L’universo
Olografico (da
Ologramma)
David
Bohm, uno degli scienziati più originali ed evoluti del nostro
secolo, famoso per le sue innovative ipotesi scientifiche e per
la sua collaborazione con il fisico
Einstein,
e con il maestro spirituale
Krishnamurti.
Nasce
nel 1917. Fisico quantistico teorico,
insegna a Princeton fino al 1951, quando, in piena guerra
fredda, viene accusato di attività antiamericane, e costretto ad
abbandonare gli Stati Uniti. Si trasferisce prima in Brasile,
poi in Israele e infine in Gran Bretagna. Pubblica molti testi a
carattere scientifico, dedicati in particolare alla meccanica
quantistica, e si interessa ai problemi filosofici che la
scienza sollecita e alle questioni spirituali.
Le sue tesi più affascinanti sono l'ipotesi Olografica
dell’UniVerso, la visione
globale dell'esistenza che si manifesta in realtà implicata ed
esplicata, l'intelligenza attiva, il campo
olistico.
Fonte:
www.globalvillage-it.com
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David
Bohm (1917
-
1994),
fisico e
filosofo, discepolo di
Krishnamurti.
Bohm è stato il fondatore della
teoria olografica dell'universo
attraverso la quale egli spiega in maniera molto originale il
teorema di Bell.
Teoria
Olografica dell'UniVerso
A suo parere
esiste nell'universo un ordine implicito che non vediamo e uno
esplicito che è ciò che realmente vediamo; quest'ultimo è il
risultato dell'interpretazione che il nostro cervello ci offre
delle onde di interferenza che compongono l'universo. Questo
vuol dire che cosi' come un
ologramma è il risultato di onde di interferenza che il
nostro cervello interpreta come immagine tridimensionale
l'universo non sarebbe altro che l'interpretazione che il nostro
cervello da' di onde luminose. In sostanza la realtà non sarebbe
altro che l'ologramma di "oggetti" concreti posti in altri
luoghi o tempi. L'idea di una realtà che non è altro che inganno
dei nostri sensi è presente nel pensiero filosofico e religioso
di tutte le civiltà esistite ed esistenti sulla Terra.
Ovviamente noi stessi che "vediamo" siamo "inganni", al pari di
cio' che è "fuori di noi".
Siamo ologrammi che leggono ologrammi, per questo tutto ci
sembra reale anche se forse non lo è. È per noi impossibile
comprendere razionalmente dove, quale e quando sia la vera
realtà di cui esprimiamo solo la forma.
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La sua grande
visione del mondo quantico esprime un assioma: che dal Vuoto
“nasca” il potenziale di ogni forma energetico-materalizzata
esistente nell’InFinito.
Tutta
l’architettura di questo Infinito Vuoto regge ogni cosa
esistente nel Tutto.
Il Vuoto e’, anche secondo D. Bohm, un “unicum” nel quale ogni
energia esistente e’ collegata, perche’ da esso attivata e
centromossa, quindi ogni energia e’ intercollegata con il Tutto
attraverso questo “Vuoto” Infinito.
Da questo assioma possiamo anche derivare che, ogni energia e/o
particella atomica e/o
subatomica e/o
quantica, ha un “Buco
di Buoto” (Buco nero - Wormhole) dal quale trae inFormAzione
(dati per esistere, prendere forma ed agire all’InFinito).
Questo e’ il “Vuoto
quantomeccanico” di cui parla anche il fisico dr. M.
Corbucci.
Ma e’ anche il Brahama
dell’ideologia orientale e se vogliamo anche il “Dio”
(YHWH, Allah ecc.) del mondo occidentale, dal quale Tutto
deriva ed al quale tutto e’ collegato e vive quindi in Egli.
Esiste quindi una CoScienza dell’UniVerso, prodotta da Egli
stesso e presente in ogni suo punto od Ente dell’Universo ed ora
questa coScienza si interroga su cio’ che la generata.
L’auto coscienza dell’UniVerso
e’ la proprieta’ intrinseca che Egli
possiede di generare al suo interno ed in
ogni punto di se, una
qualche forma di vita intelligente, in grado di
effettuare osservazioni su di se e
sulle cause della propria esistenza
(Principio Antropico).
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UNIVERSO OLOGRAFICO
- By Corrado Malanga -
21 luglio
2005
Una vasta
letteratura scientifica dimostra chiaramente ed
inconfutabilmente che la meditazione trascendentale modifica i
parametri esterni relativi allo stato degli eventi che
riguardano la sfera dello Spazio-Tempo-Energia, cioè la “realtà
virtuale”.
Si narra anche di alcuni casi di guarigione di persone che hanno
meditato sulla loro malattia ed hanno costantemente, giorno dopo
giorno, visualizzato la disgregazione della malattia stessa: un
classico esempio di meditazione trascendentale che modifica ciò
che l’attuale scienza non può modificare. Molti degli eventi
miracolosi, o ritenuti tali dalla religione, altro non sarebbero
che forti alterazioni della probabilità di accadimenti futuri,
che vengono stravolti dall’“onda di volontà”, magari attivata
inconsciamente durante meditazioni a sfondo religioso.
