|
Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
Italy:
Risponde del delitto di omicidio colposo il
medico (anche i
vaccini
sono farmaci) il quale prescriva dei farmaci
capaci di incidere sul normale metabolismo,
senza sottoporre il paziente ad adeguati esami
ematochimici prima e durante la
somministrazione, se l'assunzione dei farmaci
suddetti abbia causato la morte del paziente.
Cassazione Penale, sez. IV, 28 maggio 2003, n.
35603
23
febbraio 2001 REGGIO - il Resto del Carlino
Reggio Emilia
I MEDICI,
una MINACCIA per la SALUTE
http://www.instablog.org/ultime/2264.html
- Quanti saranno i casi di malasanità non
denunciati ?
I numeri dell'Ania, l'associazione delle
assicurazioni Risarcito un malato su tre- Dal
'96 in Italia le denunce dei cittadini sono
aumentate del 66%:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/errori-medici/errori-medici/errori-medici.html
Come vengono "assolti" i medici:
http://it.youtube.com/watch?v=L0ya4KOHfz0
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
corporazione medica è diventata una grave
minaccia per la salute.
L’effetto inabilitante prodotto dalla gestione
professionale della medicina ha raggiunto le
proporzioni di una epidemia.
La sofferenza, le disfunzioni, l’invalidità e
l’angoscia conseguenti all’intervento della
tecnica medica, fanno della medicina una delle
epidemie più dilaganti del nostro tempo.
La mia tesi è che il profano e non il medico ha
potere effettivo per arrestare l’epidemia da
medicinali e cure mediche.
Solo un programma politico diretto a limitare la
gestione professionale della sanità, può
permettere alla gente di recuperare la propria
capacità di salvaguardarsi la salute, e che tale
programma è parte integrante di una critica e
limitazione sociale del modo di produzione
industriale.
By Ivan Illich – “Nemesi Medica” – Re-Macro edizioni, Como
In molti paesi del terzo monto il 10% dei
bambini vaccinati per la rosolia, muore per
effetto del vaccino !
By
Milton Silverman, Philip Lee e Mia Lydecker, in
“Prescriptions for death. The drugging of the
third world” –
Tratto da L’Europeo n. 48 del 25/11/1988
Gli errori in corsia uccidono
piu' degli incidenti stradali, del cancro al
seno e dell'Aids. Almeno negli Stati Uniti, dove
"nel 2005 le persone morte per errore medico
sono state 90mila, contro le 43mila vittime
dell'asfalto, le 42mila del tumore alla mammella
e le 16mila dell'Aids". E "non c'e' ragione di
pensare che la situazione non sia la stessa
anche in Italia". Lo ha affermato Giuseppe
Remuzzi, direttore dell'Istituto farmacologico
Mario Negri di Bergamo, intervenuto oggi a
Milano al convegno (2008) 'Il contenzioso
medico-paziente, un crescente problema
culturale, etico ed economico".
Gen. 2008 - 5000 MORTI OGNI ANNO per
ERRORI COGNITIVI dei MEDICI
E' stato presentato al CNR di Roma il volume
curato dalla Fondazione Smith Kline "La
dimensione cognitiva dell'errore in medicina"
realizzato nel contesto di un più ampio progetto
che la Fondazione Smith Kline dedica al tema
delle decisioni in medicina e sanità e che
comprenderà altre iniziative editoriali e
programmi formativi universitari e di
educazione. Trentaduemila casi ogni anno : sono
questi i numeri indicativi, messi in evidenza,
delle morti in ospedale causate da errori
medici: il 2,5% circa del totale dei decessi in
Italia, secondo i dati Istat. Più dei morti per
incidenti stradali. Si tratta di una stima
rozza, certo, ma comunque rivelatrice di una
situazione cui è necessario far fronte.
Soprattutto se si considera che a questa cifra
vanno aggiunti 300mila casi di danni alla
salute, più o meno gravi (circa il 4% del totale
dei ricoveri); che il danno economico provocato
dagli errori si aggira intorno ai 260 milioni di
euro all'anno solo per il prolungamento dei
tempi di degenza e che molti errori, non
avendo conseguenze manifeste e riconoscibili,
non vengono individuati.
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"Operazioni sbagliate, errori nella
somministrazione dei farmaci, diagnosi mancate:
in dieci anni in Italia le denunce dei cittadini
contro i medici e gli ospedali sono aumentate
del 66%. Secondo l'Ania, l'associazione
nazionale delle imprese assicuratrici, si e'
passati da 17mila danni segnalati nel 1996 a
28mila nel 2006".
