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Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso
della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi
per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua
posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che
altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando
le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano
fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene
incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
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FARMACI che
AMMALANO
PARIGI - 4 giugno 2009 - Farmaci per
dimagrire che causano depressione, calmanti che
provocano allucinazioni, bambini trattati con
antidepressivi per adulti, miscele esplosive:
un'inchiesta shock, dati alla mano, di prossima
uscita in Francia, denuncia gli effetti
collaterali gravissimi di alcune medicine, anche
comunissime. Il libro si chiama "Quelle
medicine che ci fanno ammalare", del
dottor Sauveur Boukris.
Oggi il settimanale L'Express ne pubblica in
anticipo alcuni passaggi. In Francia tra gli
8.000 ed i 13.000 decessi sono dovuti ai farmaci
e sempre i farmaci
sono all'origine di 130.000
ricoveri in
ospedale all'anno, soprattutto tra le
persone di più di 65 anni.
Fra i 30.000 ed i 40.000 bambini e adolescenti
vengono trattati ogni anno con
antidepressivi strettamente riservati agli
adulti.
Alcuni farmaci per curare malattie lievi
possono avere effetti
gravissimi: come i trattamenti per
l'acne a base di isotretinoina che possono
provocare disturbi psichici o quelli per banali
mal di gola, venduti anche senza ricetta, che
possono provocare disturbi cardiovascolari e
neurologici importanti.
Ma la denuncia del dottor Boukris colpisce anche
le istituzioni francesi e europee «poco
trasparenti» in materia e tutta la "florida
industria farmaceutica" che «privilegia
i profitti immediati» e che in Francia
investe il 12-13% di fatturato annuo in
pubblicità (3 miliardi di euro). Boukris ricorda
anche un'inchiesta della rivista Prescrire che
si chiede senza mezzi termini: "l'Agenzia
francese di sicurezza sanitaria
è prima di tutto al servizio
del paziente o delle
marche farmaceutiche?".
vedi anche:
l'Agenzia del Farmaco Italiana
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Le vitamine da
frutta e verdura,
sono naturali ? Sicuramente. Quelle di sintesi NO !
Domanda:
è più pratico frullare 100 kiwy o masticare una caramella al kiwy al
giorno ?
Sicuramente è più pratico masticare la caramella.
Le case farmaceutiche utilizzano composti di sintesi per i principi
attivi dei farmaci, semplicemente per il fatto che il prodotto
sintetico detto di "sintesi" è brevettabile e non lo fanno per
praticità, ma per guadagnare di piu’…; ma inoltre vi è una
differenza sostanziale tra il principio attivo estratto dalla natura
e quello ricreato in sintesi, infatti:
1- La prima differenza consiste nelle "impurezze" dovute al metodo
di sintesi delle molecole che rimangono nel prodotto finito e sono
quasi sempre sostanze altamente pericolose.
Le impurezze che si assumono con un singolo farmaco, possono
apparire insignificanti e rispondono a precisi criteri di legge
sulle quantità ammissibili perché il prodotto possa essere
commercializzato, ma vi è una cosa della quale potete essere sicuri:
l'intossicazione e' assicurata e con essa, le
irritazioni-infiammazioni che determinano, con tutte le conseguenze
del caso.
Pensate a quali gravi danni si fanno con l'assunzione di piu'
farmaci.... Meno farmaci assumete in
vita, migliori saranno le vostre condizioni di salute, ma
la cosa e' ancora peggiore con i
Vaccini
2 - La seconda differenza
e' la chiralita' del prodotto (molecola) di sintesi rispetto a
quelle naturali, quello di sintesi e' chiaramente e SEMPRE
contrario-opposto a quello naturale e quindi l'organismo, quando si
introduce il prodotto di sintesi, si attiva contro di esso perche'
riconosciuto come antiVita, generando l'iperattivazione del sistema
immunitario, che determina per es. le cosiddette
allergie.
Alcuni farmaci, in casi rari, salvano in condizioni estreme, la vita
(ma questi si contano sulle dita di una mano), quindi prenderne in
continuazione, con il consenso o meno del medico e/o con leggerezza,
nel fai da te, pensando siano "innocui" o che facciano bene, è un
grave errore che produce sicuramente altri e tanti tipi di
sintomi gravi (malattie).
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I Farmacisti, allarme per gli eventi avversi dei
farmaci anche in Italia:
L'ordine professionale di Roma commenta
una ricerca statunitense. vedi:
Farmaco, cosa e' ?
+
Antibiotico
resistenze
Non sono cosi' lontani i dati della
FDA, oggetto di uno studio pubblicato su "Archives of Internal
Medicine", secondo cui in 7 anni gli eventi avversi legati all'assunzione
dei farmaci ed anche il numero delle morti e' cresciuto di
quasi quasi 3 volte ( 300 %
) !!!
La notizia e' gravissima, ma purtroppo tra l'altro
"inattesa" (NdR: dai medici ufficiali della
medicina farmacologia
ufficiale), commenta E. Croce presidente dell'Ordine dei
farmacisti di Roma. "a quanto fossero tentati di minizzare la
portata, pensando che si tratti di fenomeni che non ci
riguardano, vorrei ricordare che non piu' di un'anno fa, il
direttore dell'Ist. farmacologico Mario Negri S. Garattini,
riferi che gli effetti collaterali dei
farmaci spingono circa 400 italiani al giorno in
ospedale.
Sono convinto che ne nel nostro paese conducessimo studi come
quello americano, i risultati non sarebbero troppo dissimili"
Per comprendere appieno le
gravissime dimensioni del fenomeno, sottolinea l'Ordine
capitolino dei farmacisti, bisogna anche considerare che lo
studio e' stato condotto analizzando le segnalazioni VOLONTARIE
arrivate alla FDA ed inserite nel data bade Aers. E' quindi
ragionevole ritenere che questi
danni iatrogeni siano esponenzialmente molto piu' gravi di
quanto evidenziati nello studio.
Giovera' ricordare al riguardo, conclude, che la
ricerca del 1998 pubblicata da Jama ha stimato in almeno
100.000
all'anno le morti legate ai farmaci" -
By I. Sciarra -
Tratto da:
Informazione scientifica sul farmaco
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INVIATA richiesta di trasparenza su farmaco Meropur
all'AIFA
Le
associazioni 'Amica Cicogna ONLUS', 'L'altra Cicogna ONLUS',
'Cerco un bimbo', 'Luca Coscioni per la liberta' di ricerca
scientifica', 'Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e
consumatori' e 'Cittadinanzattiva' hanno inviato una lettera
aperta all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
Al Direttore
Generale e al Presidente dell'Aifa, le associazioni chiedono che
il foglio illustrativo del farmaco Meropur, che da recenti studi
scientifici presenta 39 elementi impuri nella sua formulazione,
informi anche sulla remota possibilita' di contrarre patologie
virali, come previsto su tutti i farmaci di derivazione umana.
Il problema e' insito nel fatto che il farmaco Meropur
appartiene alla categoria gonadotropine urinarie che, nelle
avvertenze, prevede la dicitura "Pur non essendo stato riportato
alcun caso di contaminazione virale associato alla somministrazione
di gonadotropine estratte umane, il rischio di trasmissione di
agenti patogeni conosciuti o sconosciuti non puo' essere totalmente
escluso". Nelle confezioni commercializzate in Italia tali
avvertenze non vengono riportate e il paziente che lo assume e'
indotto in errore poiche' pensa che sia un farmaco senza un simile
rischio.
Il
Meropur e' in vendita in Italia con procedura di mutuo
riconoscimento
che non consente all'Aifa di far aggiornarne il
foglio illustrativo, compito che spetta invece alla Danimarca o alla
casa farmaceutica produttrice. Avvertenze che invece ci sono nel
medesimo farmaco commercializzato in Francia.
Fino ad oggi la casa farmaceutica Ferring ha sostenuto che il
farmaco e' estremamente puro,
e quindi anche se tratto da urine di donne in menopausa non presenta
elementi contaminanti; pertanto sarebbe diverso da altri farmaci
della medesima categoria.
Cosa che invece oggi non corrisponde a realta':
uno studio condotto dall'Universita' di Strasburgo ha dimostrato che
gli elementi impuri nel Meropur, ad oggi,
risultano 39.
Su
tali evidenze scientifiche le associazioni hanno scritto
al
direttore generale dell'Aifa, prof. G. Rasi, e al Presidente Prof.
S. Percorelli, chiedendo che in assenza di aggiornamento del foglio
illustrativo, sia azionata la procedura di sospensione della vendita
del farmaco come previsto dalle norme comunitarie e nazionali
vigenti.
La
corretta comunicazione ai pazienti non e',
infatti, una questione indifferente, ma parte integrante di
cio' che trasforma una semplice terapia in una cura ed e', inoltre,
una questione intimamente connessa all'aumento della consapevolezza
dei pazienti, della loro maggiore autonomia e percio' del rispetto
dei suoi diritti fondamentali.
