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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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NASCERE in modo NATURALE
Comunicato Andromeda sul parto fatto in casa

Il vissuto della gestazione dell’evento della nascita è memorizzato nei geni dei genitori e dei figli stessi. Meglio si prepara la nascita e più si aiuta le personalità che compongono la famiglia ad evolvere nella nuova esperienza. Quando il maschio e la femmina si riconoscono amandosi l’uno nell’altra, generano una procreazione cosciente dell’amore e del rispetto reciproco, l’evoluzione nella conoscenza è profonda per la coppia che in genere tende a costituire una famiglia. Questa pratica genera il desiderio di dare la vita ad un altro essere; il frutto dell'amore è il dono di Sé nella nuova creatura che a sua volta percepirà questo desiderio di Amore.
La “trama” che si tesse ad ogni esperienza si impregna di ogni sensazione che vi si imprime; la nascita come la morte, a maggior ragione essendo una importante tappa della vita in senso completo, è cosi forte e stretta da modulare per sempre ogni individuo.
Il padre consapevole dei suoi doveri amorosi nei confronti del nascituro, si “inizierà”, si informerà, alle consapevolezze della conoscenza sul come far crescere il proprio figlio, come alimentarsi bene ed in modo biologico naturale, per ottenere dalla madre un’alimentazione il più possibile vicine ai fabbisogni del nascituro.
La madre a sua volta si preparerà i suoi pasti tenendo conto che ogni cosa ingerita sarà il nutrimento del piccolo nel suo grembo, facendo sì che il futuro uomo cresca con tutte le qualità fisico/spirituali adatte alla sua migliore sopravvivenza nel mondo esterno al grembo della madre.
Il bambino, riconosciuto nell’amore e dall’amore della coppia e della famiglia, crescendo potrà far sbocciare in pieno tutta la sua personalità, maschile o femminile. 
Il piccolo uomo una volta generato al concepimento dai suoi genitori naturali, non potrà essere soggetto sociale fin tanto che non sarà uscito dal grembo di sua madre; fino al quel momento egli può essere tutelato, protetto e gestito solo dalla madre in primis e dal padre, lo Stato NON può e NON DEVE interferire.

Michel Odent-ginecologo ostetrico di fama mondiale - ha detto che il "Lotus Birth, ossia la nascita in cui non si recide il cordone ombelicale, è la risposta più ovvia al tetano neonatale. Se non c’è ferita, non c’è la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale a costo zero".

Il parto come oggi viene effettuato, è purtroppo una delle massime aberrazioni create dai “luminari” della medicina universitaria; poche cose sono così in completa antitesi alla Natura come i parti che si effettuano oggi nelle cliniche private o negli ospedali.
Vediamo di considerare innanzitutto come le nostre ave, le nostre nonne figliavano.

1) Esse partorivano in casa aiutate nell’evento che era chiamato “lieto”, da tutta la famiglia ed in primo luogo dal consorte in quanto padre del nascituro e dalle loro madri che fungevano da levatrici.
Il rimanere in casa propria e con i propri cari era di aiuto e conforto spirituale alla puerpera e sopra tutto di utilità pratica per la presenza dei propri amati che aiutavano il lieto evento.
Questa presenza era un fatto molto importante anche per il maschio, in quanto egli si rendeva veramente conto cosa volesse dire mettere al mondo un figlio: le attese, le sofferenze, la nascita, erano estremamente utili perché lo arricchivano di informazioni sulla realtà della Vita e sulle forti relazioni emotive che il parto produce fra madre/padre e nascituro.
Il maschio assisteva partecipando alle sofferenze ed alle felicità della nascita; l’aver estraniato il maschio da questa partecipazione è averlo castrato nelle proprie possibilità di apprendimento sulla vita; la Vita nasce con il “dolore”, ma il maschio di oggi non lo vive più e di conseguenza non comprende facilmente la vita e la sofferenza; lo mantenuto bambino, egli è grande fisicamente, ma spiritualmente non è adulto; questo grazie anche ai “luminari” della scienza medica.

