Italy - Roma Giu
2007
Le proposte di Legge presentate in
Parlamento girano intorno ad un punto
fondamentale: evitare l'accanimento terapeutico,
ossia quella condizione che costringe una
persona a continuare a vivere solo grazie alle
macchine pur non avendo più una prospettiva di
vita, quindi l'accanimento contro la dignità
della persona.
Non essendo stato possibile arrivare a due ddl,
una per la maggioranza e uno per l'opposizione,
si sono presentate allora otto proposte: cinque
sono quelle maggioranza; tre quelle
dell'opposizione.
''Noi lavoriamo per un testo unico - ha
premesso il vicepresidente della Commissione
Sanità, Giampaolo Silvestri (Verdi) - ma
abbiamo voluto distinguerci e mettere i puntini
sulle "i" perché non vorremmo mai che venisse
fuori un testo che peggiora la situazione
attuale, quella definita dell'articolo 32 della
Costituzione, e che finirebbe per garantire
ancora meno la libertà del malato''.
L'obiettivo è stabilire con una legge la
possibilità di autodeterminazione del paziente,
rispetto alla cure mediche, anche quando non è
in grado di intendere e di volere e di
riconoscere il diritto di ciascuno alla dignità
della vita e alla fine della vita quando non è
più tale.
Si tratta, dunque, di legiferare muovendosi tra
due estremi: se e quando si possa parlare di ''fine
della vita''; fino a che punto si possa far
valere ''il diritto di
esprimere in anticipo'' la propria
volontà sui trattamenti sanitari e sulla loro
interruzione. Il punto di partenza per tutti i
disegni di legge è la Costituzione che
stabilisce il diritto alla salute ma al tempo
stesso dice che ''nessuno può essere
obbligato a un determinato trattamento sanitario
se non per disposizione di legge e la legge non
può in nessun caso violare i limiti imposti dal
rispetto della persona umana''.
Il
Dissenso informato è il diritto a rifiutare le cure mediche e mettere
fine ad una condizione di vita ormai priva di dignità. Questo è il
diritto invocato da sempre più cittadini a livello planetario.
NON vi è NESSUNA SPECIE VIVENTE costretta a subire forzosamente (contro
la propria volontà espressa) profilassi sanitarie che mantengano o
prolunghino la vita in condizioni artificiali, non naturali, oppure che
subisca l’accanimento terapeutico.
La
vita è mia e la gestisco io ! questo DEVE essere il principio del Diritto
alla Vita od alla morte naturale !
ORDINE MEDICI di MILANO MOSTRA CULTURA
CLERICO-AUTORITARIA.
GIU' le MANI dai NOSTRI CORPI.
Firenze, 19 Giugno 2007. L'ordine dei medici di
Milano si e' dichiarato contrario ad una
qualsiasi legge sul testamento biologico, in
quanto sostituirebbe "l'autonomia del camice
bianco con quella decisionale del paziente".
Non abbiamo parole
! E' come se al centro del rapporto fra il
falegname ed il cliente contasse piu'
l'autonomia professionale del primo piuttosto
che le richieste del secondo. Tanto piu' che qui
non si tratta di costruire un mobiletto su
misura, ma di agire sul corpo stesso del malato,
spesso in maniera invasiva, determinandone il
destino.
Noi avremmo paura ad essere curati da persone
come quelle che oggi pretendono di parlare a
nome dei medici milanesi. Essi dimostrano una
chiara cultura clerico-autoritaria, che mira ad
imporre il giudizio professionale
(irrimediabilmente contaminato da opinioni
personali e religiose) sul corpo del paziente.
Dagli Stati Uniti all'Europa, questa visione e'
stata gia' da tempo scardinata. Evidentemente le
nostre universita' non sono capaci di rinnovarsi
e formare una classe medica rispettosa della
volonta' e liberta' individuale dei propri
assistiti, principio-cardine del rapporto
medico-paziente in ogni democrazia
liberale.
I medici devono essere al servizio del
cittadino, e non viceversa. Una legge sul
testamento biologico che riconoscesse questi
principi sarebbe utilissima a dare attuazione ad
un diritto costituzionale, quale la liberta'
terapeutica, che i "medici" milanesi si ostinano
ad ignorare.
Giu' le mani dai nostri corpi !
By Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Testamento
Biologico:
La/Il
sottoscritta/o:
Nata/o
il
a
Testamento
redatto di proprio pugno oggi il
In
età in cui posso dirmi
realizzata/o e paga/o per la vita fin qui vissuta, lascio queste
disposizioni per ogni eventualità futura, riguardanti il mio corpo
materiale.
