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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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L'effetto PLACEBO  1  +  Placebo 2
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http://www.biopuglia.iamb.it/produzione/sperimentazione%20finale/relazione%20finale%20zootecnia..pdf
Riposizionamento dell'asse Cranio-Atlante-Epistrofeo  +  Umeboshi ed altri prodotti naturali
Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico  -  prenotare Qui

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata


I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
 

In un Gene il Segreto dell'Effetto Placebo

Roma, 4 dic. (Adnkronos Salute) - Per la prima volta un gene è stato collegato a uno dei più grandi misteri della medicina: l'effetto placebo, ossia l'incredibile capacità di alcune persone di trarre beneficio dai medicinali 'fasulli', privi cioè di principi attivi, quando pensano che si tratti di farmaci veri. Finora si credeva che fosse tutto merito della forza della mente.
Ma ora il team di Thomas Furmark dell'università di Uppsala (Svezia), pubblicato su 'New Scientists', spiega che il segreto - almeno in alcuni casi - è in un gene. La ricerca ha coinvolto un piccolo gruppo di persone, e "a quanto sappiamo è la prima volta in assoluto che qualcuno collega un gene all'effetto placebo", rileva Furmark.
Al centro della scoperta c'è il gene che regola la produzione dell'enzima triptofano idrossilasi-2, chiave nella sintesi di serotonina, l'ormone del benessere, nel cervello. Il team di Furmark ha studiato 25 persone, tutte preda di un disordine noto come ansia sociale, cioè la paura esagerata di umiliazioni in pubblico.
I volontari dovevano tenere due discorsi pubblici, uno prima e uno dopo un periodo di "trattamento" con un farmaco anti-ansia, senza sapere però che si trattava di pillole fasulle. Ebbene, la metà dei volontari si è sentita molto meglio dopo la 'cura': per la fine del periodo di osservazione il loro punteggio relativo ad ansia e nervosismo era dimezzato. E anche lo scanner cerebrale ha mostrato un calo del 3% nell'attività dell'amigdala, il centro della 'paura' nel cervello.
Per capire se in qualche modo i geni avessero un ruolo, i ricercatori hanno indagato sulle differenze tra il Dna dei beneficiati dal placebo e quello degli altri. In particolare, si è visto che otto volontari sui dieci che hanno risposto positivamente al placebo avevano due copie della variante G del gene per il triptofano idrossilasi-2. Una mutazione assente negli altri, collegata in precedenza ad un'ansia ridotta nei classici test sulla paura. I pazienti, dunque, senza saperlo erano geneticamente meglio preparati a risolvere da soli il loro problema, tanto che il placebo non ha fatto altro che indurli a utilizzare quest'arma segreta.
Un effetto che, secondo Furmark, potrebbe essere esteso anche ad altri disordini che coinvolgono l'amigdala, come fobie, dolori e depressione. In ogni caso, solo dopo ulteriori studi si capirà se il gene influenza l'effetto placebo in modo più generale.
Una cautela rilanciata da Fabrizio Benedetti dell'Università di Torino. "Sappiamo che non c'è un singolo effetto placebo, ma ce ne sono molti - dice lo studioso italiano su 'New Scientist' - Alcuni possono lavorare attraverso la genetica, altri attraverso l'attesa di una ricompensa".
Tratto da: http://it.notizie.yahoo.com/7/20081204/thl-medicina-in-un-gene-il-segreto-dell-6a24347.html

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Uno studio choc dimostra che infusi, pillole (farmaci) e Placebo, hanno lo stesso effetto terapeutico !

L’erba di s. Giovanni
(iperico) è utile contro la depressione

Lo studio sull’iperico è stato pubblicato su “Jama”, dal quale si evince che quel rimedio erboristico fa passare completamente il malumore ad un quarto (25%) di coloro che l’assumono, come la sertralina (farmaco) che è un noto antidepressivo di “ultima generazione”, molto utilizzato con il quale è stato paragonato !