"Per reggere l'urto
delle richieste dei cittadini le Regioni
stipulano polizze per la responsabilita' civile
in campo sanitario per un totale di circa 500
milioni di euro l'anno. Dietro al
boom -continua il quotidiano- ci sono
vari motivi, spesso non classificabili come
malasanita' ".
Lo dice -scrive- lo stesso organismo autore
dello studio, indicando tra l'altro 'una maggior
consapevolezza dei propri diritti da parte dei
malati che li spingerebbe ad una conflittualita'
piu' marcata.
Denuncia inoltre non vuol dire automaticamente
colpa: restano una minoranza i casi in cui si
arriva ad un risarcimento.
Secondo il Simpas, sistema informativo
ministeriale sulle polizze assicurative in
sanita', i soldi vengono riconosciuti in un
terzo dei casi. E arrivano tardi, anche a causa
della lentezza dei processi".
"Sempre secondo Ania -prosegue- nel
2006 era stato liquidato solo il 68% del valore
dei sinistri provocati per errore medico dieci
anni prima. La media dei rimborsi e' tra i 25 e
i 30mila euro". Cosi' "mentre il ministro
alla pubblica amministrazione Renato Brunetta
parla con una certa frequenza di 'macellai' tra
i chirurghi, -aggiunge ancora- le Regioni e il
governo si organizzano per disporre di un
sistema di "risk management", cioe' di controllo
dell'errore in corsia".
Fonte : TG5 - Ott. 2008
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ERRORI in
MEDICINA - Napoli (Italy)
Si e’ concluso nel
mese di Dicembre 2007 il congresso nazionale
"L’errore in medicina: prevenzione e gestione
della conseguenze", organizzato dall’Azienda
Ospedaliera Universitaria "Federico II" e dalla
Viras International Insurance Broker SpA, che ha
preso il 5 dicembre, nell’Aula Magna della
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università
degli Studi "Federico II" di Napoli.
Dopo i saluti dell’autorità, ha avuto inizio la
discussione con la partecipazione dei professori
della "Federico II" Giuseppe Lissa, ordinario di
Filosofia Morale; Vincenzo Patalano, ordinario
di Diritto Penale; Claudio Buccelli, ordinario
di Medicina Legale e presidente del convegno;
Maria Triassi, ordinario di Oncologia medica e
del dott. Tonino Aceti, responsabile nazionale
"Studio e Documentazione" del Tribunale dei
Diritti del Malato.
I dati che sono emersi fanno
pensare ad una vera e
propria emergenza.
Infatti, secondo le proiezioni internazionali
applicate alla situazione italiana si prevede
che dato il numero di 8 milioni di ricoveri
l’anno, ci potrebbero essere 320 mila danni o
malattie da errori di terapia o disservizi
ospedalieri e bene 30/35 mila decessi (secondo i
dati relativi all’anno 2006). Le branche
specialistiche coinvolte sono ostetricia e
ginecologia per il 16,0 %; chirurgia generale
per il 13,7%; ortopedia e traumatologia per il
12,4%; medicina generale per il 6,0% e anestesia
e rianimazione per il 5,2%. Questi danni sono
causati per il 48,3% da errore umano; per il 33%
da difetti della struttura sanitaria e per il
5,5 da ritardo di trattamento corretto.
Secondo il Tribunale dei Diritti del Malato 1
cittadino su 5 denuncia un errore, di cui il
72% in interventi chirurgici; il 22% per errata
diagnosi e il 4% per errata terapia. I dati sul
Medical Malpractice sono contraddittori, a volte
allarmanti.
Quello che manca ancora è un regime di governo
dei rischi condiviso, cioè un sistema di norme,
valori, risorse, informazioni, procedure e
comportamenti codificati che coinvolga ed
impegni tutti: istituzioni, medici e cittadini.
Per superare questo impasse è indispensabile,
dunque, dotarsi di un sistema strutturato, avere
una politica, una strategia e, soprattutto, le
giuste risorse umane che sappiano operare in
staff, diffondere informazioni e fare
formazione. È stata espressa anche l’esigenza di
favorire linee guida, percorsi di cura, audit
clinici, ecc., nonché di saper gestire l’evento
avverso, analizzando l’errore (root cause
analysis) ed effettuando eventuali iniziative di
"aggiustamento" dell’organizzazione
assistenziale dopo l’analisi. Ieri pomeriggio e
questa mattina continua il convegno con la
presentazione di esperienze di prevenzione e
fattive prospettive di soluzione in chiave di
Risk Management.
x info: Dott.ssa Loreta Somma -
http://www.korazym.org/news1.asp?Id=26587
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90
MORTI AL GIORNO, META’ EVITABILI. NASCE L’OSSERVATORIO
SUI RISCHI
Il 23 Sett 2004 ad Ostia la I° Consensus
Conference sul Risk Management in Sanità
Roma, 17 settembre 2004 - Causano più
vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e
di molti tumori.