Tali
disposizioni traggono motivo da convinzioni di ordine etico-morale che qui
non sto ad esporre, convinzioni che chiedo vivamente di rispettare, perché
vorrei conservare la dignità di persona umana fino all’ultimo giorno
della mia vita terrestre.
I
tempi che stiamo vivendo lasciano perplesse le coscienze sociali ed
individuali ed inducono a continuo profondo conflitto ogni qualvolta la
scienza ufficiale compie passi innovativi.
Interpellati
sacerdoti, religiosi, medici e legali, nonché me stessa/o sul come vivere
gli “ultimi giorni”, salvo morte improvvisa, sorge la necessità di
lasciare questo scritto, ed assumerne in prima persona la responsabilità,
circa il conseguente comportamento di terzi.
IN
CASO DI MALATTIA GRAVE
Desidero
essere partecipe di scelte sui metodi di indagine e cura, ma e soprattutto
domando il rispetto di un mio eventuale diniego ad effettuare cure che NON
condivido, questa scelta deve essere rispettata anche se sono in stato di
incoscienza.
Percepire
la sensibilità del medico che cura, vale mille volte più della cura.
Ho
lungamente meditato sulla pretesa da parte mia o dei medici di prolungare
artificiosamente la mia vita ed ho DECISO: NIENTE accanimenti terapeutici,
NESSUNA trasfusione di sangue, NESSUN trapianto, Nessuna alimentazione
artificiale/forzata, Nessuna respirazione artificiale, NESSUN intervento
di rianimazione.
Solo
terapia del dolore se io non fossi in grado di sopportarla.
TUTTO
CIO’ VALE anche in STATO di INCOSCIENZA.
In
caso di morte CHIEDO di essere CREMATA/O al TERZO giorno dal decesso.
Desidero
morire in casa mia se sarò in stato di coscienza e se possibile fra i
miei cari.
Letto
approvato sottoscritto
Redatto
in 4 copie autografe e sottoscritte/firmate, di cui 3 in ricalco.
Segue
il nome e cognome scritto leggibile + la propria firma autografa su tutte
le copie; due copie debbono essere lasciate a persona di fiducia, una ai
propri famigliari ed una copia tenuta sempre nel proprio portafoglio.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Pubblicato in
Osservatorio legale.
Il testamento biologico. Servira' anche al
cittadino inesperto di medicina? Si', ecco
perche'di Claudia Moretti2 Febbraio 2007
Fra le obiezioni piu' comuni all'entrata in
vigore di una legge sul testamento biologico ve
n'e' una particolarmente perniciosa, che si
aggira nel dibattito mediatico. Quella secondo
cui, chi non conosce approfonditamente la
materia e la scienza medica, non sia in grado di
decidere e mettere per iscritto le proprie
volonta' sul fine vita. Cosi' come altrettanto
non sarebbe in grado di prevedere gli orizzonti
terapeutici futuri e successivi alle proprie
dichiarazioni anticipate di trattamento.
Vorremmo contribuire a superare tali
perplessita' con alcune riflessioni.
Chi redige testamento biologico, dalla casalinga
piu' sprovveduta al medico di rianimazione piu'
esperto, ha a cuore fondamentalmente un fatto:
non giungere, non rimanere, o non permanere per
x tempo in determinate "condizioni", descritte
appunto sul testamento (es. non vorrei rimanere
paralizzato o altro... o dipendente in tutto e
per tutto dagli altri ecc...). Infondo anche
quando si rifiuti alimentazione e idratazione,
non e' sui quei trattamenti in se' per se' che
si argomenta, ma in quanto questi sono lo
"strumento" con cui si mantengono in atto
"condizioni" in cui non si vuole rimanere. Con
il testamento impongo e stabilisco prima di
tutto il "risultato" della terapia o a cui essa
deve tendere, se pur posso non sapere, o posso
non sapere a priori rispetto alle evoluzioni
medico scientifiche in cosa consisteranno i
singoli trattamenti (sapere tecnico che posso
non avere e che nessun medico di famiglia mi
puo' infondere anche durante la redazione del
mio testamento).
Tali trattamenti (frutto dello stato dell'arte
al momento dell'evento) saranno per me che
detto, cosi' come e per il medico che mi
leggera', il "mezzo" con il quale si attuera' -o
si tentera' secondo la miglior scienza ed
esperienza- quel "risultato" o quel "fine" di
cui al mio testamento biologico.
Chiarito questo dato di fatto, generalizzabile
(salve eccezioni quali trasfusioni per i
testimoni di Geova, dove i trattamenti hanno un
valore intrinseco per la persona, per ragioni
morali o quant'altro) si superano di un colpo
numerose -e spesso strumentali- obiezioni sulla
agibilita' teorica e pratica delle dichiarazioni
anticipate:
1. quella secondo cui chi redige testamento
biologico non ha le competenze tecniche per
farlo, per esempio la nonna o il manovale. Che
possono non sapere come (attraverso quali
strumenti medici), ma conoscono bene le
condizioni finali in cui vogliono o non vogliono
divenire, permanere, o permanere per x tempo,
che e' un dato di vita reale umana e concreta,
non parametro medico scientifico.
