad un altro
senza subire il trauma immediato del passaggio dal liquido all’aria
asciutta; questo tipo di parto anche per la puerpera è meno doloroso,
perché tutti i muscoli del ventre sono immersi nell’acqua e si
rilassano bene come il resto del corpo, in modo da facilitare al massimo
la nascita del piccolo.
Con
questo sistema sono nati ormai migliaia di bambini e con questi numeri si
è potuto constatare che tutte le “paure dei medici” riguardo ai
bambini od alle puerpere che potrebbero ammalarsi se non venissero
utilizzati attrezzi sterilizzati in ambiente asettico ecc., sono
infondate, in quanto questa scuola opera e lavora in un campeggio senza
attrezzature mediche né medici, ma si partorisce in un piccolo bacino
immerso nel lago, nel fiume, nel mare e la temperatura dell’acqua ove si
pratica questa tecnica è quella dell’ambiente.
Questo
ricercatore ha indicato 3 punti fondamentali per questo tipo di parto:
1)
La donna incinta deve essere attorniata da immagini, bellezza, musica,
profumi, gusti e pensieri belli.
2)
La puerpera deve imparare una specie di Yoga elementare e meditando deve
imparare a conoscere dal di dentro il suo bambino.
3)
La donna deve meditare immersa nell’acqua a temperatura ambiente, perché
l’acqua è un buon conduttore, meglio dell’aria, dei flussi bio
energetici e deve prendere confidenza con l’acqua stessa che se fredda
è un tonico molto importante per la partoriente e per il bambino.
Oggigiorno
qualche clinica estera ed italiana ha ripreso questa pratica, facendo
partorire in una vasca con acqua a temperatura ambiente o tiepida
riscaldata a 37 gradi (non hanno ancora capito che la Natura abbisogna per
modificarsi delle differenze termiche); infatti la “dottrina termica”,
né l’Idroterapia, delle quali abbiamo già parlato, nel volume
precedente, non sono conosciute dai ginecologi allopati.
Da
statistiche recenti (il ricercatore Russo ha fatto partorire più di 1000
bambini con quel metodo avendo solo 1 caso di parto anomalo con il quale
si è dovuto ricorrere al taglio cesareo) effettuate da quel ricercatore
russo, si vedono le grandi differenze fra un bimbo nato con il metodo del
parto orizzontale nel letto della clinica, dove nemmeno la forza di gravità
può aiutare la puerpera ed il bambino a nascere e quello nato con questo
antico sistema nell’acqua; questi ultimi bambini sono felici di nascere
e presentano nel tempo un più alto grado di intelligenza, di serenità ed
il loro sistema immunitario è più preparato ad affrontare la vita, essi
sono più sani; per loro la nascita non è più così traumatica e
dolorosa come per gli altri nati con il sistema “medico clinico
scientifico”.
L’altro
metodo quello “secco” è quello tradizionale già in uso nel mondo,
fin dagli albori della civiltà; la puerpera NON partorisce nel letto,
sdraiata, ma in PIEDI come se dovesse fare “pipì” o “defecare”;
il peso stesso del feto è in genere sufficiente a fare dilatare il collo
dell’utero per far uscire il bambino.
Lo
80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi,
partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama "sediaolandese", cercando di sfruttare la posizione più naturale.
Pare
che il voler partorire nella posizione orizzontale nel letto di casa, sia
solo una moda delle classi ricche del tardo medioevo, che non vollero più
partorire come la plebe che partoriva in piedi; questa moda proviene per
tradizione da un parto orizzontale in un letto effettuato alla presenza
dei medicie dei nobili di
corte, da parte della regina di un re di Francia; fu questo fatto poi
scimmiottato a determinare in seguito la prassi ospedaliera di oggi, cioè
di mettere nella posizione orizzontale la puerpera. Come potete vedere si
è effettuata una “attenta indagine scientifica” per determinare
quella scelta !