In Italia le cifre degli errori commessi dai
medici o provocati dalla cattiva organizzazione
dei servizi sono da bollettino di guerra: tra 14 e
50mila i decessi ogni anno, di cui il 50%
evitabile, 320.000 le persone danneggiate, con
costi pari all’1% del PIL, 10 miliardi di euro
l’anno.
Le fonti sono spesso discordi su questi numeri;
per ottenere dati certi e uniformi – ma
soprattutto per individuare interventi di
riduzione del rischio - Occorre costituire
l’Osservatorio sui rischi sanitari e il database
nazionale degli errori medici, oggi mancanti nel
nostro Paese. “Gli interventi di contenimento
del rischi in sanità – afferma il sen. Cesare
Cursi, sottosegretario alla Salute, nella
conferenza stampa di presentazione della Consensus
- devono interessare tutte le aree in cui
l’errore si può manifestare durante il percorso
clinico di diagnosi, cura e assistenza al
paziente.
A questo scopo nel 2003, presso la Direzione
Generale della Programmazione sanitaria, abbiamo
istituito una Commissione tecnica sul rischio
clinico che nel marzo 2004 ha elaborato un primo
rapporto. Questa consensus rappresenta un
ulteriore momento di approfondimento di un tema di
grande attualità”.
I dati nazionali disponibili sugli errori in sanità
provengono da varie fonti (Anestesisti
Ospedalieri, Assinform, Tribunale dei Diritti del
Malato e altre) oppure sono proiezioni dalla
letteratura internazionale (a partire dal rapporto
Usa del 2000 ‘To err is human’) o ancora si
riferiscono a studi e sperimentazioni condotti in
grandi e piccoli centri di cura italiani. Queste
ultime ricerche si concentrano però
essenzialmente sul problema della tracciabilità e
dell’erogazione di farmaci e dispositivi per
evitare il tipico scambio di confezioni o la non
applicazione dei protocolli, fattori che in
oncologia - seconda area medica dove si registrano
più eventi avversi dopo ortopedia - rappresentano
il 40% degli errori secondo una recente indagine
dell’Asl Roma C. “Quelli relativi al farmaco e
alla corretta esecuzione dei protocolli
terapeutici sono fra gli errori più frequenti in
oncologia – spiega il prof. Francesco Cognetti,
direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena
di Roma –.
Dagli ultimi studi internazionali risulta però
che in oncologia le controversie per errori medici
sono in diminuzione. Ciò però non deve sollevare
in alcun modo il clinico dai propri doveri e
responsabilità: una maggiore chiarezza nel
comunicare i limiti della medicina e gli eventuali
errori non può che giovare al rapporto col
paziente. Per evitare gli eventi avversi è
necessario, come in ogni settore, imparare da
essi.
In questo senso, l’aderenza alle linee guida
evidence-based, diventate largamente disponibili
in oncologia, è la salvaguardia migliore contro
ogni errore”. “Negli ultimi anni si sta
assistendo a un incremento delle cause intentate
contro i medici – aggiunge Giorgio Carlo Monti,
Segretario Nazionale della Società Italiana di
Medicina Generale - al punto da spingere alcuni di
loro a rifiutare ricoveri ‘estremi’, quelli
cioè che possono generare successive cause legali
intentate da familiari o pazienti che si sentono
danneggiati.
Negli anni passati queste controversie per
‘malpractice’ o per errori professionali
venivano sollevate quasi esclusivamente nei
confronti di specialisti.
Ma negli ultimi anni si
registra un trend al rialzo anche per le cause
contro i medici di famiglia”.
Al termine della Consensus - organizzata da Altis,
agenzia specializzata nel risk management - verrà
steso un documento programmatico per la tutela del
cittadino.
Subito dopo queste notizie, sono apparse le
smentite......non sarebbero 90.000 ma "solo" qualche decina di
migliaia, ma non si sa con precisione quanti
morti....