2. quella secondo cui chi redige testamento
biologico non potra' sapere se, al momento dell'incapacita',
esisteranno mezzi o trattamenti che oggi -a
priori- rifiuta. Come gia' detto, se tali
trattamenti sopravvenuti serviranno al
raggiungimento dello scopo e del risultato, e ad
attuare le condizioni descritte nelle volonta'
anticipate, ben vengano!
3. la questione della discrezionalita' medica in
merito alle dichiarazioni scritte e
all'interpretazione piu' o meno letterale del
testamento biologico viene infine cosi'
drasticamente ridimensionata, riassegnando a
ciascuno il suo ruolo, senza paternalismi di
sorta.
Il tecnico fa il tecnico e il titolare del
diritto fa la scelta di fondo. Nel senso che le
attivita' e i trattamenti "scelti" dal primo,
sono "strumento" di attuazione della volonta' e
dei risultati dettati dal secondo.
Tratto
da:
http://www.aduc.it:80/dyn/eutanasia/arti.php?id=169790
Commento
NdR: Vorremo
ricordare che
il
testamento biologico, è un documento
scritto da un soggetto nel pieno delle
sue facolta' mentali e di coscienza, per
garantire il rispetto della propria volontà
in materia di trattamento medico
(somministrazione di farmaci, sostentamento
vitale, rianimazione, ecc.) quando non si è
in grado di comunicarlo a voce.
Se la volontà
del paziente va rispettata in caso di coscienza
presente, sarebbe
una
vigliaccheria non
volerla rispettare quando ci si trova
in condizioni di incapacità di esprimere la
propria volontà precedentemente affermata
all'interno di un testamento biologico.
Cancro +
Cure
Naturali +
Aids
+
Danni
da Amalgami
+
Danni dei VACCINI
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TESTAMENTO
BIOLOGICO.
FINALMENTE la MAGISTRATURA
ITALIANA APPLICA l'ARTICOLO 32 della
COSTITUZIONE per TUTTI i PAZIENTI
29 Maggio 2008.
E' deceduta la donna di 70 anni ricoverata a
Modena che soffriva di una malattia
neurologica degenerativa e che aveva chiesto
al marito (da lei nominato amministratore di
sostegno in base a una legge del 2004) di
opporsi a una probabile tracheotomia
'salvavita' su di lei. E il magistrato ha
dato ragione alla coppia con una decisione
innovativa e senza precedenti in Italia. (1)
La novita' del caso di Modena pero' non e'
tanto nell'applicazione della legge del 2004
che ha istituito l'amministratore di
sostegno, ma l'applicazione piena
dell'articolo
32 della Costituzione anche per i pazienti
colpiti da malattie che impediscono loro di
esprimersi. Il fatto importante e nuovo e'
che per la prima volta si riconosce un
principio che da tempo anche noi invochiamo:
il rispetto della propria volonta' in
materia di trattamenti sanitari, in
qualunque modo sia essa manifestata, e' gia'
un diritto costituzionalmente sancito.
L'intervento del legislatore e' quindi
superfluo, come scrive lo stesso giudice
tutelare di Modena Guido Stanzani, se esso
pretende di introdurre un diritto che gia'
esiste. Sarebbe poi anticostituzionale se
addirittura limitasse questo diritto
escludendo la possiblita' di rifiutare
alcuni trattamenti come l'alimentazione e
l'idratazione artificiale. E' invece un
intervento auspicabile quello del
legislatore teso a facilitare l'esercizio di
un diritto che attualmente e' poco
rispettato, istituendo ad esempio una banca
dati accessibile in tempo reale dai medici
che si trovano di fronte un paziente che ha
perso la capacita' di comunicare la propria
volonta'.
Per il resto, il diritto esiste gia' ed il
medico deve rispettare la volonta' del
malato, sia essa espressa sul momento, sia
essa espressa tramite un amministratore di
sostegno, sia essa stata scritta in
precedenza dal paziente anche solo su un
fazzoletto di carta.
Per questo invitiamo tutti i cittadini che
abbiano a cuore il rispetto della propria
volonta' nel fine vita a redigere un
testamento biologico sin da subito,
consegnandone copia firmata a parenti ed
amici piu' stretti e al proprio medico di
famiglia.
Qui il nostro modulo ed i nostri consigli su
come redigere il testamento biologico:
http://www.aduc.it/dyn/salute/docu.php?id=136332
HOME
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|