Lo studio però comprendeva parallelamente anche il “placebo” che fornito MIGLIORI risultati sui depressi, addirittura il 32%, ancor più del farmaco e del rimedio erboristico !

Le cosa cambiano anche a seconda del tipo di farmaco-rimedio, del colore della pillola, o della grandezza della stessa.

Si e' controllato questo effetto (positivo) persino per le operazioni chirurgiche (finte, ma preparate con cura come scenografia esterna, presenza di operatori, macchinari, attrezzi chirurgici ecc. - vedi lo studio fatto ed ancora in essere a Vancuver (Canada).

Per cui si evince e dimostra anche la GRANDE e Preponderante azione - presenza - del "guaritore", terapeuta, medico, nel condizionamento = induzione all'azione del placebo, del soggetto.

NON si vede quindi, se non per paura di perdere "il posto" ed il controllo=potere delle coscienze dei cittadini...da parte dei medici e della medicina allopatica ufficiale, l'accanimento contro coloro che pur non essendo medici operano (senza truffare e/o spillare molto denaro ad un soggetto, salvo chiedere le tariffe giuste per le  consulenze) con l'effetto Placebo, se non con il voler perpetuare la Dittatura sanitaria nel mondo...!!


Comunque questi studi la dicono lunga su quanto sia difficile discernere la realtà dell’efficacia dei “rimedi e farmaci” rispetto ai poteri di auto guarigione (consci od inconsci) del soggetto malato, cioe' desiderio di guarigione + auto convincimento od induzione=condizionamento, da parte del medico, del terapeuta, del "guaritore"  = recupero della salute !  mediante meccanismi psico biologici ben precisi:
Il pensiero (Spirito) dell'Ego/IO condiziona la mente (esempio: cambiare Etica =Comportamenti) ed essa il cervello il quale crea un'azione biochimica = produzione di Endorfine + Dopamina che a caduta  innesta tutti gli altri processi chimici per arrivare fino all'eliminazione del dolore e/o della malattia.
Di fatto si tratta di vedere e controllare come il malato si sente nella propria pelle, anche dopo anni dall'effetto Placebo.

Cosa che e' gia' stata fatta, dimostrando che l'effetto e' duraturo e cio' anche con malattie molto gravi.
Da studi di controllo e' stato verificato che l'effetto Placebo ha un'efficacia attorno al 30 % !!
 

La convinzione o l'induzione da parte del medico e/o del terapeuta e/o del "guaritore", che basta una pillola od un rimedio, fa scattare il meccanismo della guarigione in tutti i soggetti malati!

L’azione di marketing industriale farmaceutico, con le campagne pubblicitarie bugiarde….che hanno per decenni reclamizzato ……che basta la pillola per guarire….., ha prodotto la perdita dell'effetto placebo nel 68% in coloro che non rispondono piu' a questo naturale meccanismo, il potere di auto guarigione, con l'effetto Placebo.

L’effetto placebo (che genera l’auto convincimento - indotto o meno - di aver “assunto” qualche cosa per guarire) è stato anche controllato nelle sue azioni cerebrali con apposite apparecchiature (in genere Tac), ed ha dimostrato che esso modifica profondamente gli stessi centri - malati - che dovrebbero essere bersaglio dei farmaci/rimedi.

Questo studio dimostra come è impossibile dimostrare l’efficacia dei farmaci antidepressivi e dei rimedi contro la depressione, inficiando ovviamente la credibilità dell’utilità dei farmaci e dei rimedi.

La depressione ha cause fisico e psichiche (mal di vivere od ansia del vivere)  che comunque vanno ricercate e rimosse e che in genere partono da problemi fisici legate all’utilizzo di vaccini, farmaci, amalgami dentali ed alimentazione inadatta, che alterando la flora batterica generano a loro volta gravi problemi di malNutrizione intestinale e cellulare.
Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
vedi Nutrizione cellulare  - vedi anche Conflitti Spirituali

 

Sull’ effetto placebo, che gioca un ruolo importante anche nella medicina allopatica.
"Non è, come molti sostengono, un fenomeno psicologico" spiega Jon Kar Zubieta, docente di psichiatria e radiologia all’ University of Michigan.
"E’ un fenomeno fisico scientificamente dimostrato e documentato dalle tecniche di diagnostica per immagine, come la PET (tomografia a emissione di positroni) e l’MRI (risonanza magnetica), che fotografano in tempo reale l’attività cerebrale".