L’effetto massa sarebbe fondamentale, poiché queste guarigioni
si otterrebbero più facilmente quando tanta gente sta
“pregando”, come accade durante alcune riunioni di massa di
fanatici religiosi.
Silvano Fuso, del Cicap, si esprime infatti così:
Di fronte alle remissioni (di tumori inguaribili - N.d.A.)
spontanee la scienza non dispone attualmente di una spiegazione
adeguata, ma questo non significa che neppure in futuro la
troverà. Anzi quella delle remissioni spontanee rappresenta una
grande sfida che potrà portare la scienza a notevoli progressi.
Nel momento in cui si comprendessero le cause che portano, ad
esempio, un tumore a regredire spontaneamente, probabilmente si
riuscirebbe anche a trovare una terapia adeguata. Chi invece si
limita a gridare al miracolo dà sicuramente scarsi contributi al
benessere della collettività. Le ipotesi più plausibili che la
scienza medica formula a proposito delle remissioni spontanee
sono legate al
funzionamento del sistema immunitario.
Nonostante i grandi
progressi fatti in questocampo, i
meccanismi che determinano le nostre difese immunitarie sono
ancora in larga misura sconosciuti.
In particolare sono in gran parte avvolte nel mistero le
relazioni che intercorrono tra il sistema immunitario e le
condizioni psico-emotive
(E. Sternberg e P.
Gold, “II corpo, la mente e la malattia”, in “I Farmaci: dalla
natura allebiotecnologie”, Le Scienze Quaderni, n. 102, Milano
1998).
Che
tali relazioni siano una realtà è oramai dimostrato al di là di
ogni dubbio.
Anche per la Fisica le cose cominciano a quadrare
in questo senso: nel 1982 un’equipe di ricerca dell’Università
di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello
che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX
secolo.
Alain Aspect ed il suo
team
hanno, infatti,
scoperto che alcune particene subatomiche, come gli elettroni,
in determinate condizioni sono capaci di comunicare
istantaneamente l’una con l’altra, indipendentemente dalla
distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10
miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella
sapesse esattamente cosa stanno facendo tutte le altre. Questo
fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di
Einstein, che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci
della luce è da considerarsi errata, oppure le particene
subatomiche sono connesse non-localmente.
Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di
fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’ipotesi più
accreditata è che l’esperimento di Aspect sia la prova che il
legame tra le particene subatomiche è effettivamente di tipo
non-locale.
Ma questo cosa vuoi dire ?
Semplice:
l’Universo è un immenso
[immenso
a misura
nostra - N.d.R.]
Ologramma.
David Bohm, noto
fisico dell’Università di Londra recentemente scomparso,
sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà
oggettiva non esiste.
Nonostante la sua apparente solidità, l’Universo è in realtà un
fantasma, un ologramma gigantesco [gigantesco
a misura nostra- N.d.R.] e splendidamente
dettagliato.
Ologramma:
le parti ed il tutto in una sola immagine. Diversi livelli di
consapevolezza, diverse realtà.
Bohm si convinse che il motivo per cui le particene subatomiche
restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le
separa risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione.
Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più
profondo, tali particene non sono entità individuali, ma
estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale.
In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non
sarebbero più dei principi fondamentali. Poiché concetti come la
località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente
separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale
dovrebbero essere interpretati come semplici proiezioni di un
sistema più complesso.
Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta
di super-ologramma in cui il passato, il presente ed il futuro
coesistono simultaneamente; questo implica che, disponendo degli
strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel
livello, ma con l’uso delle tecniche di ipnosi regressiva lo si
sta già facendo !
Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei
singoli neuroni od in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi
degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il
cervello, proprio
come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta
l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine
olografica.
Quindi il cervello stesso funzionerebbe come un ologramma e la
teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo quest’organo
riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio
così limitato.
È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la
capacità di immagazzinare, durante la durata media della vita,
circa 10 miliardi di informazioni e si è scoperto che anche gli
ologrammi possiedono una sorprendente capacità di
memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l’angolazione
con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si
possono accumulare miliardi di informazioni in un solo
centimetro cubo di spazio, ma anche correlare idee e
decodificare frequenze di ogni tipo.
Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente
una qualsivoglia informazione dall’enorme magazzino del nostro
cervello risulta spiegabile più facilmente se si suppone che
esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario
scartabellare una specie di gigantesco archivio alfabetico
cerebrale, perché ogni frammento d’informazione sembra essere
sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un’altra
particolarità tipica degli ologrammi.
Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose
potrebbero, in realtà, essere dovute ad un mutamento dello stato
di coscienza capace di provocare dei cambiamenti nell’ologramma
corporeo.
Allo stesso modo potrebbe darsi che alcune controverse tecniche
di guarigione alternative, come la
visualizzazione,
risultino così efficaci perché nel dominio olografico del
pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la
realtà:
iI mondo concreto è una tela bianca che attende di essere
dipinta.
Persino le
visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono
essere facilmente spiegate se accettiamo l’ipotesi di un
universo olografico.
Tratto da:
http://www.aamterranuova.it
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