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Sacrificazione e
Salasso
(antichissima tecnica)
Sacrificazione e salasso purificano tramite
l'uscita dell'impurità attraverso il sangue.
Allo stesso modo può essere determinata tramite
vomito, clistere, salivazione o comunque
evacuazione delle sostane tossiche accumulate.
Il Salasso e’ la sottrazione di una certa
quantità di sangue dal circolo di un individuo,
praticata a scopo terapeutico. Puo’ essere
effettuato con una goccia di sangue fatta
fuoriuscire dalle dita (polpastrello e/o punti
laterali della base delle unghie e/o dai punti
di agopuntura) oppure vicino a parti doloranti
per arrivare, eliminando piu’ sangue con una
incisione per esempio alla base della vena del
piede sinistro (parte interna) sangue raccolto
in una bacinella di acqua tiepida, nei casi di
dolori alle gambe.
L'alternativa al
salasso chirurgico
erano e sono
le sanguisughe.
Per gli Animali e’ una pratica ancora oggi utilizzata con notevoli
risultati:
Gli allevatori, soprattutto quelli più anziani,
riconoscono facilmente la malattia (la Muffata)
e, prima ancora di chiamare il veterinario,
agiscono tempestivamente intervenendo con la
pratica del salasso (pratica che definiscono
infallibile).
In poche parole si tratta di svuotare o pungere
con un coltello o con la punta di un punteruolo
quella che loro chiamano la vescicola o bolla,
che si trova sotto la lingua (edema del
laringe), dalle dimensioni di una noce o di una
castagna.
Il salasso può essere praticato anche alla
regione auricolare. Si ha subito una diminuzione
dell’edema a partire dalla regione oculare e
dell’intera faccia; dopo qualche ora l’animale
incomincia a muovere la lingua per la scomparsa
dell’edema e via via si ha un ripristino delle
condizioni generali.
Per gli
Umani:
Con un salasso si rimuovono dal circolo
sanguigno, 350 o 400 ml di sangue. Il sangue
contiene per il 40-45% una parte solida
costituita dai globuli rossi (in grande
maggioranza), dai globuli bianchi e dalle
piastrine e una parte liquida (il plasma) che
contiene proteine, grassi, oligoelementi, ecc,
essenziali per la vita.
Togliere il sangue, se non c'è una chiara
indicazione medica, vuol dire affaticare
l'apparato cardiocircolatorio, indurre una
anemia, depauperare l'organismo di elementi
vitali. Viceversa, il salasso terapeutico può
essere una terapia molto efficace nelle malattie
da sovraccarico di ferro quali l'emocromatosi,
dove il salasso terapeutico è terapia salvavita,
la porfiria cutanea tarda, in cui la
salassoterapia elimina le alterazioni cutanee
(vesciche e bolle), così fastidiose e dolorose,
nella policitemia vera, malattia tumorale
caratterizzata da un eccesso di globuli rossi e
infine saltuariamente nella bronchite cronica,
condizione in cui i bassi livelli di ossigeno
circolante stimolano la produzione di globuli
rossi in quantità eccessive (policitemia
secondaria).
Si attua anche nei
casi di
edema polmonare acuto da
scompenso cardiocircolatorio, di crisi di
ipertensione arteriosa,
in soggetti affetti da
policitemia vera.
Le indicazioni sono molteplici e condizionano
l’entità del prelievo, che deve essere
preventivamente valutato in relazione alle
condizioni generali del malato (stato di
nutrizione e di sanguificazione, costituzione
somatica ecc.).
In tutte le popolazioni del mondo si pratica
ancora oggi il salasso terapeutico.
Per sottrarre dal circolo ematico quantita' di
sangue pari a 150 >400 cc ed in casi di urgenza
(una crisi ipertensiva, un edema polmonare
acuto, ecc.) e' necessario incidere la vena
mediana della piega del gomito e praticare un
vero e proprio salasso.
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Salasso una pratica
tornata di moda, terapia che piace alle dive
(star)
Questa tecnica e'
stata importata dal medio oriente (specialmente
i medici Greci la praticavano) e dall'estremo
oriente, specialmente in Cina, pratica in
uso da ben oltre 5.000 anni, da frati
francescani missionari del medio evo.
Da allora e' stata praticata con fasi alterne,
nel mondo occidentale fino al nostro periodo,
ove con l'avvento della medicina farmacologica,
fu spazzata via, derisa ed
abolita dalla nuova classe
"medica"....serva delle
case farmaceutiche.
Fra i primi
in Italia a riscoprire l'antica pratica e' stato
l'olimpionico Mennea, per via della sciatica che
l'affliggeva e riduceva le sue prestazioni
atletiche, egli si decise di recarsi da padre
Leonardo, frate in Fonte Colombo; i medici che
l'avevano in cura ironizzavano, ma dovettero
rimangiarsi tutta la loro
stupida ironia, visto che il risultato fu
la guarigione dalla sciatica dell'ex loro
paziente.
Il medico chirurgo
dott. Mario Pitoni (il medico ricercatore che ha
messo a punto un semplice, poco costoso, test
per sapere mesi prima se un soggetto avra'
oppure no un tumore - vedi
Micro
cristalli -
Diagnosi
precoce del Tumore ) - si e' voluto recare
diversi anni fa in prima persona a vedere i
risultati del salasso e dove veniva praticato,
dal frate Leonardo.
Resosi conto della realta', dopo prove e
riprove, ha iniziato a praticare pure lui
l'antica tecnica del "salasso",
riuscendo a guarire i suoi pazienti da
diverse malattie dovute alle infiammazioni al
nervo sciatico, poliartrite, cervicale ecc.; e'
noto che le
infiammazioni esercitano una congestione
sanguigna venosa anche nelle zone interessate,
quindi un salasso decongestiona e scarica il
sangue e le tossine accumulate (cluster di
minerali e tossine), che rendono il sangue
marcio e quindi denso.
Nel caso della sciatica, ernia del disco (il 10%
dei pazienti evita l'intervento chirurgico),
si tratta di incidere un ramo della "vena safena
inferiore". La casistica
di tutto rispetto accumulata dal dott. M.
Pitoni ormai dimostra la validita' dell'antico
metodo, il quale e' parte integrante della
medicina naturale, la quale utilizza anche le
sanguisughe, anche se il
salasso diretto con taglio nelle parti adatte
e' la migliore delle prassi decongestionanti.
Egli oggi dice: "curo con "fratello sangue"
come ai tempi di s. Francesco".
Egli ha
riabilitato un pratica vecchia di millenni,
nella medicina e nella sanita'. Ha rimesso in
piedi con poche sedute, migliaia di pazienti
con dolori lancinati alle gambe, alla
schiena, al collo, spesso con dolori
insopportabili.
Egli utilizza una pompetta per creare un "ponfo"
(del vuoto) nella zona ove verra' praticata l'incisione
venosa di circa 2-3 millimetri con fuoriuscita
di gocce di sangue in minima quantita' per la
sciatica; il sangue "fermo" e' di provenienza
infiammatoria.
Che pratica in
Italia, il salasso terapeutico, e' il Dott. Mario Pitoni
- Primario di Nefrologia Dialisi -
Ospedale di Rieti - Patologo
Generale - Professore a
contatto di Nefrologia - Università Cattolica di Roma
Rec.: Via Massimo Rinaldi, 19 - tel.
0746.200.444 - RIETI
Ricordiamo anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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