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Commento NdR:
……e non hanno conteggiato i morti per
l'utilizzo di farmaci tossici
(cioe' tutti i
farmaci di sintesi) che vengono somministrati ai
pazienti da ricette di medici ospedalieri e non !
per cui i morti sono molto ma molto di piu' !
Solo in campo Oncologico con le terapie ufficiali
di 385.000 nuovo casi all'anno di cancro il 50%
muore nel corso del primo anno dopo le cure chemio/radio
! del rimanente 50% il 70% muore nel corsi dei
successivi 5 anni ed il resto in 10-15 anni !
E' tutta la medicina terapeutica (e quindi occorre
la rieducazione di TUTTI i medici su tutte le
tecniche sanitarie possibili, non solo quelle
farmacologiche) che DEVE essere rifondata su basi
di salubrita', cosa che oggi i FATTI ci dimostrano
che cosi' NON e' !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Percentuali di Errori dei
medici:
Nella particolare
classifica delle specialità in cui si commettono
più errori, stilata dal Tribunale dei diritti
del Malato, l'Oncologia, con un 13% si colloca
al secondo posto, preceduta dall'Ortopedia con
il
16,5% di errori, seguita dall'Ostetricia (10,8%)
e dalla Chirurgia (10,6%). Gli errori più
frequenti vengono fatti in sala operatoria
(32%), poi nei reparti di degenza (28%), nei
dipartimenti di urgenza (22%) e negli ambulatori
(18%).
Ma quali sono gli errori più frequenti ?
L'ordine di somministrazione di un farmaco può
dunque essere equivocato, soprattutto se non vi
è il controllo anche al letto del paziente.
Anche l'ambiente in cui si lavora influisce:
perché un conto è scrivere la cartella clinica
in un ambiente tranquillo, seduti a una
scrivania, altro è farlo, coma talvolta capita,
in corridoio, nella confusione generale.
Altri errori sono dovuti al sistema che, a causa
delle lunghe liste d'attesa (per visite ed esami
diagnostici) è causa diretta delle diagnosi
tardive, che arrivano quando ormai il danno è
irrecuperabile.
Altri errori sono
dovuti ai farmaci
somministrati ai pazienti dall'incompetenza di
certi medici e/o dalla tossicita' dei farmaci.
I dati forniti oggi dall'Aiom confermano infatti
l'urgenza di affrontare il fenomeno degli
errori in medicina e la necessità di
garantire la massima sicurezza possibile ai
cittadini che ogni giorno si rivolgono alle
strutture sanitarie del nostro Paese.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
medicina
allopatica è utile o dannosa ?
Durante lo sciopero dei medici in California nel
1976, il tasso di mortalità declinò
sensibilmente
http://www.trinity.edu/~mkearl/deathmed.html
.
A Los Angeles ad esempio, il tasso di mortalità
settimanale declinò da 19.8 a 16,2 morti per
100.000 durante lo sciopero e risalì a 20,4 dopo
la sua conclusione. La riduzione del tasso di
mortalità durante lo sciopero fu del 18%.
In Israele nel 1973, i medici ridussero i loro
contatti giornalieri con i pazienti da 65.000 a
7.000 in uno sciopero che durò un mese. Secondo
la Società Onoranze Funebri di Gerusalemme, il
tasso di mortalità degli israeliani cadde in
quel mese del 50%
http://www.soveriegn.freeservers.com/physicia.htm.
Non c'era stata una così profonda decrescita in
mortalità dopo l'ultimo sciopero dei dottori 20
anni prima !
Semplici coincidenze ? Nel 1976, a Bogotà in
Colombia, uno sciopero dei medici continuò per
52 giorni e il tasso di mortalità cadde del 35%
http://yarchive.net/med/doctor_strikes.html
La parola alle statistiche.
Nel 2000, in USA, una Task-force presidenziale
etichettò gli errori medici come un "problema
nazionale di proporzioni epidemiche".
I membri
del comitato stimarono che "il costo associato
con questi errori in perdita di reddito,
invalidità, e costi sanitari ammonta a 29
miliardi di dollari
annualmente"
http://www.iatrogenic.org/index.html.
Lo stesso anno (2000) l'Istitute of Medicine
diffuse uno storico rapporto: "Errare è umano:
costruire un sistema sanitario più sicuro".
Gli autori del rapporto conclusero che da 44.000
a 98.000 persone muoiano ogni anno come
risultato di errori durante la degenza.