La ricerca ha dimostrato che la trasmissione delle sensazioni spiacevoli. che in medicina spesso corrispondono ai malesseri, è una staffetta chimica che, dalle terminazioni nervose presenti nel corpo e sugli organi, passa l’informazione di cellula in cellula fino al cervello, dove le sensazioni vengono etichettate come "dolore", "prurito", "nausea", "freddo", "caldo" ecc.
 Questo sistema è detto sistema nocicettivo, cioè della percezione delle sensazioni sgradevoli. Parallelamente, però, ne esiste un altro, detto antinocicettivo, che contrasta le sensazioni sgradevoli. Qui gli attori sono le endorfine, sostanze simili all’oppio prodotte naturalmente dal cervello nelle zone deputate alla percezione delle sensazioni sgradevoli, che si inseriscono nella staffetta chimica nocicettiva riducendo o addirittura bloccando la diffusione dei messaggi negativi. In particolare alcuni recettori sono gli stessi sui quali agiscono i farmaci antidolorifici le droghe.
 Insomma, non importa molto che cosa s’inserisce in questi recettori, l’effetto è sempre stesso: le sensazioni spiacevoli riducono.

Indagine Usa, 45% medici ha curato con placebo
3 gen. 2008 (Adnkronos Salute)
Sono interventi medici da cui non ci si attende alcun effetto, perchè non dovrebbero scatenare nessun meccanismo fisiologico. Ma sono in grado di mettere in moto reazioni psicologiche da parte del paziente. A utilizzare almeno una volta i "placebo" nella pratica clinica è stato il 45% degli internisti di Chicago (Usa), 466 dei quali sono stati intervistati da ricercatori dell'ateneo della Capitale del Midwest per un'indagine pubblicata sul 'Journal of General Internal Medicine'.

Il placebo viene impiegato in medicina fin dai tempi antichi e oggi è impiegato per sperimentazioni sui farmaci, ma anche nella pratica quotidiana. All'interno del campione di "camici bianchi" americani che ha confermato di farne uso, il 34% considera il placebo "una sostanza che può aiutare senza nuocere al paziente"; per il 19% si tratta comunque di "un farmaco", mentre il 9% è convinto sia "un medicinale senza specifici effetti".

Fra chi invece non ammette di utilizzare questa soluzione, il 12% è convinto che bisognerebbe addirittura vietarla categoricamente, soprattutto perchè certo del fatto che la reazione psicologica di un paziente possa ripercuotersi sulla sua salute. Proprio per questi motivi, suggeriscono i fautori del no, una valida alternativa all'uso del placebo potrebbe venire da meditazione, yoga, tecniche di rilassamento e preghiera.

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Effetto PLACEBO tra scienza e mistero
Intervista a Fabrizio Benedetti sullo strano effetto e sulle sue implicazioni

Tredici fatti incomprensibili che resistono alle spiegazioni degli scienziati. Tredici strane osservazioni a cui è dedicata la copertina del numero del 19 aprile 2005 di New Scientist. Ad aprire l'elenco, prima dei messaggi alieni, della fusione fredda o degli oggetti giganti ai limiti del sistema solare, c'è l'effetto placebo: l'acqua che cura (o lo zucchero, secondo i casi).

In primo piano nel racconto di New Scientist, insieme al placebo, è Fabrizio Benedetti, neurofisiologo dell'Università di Torino. Come raccontato da Tempo Medico nel numero 736 dell'11 aprile 2002, già da molto tempo lo scienziato italiano si dedica a capire perché in alcuni esami clinici le sostanze farmacologicamente inattive possono avere la stessa efficacia terapeutica dei farmaci di cui rappresentano il controllo negativo. Tempo Medico ha chiesto al protagonista di raccontare i misteri e le novità sull'effetto placebo.