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FARMACOLOGIA CLINICA - TOSSICITÀ dei FARMACI - VALUTAZIONE
Negli USA, la ricerca in ambito farmacologico è regolata dalla
Food and Drug Administration (FDA).
(NdR: come l'OMS ed il
CDC ed altri "enti". anche la
FDA e' "sponsorizzata finanziariamente" anche da
Big Pharma....)
I dati farmacologici e tossicologici relativi agli studi sugli
animali (preclinici) vengono sottoposti alla FDA come parte di una
richiesta di approvazione per un nuovo farmaco sperimentale (Investigational
New Drug, IND). Se questi dati dimostrano che il farmaco è
sufficientemente sicuro ed efficace, vengono intrapresi gli studi
sull'uomo (clinici), suddivisi in tre fasi; i dati relativi a questi
studi vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di
autorizzazione di un nuovo farmaco (New Drug Application, NDA).
Sebbene la FDA sia tenuta a prendere posizione riguardo a una NDA
entro 6 mesi, l'effettiva approvazione di quest'ultima richiede
solitamente da 2 a 3 anni. Il tempo complessivo necessario per lo
sviluppo di un farmaco, dalla presentazione della IND
all'approvazione finale della NDA, si aggira in media tra gli 8 e i
9 anni.
STUDI sugli ANIMALI
Prima di poter passare alla sperimentazione sull'uomo, la
farmacocinetica, la farmacodinamica e le proprietà tossicologiche di
un farmaco devono essere valutate e documentate negli
animali in ottemperanza alle norme
stabilite dalla FDA (Good Laboratory Practices). A questo proposito
sono stati stabiliti due principi fondamentali: gli effetti delle
sostanze chimiche sugli animali di laboratorio adeguatamente
selezionati sono applicabili all'uomo; e la somministrazione di alte
dosi di tali sostanze a questi animali è un metodo necessario ed
efficace per individuare una loro possibile tossicità nell'uomo.
Le alte dosi sono necessarie a causa del numero relativamente
ridotto di animali utilizzati e della necessità di identificare
anche le risposte tossiche che hanno una bassa incidenza.
La sicurezza di un farmaco viene determinata valutandone la
tossicità acuta, subcronica e cronica in diverse specie di animali.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali
NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche pericoloso
per l'uomo !)
Tossicità acuta
Gli studi iniziali di tossicità acuta vengono effettuati per
determinare la dose letale (DL50 o DL90, cioè la dose richiesta per
uccidere rispettivamente il 50% o il 90% degli animali di
laboratorio), i sintomi indicativi di tossicità e il tempo
necessario per la loro comparsa. Di solito, vengono impiegate almeno
tre specie di animali (compresa una specie di un animale non
roditore) e la tossicità acuta viene determinata con l'utilizzo di
più di una via di somministrazione.
Negli ultimi anni, per determinare la letalità è stato impiegato un
numero minore di animali, con una corrispondente riduzione della
precisione dei risultati. Per la valutazione della tossicità
complessiva nell'uomo non è necessaria una precisione maggiore,
perché la DL50 o la DL90 hanno un modesto valore predittivo se non
sono accompagnate dai dati provenienti da studi a lungo termine nei
quali siano state impiegate misure della tossicità diverse dalla
morte dell'individuo.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali
NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche pericoloso
per l'uomo !)
Tossicità subcronica
Gli studi di tossicità subcronica, condotti su almeno due specie di
animali, consistono di solito nella somministrazione giornaliera del
farmaco per un periodo che può arrivare fino a 90 gg. In ciascuna
specie vengono utilizzati almeno tre dosaggi diversi, variabili tra
i livelli terapeutici previsti e livelli sufficientemente elevati da
provocare tossicità. Idealmente, il farmaco viene somministrato
all'animale attraverso la stessa via d'ingresso che verrà usata
nelle sperimentazioni sull'uomo. Durante tutto il periodo dello
studio vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio. Al
termine dello studio, gli animali vengono sacrificati e si eseguono
esami anatomopatologici per identificare gli organi colpiti.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali
NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche pericoloso
per l'uomo !)
Tossicità cronica
Gli studi di tossicità cronica, condotti in almeno due specie
(compresa una specie di un animale non roditore), durano solitamente
per tutta la vita dell'animale (fino a 2 anni nei roditori o più a
lungo nei non roditori), ma la loro durata può dipendere dalla
durata di somministrazione del farmaco prevista per l'uomo. Vengono
usati tre livelli di dosaggio, variabili da una bassa dose non
tossica a una dose superiore al dosaggio terapeutico previsto, la
quale sia tossica quando viene somministrata a lungo termine.
Durante tutto il periodo della somministrazione del farmaco vengono
eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio a intervalli
prefissati. Periodicamente vengono sacrificati alcuni animali per
effettuare esami macroscopici e istologici. Sulla base di questi
risultati, i ricercatori stabiliscono quali organi vengono colpiti e
se il farmaco è potenzialmente cancerogeno.
In
aggiunta, vengono effettuati test riproduttivi estensivi nei ratti e
nei conigli allo scopo di identificare alterazioni del ciclo
riproduttivo ed effetti teratogeni. Questi test e gli studi di
tossicità cronica possono essere condotti contemporaneamente agli
studi iniziali sull'uomo, particolarmente quando il farmaco è
destinato unicamente all'impiego a breve termine nella nostra
specie.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali
NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche pericoloso
per l'uomo !)
STUDI in VITRO
L'interesse per gli studi di tossicità in vitro, che forniscono
risultati più rapidi rispetto agli studi sugli animali e sono più
economici, sta crescendo progressivamente. L'attenzione è
focalizzata sulla mutagenicità e il test più diffuso è la bioanalisi
di Ames. Una sostanza chimica che si dimostra mutagena per i batteri
può essere cancerogena per i mammiferi.
I test di tossicità in vitro non possono sostituire gli studi sugli
animali e forniscono esclusivamente informazioni di supporto nel
processo di analisi; le
industrie
farmaceutiche li utilizzano per focalizzare
l'attenzione su specifiche sostanze chimiche per studi aggiuntivi in
vivo e per lo sviluppo farmacologico.
Comunque sia, il ruolo di questi studi nello sviluppo dei farmaci è andato
aumentando. Gli studi in vitro vengono usati per prevedere le vie di
metabolizzazione dei farmaci nell'uomo, le quali possono essere
diverse da quelle degli animali di laboratorio. L'utilizzo in vitro
di linee cellulari che esprimono i principali enzimi umani deputati
al metabolismo dei farmaci può aiutare a prevedere la formazione
nell'uomo di nuovi metaboliti che gli studi sugli animali non
riuscirebbero a identificare. I dati degli studi in vitro possono
essere presentati a corredo degli studi convenzionali di
assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito con questi sistemi
NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche pericoloso
per l'uomo, infatti successivamente si deve sperimentare in vivo
sull'uomo !)
STUDI sull’UOMO (NdR: meglio dire sperimentazioni sull'uomo)
Gli studi sull'uomo devono procedere attraverso tre fasi prima che
la FDA approvi un nuovo farmaco per l'introduzione in commercio.
(Gli studi sull'impiego generale del farmaco eseguiti dopo la sua
approvazione e la farmacosorveglianza successiva all'entrata in
commercio possono essere considerati come una quarta fase.)
Gli studi sull'uomo sono necessari perché una quota ritenuta 50%
dei più comuni effetti indesiderati (p. es., la depressione, la
pirosi, la cefalea, i ronzii auricolari) non può essere identificata
negli studi sugli animali.
Poiché gli effetti tossici dei farmaci e l'aumento della gravità
della sintomatologia dovuto alla loro inefficacia sono rischi
presenti in tutti gli studi condotti sull'uomo, per tutelare chi
partecipa allo studio (NdR: meglio dire
Cavie umane) sono necessarie alcune
misure di garanzia, come le commissioni di controllo istituzionali (Institutional
Review Boards, IRB) e il consenso informato.
Fase 1
Negli studi di fase 1, un nuovo farmaco viene somministrato per la
prima volta all'uomo, solitamente a un piccolo numero (da 20 a 80)
di volontari sani di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i
45 anni. Lo scopo è quello di identificare il livello di dosaggio al
quale i segni di tossicità fanno la loro prima comparsa nell'uomo e
quindi di determinare una dose sicura ben tollerata. Poiché l'end-point
di questi studi è la tossicità, il consenso informato è un requisito
imprescindibile e i partecipanti devono essere attentamente seguiti
da personale medico con possibilità di accesso a strutture di
emergenza.