Nel
parto, se le dilatazioni non avvengono naturalmente, esse possono venire
favorite con delle fumigazioni calde locali sulla vagina ed il basso
ventre, in modo da rilassare i muscoli il più possibile; la puerpera si
abbassa piano piano ad ogni contrazione sempre di più; per aiutare le
spinte essa usa una tecnica di respirazione addominale in modo da muovere
verso il basso il diaframma, questo a sua volta spingerà verso il basso
il nascituro; ad ogni contrazione essa si abbasserà come se stesse
defecando ed aiuterà la nascita del piccolo; appena la testa sarà uscita
dalla vagina, la madre lo aiuterà con le proprie mani a farlo scivolare
fuori; appena partorito essa metterà il bambino sul proprio seno per
farlo succhiare a contatto con la pelle ed aspetterà che il cordone
ombelicale cessi di pulsare; poi reciderà l’ombelico; le nostre ave per
tagliarlo, usavano i denti.
In
seguito si aiuterà, sempre con movimenti e respirazioni sopra descritti,
l’uscita della placenta che le nostre antiche madri ridonavano alla
terra, dopo averla usata per lavare il bambino; il bimbo appena nato
cercherà il capezzolo della madre che essa gli porgerà in modo che egli
possa essere stimolato immediatamente nella comunicazione con la propria
madre, in questo modo l’amore materno e filiale, scaturirà dal profondo
dei due esseri; inoltre la mammella della madre secernerà ciò che in
quel momento è utile al lattante, per garantirgli una adeguata protezione
immunitaria al nuovo ambiente nel quale si trova a vivere.
Ecco
come si dovrebbe nascere per non essere psico dipendenti dai “dottori”
e dalle cliniche.
Occorre
che la donna riprenda questo diritto/dovere che ha delegato a dei maschi
con così poca dignità e serietà, credendo di favorire Sé stessa ed il
proprio figlio, non rendendosi conto che anch’essa è nata nell’era
“moderna” con un trauma derivante dall’entrare in questa dimensione
trasgredendo le Leggi della Manifestazione, di conseguenza essa paga e fa
pagare al proprio figlio, un prezzo altissimo ed inutile di violenza e di
sofferenza, che potrebbe essere evitato se si ritornasse alla nascita con
il parto Naturale.
La
chirurgia (taglio cesareo) per il parto è “l’ultima spiaggia” alla
quale si deve approdare solo dopo aver operato in sintonia con la Natura e
non aver potuto ottenere il risultato desiderato, la nascita. Solo in quel
caso potremo utilizzare le tecniche chirurgiche utili alla madre ed al
nascituro, che a quel punto saranno l’unica soluzione.
Agli
Uomini che controllano o consigliano altri uomini ricordiamo, che bisogna
farlo con AMOR, che significa dare e ricevere l’informazione Vera e
Giusta per il bene comune.
Per
sapere il sesso del nascituro analizza l’Urina
! Un'industria
Californiana (USA) ha messo a punto un test che permetterebbe di scoprire
il sesso del nascituro analizzando direttamente le urine della mamma.
Infatti, si è scoperto che alcune parti del Dna delle cellule del feto
passano nelle urine. In particolare la possibilità di stabilire il sesso
del bambino è legata alla capacità di questo test di scoprire la
presenza nelle urine del cromosoma Y (caratterizzante i maschietti). Un’altra
delle grandi possibilità dell’urina, essere una sostanza informata
contenente tutte le caratteristiche del corpo dalla quale proviene ! La nascita infine è il riconoscimento della coppia nei confronti del
figlio/a, dandogli il nome, inconsciamente, che ritengono opportuno.
IMPORTANTE NdR: E’
noto che gli zingari (bambini ed adulti) sono molto piu’
sani dei cosiddetti “cittadini”, questo perche’ vivendo
in condizioni igieniche meno aggressive,
permettono all’organismo di
adeguarsi ed
imparare a difendersi dalle varie malattie,
cioe’ si irrobustiscono
di piu’ e meglio.