Tredici misteri scientifici e in prima fila l'effetto placebo: cosa c'è di così enigmatico nell'oggetto del suo lavoro di ricerca ?
In realtà non si tratta di un lavoro tanto misterioso. Il mio gruppo di ricerca si occupa da dieci anni dell'effetto placebo. Insieme ad altri gruppi che se ne interessano nel resto del mondo sono stati chiariti molti aspetti di questo fenomeno. Forse quello che c'è di suggestivo nell'effetto placebo è che si sta rivelando un modello ideale per studiare il rapporto mente-cervello. Questa è la vera sfida dal connotato un po' misterioso: come può accadere che un'aspettativa mentale umana si traduca in un meccanismo cerebrale fisiologico e misurabile?

E a che punto siete in questa "sfida" ?
La domanda è ancora senza risposta, noi però continuiamo a occuparci dell'effetto placebo da almeno tre punti di vista distinti: ne studiamo i meccanismi neurofisiologici di base, cerchiamo di mettere a punto protocolli sperimentali per verificare l'efficacia dei farmaci che non ne contengano il vizio di forma (e così indirettamente studiamo quello che si potrebbe definire "effetto placebo senza placebo") e proviamo ad applicarne i vantaggi terapeutici nella pratica clinica. L'articolo di New Scientist riprende il primo punto della nostra ricerca, le cui ultime novità sono pubblicate su Nature Neuroscience, nel numero di giugno 2004.
In particolare gli studi riguardano la terapia del dolore e la cura del morbo di Parkinson.

Le sue ricerche hanno mostrato l'effetto placebo anche su alcune malattie neurodegenerative.
Quali in particolare ?

Nel caso del Parkinson abbiamo provato a trattare alcuni pazienti per diversi giorni con farmaci che riducono sintomi come la rigidità e i tremori. Si tratta di sostanze (per esempio L-Dopa e apomorfina) che imitano l'azione della dopamina, il neurotrasmettitore dall'azione calmante carente in questi malati. Senza avvertire i pazienti, a un certo punto abbiamo sostituito queste sostanze con una soluzione salina priva di farmaci e nello stesso tempo misurato l'attività di alcuni neuroni del nucleo subtalamico, la regione iperattiva nei pazienti affetti da Parkinson. Con il placebo i pazienti mostravano sia il miglioramento motorio sia la riduzione dell'attività neuronale: la soluzione salina produce davvero qualcosa a livello cerebrale.

E a proposito della terapia del dolore ?
Abbiamo dimostrato che nella terapia del dolore con morfina il placebo induce la produzione di oppioidi endogeni, le endorfine. Infatti il trattamento con un antagonista degli oppioidi, il naloxone, produce gli stessi effetti di annullamento dell'efficacia della terapia indipendentemente dal fatto che il paziente stia assumendo la morfina o il placebo. Dunque una base biochimica del fenomeno esiste, ma come la mente la attivi resta un mistero.

Nel frattempo però possiamo sfruttarla per migliorare le cure. Da qui la terza linea di ricerca che citavo prima: approfittare dell'effetto placebo per diminuire le dosi dei farmaci e quindi ridurne gli effetti collaterali e la probabilità di assuefazione.
Se il placebo funziona quanto la morfina, si può immaginare una terapia in cui a giorni alterni si somministrano il farmaco e il placebo, riducendo del 50 per cento le dosi di morfina.