Prima che la fase 1 possa cominciare, viene sottoposto alla FDA un
protocollo che descrive le condizioni sperimentali e il personale
coinvolto nello studio clinico, protocollo che viene approvato dalla
IRB; se la FDA approva il protocollo, essa emette un'autorizzazione
di esenzione IND.
Inizialmente, ogni partecipante riceve una dose singola del farmaco
e viene controllato attentamente per identificare la comparsa di
eventuali reazioni avverse. Se non ne compare alcuna, la dose del
farmaco viene progressivamente aumentata fino a che non vengono
raggiunti una dose o un livello sierico prestabiliti, oppure finché
non compare tossicità. Possono essere misurati anche l'assorbimento,
il metabolismo e l'escrezione.
Fase 2
Gli studi di fase 2 cominciano dopo che sono state ottenute prove
preliminari soddisfacenti della sicurezza del farmaco.
Essi comprendono la somministrazione controllata del farmaco a circa
80-100 pazienti, per il trattamento o la profilassi della malattia
alla quale il farmaco è rivolto. Idealmente, i pazienti non devono
avere problemi di salute diversi dalla patologia cui si riferisce lo
studio. Di solito gli studi di fase 2 sono randomizzati e mettono a
confronto il nuovo farmaco con il farmaco prototipico per la
patologia in questione, se ne esiste uno. Spesso questi studi
rappresentano la prima opportunità per osservare l'effetto della
somministrazione prolungata del farmaco nell'uomo.
Lo scopo della fase 2 è quello di stabilire un intervallo
dose-risposta ottimale per il nuovo farmaco e di verificare la sua
efficacia per la malattia alla quale è destinato. I partecipanti
vengono inoltre controllati per la comparsa di effetti indesiderati;
poiché la popolazione di questi studi è più numerosa, è possibile
che ne vengano identificati di nuovi. Questa fase è la più critica,
perché i suoi risultati vengono utilizzati per determinare se sia il
caso di procedere o meno a studi estesi su popolazioni ampie.
Fase 3
Dopo che le fasi 1 e 2 hanno fornito prove ragionevoli della
sicurezza e dell'efficacia del farmaco, cominciano gli studi di
fase 3; essi continuano fino a quando il composto non viene
approvato per l'uso generale. Essi possono coinvolgere molti medici,
che possono seguire da diverse centinaia a diverse migliaia di
pazienti. Lo scopo è quello di verificare l'efficacia del farmaco e
di individuare gli effetti che possono non essersi presentati
durante le fasi 1 e 2, in modo che lo sponsor e la FDA possano
stabilire che il farmaco è sicuro ed efficace per l'uso per il quale
è stato concepito.
Non esistono regole definitive per stabilire in cosa consistano
realmente la sicurezza e l'efficacia, le quali devono essere
giudicate in relazione alla patologia da trattare e alle terapie
alternative esistenti. Quando sono stati raccolti dati sufficienti a
giustificare l'uso continuativo del farmaco, viene presentata una
NDA.
Solitamente, (meglio dire "raramente", specie per i
Vaccini...)
a questo punto sono trascorsi 4 anni o più da quando il farmaco, (la
realta' supera la fantasia...vedi:
Influenza suina....) sulla
base della selezione farmacologica originale, era stato scelto per
la sperimentazione.
Fase 4
Gli studi di fase 4 vengono condotti dopo che il farmaco è stato
approvato (NdR: ..sulla pelle dei cittadini che li
utilizzano spinti dai medici
rappresentanti di Big Pharma...);
essi sono studi in progressione effettuati su grandi popolazioni.
Spesso vi vengono comprese sottopopolazioni particolari, come le
donne in gravidanza, i bambini o gli anziani; l'inserimento di tali
sottopopolazioni negli studi sperimentali prima che il farmaco venga
approvato potrebbe essere discutibile sia dal punto di vista etico
(p. es., perché espone i feti a determinati rischi) sia da quello
scientifico (p. es., perché introduce variabili sconosciute).
Gli
studi di fase 4 sono in grado di individuare gli effetti
indesiderati caratterizzati da una bassa incidenza.
Gli studi preclinici e clinici sono relativamente poco sensibili,
essendo in grado di evidenziare le reazioni farmacologiche avverse
che si verificano con una frequenza > 1 su 1000 somministrazioni.
Per molti farmaci, una frequenza di 1 su 10000 o 1 su 50000 può
essere rilevante dal punto di vista clinico e può essere determinata
soltanto con la sorveglianza successiva
alla commercializzazione dopo
l'approvazione della NDA.
Essa permette di individuare nuovi effetti terapeutici o tossici,
compresi quelli rari o a lungo termine non identificabili in un
piccolo numero di pazienti.
Le
affermazioni dello sponsor
riguardo alla sicurezza e all'efficacia del farmaco, che compaiono
sugli opuscoli e sui foglietti illustrativi, vengono recensite e
approvate dalla FDA. Relazioni sullo stato degli studi di fase 4 in
corso devono essere inviate alla FDA ogni 3 mesi durante il primo
anno, ogni 6 mesi durante il secondo e annualmente in seguito. Le
relazioni devono comprendere informazioni circa la quantità di
farmaco distribuito e una copia del materiale pubblicitario, delle
etichette e dei foglietti illustrativi.
Lo sponsor deve notificare alla FDA il verificarsi di qualsiasi
effetto indesiderato, danno e reazione allergica o tossica che
non siano stati previsti inizialmente. In questo modo, la FDA
continua a controllare e a garantire la sicurezza e l'efficacia dei
farmaci anche dopo la loro commercializzazione.
Tratto da: msd-italia.it
(NdR: ...infatti dopo anni di servizio "onorato" ed aver ucciso e/o
ammalato milioni di persone, quei farmaci rimangono, salvo rari
casi, in commercio per la delizia e la $alute di
Big Pharma...)
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LE REAZIONI AVVERSE AI
FARMACI RAPPRESENTANO UNA GRAVE EMERGENZA SANITARIA -
L'allarme è stato lanciato dall'AIFA
Le reazioni avverse da farmaci rappresentano una emergenza
sanitaria mondiale, di cui in Italia non vi e' ancora
sufficiente coscienza.
L'allarme è stato lanciato da Maria Luisa Casini, dirigente
dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel corso del convegno
su 'Farmaco: bene di progresso e civilta' organizzato
nell'ambito di Cosmofarma, la rassegna sui servizi legati alle
farmacie tenutasi a Bologna. Secondo Casini, i risultati degli
studi scientifici evidenziano l'importanza del problema delle
reazioni avverse da farmaci, dimostrando la necessita' di
migliorare i sistemi con cui gestire il rischio associato alla
prescrizione.
La dirigente AIFA ha rilevato come numerose
analisi di letteratura e casistiche cliniche indicano che le
reazioni avverse ai farmaci richiedono per una quota superiore
al 5% il ricovero ospedaliero, e negli Stati Uniti costituiscono
la quarta-sesta causa di morte. A ciò si aggiunge che con
l'aumento della popolazione anziana, l'impatto sociale di questi
effetti provocati dai farmaci e' destinato a salire. Di qui la
necessita' di potenziare la farmacovigilanza. Per questo nel
2003 Casini l'AIFA ha creato un nuovo modello per la
segnalazione di reazioni avverse a farmaci e vaccini, che deve
essere compilato da tutti gli operatori sanitari, farmacisti
compresi, e che si basa sulla rete nazionale di
farmacovigilanza, creata nel 2001. In questo ambito il ruolo dei
farmacisti e' in continua crescita tanto che le loro
segnalazioni sono quintuplicate dal 2006 al 2008 e hanno quasi
raggiunto il livello di quelle provenienti dai medici di
medicina generale.
Tratto da: sanitanews.it
Nota Bene: Le reazioni avverse ai farmaci
rappresentano complicazioni importanti e frequenti nella pratica
clinico-terapeutica.
E’ stato valutato che dal 5 al 15% dei pazienti possono incorrere in
reazioni avverse ai farmaci e che fino al 30% dei pazienti
ospedalizzati sviluppa almeno una reazione avversa a farmaci.
COME si POSSONO CLASSIFICARE
le REAZIONI AVVERSE ai FARMACI ?
Le reazioni avverse ai farmaci sono divisibili in due gruppi
principali (A e B) :
- le reazioni abnormi, quelle piu' gravi, (di tipo A)
prevedibili, dose-dipendenti.
Sono principalmente correlate all’azione farmacologica e possono
verificarsi anche in soggetti normali.
Esempi sono:
- Errori Iatrogeni (errore medico nel tipo di indicazione del tipo
farmaco da assumere e/o errore di somministrazione)
- Sovradosaggio
- Effetti collaterali
- Effetti secondari o indiretti
- Interazioni farmacologiche
- le reazioni bizzarre (di tipo B) imprevedibili, sono
correlate all’azione farmacologica ma in rapporto con la risposta
individuale dei soggetti che li assumono.