Cio’ significa
che la troppa “igiene” indebolisce il
sistema immunitario e
l’organismo intero, permettendo l’aggressione delle
varie malattie, specie sui vaccinati
che per via dei
vaccini
sono immunodepressi ! Tutti i
bambini nati sani sono naturalmente dotati di meccanismi
di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi
rapidamente all’ambiente esterno e per raggiungere così
un alto grado di immunita’ alle malattie specie se
allattati al seno materno e nati
con la "camicia"
(Lotus
Birth)
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BIBLIOGRAFIA
SCIENTIFICA:
Am J Obstet Gynecol 1991 Mar;164(3):883-7 Published
erratum appears in Am J Obstet Gynecol 1991 Jul;165(1):241 “Position
change and central hemodynamic profile during normal third-trimester
pregnancy and post partum”. Clark
SL, Cotton DB, Pivarnik JM, Lee W, Hankins GD, Benedetti TJ, Phelan JP;
Intermountain Health Care Perinatal Centers, LDS Hospital, Salt Lake City,
UT 84143.
Central
hemodynamic response to position change was assessed in 10 normotensive
primiparous patients between 36 and 38 weeks' gestation. Studies were
repeated between 11 and 13 weeks post partum. Compared with the left
lateral position, we observed a mean 9% fall in cardiac output in the
supine position and an 18% fall when patients were standing. When
standing, these patients had a 30% increase in pulse and a 21% fall in
left ventricular stroke work index. The orthostatic response after
pregnancy was much more labile than that during the third trimester. These
findings have important descriptive implications for the understanding of
the human response to orthostasis during pregnancy, as well as clinical
implications forpatients at risk of uteroplacental insufficiency and for
working women during pregnancy.
PMID: 2003555, UI: 91165910 Sintesi:
L’articolo
studia tre tipi di posizione: verticale, orizzontale supina, orizzontale
laterale e lo sforzo della madre a livello cardiaco. Rispetto allo
standard utilizzato delle cliniche ed ospedali di tutto il mondo
(orizzontale supino) la posizione in piedi richiede alla madre un
affaticamento cardiaco superiore del 30% mentre quella orizzontale
laterale è più “riposante” del 21%.
Come
tutti gli articoli scientifici si occupa di un aspetto molto particolare e
non di tutti, e la posizione verticale non manca comunque di avere
notevoli vantaggi rispetto alle altre posizioni.
Lancet
1989 Jul 8;2(8654):74-7
“Randomised,
controlled trial of squatting in the second stage of labour”. Gardosi
J, Hutson N, B-Lynch C. Department
of Obstetrics and Gynaecology, Milton Keynes General Hospital,
Buckinghamshire.
A
new obstetric aid, the “Birth Cushion” allows the parturient to sink
into a supported squatting posture for the second stage of labour and
delivery; it fits into conventional delivery beds. A prospective,
controlled trial of 427 primiparae compared the outcome of labour in women
randomly allocated to squatting (218) or conventional semirecumbent (209)
management. The squatting group had significantly fewer forceps deliveries
(9% vs 16%) and significantly shorter second stages (median length of
pushing 31 vs 45 min) than the semirecumbent group.
There
were fewer perineal tears, but more labial tears, in the squatting group.
Apgar scores, blood loss, and post-partumvulvar oedema were similar in both groups. 82% of the women in the
squatting group maintainedupright positions for most of the second stage, and reported
great satisfaction with the supported squatting position. The traditional
birth posture of squatting can be easily adapted for modern labour
management and has advantages for women in their first labour.
Traduzione
in sintesi:
Nella
posizione verticale il tempo medio del parto diminuisce infatti del 27%
circa (passa da 45 min. a circa 30), si riduce l'uso del forcipe e tutte
le partorienti mostrano di gradire la posizione.
L'
82% di esse mantiene la posizione per buona parte della fase 2 del parto e
si mette in posizione semiseduta classica verso la fine perché più
riposante (vedi articolo precedente).
L'
indice di Apgar (è un valore molto grossolano ma utile per dire “quanto
sta bene” il neonato), l'emorragia e l'edema vulvare sono simili nei due
gruppi.