Relativamente al secondo filone di cui si occupa il suo gruppo di ricerca: può spiegarci cosa significa studiare l'effetto placebo senza il placebo ?
Gli ultimi dati che abbiamo raccolto sono pubblicati sul numero di Lancet Neurology di novembre 2004.
Abbiamo provato a trattare alcuni pazienti, affetti da varie forme di dolore, da ansia o dal morbo di Parkinson, con farmaci attivi in due modi: avvertendo il paziente o somministrandogli il farmaco a sua insaputa, automaticamente attraverso un computer. Il principale risultato ottenuto è che il farmaco è meno efficace quando il paziente è totalmente all'oscuro del trattamento, mentre aumenta la sua efficacia quando è somministrato in modo consapevole, seguendo la pratica medica tradizionale.
Riteniamo che le differenze nei due protocolli terapeutici siano determinate dall'effetto placebo, un effetto che in questo caso si produce senza che alcuna sostanza placebo sia somministrata al paziente.

L'uso della somministrazione nascosta dei farmaci può rappresentare la base per mettere a punto protocolli di sperimentazione privati della componente psicologica. Inoltre i risultati confermano che il solo fatto di sottoporsi a una forma qualunque di terapia giova ai pazienti. Recarsi dal medico, essere visitati, ottenere una prescrizione, seguire le indicazioni ricevute, ha un effetto psicologico sul malato che ne rafforza le capacità di guarigione.
La minore efficacia dei trattamenti nascosti indica che la consapevolezza della cura ne influenza la possibilità di successo e riporta in primo piano l'importanza del rapporto medico-paziente.
By Anna Piseri - Tempo Medico n. 794 - 17 maggio 2005

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La guarigione psicologica. Il riscontro sul reale, testimonia la validità dell'effetto placebo
Insomma: medicine non convenzionali, o no ? Viene tirato in ballo il diritto del paziente a curarsi come preferisce, ma di certo nessuna società può permettersi il lusso di lasciar morire i suoi membri: le mode vanno e vengono, le responsabilità civili e penali restano, oltre ai costi sociali inaffrontabili che ciò comporta.
Le evidenze scientifiche, allo stato attuale delle conoscenze, sono tutte contro i farmaci e le terapie non convenzionali, anche se, valutate secondo un doverosamente rigido metro di giudizio, anche le terapie convenzionali abbracciano un ampio spettro che va dal salvifico all'assolutamente letale, passando attraverso vari gradi di inutilità. In ambo i casi ci sono da considerare enormi interessi commerciali: chi trae profitto da questi mercati vuole sopravvivere, e quindi cerca di inclinare la bilancia a proprio favore. Se poi non gioca in tutti e due i campi, per sicurezza.
Il Royal London Homoeopathic Hospital di Londra effettua quasi 30.000 visite l'anno, in esclusivo regime omeopatico, ed è sponsorizzato dalla Corona: non sembrano esservi problemi, anzi, la spesa a carico del S.S.N. britannico si è rivelata molto contenuta.
Effetto placebo ? Può essere. Intanto, però, la gente guarisce davvero, e se un effetto placebo a conti fatti guarisce quasi tanti pazienti quanti i farmaci, forse sarebbe il caso di studiarne meglio i meccanismi.
E' ormai assodato, ad esempio, che non si tratta solamente di immaginazione: il corpo del paziente, sia esso un adulto, un bambino, un animale o addirittura una pianta (non si sa in che modo), reagisce alle cure quando si accorge, si convince di essere curato. E si attiva un processo, spesso efficace, di autoguarigione.

Commento NdR: La Medicina Naturale insegna che i rimedi e/o gli infusi NON bastano da soli per instaurare i processi di guarigione corporea, ma occorre effettuare varie tecniche naturali, da essa insegnata, e ciò contemporaneamente e/o successivamente all’assunzione dei rimedi e/o infusi.

NON è il farmaco, rimedio e/o infuso che guariscono, ma è solo l’insieme di varie tecniche oltre all'aspetto Psicologico=Spirituale (la ricerca della via della guarigione) che obbligatoriamente debbono essere messe in pratica su se stessi, ciò che serve per ottenere l’effetto sperato, e/o per mantenere la salute !  
Consiglieremmo anche di controllare e ricercare le possibili ed eventuali Nanoparticelle esistenti che possono influire sui processi dell'effetto placebo !