Esempi sono:
- Intolleranza
- Idiosincrasia
- Reazioni Allergiche
- Reazioni Pseudoallergiche
La
grande maggioranza (80%) delle reazioni avverse ai farmaci
appartengono al gruppo A. Tuttavia quelle di maggiore interesse per
la loro pericolosità sono le
reazioni del gruppo B, perche' possono indurre
gravi malattie e /o la morte del soggetto
prematura che li assume.
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Studi "scientifici" sui farmaci in commercio:
Questa e' la realta'....gestita da BIG
FARMA
Purtroppo sono
TUTTI
studi alle
volte inesistenti, oppure se
esistono, sono estremamente parziali,
incoerenti e
privi di alcuna validita'
scientifica.
Per essere scientifici occorre effettuare con ogni farmaco
commercializzato, degli studi e ricerche in doppio o triplo
cieco e assolutamente un numero sufficiente di pazienti per
poter avere analisi statistiche significative perche'
altrimenti puoi dimostrare indifferentemente tutto e il
contrario di tutto.
Ma comunque sono stati autorizzati dalla
FDA e consorelle nei vari paesi
del mondo...per le pressioni delle varie
Lobbies...
Il
Viagra potrebbe
mettere a rischio la fertilità maschile
- Londra, Gran Bretagna Mar. 2008
E' l'allarme lanciato da alcuni ricercatori
sulle pagine del domenicale britannico The
Observer. Secondo un'altra ricerca, condotta da
David Glee della Queen’s University Belfast, il
farmaco-anti-impotenza danneggerebbe lo sperma.
L'esperto, ginecologo e specialista
all'università inglese, ha pubblicato il suo
studio sulla rivista Fertility and Sterility, in
cui sostiene non solo che il Viagra
altererebbe lo sperma,
ma anche che impedirebbe agli uomini di mettere
al mondo dei figli.
Glenn ha effettuato un esperimento su alcuni
volontari a cui sono stati prelevati campioni di
sperma....
Tratto da:
http://www.scienze.tv/node/2965
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Vitamine sintetiche
Gli affannosi tentativi di conquistare i benefici effetti
antiossidanti delle vitamine
non sembrano avere fine e nemmeno soluzione.
I preparati di sintesi, infatti,
non si dimostrano altrettanto attivi delle
molecole presenti naturalmente nei cibi.
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Un farmaco anti-fumo
puo' portare al suicidio e il Gran Bretagna gia' dieci persone
dall'inizio dell'anno hanno messo fine alla propria vita dopo averlo
utiizzato. L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla
Food and Drug Administration, e' stato
rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del
Medicines
and Healthcare products Regulatory Agency, MHRA).
La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del
Champix (Vareniclina) della Pfizer, un
farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina
nei "recettori dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina
creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un "alert"
riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione
suicidaria e suicidio tentato o completo".
Un allarme cui ha fatto eco l'European
Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di
mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto
illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore,
depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno
cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto.
In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito dall'Agenzia del
Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha sottolineato come continuino ad
arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla
vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello
scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama,
"potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo".
Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato
effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette
mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno contro i 3.541 di settembre. 10
casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere
stati conseguenza del Champix.
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Non solo
vivisezione, ma anche un vero e
proprio uso di sostanze ricavate dagli animali (vivi e morti) e'
ancora diffuso nell'industria
farmaceutica.
Alcune notizie recenti ci fanno capire come questa pratica sia
pericolosa anche per gli esseri umani, non solo mortale per gli
animali usati...
Angier N.C. (USA), 21 dicembre 2007: a seguito di 21 casi di
infezione e altri 20 in Texas, vengono ritirati lotti di sirighe di
eparina contaminate con Serratia marcescens [1]; il 18 gennaio 2008
il richiamo del prodotto riguarda tutto il territorio statunitense.
"Questo tipo di infezione batterica puo'
provocare serie conseguenze alla salute che possono condurre a danni
con rischi per la vita e/o morte" [2].
Ottawa (Canada), 11 marzo 2008: sono stati trovati dei contaminanti
(oversulphated condroitin sulphate) in partite di eparina del
produttore B. Braun Medical Inc. E' stato richiesto il richiamo di
questo prodotto.
Washington (USA), 19 marzo 2008: funzionari del dipartimento della
Salute hanno identificato il contaminante dell'eparina associabile
con 19 morti e centinaia di reazioni allergiche. Il prodotto,
commercializzato da Baxter era prodotto in Cina [3].
L'eparina viene ricavata dall'intestino dei maiali e la Cina e' un
fornitore leader a livello mondiale.
La diffusione degli ingredienti animali nell'industria farmaceutica.
Notizie come queste raramente compaiono sulle prime pagine dei
giornali, ma non sono affatto dei casi eccezionali.
E' noto che la medicina tradizionale cinese, come moltissime altre
medicine tradizionali, oltre a fare un largo uso di piante e
principi attivi di origine vegetale e minerale, utilizza anche molte
sostanze tratte dagli animali (da circa 1500 specie[4]), e il
tristemente noto caso della bile ricavata dagli orsi e' solo un
esempio eclatante.
Ma anche la nostra tecnologica industria farmaceutica utilizza
diversi componenti di origine animale. La "materia prima" puo'
provenire da diverse fonti come:
- scarti di macellazione
- animali provenienti dagli allevamenti intensivi per
l'alimentazione umana
- animali prelevati dai loro ambienti naturali
- animali creati tramite manipolazione genetica in laboratorio
Secondo il World Healt Organization, tra i 252 principi attivi
essenziali l'8.7% arriva dagli animali, e il commercio mondiale di
parti di animali per uso farmaceutico ammonta a miliardi di dollari
[4].
Alcuni esempi. Oltre all'eparina, dai bovini e dai maiali
vengono estratti i surfactanti, che sono alla base di farmaci per
diversi tipi di sindromi respiratorie; dal pancreas dei maiali,
oltre l'insulina estensivamente usata per i diabetici, si estraggono
anche degli enzimi usati nella cura dei pazienti con fibrosi
cistica; gli anticorpi monoclonali provengono in gran parte da
ascite indotta in topi, conigli e altri animali .
In molti casi, anche quando esistono alternative di sintesi (e' il
caso dell'insulina, e degli anticorpi monoclonali, per esempio), si
continua ad usare, seppure in misura ridotta, l'analoga sostanza di
origine animale [5].
Ma se l'insulina umana e gli anticorpi monoclonali non ottenuti da
animali costituiscono esempi positivi, e in tanti altri casi
esistono o sono in corso ricerche di alternative non animali, ci
sono altre ricerche che invece investigano sugli animali di ogni
specie (rettili, lucertole, ragni, rane, pesci, ecc) per individuare
nuove sostanze farmacologiche [6].
Una pratica pericolosa anche per la salute umana.
La pratica di utilizzare sostanze di origine animale come base per
farmaci ad uso umano non ha solo ovvie implicazioni di natura etica,
ma presenta anche dei fattori di rischio importanti.
Per il tipo di processo produttivo e la variabilita' della materia
organica di base, questi farmaci possono presentare delle variazioni
in termini di efficacia e sicurezza. Le contaminazioni possono
essere le piu' varie e non sempre riscontrabili in base ai
protocolli vigenti. L'utilizzo di componenti animali, e il discorso
vale a maggior ragione per l'utilizzo di interi organi (xenotrapianti),
e' comunque sempre foriero di incognite non predeterminabili.
"Ogni volta che preleviamo un tessuto o
un estratto di tessuto da una specie e lo portiamo in un'altra
corriamo il rischio di introdurre patogeni che non conoscevamo e che
possono causare dei problemi anche a distanza di tempo"
e' quanto afferma il Dr. Paul Brown, ricercatore del U.S. National
Institutes of Healts.
Ma perche' allora si continua a ignorare un elementare principio di
precauzione ?
Perche' la ricerca non punta decisamente al raffinamento delle
attuali tecniche e all'individuazione di tecniche nuove, per la
produzione di composti alternativi di sintesi ?
Perche' gli organi normativi, pure consci dei rischi per la salute
pubblica, non favoriscono queste innovazioni ?
Forse le risposte sono le solite... (BUSINESS).
Fonti:
[1] MedPage, Contaminated Heparin Syringes Recalled, 21 dicembre
2007
[2] MedDesktop AM2 PAT, Inc. Issues Nationwide Recall of All Lots
and All
Sizes of Pre-Filled Heparin and Normal Saline Flushes, 23 gennaio
2008
[3] C-Health, FDA identified contaminant suspect in heparin, 19
marzo 2008
[4] J Ethnobiol Ethnomed, Why study the use of animal products in
traditional medicines?, 30 agosto 2005
[5] Health Canada, Insulin Products, dicembre 2006
[6] MedicineNet, Wonder Drugs Using Pharmazooticals, gennaio 2005
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Improvvisi sanguinamenti, macchie,
rossori o altri danni cutanei, ipotensione o ipoglicemia.