By Andromeda
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MANGIA TANTO e
SARA’MASCHIO, STUDIO COLLEGA DIETA-SESSO BEBE’
(AGI/REUTERS) - Londra, 23 apr. 2008
Le donne che seguono diete ipocaloriche e che
saltano la colazione hanno maggiori possibilita’
di dare alla luce una bimba: al contrario, una
dieta con molte calorie predispone al
concepimento di un maschio Uno studio condotto
da ricercatori delle Universita’ di Exeter e
Oxford ha mostrato per la prima volta che il
sesso di un figlio e’ collegato
all’alimentazione della madre. “Questa
ricerca potrebbe aiutare a spiegare perche’ nei
Paesi sviluppati, dove molte donne seguono diete
a basso apporto calorico, l’incidenza
proporzionale dei maschi sia in calo”, ha
detto Fiona Mathews dell’Universita’ di Exeter.
Negli ultimi quarant’anni
c’e’ stato un piccolo ma consistente declino, pari a
circa uno per 1000 nascite all’anno, nella proporzione
dei maschietti nati nei Paesi industrializzati.
Negli esseri umani, non fare colazione puo’ essere
interpretato dal corpo come un segnale di scarsa
disponibilita’ di cibo, il che abbassa i livelli di
zucchero nel sangue. Sebbene il sesso sia geneticamente
determinato dai padri, e’ noto (anche se non chiaramente
comprensibile) che gli alti livelli di glucosio
incoraggiano la crescita e lo sviluppo degli embrioni
maschi mentre inibiscono quelli femminile.
Mathews e i suoi colleghi hanno studiato 740 donne
britanniche, rimaste incinte per la prima volta e che
non conoscevano il sesso del bebe’; hanno registrato le
loro abitudini alimentari prima e nelle fasi iniziali
della gestazione e poi hanno diviso le donne in tre
gruppi a seconda dell’apporto calorico della loro dieta.
I ricercatori hanno scoperto che il 56 per cento di
quelle nel gruppo con il piu’ alto livello di calorie al
momento del concepimento davano alla luce maschi,
rispetto al 45 per cento di quelle nel gruppo con minori
calorie.
La correlazione puo’ avere un senso anche in termini
evoluzionistici: “Se una madre ha molte risorse, puo’
avere un senso che investa nel mettere al mondo un
maschio, perche’ e’ probabile che gli dia piu’ nipoti
che una femmina. Invece in tempi di magra, una femmina
e’ una scommessa piu’ sicura”.
Finora gli studi hanno sempre collegato la diminuzione
di maschi ai cambiamenti ormonali causati da agenti
inquinanti e alle sostanze chimiche che si trovano, per
esempio, in alcuni pesticidi.(AGI)
By Bia
Tratto da:
http://www.alimentazione-oggi.it/archives/0006723.html
Per tutto il
periodo della sua vita fetale, fino al momento della
nascita, il
cervello sviluppa con l'organismo a cui
appartiene, una relazione fisiologicamente armonica che
si instaura attraverso un network di comunicazioni
rappresentate dai
neurotrasmettitori e
neuropeptidi.
Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule
del
sistema nervoso centrale e del
sistema immunitario,
influenzano la crescita delle fibre nervose, la
plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei
neuroni con la loro morte programmata,
determinando l'assetto definitivo del sistema nervoso
centrale e
periferico.
Al momento della
nascita l'impatto con i fattori ambientali e
le esperienze individuali condizionano l'assetto
definitivo del cervello e l'espressione dei
geni la cui premessa è quella di raccogliere
i suggerimenti dell'ambiente. Successivamente lo
stress a cui
tutti siamo sottoposti, determina una
alterazione dell'asse endocrino con una conseguente
scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo
sviluppo di malattie psico-somatiche.
Alla luce di questa nuova scienza nota come PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia),
il prof. Enzo Soresi, interpreta una serie di casi
clinici "singolari" dandone l'interpretazione
scientifica ed invita a sviluppare un modello di
vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con
conseguente prevenzione del danno biologico. By Prof.
Enzo Soresi,
Primarioemeritodi Pneumologia,specialista
in anatomia patologica, malattie dell'apparato
respiratorio ed oncologia clinica.
Commento NdR: pur condividendo in toto
quanto questo professore afferma, ci permettiamo di
segnalare che il MAGGIORDanno
Biologico al bambino appena nato, sono i DANNI
che egli subisce con le
vaccinazioni
che gli inoculano fin da piccolino, ma questo professore
NON ne parla, come mai ?