2) La figura del dottore era presente per i nostri avi, solamente nel caso di gravi difficoltà; se poi andiamo ancora a ritroso nel tempo, vedremo che la nascita era nei popoli antichi, un atto “sacro”, con la partecipazione della famiglia patriarcale, sopra tutto la madre della puerpera e le altre madri del villaggio che la aiutavano; la figura dell’ostetrica è nata da questa antica abitudine sociale.
Era l’esperienza della Vita, l’aver fatto un figlio che dava la vera Conoscenza a queste madri ed esse giustamente potevano trasmetterla alle loro figlie quali nuove madri. Non abbiamo ancora visto un dottore maschio partorire, quale esperienza pratica diretta può avere ?
Più che l’esperienza sulla propria pelle non esiste nulla, nessuna università, nessun diploma, nessuna laurea, può fornire ciò che dà l’esperienza diretta.
Queste madri che aiutavano le proprie figlie o quelle altrui, erano le vere sacerdotesse del parto !

Oggi grazie a questi luminari, abbiamo perduto questa cultura veramente scientifica, quella basata sulla continua ripetizione di generazione in generazione nel laboratorio della Vita, del “momento del parto naturale”, in armonia con le Leggi della Manifestazione.

Inoltre sappiamo che all’interno degli ospedali “moderni” essendovi patologie di ogni tipo trattate sopra tutto con antibiotici, gli stessi medici dicono che gli “agenti patogeni” sono molto più virulenti in quanto essendosi questi abituati agli antibiotici si sono rinforzati diventando molto più pericolosi e così le puerpere che non sono malate ma comunque non in perfetta salute dato il loro stato, possono più facilmente ammalarsi; ciò avviene anche per il fatto che in quelle sedi si forniscono alle puerpere al pasto quotidiano degli alimenti NON idonei a chi ha partorito, quindi esse sono facilmente deboli nel loro sistema immunitario.

Con questa deduzione, negli Stati Uniti si sta provvedendo ad aprire delle case di parto al di fuori delle strutture ospedaliere, proprio per la pericolosità riscontrata nelle cliniche, per le partorienti.
Noi invece pensiamo che ciò sia dovuto più alle condizioni di stress nelle quali quelle puerpere si trovano; queste si ammalano facilmente perché sono sicuramente già predisposte per le loro personali alterazioni termico/nutrizionali (intossicazioni) per la cattiva alimentazione in casa loro; esse sono anche sottratte al momento del parto alla famiglia ed agli affetti dei cari, ma e sopra tutto sono nutrite nel luogo ove sono ricoverate per il parto, con un'alimentazione che è molto carente dal punto di vista Nutrizionale e vitale.
Il parto Naturale prevede invece una totale e differente tecnica di parto per la donna da non effettuarsi in clinica; questo luogo deve essere l’ultima spiaggia alla quale  solo in caso di complicazioni reali al parto.
Vi descriviamo come dovrebbe essere praticato il parto secondo natura; vi sono 2 scuole, che insegnano due tecniche, che potremo chiamare così: La scuola umida e quella secca.

Tutte due le tecniche sono antiche ed hanno queste caratteristiche:
La prima si avvale dell’acqua a temperatura ambientale; si tratta di far partorire la puerpera ed il nascituro in una vasca, un lago, fiume o nel mare.

Questo modo di partorire riNasce da un movimento “alternativo” che si è creato in Russia attorno agli anni 1960 quando Igor TCHARKOVSKI (ricercatore dell’Istituto di Bio Meccanica dell’Accademia degli Sport) ha avuto l’idea di aiutare il bambino a nascere in un modo meno traumatico e difficile quale è il parto asciutto, facendolo uscire dalla vagina della madre immerso in acqua a temperatura ambiente, nel mare, nelle stagioni non fredde.  

PARTO in ACQUA
Finalmente oggi in qualche ospedale anche italiano lo si pratica !

Tutto ciò ha una sua stretta logica, in quanto il feto immerso nel liquido amniotico nel ventre della madre è sottoposto ad una minima forza di gravità, come ognuno di noi, quando siamo immersi in una piscina di acqua di mare (leggermente salata) o di acqua dolce, galleggiamo facilmente; il bambino passa così dolcemente e gradualmente da un liquido ad un altro senza subire il trauma immediato del passaggio dal liquido all’aria asciutta; questo tipo di parto anche per la puerpera è meno doloroso, perché tutti i muscoli del ventre sono immersi nell’acqua e si rilassano bene come il resto del corpo, in modo da facilitare al massimo la nascita del piccolo.