Essi
precisano che "anche se si usa la stima più
bassa, le morti dovute a errori medici superano
il numero di quelle attribuibili alla causa di
morte all'ottavo posto in ordine d'importanza."
Come notano gli autori, i dati degli ospedali
"offrono solo una stima molto modesta della
dimensione del problema, poiché i pazienti
ospedalieri rappresentano solo una piccola
porzione della popolazione totale a rischio e i
costi ospedalieri diretti sono solo una frazione
dei costi totali".
Bibliografia
1. To err is human. Building a safer health
system. 2000; The Institute of
Medicine NATIONAL ACADEMY PRESS Washington, D.C.
1999
2. Manuel de Carvalho Medical errors in
hospitalized patients J Pediatr
(Rio J). 2002 Jul-Aug;78(4):261-8
3. Weinger MB, Ancoli-Israel S. Sleep
deprivation and clinical performance.
JAMA 2002; 287:955-7.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Su Corriere Salute di domenica 2 febbraio,
2003
Qui sotto la sintesi di prima pagina a caratteri
cubitali. Due pagine di orrori all'interno.
Troppi
errori, dottore.....
Operazioni all'occhio sbagliato, pinze dimenticate
nell'addome, referti di esami scambiati.
12 MILA Cause giudiziarie
all'anno (in Italia) come negli USA, CONTRO
i medici !
in Italia 320.000 malati all'anno
subiscono danni evitabili in seguito alle
"cure mediche", pari al 4% dei
ricoverati negli ospedali.
I morti per errori medici sono circa 35.000 !
Eppure non si fa quasi nulla, o quasi, perché non
accada più.
Commento NdR:.......e poi parlano di
"preparazione universitaria dei medici"......certo,
ma essi NON sono preparati sulle cause VERE delle
malattie, altrimenti non starebbero in questo
"buco nero"..... di incompetenza
professionale, infatti NON conoscono tutte le
tecniche sanitarie possibili...della
medicina
naturale !!!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anatomia
dell’errore: errore personale o errore di
sistema ? - By Marco Rapellino,
Direttore Struttura complessa Qualità e Risk
Management, Ospedale S.Giovanni Battista, Torino
To err is human (Errare è umano) è il
titolo di una monografia della National Academy
of Sciences Statunitense, pubblicata nel 2000,
il cui scopo era un approccio globale all’errore
medico, cercando in primo luogo di ridurlo
quantitativamente e successivamente di ridurre i
danni per il paziente e i danni economici e
soprattutto morali per il medico.
L’affermazione della ineluttabilità dell’errore
umano sembra in Italia possa essere applicata a
tutte le categorie professionali, eccetto forse
ai medici.
Le richieste di risarcimento erano nel 2001
12.000, dati successivi parlano di 15.000
richieste di risarcimento l’anno, con un aumento
negli anni di cause penali. Le cause di questo
progressivo aumento del contenzioso sono
molteplici: l’ineluttabilità della morte è messa
in discussione ogni giorno a livello dei media,
con notizie eclatanti su miracolistiche
scoperte, che forse tra 10-15 anni e solo nel
30% dei casi avranno un’applicazione pratica; la
Magistratura è sempre più attenta (forse
giustamente) ai problemi legati ad errori
medici, ma d’altra parte spesso vi è un
riconoscimento della responsabilità del
sanitario in via probabilistica e basato su
interpretazioni più o meno personali; è sempre
più presente una cultura del risarcimento, che
porta a denunce penali, a volte indotte, che
divengono una sorta di grimaldello legale per
ottenere un vantaggio da un qualsiasi problema
sanitario.
Questo ha provocato da una parte una difficile
assicurabilita' delle strutture sanitarie,
dall’altra un atteggiamento dei medici
caratterizzato da uno stato di iperreattivia'
notevole, che ha portato ad un comportamento di
tipo difensivo sia a livello relazionale, sia a
livello di approccio diagnostico-terapeutico al
paziente.
Pare ovvio che si debba intervenire in qualche
modo per rompere questo circolo vizioso, che
mina in maniera drammatica il rapporto
medico-paziente, non più basato sull’accordo
comune per un ristabilimento delle condizioni di
salute, ma su una base di diffidenza reciproca e
di assenza di una comunicazione leale.
Con una legislazione come quella italiana, se è
possibile trasferire alle assicurazioni il
compito risarcitivo, non è invece possibile per
il medico evitare il peso morale della denuncia
penale, che è in molti casi destruente.