Comunque una cosa e' assodata e DIMOSTRATA l'efficacia dell'effetto Placebo e' una certezza !
vedi Protocollo della Salute

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Anche i Medici allopati utilizzano l'effetto Placebo
21 Gennaio 2007. Una giovane studentessa di medicina dell'Universita' di Chicago, Rachel Sherman, si e' impegnata in un'indagine per valutare la frequenza delle prescrizioni di placebo, ossia di medicine inattive, e i motivi che spingono i medici statunitensi a usarle. Con l'aiuto di un suo professore, ha inviato un questionario a 466 specialisti di medicina interna dei tre maggiori centri ospedalieri universitari del Michigan. I risultati sono su "Journal of General Internal Medicine" di gennaio 2008.
La cosa sorprendente e' che il 45% dei medici ospedalieri interpellati utilizza le virtu' del placebo. Lo fanno quando le lamentele dei pazienti sono imprecise o le richieste di medicine "ingiustificate", oppure per controllare il dolore.
E' evidente la capacita' di autoguarirsi delle persone, il che spiega tanti fenomeni di guarigione attribuiti ai cosiddetti miracoli.
By Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

Rachel Sherman, a 4th year medical student at the University of Chicago's Pritzker School of Medicine, and Dr John Hickner, a professor of family medicine, at the University of Chicago and University of Chicago Medical Center.
http://www.medicalnewstoday.com/articles/93003.php

Commento NdR: e perche' dovrebbero utilizzarlo solo i medici e non i terapeuti e/o i "guaritori"....e chi l'ha detto ?...perche' nella realta', e cio' nel mondo soprattutto occidentale, la medicina ufficiale PERSEGUITA i non medici, per paura di perdere il potere (commerciale e psicologico) sulle coscience+mente+corpi degli esseri viventi, per cui ha generato e cerca di mantenere la sua DITTATURA SANITARIA con OGNI MEZZO, come nel periodo dell'Inquisizione, essa accende i fuochi e cerca di "bruciare" chi non e' all'interno della "CASTA" e quindi della forma di "monopolio" che essa stessa ha generato e gestito fino ad oggi...ma il tempo fara' cadere e sparire queste "caste" che dovranno, all'evidenza dei FATTI scomparire ed essere sostituite dall'amore per la guarigione dei malati, fornendo loro le indicazioni ed i fondamenti della Medicina Naturale.

Importante: ….pur segnalando in questo portale www.mednat.org le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

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Se il Placebo costa di piu' e' piu' efficace.....

Ricercatori della Duke University hanno appurato che un paziente è più propenso nel consumare un farmaco più o meno costoso. Un atteggiamento che potrebbe influire in maniera incisiva sul risultato finale della terapia.
La ricerca dimostra che una pastiglia da 15 centesimi sarebbe meno apprezzata di una che costa 3 dollari, almeno se in entrambi i casi si tratta di placebo.
Per la ricerca, condotta dal dottor Ariel e colleghi del Massachusetts Institute of Technology, sono stati convocati 82 volontari. Essi sono stati sottoposti ad un protocollo standard che ha previsto l'impiego di una scossa elettrica per constatare le variabili della sensibilità soggettiva alla sensazione di dolore prima e dopo l'assunzione del placebo.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: ad uno è stata data una spiegazione scritta sui vantaggi di un nuovo farmaco antidolorifico il cui costo si aggirava sui 3 dollari; all'altro gruppo però la medesima spiegazione scritta menzionava un nuovo antidolorifico il cui prezzo per ogni dosaggio era solamente di 10 centesimi, senza ulteriori spiegazioni sul perché di un così basso costo.