"Questi i piu' comuni effetti collaterali dei farmaci, che
spingono circa 400 italiani al giorno al ricovero in ospedale".
Lo spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di
Milano, che proprio di questi argomenti ha parlato al Forum 'In
salute oggi' tenutosi all'Università' Statale, nel capoluogo
lombardo.
“Tanti sono, secondo dati del ministero della Salute, i ricoveri
legati all'uso dei medicinali nel nostro Paese. Problemi, pero', che
il semplice buon uso dei farmaci non puo' evitare", ha detto
l'esperto.
La categoria più a rischio di incappare in effetti indesiderati e'
composta dagli anziani, prosegue il farmacologo, "perchè
prendono piu' medicinali. C'e' poi chi vi incappa per 'colpa' di un
peculiare corredo genetico".
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Prodotto in una fabbrica
cinese mai controllata l'anticoagulante sospeso negli Usa
Eparina di Baxter International: centinaia di reazioni
allergiche, quattro morti sospette, istituzioni latitanti.
Una settimana fa, la casa farmaceutica Baxter International
aveva deciso il blocco della produzione delle fialette multi
dose di eparina negli Stati Uniti, dopo che dalla fine del 2007
la Food and Drug Administration (FDA) aveva ricevuto 350
segnalazioni di reazioni allergiche, il 40% delle quali serie,
e di quattro morti sospette, verificatesi soprattutto tra
pazienti sottoposti a dialisi o a operazioni cardiache.
Usa, ombre cinesi sulla pillola abortiva
RU 486
Produttore di antimurali contaminati esporta la pillola in
America
Circa 200 malati di cancro sono rimasti paralizzati o vittime
di dolori alle gambe, dopo iniezioni di un farmaco contro la
leucemia, il metotrexate, prodotto in un laboratorio
contaminato.
E' successo lo scorso agosto in Cina e l'allarme si è diffuso
ora negli Stati Uniti, perché la casa farmaceutica responsabile,
Shanghai Hualian, è l'unica fornitrice, negli Usa, della pillola
abortiva RU 486.
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Malati
di farmaci. Come difendere la propria salute dalle medicine inutili
e pericolose
Siamo sicuri che i benefici di
quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine
valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico
prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo
assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro
che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica
?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando
esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più
basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere
questo manuale. Dallo strapotere dell'industria
farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi
farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità"
di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei
pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del
farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore
del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei
farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura
dannosi.
By Mauro Di Leo - Editori Riuniti
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È molto istruttiva la debacle che le case
farmaceutiche hanno dovuto subire con gli antinfiammatori di seconda
generazione (rofecoxib, colecoxib,
etoricoxib, parecoxib, valdecoxib).
- Scoperta dei due tipi di cicloossigenasi.
- Tentativo di sfruttare le proprietà del secondo tipo per immettere
sul mercato farmaci che non avessero problemi di gastrolesività.
- Sponsorizzazione di ricerche in tutto il mondo per promuovere i farmaci.
- Le ricerche, stiracchiando i dati, mostrano che i nuovi farmaci
sono sì un po' meno potenti, ma danneggiano un po' meno lo stomaco.
- Il 30 settembre 2004 la Merck Sharp & Dohme ritira volontariamente
dal mercato mondiale i medicinali a base di rofecoxib (in Italia
Vioxx, Arofexx, Coxxil, Dolcoxx, Dolostop e Miraxx) a causa di un
aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi, osservato nel
corso di una sperimentazione clinica condotta per una indicazione
terapeutica (poliposi recidivante in pazienti con storia di adenoma
del colon-retto) diversa da quelle approvate a livello
internazionale.
- Nel 2005 la Pfizer ritira dal mercato europeo il Bextra (valdecoxib),
sempre per gravi effetti collaterali.
- L'Agenzia italiana del Farmaco rinnova l'invito a non usare
farmaci antinfiammatori di seconda generazione ancora in commercio (Artilog,
Celebrex, Solexa, Algix, Arcoxia, Tauxibin, Dynastat) in chi ha
problemi cardiovascolari (infarto, ictus), è obeso, ha il
colesterolo alto, è un forte fumatore, ha problemi alle arterie o
alle vene delle gambe.
La speranza di avere farmaci potenti e senza effetti collaterali
sembra dunque svanita. I coxib saranno comunque impiegati in
particolari importanti patologie, ma non potranno diventare un punto
di riferimento per la terapia antinfiammatoria generica.
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A chi sta a cuore davvero la sicurezza dei medicinali
? - 26 Giugno 2007
E’ sempre più difficile, per la ricerca clinica, dimostrare
l’efficacia di nuovi farmaci; molto più spesso, gli studi
evidenziano pericoli inattesi o sospettati dei medicinali. Forse
anche per questo, l’industria è più prudente nell’avviare ricerche
post marketing: lo sottolinea un Editoriale del Bollettino di
informazione sui farmaci (1)
che, a sua volta, riprende i dati pubblicati da Jeffrey Avorn sul
New England Journal of Medicine (2).
Allo stesso tempo, le ricerche cliniche intraprese sono interrotte
sempre più spesso: non appena si siano manifestati effetti positivi
su end point troppe volte di importanza secondaria o irrilevanti per
la salute del malato. Si chiude lo studio e si dà il via a una
campagna mediatica rivolta sia ai prescrittori, sia ai cittadini,
con la compiacenza della grande stampa.
Stiamo vivendo un momento molto delicato:
da alcuni segnali, sembra che una parte dell’industria punti a
delegittimare le autorità regolatorie (3)
la cui organizzazione non sempre è preparata a gestire la
farmacovigilanza
(“Per ogni sette dipendenti dell’FDA impiegati nell’attività di
approvazione dei farmaci, ce n’è uno che lavora alla sicurezza post
marketing”) (4).
Anche l’editoria medica più qualificata adotta una prudenza
sospetta: mentre gli Annals of Internal Medicine disinnescano con un
articolo di Steven N Goodman (5)
una nuova, motivata critica di autori prestigiosi alla cattiva
abitudine del “trial interruptus” (6),
Lancet disapprova la metanalisi di Nissen e Wolsky sul rosiglitazone,
uscita sul NEJM (7),
suggerendo “un approccio più calmo e ponderato” al problema (8).
Che il sito della GlaxoSmithKline sostenga che la metanalisi “non è
il modo più rigoroso per raggiungere conclusioni certe sugli effetti
indesiderati dei farmaci” può far sorridere (quale altro dovrebbe
essere: guardare nella palla di vetro?), se non ci fossero di mezzo
le vite di milioni di pazienti; lascia sconcertati, invece, che la
più antica rivista inglese di medicina scriva che una metanalisi
curata da un’indiscussa firma indipendente della Medicina
internazionale è un metodo precipitoso ed imprudente per affrontare
la questione.
Steve Nissen viene accusato di “fare politica” oggi, così come la
faceva negli anni Sessanta da studente della University of Michigan
da giovanissimo leader del movimento pacifista (9).
“Apparentemente, la ricerca medica seria non dovrebbe essere
sottoposta alla peer review da parte della maggioranza parlamentare
Democratica”, ha osservato con malignità il Wall Street Journal in
un Editoriale intitolato “Political Peer Review” (10).
“E’ in corsa per la direzione della Food and Drug Administration”,
sostiene il Boston Globe. Chi se lo augurerebbe deve però rinunciare
all’idea: “Non sono in corsa per nulla, risponde Nissen, e sono
molto contento di dirigere la divisione di Medicina cardiovascolare
della Cleveland Clinic” (11).
A proposito di Cleveland Clinic, c’è anche chi accusa Nissen di
sollevare polveroni sui farmaci solo per fare pubblicità alla sua
Istituzione: “è apparsa decine di volte sulle televisioni di tutto
il mondo”, anche grazie ad un set televisivo approntato sullo stesso
piano dello studio del cardiologo (12).
La storia non è destinata ad esaurirsi in breve; certamente, è
necessaria più ricerca indipendente, anche perché l’industria ne
promuoverà sempre meno con l’aumentare dei controlli e con il
crescere della consapevolezza da parte dei medici delle sempre più
gravi distorsioni che condizionano gli studi da lei finanziati.
By Carlo Fudei
Bibliografia
1. Editoriale. C’è bisogno di un nuovo modello regolatorio ? Bif
2007; 2: 49-50.
2. Avorn J. Paying for drug approval. Who’s using whom ? NEJM 2007;
356: 1697-700.
3. Epstein RA. Overdose: How excessive government regulations
stifles pharmaceutical innovation. New Haven: Yale University Press,
2006.