Con questo sistema sono nati ormai migliaia di bambini e con questi numeri si è potuto constatare che tutte le “paure dei medici” riguardo ai bambini od alle puerpere che potrebbero ammalarsi se non venissero utilizzati attrezzi sterilizzati in ambiente asettico ecc., sono infondate, in quanto questa scuola opera e lavora in un campeggio senza attrezzature mediche né medici, ma si partorisce in un piccolo bacino immerso nel lago, nel fiume, nel mare e la temperatura dell’acqua ove si pratica questa tecnica è quella dell’ambiente.

Questo ricercatore ha indicato 3 punti fondamentali per questo tipo di parto:
1) La donna incinta deve essere attorniata da immagini, bellezza, musica, profumi, gusti e pensieri belli.
2) La puerpera deve imparare una specie di Yoga elementare e meditando deve imparare a conoscere dal di dentro il suo bambino.
3) La donna deve meditare immersa nell’acqua a temperatura ambiente, perché l’acqua è un buon conduttore, meglio dell’aria, dei flussi bio energetici e deve prendere confidenza con l’acqua stessa che se fredda è un tonico molto importante per la partoriente e per il bambino.

Oggigiorno qualche clinica estera ed italiana ha ripreso questa pratica, facendo partorire in una vasca con acqua a temperatura ambiente o tiepida riscaldata a 37 gradi (non hanno ancora capito che la Natura abbisogna per modificarsi delle differenze termiche); infatti la “dottrina termica”, né l’Idroterapia, delle quali abbiamo già parlato, nel volume precedente, non sono conosciute dai ginecologi allopati.
Da statistiche recenti (il ricercatore Russo ha fatto partorire più di 1000 bambini con quel metodo avendo solo 1 caso di parto anomalo con il quale si è dovuto ricorrere al taglio cesareo) effettuate da quel ricercatore russo, si vedono le grandi differenze fra un bimbo nato con il metodo del parto orizzontale nel letto della clinica, dove nemmeno la forza di gravità può aiutare la puerpera ed il bambino a nascere e quello nato con questo antico sistema nell’acqua; questi ultimi bambini sono felici di nascere e presentano nel tempo un più alto grado di intelligenza, di serenità ed il loro sistema immunitario è più preparato ad affrontare la vita, essi sono più sani; per loro la nascita non è più così traumatica e dolorosa come per gli altri nati con il sistema “medico clinico scientifico”.

 

L’altro metodo quello “secco” è quello tradizionale già in uso nel mondo, fin dagli albori della civiltà; la puerpera NON partorisce nel letto, sdraiata, ma in PIEDI come se dovesse fare “pipì” o “defecare”; il peso stesso del feto è in genere sufficiente a fare dilatare il collo dell’utero per far uscire il bambino.
Lo 80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi, partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama "sedia olandese", cercando di sfruttare la posizione più naturale.

Pare che il voler partorire nella posizione orizzontale nel letto di casa, sia solo una moda delle classi ricche del tardo medioevo, che non vollero più partorire come la plebe che partoriva in piedi; questa moda proviene per tradizione da un parto orizzontale in un letto effettuato alla presenza dei medici  e dei nobili di corte, da parte della regina di un re di Francia; fu questo fatto poi scimmiottato a determinare in seguito la prassi ospedaliera di oggi, cioè di mettere nella posizione orizzontale la puerpera. Come potete vedere si è effettuata una “attenta indagine scientifica” per determinare quella scelta !

Nel parto, se le dilatazioni non avvengono naturalmente, esse possono venire favorite con delle fumigazioni calde locali sulla vagina ed il basso ventre, in modo da rilassare i muscoli il più possibile; la puerpera si abbassa piano piano ad ogni contrazione sempre di più; per aiutare le spinte essa usa una tecnica di respirazione addominale in modo da muovere verso il basso il diaframma, questo a sua volta spingerà verso il basso il nascituro; ad ogni contrazione essa si abbasserà come se stesse defecando ed aiuterà la nascita del piccolo; appena la testa sarà uscita dalla vagina, la madre lo aiuterà con le proprie mani a farlo scivolare fuori; appena partorito essa metterà il bambino sul proprio seno per farlo succhiare a contatto con la pelle ed aspetterà che il cordone ombelicale cessi di pulsare; poi reciderà l’ombelico; le nostre ave per tagliarlo, usavano i denti.