Dal risultato del test è emerso che la riduzione dei sintomi di dolore dopo l'assunzione del placebo è stata monitorata nell'85 per cento dei partecipanti appartenenti al primo gruppo, e nel 61 per cento dei partecipanti appartenenti al secondo gruppo.
Fonte: "Journal of the American Medical Association" (JAMA) - Marzo 2008

Nota bene NdR: Tutti i "miracoli" attribuiti dai religiosi ai santi, medonne, dio, cristo ecc, sono gli effetti del Placebo !
vedi: chi e' Dio dov'e' e cosa e' ?  +  Autoguarigione


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La SOMMINISTRAZIONE   di un "placebo" al posto di un farmaco è entrata nella pratica clinica.
Lo ha accertato una ricerca, la prima di questo genere, condotta da Rachel Sherman della Pritzker School of Medicine dell'università di Chicago e da John Hickner, professore di medicina della famiglia del Chicago Medical Center della stessa università. La ricerca è pubblicata sull'ultimo numero del Journal of General Internal Medicine.

L'indagine si è basata su un questionario mandato a 466 medici internisti che lavorano alle università di Chicago, dell'Illinois e alla Northwestern. Hanno rimandato il questionario completo e valido per la raccolta dei dati la metà dei medici.
La somministrazione di un placebo (una pillola, una iniezione o uno sciroppo non contenenti alcun principio farmacologico, n.d.r.) è stata giudicata una pratica medica "da proibire assolutamente" solo dal 12 per cento degli internisti.

Tutti gli altri invece hanno dichiarato di usarlo nella pratica clinica. Tra questi, solo il 4 per cento informa il paziente che gli sta precrivendo un placebo. Nella maggior parte dei casi (34%) invece viene presentato al paziente come "una sostanza che la potrebbe aiutare, ma sicuramente priva di effetti collaterali".
Il 19 per cento invece presenta il preparato come "una medicina", il 9 per cento "una medicina senza effetti particolari" mentre il 33 per cento dice, di fatto, la verità presentando il placebo come "qualcosa che sicuramente le darà dei benefici anche se non sappiamo come e perchè funziona".
Gli autori dell'indagine ricordano che nella letteratura bioetica la somministrazione di placebo nella pratica clinica di tutti i giorni e non solo nella ricerca farmacologica è molto controversa.
Alcuni esperti sottolineano il contrasto col diritto del paziente ad esprimere il consenso informato da parte del paziente, visto che nella maggior parte dei casi non viene dichiarato esplicitamente che si tratta di un placebo. D'altra parte, il placebo è in grado di mettere in moto quei meccanismi psicologici che alla fine determinano dei benefici concreti proprio grazie al fatto che viene ritenuto un farmaco a tutti gli effetti da parte di chi lo prende.

Altri bioetici invece fanno notare che l'effetto placebo è presente in numerosi altri contesti terapeutici dove è difficilmente distinguibile dall'effetto farmacologico. Come il rapporto che il medico riesce a stabilire col paziente e il modo in cui propone e descrive il farmaco prescritto.
By Marco A.

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E' giusto che un medico inganni il paziente, anche se a fin di bene ?
La questione interpella gli eticisti, soprattutto dopo i risultati di una ricerca condotta dall'Istituto statunitense di Sanita' (NIH) e pubblicato dal British Medical Journal. Esso indica che la meta' dei medici intervistati prescrive regolarmente  -e scientemente- dei farmaci placebo. Magari non medicine totalmente prive di principio attivo, ma, per esempio, vitamine, sedativi, magnesio, pasticche contro l'emicrania, tutte senza nessun rapporto diretto con la patologia del paziente.
Altri studi, realizzati in Danimarca, Israele, Gran Bretagna e Svezia, confermano questa tendenza. I medici generici giustificano la strategia sia con l'efficacia dimostrata dal trattamento placebo, sia con il numero elevato di "malati immaginari", che vanno dal medico per problemi di depressione o disturbi chiaramente psicosomatici. Difficile dargli torto.
Esperimenti rigorosi hanno mostrato che i placebo hanno un effetto benefico nel 30%-40% dei casi di persone depresse, una quota molto piu' alta di quanto si ottenga di solito con gli antidepressivi.
 

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