4. Surowiecki J. A drug on the market. The New Yorker 2007; June 25.
5. Goodman SN. Stopping at nothing? Some dilemmas of data monitoring
in clinical trials. Ann Intern Med 2007;146:882-7.
6. Mueller PS, et al. Ethical issues in stopping randomized trials
early because of apparent benefit. Ann Intern Med 2007;146:878-881.
7. Nissen SE, Wolsky K. Effect of Rosiglitazone on the risk of
myocardial infarction and death from cardiovascular causes. NEJM
2007;356:2457-71.
8. Editorial. Rosiglitazone: seeking a balanced perspective. Lancet
2007;369:1834.
9. Peck P. At the center of rosiglitazone storm, Steven Nissen, MD,
focuses on safety. MedPageToday.com, May 25,2007. Disponibile a:
http://www.medpagetoday.com/Cardiology/CoronaryArteryDisease/tb/5776
10. Editoriale. Political peer review. Wall Street Journal, June 18,
2007.
11. The media, the man, and his message: Nissen seeks to refocus
scrutiny on rosiglitazone. June 21, 2007. Disponibile a:
www.theheart.org
12. Cortez MF. Nissen, king of hearts, finds Glaxo, Merck sdrug
risks. Bloomberg News, May 24, 2007. Disponibile a:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aFiT9xyeuXJ8
Tratto da:
http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=441
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La
notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e
anticorpi (farmaci) prodotti in pianta”, che ha visto riuniti nei giorni
scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il
punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti
scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca
biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di
molecole farmaceutiche.
Commento NdR: questa puo’
essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla
produzione di vaccini e farmaci non di sintesi. Ma quello che questi
medici e ricercatori allopati non
sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono
e nascono dagli ERRATI stili di Vita e
non nascono per la mancanza o
l’eccedenza di una sostanza…o
per un virus od un batterio
....!
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In Italia la spesa sanitaria (nel 2004) e' ormai fuori controllo ed e'
aumentata dal 1999 del 65% + quella privata che e' arrivata al
20%
di aumento.
Le cifre sono da
capogiro e vanno in tasca al 60% alle case farmaceutiche, il resto
alle
varie strutture
che lavorano
con la sanita' pubblica....
ed intanto gli Stati si
indebitano oltre modo....... i
cittadini pagano tasse elevate
e si ammalano
per le malattie indotte dai farmaci
utilizzati !
Un rapporto della Federal Trade
Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è
ripresa la pratica, da parte delle case farmaceutiche produttrici di
medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i
produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul
mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari,
della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso
principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it
Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano
statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato
un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di agire
nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e delle
compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
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Italy: Farmatrame e farmaci
generici !!!
Altro che libri gialli di fantapolitica industriale; se vi
piacciono i libri di tensione, intricati ed intriganti,
prima di addormentarvi leggetevi questa relazione
dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)
sulle azioni di controllo e repressione del malcostume nel
mercato farmaceutico.
Neanche Farmindustria si è salvata, a dimostrazione che la
deontologia è una virtù strettamente legata al grado di
elasticità che gli si vuole attribuire.
Secondo l'Autorità, Farmindustria avrebbe tramato per
bloccare la diffusione dei farmaci generici in Italia...ed
altro ancora. Per fortuna su questi documenti non sono
ancora riusciti a porre il...segreto di Stato.
Segue articolo :
www.informatori.it/informatori/farmatrame.htm
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In DRASTICO
AUMENTO i DECESSI da FARMACI su RICETTA MEDICA
Secondo i Cenlers for Disease Control and Prevention (CDC), negli
USA l'avvelenamento da farmaci su ricetta
è diventato la seconda principale causa di
morte preterintenzionale.
Secondo il Morbidily and Mortality Weekly/tepori (9 febbraio 2007)
dei CDC, i ricercatori hanno rilevato che i decessi da farmaci su
ricetta sono salili dal 4,4 per 100.000 persone del 1999 al 7,1 per
100.000 del 2004.
Tale incremento rappresenta un'escalation da 11.000 a quasi 20.000
individui nell'arco di un quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 - il doppio dei corrispettivi del
1999 - sono morti a causa di "farmaci
diversi e non specificati", I decessi dovuti a farmaci
psicoterapeutici, quali antidepressivi e sedativi, sono pressoché
raddoppiati, da 67] a 1.300.
Mike Adams, difensore del diritto alla salute del consumatore nonché
esplicito critico delle
aziende farmaceutiche, ha
dichiarato che l'industria farmaceutica
sta impunemente uccidendo cittadini
statunitensi.
Secondo le sue parole: "L'industria farmaceutica nel suo
complesso, comprendente i colossi farmaceutici monopolistici
e la
FDA [Food and Drug Administration), loro collegata nella
cospirazione, è palesemente diventata la singola principale minaccia
per la salute e la sicurezza della popolazione statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad imporre come non mai sempre
più farmaci ad un numero sempre più consistente di cittadini,
con la concomitante presunzione che questi farmaci siano sicuri ed
efficaci quando, in realtà, non sono né l'una né l'altra cosa.
L'industria farmaceutica odierna
costituisce una imponente frode perpetrata a danno del
popolo degli Stati Uniti, sorretta da procedure commerciali
illegali, operato monopolistico ed una vera e propria
condotta criminale da parte della FDA."
Fonte: NewsTarget, 22 febbraio 2007,
http://www.newstarget.com
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Quanti morti ci
vogliono, perché un farmaco venga ritirato dal mercato ?
C'è da fidarsi del foglietto illustrativo - chiama a
proposito "bugiardino" ?
Swissmedic, l'autorità svizzera che vigila sui farmaci, è
indipendente dall'industria
farmaceutica ?
Siamo in Svizzera, la patria di molti colossi farmaceutici,
da Roche a Novartis.
L'inchiesta documenta, attraverso quattro storie di farmaci
scomodi, i meccanismi del mercato farmaceutico, le modalità
della sorveglianza e dell'informazione al paziente.
Nel servizio anche le testimonianze delle vittime di farmaci
regolarmente omologati dagli organi preposti, il loro
calvario legale contro i colossi dell'industria farmaceutica
e il parere di medici e ricercatori sulla credibilità di un
mercato sul quale pesano crescenti interrogativi.
Un'inchiesta scomoda, che nelle televisioni italiane
probabilmente non vedremo mai.
Guarda il video [durata: min. 47.44]
http://tinyurl.com/ybtrq2
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Il ROSIGLITAZIONE USATO per il DIABETE DANNEGGIA le OSSA -
Associato ad aumentato
rischio osteoporosi
Roma, 2 dic. (Apcom) - Un medicinale comunemente usato per il
diabete può avere effetti negativi sulle ossa.
La forza che caratterizza le ossa è data dal mantenimento di un
equilibrio dinamico tra processi di formazione e demolizione e cioè
tra l'attività delle cellule che disgregano la sostanza
intercellulare calcificata dell'osso, osteoclasti, e le cellule
coinvolte nella produzione della matrice ossea, gli osteoblasti Ora,
secondo una ricerca di Ron Evans e colleghi, Salk Institute for
Biological Studies, La Jolla, CA, Usa, che sarà pubblicata domani su
Nature Medicine, un medicinale a base del principio attivo
rosiglitazone, indicato per migliorare la risposta all'insulina di
pazienti con diabete mellito di tipo II, mette in pericolo questo
equilibrio in quanto sarebbe associato ad un aumentato rischio di
frattura delle ossa a causa della sua azione inibitoria sugli
osteoblasti.
Su
topolini di laboratorio i ricercatori avevano visto che
somministrando agli animali il medicinale si provocava una
maturazione esagerata degli osteoclasti, a riprova che l'assunzione
dei tiazolidindioni, tutti quei farmaci ai quali appartiene anche il
rosiglitazone, possono causare fratture alle ossa.
Per
verificare l'azione della molecola, Evans e colleghi hanno inibito
l'azione di un gene che codifica il bersaglio molecolare del
rosiglitazone, la proteina PPAR-gamma, proprio nelle cellule nelle
quali maturano gli osteoclasti ed hanno scoperto che senza la
proteina si danneggia la loro differenziazione e si provoca un
ispessimento della massa ossea.
Se al contrario, veniva somministrato il farmaco per attivare la
proteina PPAR-gamma, si induceva un'attività maggiore degli
osteoclasti e, quindi, un assottigliamento dell'osso. Questo vuol
dire, dicono gli scienziati, che usare per lungo tempo rosiglitazone
può portare all'osteoporosi.
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Zombi tra di noi - Attenzione all'Aulin e farmaci simili
Due pesi ....due misure !