In seguito si aiuterà, sempre con movimenti e respirazioni sopra descritti, l’uscita della placenta che le nostre antiche madri ridonavano alla terra, dopo averla usata per lavare il bambino; il bimbo appena nato cercherà il capezzolo della madre che essa gli porgerà in modo che egli possa essere stimolato immediatamente nella comunicazione con la propria madre, in questo modo l’amore materno e filiale, scaturirà dal profondo dei due esseri; inoltre la mammella della madre secernerà ciò che in quel momento è utile al lattante, per garantirgli una adeguata protezione immunitaria al nuovo ambiente nel quale si trova a vivere.

Ecco come si dovrebbe nascere per non essere psico dipendenti dai “dottori” e dalle cliniche.

Occorre che la donna riprenda questo diritto/dovere che ha delegato a dei maschi con così poca dignità e serietà, credendo di favorire Sé stessa ed il proprio figlio, non rendendosi conto che anch’essa è nata nell’era “moderna” con un trauma derivante dall’entrare in questa dimensione trasgredendo le Leggi della Manifestazione, di conseguenza essa paga e fa pagare al proprio figlio, un prezzo altissimo ed inutile di violenza e di sofferenza, che potrebbe essere evitato se si ritornasse alla nascita con il parto Naturale.

La chirurgia (taglio cesareo) per il parto è “l’ultima spiaggia” alla quale si deve approdare solo dopo aver operato in sintonia con la Natura e non aver potuto ottenere il risultato desiderato, la nascita. Solo in quel caso potremo utilizzare le tecniche chirurgiche utili alla madre ed al nascituro, che a quel punto saranno l’unica soluzione.

Agli Uomini che controllano o consigliano altri uomini ricordiamo, che bisogna farlo con AMOR, che significa dare e ricevere l’informazione Vera e Giusta per il bene comune.

Per sapere il sesso del nascituro analizza l’Urina !
Un'industria Californiana (USA) ha messo a punto un test che permetterebbe di scoprire il sesso del nascituro analizzando direttamente le urine della mamma. Infatti, si è scoperto che alcune parti del Dna delle cellule del feto passano nelle urine. In particolare la possibilità di stabilire il sesso del bambino è legata alla capacità di questo test di scoprire la presenza nelle urine del cromosoma Y (caratterizzante i maschietti).
Un’altra delle grandi possibilità dell’urina, essere una sostanza informata contenente tutte le caratteristiche del corpo dalla quale proviene !
La nascita infine è il riconoscimento della coppia nei confronti del figlio/a, dandogli il nome, inconsciamente, che ritengono opportuno. 

IMPORTANTE NdR: E’ noto che gli zingari (bambini ed adulti) sono molto piu’ sani dei cosiddetti “cittadini”, questo perche’ vivendo in condizioni igieniche meno aggressive, permettono all’organismo di adeguarsi ed imparare a difendersi dalle varie malattie, cioe’ si irrobustiscono di piu’ e meglio.
Cio’ significa che la troppa “igiene” indebolisce il sistema immunitario e l’organismo intero, permettendo l’aggressione delle varie malattie, specie sui vaccinati che per via dei vaccini sono immunodepressi !
Tutti i bambini nati sani sono naturalmente dotati di meccanismi di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi rapidamente all’ambiente esterno e per raggiungere così un alto grado di immunita’ alle malattie specie se allattati al seno materno e nati con la "camicia" (
Lotus Birth)

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BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA:
Am J Obstet Gynecol 1991 Mar;164(3):883-7
Published erratum appears in Am J Obstet Gynecol 1991 Jul;165(1):241
Position change and central hemodynamic profile during normal third-trimester pregnancy and post partum”.
Clark SL, Cotton DB, Pivarnik JM, Lee W, Hankins GD, Benedetti TJ, Phelan JP;
Intermountain Health Care Perinatal Centers, LDS Hospital, Salt Lake City, UT 84143.