E’ quindi indispensabile intervenire sulla
prevenzione del cosiddetto rischio medico, cioè
tentare di ridurre in qualche maniera il
pericolo di sbagliare o meglio di avere un
comportamento che possa essere giudicato a
posteriori gravato da imperizia, negligenza ,
omissione.
E’ indispensabile valutare
attentamente i vari tipi di errore sanitario e
di evento avverso a livello delle proprie ASO e
ASL, con una ricerca attenta degli eventi
sentinella e della incidenza nelle varie
specialità e aree omogenee.
Questo è il primum movens di una ricerca
dei fattori favorenti il rischio.
James Reason è il teorico di un modello secondo
il quale l’accadere di un evento avverso è
possibile per un active failure (azione
od omissione) che supera le barriere difensive
della prevenzione e dell’attenzione, ma che è
provocato soprattutto dalle condizioni (latent
failure) in cui si svolgono le azioni
stesse.
Le latent failure sono identificabili in
errori di programmazione, di organizzazione, di
gestione, che tendono a rendere debole il
sistema e ad esporlo a possibili errori;
soprattutto sono molto più difficilmente
rilevabili degli errori attivi, che invece sono
sotto gli occhi di tutti.
Per una buona gestione del rischio a livello
Ospedaliero e anche della Medicina sul
territorio, è necessario quindi riflettere sulle
condizioni generali del lavoro, dal punto vista
organizzativo, strutturale, fino a giungere
all’aspetto di gratificazione e soddisfazione
dell’operatore.
E’ sicuramente utile, oltre ai fattori di
rischio generali, ricercare, con la
collaborazione degli specialisti, i fattori di
rischio che caratterizzano le varie aree
funzionali. Infatti è ovvio che il rischio di
subire eventi avversi non è uguale per ogni
paziente.
Sono anche estremamente diversi i
fattori di rischio, che sono legati ovviamente
alla situazione (emergenza), al percorso
diagnostico terapeutico, all’uso di particolari
tecnologie e, in ambito ospedaliero, come si
diceva, all’area specialistica.
Tratto da:
http://web.infinito.it/utenti/f/fappto/errore_medico_2005/rapellino_ab.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Fotografare l'errore in Medicina
Non
c'è due senza tre. Così dopo "Fotografare il rischio" e
"Fotografare la ricerca", il Bollettino d'Informazione sui
Farmaci (BIF) non poteva non rispondere all'entusiasmo con cui è
stato accolto il secondo concorso fotografico con un terzo
concorso: "Fotografare
l'errore".
Il tema dell'errore in medicina è sempre di estrema attualità ed
interesse.
"Errare humanum est, sed
perseverare diabolicum. "La saggezza dei vecchi
proverbi sintetizza bene gli aspetti essenziali della realtà;
anche in questo caso il detto sottolinea l'inevitabilità
dell'errore quale conseguenza della condizione umana, ma anche
ammonisce sullo sforzo che ciascuno di noi deve compiere per non
ripeterlo una seconda volta", scrive
Luciano Vettore
presentando sull'ultimo numero del BIF il nuovo concorso ("Il
valore dell'errore in medicina", BIF 2007; 3: 132-4).
"Questo ammonimento ha una valenza etica e in qualche misura
sembra distinguere l'errore - come evento inevitabile - dallo
sbaglio, il quale
richiama la responsabilità soggettiva del non aver fatto tesoro
degli errori precedenti, cioè del non aver posto
una sufficiente attenzione nelle proprie azioni. Va detto
tuttavia che di questa differenza non si tiene generalmente
conto, sia in ambito educativo che professionale: ogni errore,
qualunque sia la sua natura, tende a venire colpevolizzato,
quasi che ci fosse una stretta parentela tra errore e peccato,
richiedendo così per ogni errore una punizione. Senza voler
essere giustificazionisti, non si può tuttavia disconoscere come
questo atteggiamento, più moralistico che etico, abbia sottratto
all'errore la sua forte
valenza educativa perché - sempre per restare ai proverbi -
in fondo 'errando
s'impara' purché… non si perseveri nell'errore".
Tratto da:
http://www.pensiero.it
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e
dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere
per Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli
interessi di quelle
Lobbies, incessantemente si prodigano
ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono
e che con i progressi delle apparecchiature
tecnologiche per la diagnostica e delle
tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati
ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo
ogni giorno progressi in tal senso, ma la
terapeutica indicata dalla direzione della
Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS
(che e' legata alle linee guida di dette
Lobbies), non
segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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