Era il settembre di un anno fa
(1) quando, il ministero della Salute disponeva il
sequestro della sostanza "cimicifuga
racemosa", perche' sospettata di poter provocare
lesioni epatiche, sotto forma di gravi epatiti,
anche se tali non erano mai state ravvisate, ne'
esisteva una -seppur minima- prova di tale, quale
effetto diretto. Non seguirono barricate, da nessuna
parte, ancor di meno tra quei medici che tale
sostanza la usavano da sempre, contrariamente con
grandi benefici per i loro pazienti. Il sospetto,
era sempre lo stesso, quella dell'invenzione -tante
purtroppo- contro quel mondo ritenuto alieno,
perche' non conforme e conformato, sottomesso dalla
medicina ufficiale.
Quello che fu incredibile e' che non si fecero
ulteriori verifiche e quella preziosa sostanza,
usata da chissa' quanti e quanti decenni con
successo, doveva scomparire, addossandole fantasmi
di cui i medici descrittori di fitoterapia non
ebbero mai a credere, e mai crederanno.
La supponenza nei confronti della Cimicifuga ha
indirettamente assunto volti piu' delineati proprio
in queste ore.
Si e' riportato in vita (ma non era morto, camminava
nelle citta' come uno zombi) un semi-cadavere
chimico, dal nome "nimesulide",
farmaco anti-infiammatorio di sintesi, sicuramente
il piu' diffuso e conosciuto al mondo.
Nel 2006, in Finlandia era stata sospesa la
commercializzazione perche' -e qui con prove
dirette- aveva procurato
gravissime epatiti.
Fu cosi' necessario l'intervento delle autorita' di
controllo, una di queste, la piu' importante,
l'Agenzia Europea del Farmaco.
In Italia, a differenza della pericolosissima "cimicifuga
racemosa", la buona nimesulide
non fu mai, anche a scopo cautelare, bloccata
nella sua commercializzazione.
L'Agenzia europea, valutando "globalmente" ogni
aspetto della faccenda, ha concluso proprio in
queste ore: "il profilo rischio/beneficio della
nimesulide e' ancora favorevole (a chi ?) ravvisando
pero' la necessita' di introdurre delle cautele e
limitazioni d'uso del farmaco, e informare medici e
pazienti del rischio di possibili
eventi avversi a carico del
fegato".
Da ora il vostro medico non potra' prescrivervi tale
farmaco per piu' di 15 giorni. Inoltre, le
confezioni dovranno essere modulate nel numero di
compresse e bustine. Non ci si potra' recare
spontaneamente in farmacia per acquistare il famoso
farmaco, ma si dovra’ esibire la ricetta medica.
L'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) informera'
ogni medico dei possibili rischi del farmaco. Non
v'e' dubbio, quindi, che le suddette agenzie di
verifica e controllo del farmaco, ritengano la "cimicifuga
racemosa" una sostanza molto piu' pericolosa della
nimesulide.
Anche noi lo crediamo. Resta fermo il fatto che per
la cimicifuga questo non si e' appurato.
La nimesulide corre su
una Ferrari, la cimicifuga si muove con un mulo,
anzi non si muove, e' ferma, e' gia' andata.
Dal lontanissimo 2006, quando la
nimesulide fu sospesa
in Finlandia, al 2007, quando lo scorso maggio in
Irlanda ha cagionato
gravissime epatiti, come mai i cittadini sono
stati abbandonati –soprattutto in Italia-, ignari,
soli ed indifesi ?
La cimicifuga racemosa era usata soprattutto in
produzione di preparati fitoterapici, in estratto di
macerati glicerinati. Era
preziosa nel contrasto dei fenomeni legati
alla menopausa ed alla senilita' femminile, molto
contrastata, insieme ai fito-estrogeni, dalle varie
associazioni americane di ginecologia, le stesse che
le abnegano, in nome delle
terapie sostitutive ormonali chimiche,
malgrado queste ultime abbiano
dato prova di essere incongrue e pericolose.
By dott. Giuseppe Parisi (medico)
Chi desidera informazioni maggiori, mi puo' scrivere
direttamente:
g.parisi@aduc.it
(1)
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php?id=154619
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I Farmaci contro i
bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
I farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il
cervello ?
Secondo uno studio americano, le facoltà cognitive
degli anziani sarebbero danneggiate dall'assunzione
abituale di medicinali contro la pirosi gastrica.
Chi soffre di acidità, di reflusso gastroesofageo o
di pirosi gastrica (bruciore allo stomaco) farebbe
bene a ricorrere a rimedi naturali o, ancor meglio,
a modificare le proprie abitudini alimentari
piuttosto che farsi prescrivere farmaci che possono,
nel lungo periodo, produrre effetti indesiderati
sulla prontezza del suo pensiero e sulla qualità
delle sue facoltà cognitive.
E' questo l'allarmante sospetto avanzato da un
gruppo di studiosi dell'Università dell'Indiana a
Indianapolis, che hanno pubblicato i risultati di
una loro ricerca sull'ultimo numero del Journal of
the American Geriatrics Society (M Boustani et al, J
Am Ger Soc 2007 August, 55(8):1248-1253).
I farmaci incriminati sono i cosiddetti H2As, cioè
gli antagonisti del recettore H2 dell'istamina, e
comprendono prodotti piuttosto diffusi e popolari
come lo Zantac e il Ranidil.
Gli studiosi hanno seguito per cinque anni una
popolazione di oltre 1500 afroamericani di età
superiore ai 65 anni, che avevano capacità
intellettive normali all'inizio della ricerca, e ne
hanno valutato le facoltà cognitive a regolari
intervalli.
I pazienti che avevano subìto lunghi trattamenti dei
loro problemi gastrici con i farmaci Anti H2 hanno
rivelato una probabilità doppia degli altri di veder
deteriorate le proprie facoltà cognitive nel corso
dello studio.
La correlazione è oltremodo significativa e molto
allarmante, considerando l'enorme diffusione di
questi farmaci. Nel 2005 si sono avute 16 milioni
di prescrizioni di farmaci anti H2 nei soli Stati
Uniti, e qui in Italia, è ormai invalso l'uso del
termine "l'esercito dei reflussisti" per indicare la
vastità di persone che ricercano questo tipo di
prodotti anziche’ le cause del loro malessere.
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MEDICINA - ALCUNI FARMACI DIABETE
CAUSANO
ARRESTO CARDIACO -
Accuse scienziati (UK) ad
Avandia e
Actos dopo avvio indagini Usa
Roma, 27 Lug. 2007 (Apcom) - Alcuni diffusi farmaci per la cura del
diabete
aumentano il rischio di arresto cardiaco.
Lo sostiene un
gruppo di scienziati britannici, in un articolo pubblicato oggi.
Nel mirino degli studiosi - si legge sul sito online del
quotidiano The Guardian - sono finiti Avadia e Actos: due
farmaci assunti lo scorso anno da centinaia di migliaia di
pazienti, per lo più sovrappeso.
Un malato su 50 tra quelli che assumono i medicinali
'incriminati' - si legge nell'articolo, pubblicato sulla rivista
Diabetes Care - è ricoverato per arresto cardiaco nel giro di 26
mesi a partire dall'inizio della cura.
Ieri un agenzia del governo americano garante della sicurezza
dei medicinali ha incaricato una commissione di esperti di
valutare un eventuale divieto di vendita per Avandia, un farmaco
prodotto dalla società britannica GlaxoSmithKline a base di
rosiglitazone.
Prodotto dalla giapponese Takeda Pharmaceuthical, Actos è invece
a base di pioglitazone.
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Farmaci a base di Pergolide
ritirati negli USA, in Italia NO !!!
In Italia restano in commercio - L'AIFA sa dei danni dal 2004.
Negli Stati Uniti, l'FDA ( Food and Drug Administration ) ha
informato del ritiro, deciso dai produttori, dei farmaci a base
di Pergolide a causa dell'elevato rischio di gravi danni
valvolari.
I prodotti che stanno per essere ritirati sono Permax (in
Italia la Pergolide è venduta con il nome di Nopar) e due
versioni generiche.
La Pergolide è un agonista della domanina, impiegata assieme
alla Levodopa e alla Carbidopa per il trattamento dei sintomi (tremori e lentezza dei movimenti) della malattia di Parkinson.
Nel 2006 negli Stati Uniti 12000 pazienti hanno assunto farmaci
a base di Pergolide.
Due recenti studi clinici, pubblicati sul
The New England
Journal of Medicine, hanno confermato precedenti scoperte
associate all'uso della Pergolide, con un'aumentata incidenza di
rigurgito della mitrale, della tricuspide e delle valvole
aortiche cardiache.
Il rigurgito valvolare si manifesta con brevità del respiro,
fatica e palpitazioni cardiache.
Fonte: FDA, 2007Neuro2007 Cardio2007 Farma2007
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Accutane, farmaco anti-acne di
Hoffman-La Roche: prima condanna a
2,6 milioni di dollari.