Central hemodynamic response to position change was assessed in 10 normotensive primiparous patients between 36 and 38 weeks' gestation. Studies were repeated between 11 and 13 weeks post partum. Compared with the left lateral position, we observed a mean 9% fall in cardiac output in the supine position and an 18% fall when patients were standing. When standing, these patients had a 30% increase in pulse and a 21% fall in left ventricular stroke work index. The orthostatic response after pregnancy was much more labile than that during the third trimester. These findings have important descriptive implications for the understanding of the human response to orthostasis during pregnancy, as well as clinical implications for  patients at risk of uteroplacental insufficiency and for working women during pregnancy.

PMID: 2003555, UI: 91165910

Sintesi:
L’articolo studia tre tipi di posizione: verticale, orizzontale supina, orizzontale laterale e lo sforzo della madre a livello cardiaco. Rispetto allo standard utilizzato delle cliniche ed ospedali di tutto il mondo (orizzontale supino) la posizione in piedi richiede alla madre un affaticamento cardiaco superiore del 30% mentre quella orizzontale laterale è più “riposante” del 21%.
Come tutti gli articoli scientifici si occupa di un aspetto molto particolare e non di tutti, e la posizione verticale non manca comunque di avere notevoli vantaggi rispetto alle altre posizioni.

Lancet 1989 Jul 8;2(8654):74-7 
Randomised, controlled trial of squatting in the second stage of labour”. Gardosi J, Hutson N, B-Lynch C.
Department of Obstetrics and Gynaecology, Milton Keynes General Hospital, Buckinghamshire.

A new obstetric aid, the “Birth Cushion” allows the parturient to sink into a supported squatting posture for the second stage of labour and delivery; it fits into conventional delivery beds. A prospective, controlled trial of 427 primiparae compared the outcome of labour in women randomly allocated to squatting (218) or conventional semirecumbent (209) management. The squatting group had significantly fewer forceps deliveries (9% vs 16%) and significantly shorter second stages (median length of pushing 31 vs 45 min) than the semirecumbent group.

There were fewer perineal tears, but more labial tears, in the squatting group. Apgar scores, blood loss, and post-partum  vulvar oedema were similar in both groups. 82% of the women in the squatting group maintained  upright positions for most of the second stage, and reported great satisfaction with the supported squatting position. The traditional birth posture of squatting can be easily adapted for modern labour management and has advantages for women in their first labour.

Traduzione in sintesi:
Nella posizione verticale il tempo medio del parto diminuisce infatti del 27% circa (passa da 45 min. a circa 30), si riduce l'uso del forcipe e tutte le partorienti mostrano di gradire la posizione.
L' 82% di esse mantiene la posizione per buona parte della fase 2 del parto e si mette in posizione semiseduta classica verso la fine perché più riposante (vedi articolo precedente).
L' indice di Apgar (è un valore molto grossolano ma utile per dire “quanto sta bene” il neonato), l'emorragia e l'edema vulvare sono simili nei due gruppi.
By Andromeda

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MANGIA TANTO e SARA’MASCHIO, STUDIO COLLEGA DIETA-SESSO BEBE’

(AGI/REUTERS) - Londra, 23 apr. 2008 
Le donne che seguono diete ipocaloriche e che saltano la colazione hanno maggiori possibilita’ di dare alla luce una bimba: al contrario, una dieta con molte calorie predispone al concepimento di un maschio Uno studio condotto da ricercatori delle Universita’ di Exeter e Oxford ha mostrato per la prima volta che il sesso di un figlio e’ collegato all’alimentazione della madre. “Questa ricerca potrebbe aiutare a spiegare perche’ nei Paesi sviluppati, dove molte donne seguono diete a basso apporto calorico, l’incidenza proporzionale dei maschi sia in calo”, ha detto Fiona Mathews dell’Universita’ di Exeter.

Negli ultimi quarant’anni c’e’ stato un piccolo ma consistente declino, pari a circa uno per 1000 nascite all’anno, nella proporzione dei maschietti nati nei Paesi industrializzati.
Negli esseri umani, non fare colazione puo’ essere interpretato dal corpo come un segnale di scarsa disponibilita’ di cibo, il che abbassa i livelli di zucchero nel sangue. Sebbene il sesso sia geneticamente determinato dai padri, e’ noto (anche se non chiaramente comprensibile) che gli alti livelli di glucosio incoraggiano la crescita e lo sviluppo degli embrioni maschi mentre inibiscono quelli femminile.
Mathews e i suoi colleghi hanno studiato 740 donne britanniche, rimaste incinte per la prima volta e che non conoscevano il sesso del bebe’; hanno registrato le loro abitudini alimentari prima e nelle fasi iniziali della gestazione e poi hanno diviso le donne in tre gruppi a seconda dell’apporto calorico della loro dieta. I ricercatori hanno scoperto che il 56 per cento di quelle nel gruppo con il piu’ alto livello di calorie al momento del concepimento davano alla luce maschi, rispetto al 45 per cento di quelle nel gruppo con minori calorie.
La correlazione puo’ avere un senso anche in termini evoluzionistici: “Se una madre ha molte risorse, puo’ avere un senso che investa nel mettere al mondo un maschio, perche’ e’ probabile che gli dia piu’ nipoti che una femmina. Invece in tempi di magra, una femmina e’ una scommessa piu’ sicura”.
Finora gli studi hanno sempre collegato la diminuzione di maschi ai cambiamenti ormonali causati da agenti inquinanti e alle sostanze chimiche che si trovano, per esempio, in alcuni pesticidi.(AGI)
By Bia
Tratto da: http://www.alimentazione-oggi.it/archives/0006723.html

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Gravidanza consapevole:  
http://www.gravidanzaconsapevole.org/home.html
Informazioni sul Parto: http://www.marsupioscuola.it/ostetrica_informa/index.php
http://en.wikipedia.org/wiki/Michel_Odent   +  http://it.youtube.com/watch?v=zBjZ5rMoHkU
http://it.youtube.com/results?search_query=michel+odent&search_type=&aq=f

Lotus Birth - nati con la placenta
Sito ufficiale italiano della nascita Lotus Birth, dove le informazioni che trovate riassumono il pensiero di Shivam Rachana.
Lotus Birth: nati con la placenta
Un’interessante e molto dolce evoluzione in senso pacifista del percorso nascita , in sintonia con il desiderio di riavvicinarsi all’armonia naturale della nascita.
Lotus Birth, la nascita integrale, perché ?
La nascita Lotus Birth non separa il bambino dal proprio organo-placenta, evitando così di creare il trauma che avviene attraverso il taglio del cordone. ...
Naturalmentemamma.it Gravidanza, parto, allattamento e primi mesi
Il lotus birth è un modo per cambiare prospettiva, per imparare la "pazienza".
Lotus Birth, un modo diverso di concepire il dopo parto
Questo approccio consiglia di aspettare il distaccamento spontaneo del cordone ombelicale. Il taglio prematuro costituisce un trauma per il nasciturno.
Lotus birth- la nascita


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Per tutto il periodo della sua vita fetale, fino al momento della nascita, il cervello sviluppa con l'organismo a cui appartiene, una relazione fisiologicamente armonica che si instaura attraverso un network di comunicazioni rappresentate dai neurotrasmettitori e neuropeptidi.
Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, influenzano la crescita delle fibre nervose, la plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei neuroni con la loro morte programmata, determinando l'assetto definitivo del sistema nervoso centrale e periferico.
Al momento della nascita l'impatto con i fattori ambientali e le esperienze individuali condizionano l'assetto definitivo del cervello e l'espressione dei geni la cui premessa è quella di raccogliere i suggerimenti dell'ambiente. Successivamente lo stress a cui tutti siamo sottoposti, determina una alterazione dell'asse endocrino con una conseguente scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo sviluppo di malattie psico-somatiche.
Alla luce di questa nuova scienza nota come PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia), il prof. Enzo Soresi, interpreta una serie di casi clinici "singolari" dandone l'interpretazione scientifica ed invita a sviluppare un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con conseguente prevenzione del danno biologico.
By Prof. Enzo Soresi, Primario emerito di Pneumologia,specialista in anatomia patologica, malattie dell'apparato respiratorio ed oncologia clinica.

Commento NdR: pur condividendo in toto quanto questo professore afferma, ci permettiamo di segnalare che il MAGGIOR Danno Biologico al bambino appena nato, sono i DANNI che egli subisce con le vaccinazioni che gli inoculano fin da piccolino, ma questo professore NON ne parla, come mai ?

   

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