Gravi danni intestinali per un 36enne. La multinazionale ricorre in
appello
Un tribunale statunitense del New Jersey ha condannato la casa
farmaceutica Hoffman-La Roche a risarcire 2,5 milioni di dollari,
oltre al rimborso di 119.000 dollari di spese mediche, ad un uomo di
36 anni, che un anno dopo aver iniziato ad utilizzare il farmaco
anti-acne Accutane nel 1995, si ammalò di gravi disturbi
intestinali, che hanno reso necessaria l'asportazione completa del
colon, e conseguente diarrea cronica.
Nella diffusa convinzione sulla sua innocuità, il farmaco anti-acne
è stato prescritto con leggerezza.
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Bayer "ha venduto farmaci a rischio
Aids"
In Giappone, a Hong Kong, in Argentina e a Taiwan centinaia di persone
sono morte di Aids - gli ultimi nel '96 - per aver assunto farmaci che
li avrebbero dovuti aiutare a curare l'emofilia. Questa la denuncia
del «New York Times», che nell'edizione di ieri accusa senza mezzi
termini l'azienda farmaceutica Cutter Biological, segmento del gruppo
tedesco Bayer, di non aver ritirato dai mercati asiatici e
latinoamericani il «Factor VIII Concentrate».
Negli
anni 1980 negli USA uno scrittore (A. Hailey) commercializzo' un libro che
denunciava il modo di funzionare della sanita' e delle
industrie
farmaceutiche americane: dal conflitto di interessi fra medicina ed
industria farmaceutica, le pressioni delle Lobbies di quelle industrie, i
mancati controlli sui farmaci e
vaccini che
sono divenuti strumenti di
morte, gli studi sui farmaci falsificati e controllati dalle stesse
industrie, la collusione fra FDA e Lobbies farmaceutiche.. ecc.
Da quegli anni NULLA e' cambiato, anzi tutto sta peggiorando non solo
negli USA, ma anche in tutte le nazioni del mondo che stanno legiferando
solo per favorire le multinazionali.....la dittatura sanitaria ed
alimentare (OGM) avanza sempre piu' ....e
TU cosa fai
per contrastare questi
CRIMINALI ben organizzati ? se non li ostacoli, vuol dire che
sei consenziente, quindi NON ti lamentare !, ma se ti opponi, forse
qualche cosa puoi far cambiare per invertire la rotta...
Ogni mese molti farmaci vengono ritirati dal commercio nel mondo, pur
essendo stati precedentemente controllati dagli "organi
preposti" (FDA in testa), che pero' sono sempre piu' attente ed al
servizio delle multinazionali dei farmaci piuttosto che ai benefici dei
consumatori......
FIDATI ! .....Gli esperti
siamo noi - Shelton Rampton e John Stauber,
pagine 290
"Questo libro sconvolgente ci mostra le tecniche più nascoste
utilizzate dai PR delle multinazionali, per cui esperti e ricercatori
di ogni livello e categoria vengono comprati nei modi più diversi.
Illuminante"
By Jeremy Rifkin
Ogni giorno ci affidiamo agli "esperti" per decidere chi
votare, come allevare i nostri figli, cosa mangiare.
Li guardiamo in
tv, li ascoltiamo alla radio, leggiamo le loro opinioni sulle riviste
e giornali. Ci fidiamo di loro: li riteniamo autorevoli.
Ma
questi esperti sono stati selezionati e meticolosamente addestrati per sembrarci tali....
da chi ? ma dalle imprese farmaceutiche che controllano nei vari
stati del mondo: Ministeri della sanita', Istituti sup. di
sanita', Universita', Ordini dei medici, Baroni della medicina,
ed infine i medici....indottrinati !
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PRODUTTORI
di VACCINI e FARMACI:
Ecco come ci ingannano e cosa possiamo fare per
contrastarle:
http://tinyurl.com/45ocy
http://www.nybooks.com/articles/17244
Il libro di Marcia Angell; non e’ una qualunque... e’ il direttore
capo del New England Journal of Medicine !!!
http://www.nybooks.com/authors/10553
http://www.hms.harvard.edu/dsm/WorkFiles/html/people/faculty/MarciaAngel.html
(cit.) "There is
no question in my mind that medical researchers, educators,
and clinicians
have been corrupted by their close and lucrative ties to industry"
http://www.nybooks.com/articles/17649
"We certainly are in a health care crisis"
http://www.pbs.org/healthcarecrisis/Exprts_intrvw/m_angell.htm
http://www.giulemanidaibambini.org/ricercascientifica.html
-
http://www.soschild.org/
Data Base Europeo, sui danni degli PsicoFarmaci sui giovani
http://www.malasanita.it/
Dove rivolgersi per la malaSanita’
Chi
continua a negare l'evidenza a questo punto non può che essere un
complice delle ditte farmaceutiche !!!
vedi:
Influenza Suina
Curiosità
sulla
NESTLE'
Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlé viola il
codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale
della Sanita che proibisce la promozione dell'uso di latte in
polvere per I'alimentazione dei neonati...
Bisogna sapere che nelle società povere, i bambini allattati
artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di
quelli allattati al seno.
Il
Premio Nobel DARIO FO ha sparato a zero contro la Nestlé,
responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere:
"Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano
a salvare l'umanitàˆ. Ma sono andati solo per interesse di
mercato".
Padre PIER MARIA MAZZOLI (direttore del mensile Nigrizia) ha
presentato il punto di vista dei missionari che esprimono
forti perplessità e disaccordo sulla politica delle
multinazionali:
Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti
Shell: petrolio, ma Nestlé in particolare perché è
una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.
BEPPE GRILLO ha attaccato le multinazionali della chimica e i
brevetti di tutte le nuove forme di vita. Sapete cos' e la Novartis
? E un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz.
La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel
primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo.
La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha
gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i
“pesci-diesel".
Ciba e Sandoz insieme ? E come se Toto Riina e Pacciani si
fossero associati per creare un asilo per bambini".
ed INOLTRE una delle ultime azioni contro tutti noi e
stato quello di far passare la possibilita' di etichettare
come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate
un po'...! .. e d'altra parte, cosi facendo si abbassano ancor
più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori
del vero cacao.
Buon boicottaggio... a tutte queste multinazionali !
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Pazienti trattati con Avandia
(rosiglitazone maleato) un diffuso farmaco per il diabete, secondo una metanalisi statistica condotta su 42 studi clinici, sarebbero soggetti a un significativo aumento di rischio di infarto, e a un aumento di rilevanza statistica "borderline" del rischio di morte per altre malattie cardiovascolari.
Fonte giornalistica: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=179875
Studio originale: http://content.nejm.org/cgi/content/full/NEJMoa072761v1
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ASTENERSI dai MEDICINALI DIVENTERA' un
CRIMINE
By
Samuel Walker - Pubblicato dal Detroit News, 11 Gennaio 2001 - Titolo
originale: "Drug Evasion"
Nel
1971, George Lucas produsse il suo primo film, un capolavoro
anti-utopistico intitolato "THX-1138".
Una
caratteristica particolarmente interessante di THX (che era il nome del
protagonista del film) è quella che, nella società concepita da
Lucas, "non
assumere farmaci è un crimine".
"L'umore
placido" di questa società, essenziale al suo funzionamento, è
indotto dai farmaci. Chi si rifiuta di assumere la dose quotidiana,
viene visitato da robot-poliziotti che danno un nuovo significato al
termine Agenzia per la Diffusione delle Medicine. Ricordo di esser stato
particolarmente colpito da una fila di bambini dagli occhi inespressivi,
in grembiuli bianchi, che venivano condotti attraverso un atrio da un
poliziotto-robot con la faccia cromata, nel quale sembrava essi
riponessero la massima fiducia. Tutti avevano una flebo conficcata nelle
loro esili braccia.
Gli
ammonimenti sui pericoli dell'uso della scienza, quando tale uso è
mirato al controllo del comportamento dell'umanità, non sono nuovi;
compaiono anche nel "Brave New World" di Aldous Huxley, nel
"1984" di George Orwell, e nel "This Perfect Day" di
Ira Levin. Ciò che invece è nuovo è che il futuro è già qui, e che
gli ammonimenti sembrano essere stati ignorati.
Dai
quattro milioni ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola,
dosi quotidiane di un potente farmaco chiamato Ritalin.
A questi vivaci
ragazzini, soprattutto maschietti, è stata diagnosticato l'ADHD (Attention
Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.), cioè una malattia che provoca
disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di
"sintomi" che vengono sempre più attaccati dalla scienza
onesta per la loro vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi
l'abuso degli interventi sul controllo dei comportamenti.
Il farmaco non favorisce l'apprendimento.
La dottoressa Rosemary Tannock,
dell'Ospedale pediatrico di Toronto, afferma che il Ritalin non ha né
effetto sulla memoria a breve termine dei bambini, né sui processi
fonologici necessari per leggere.
Quest'anno, sia l'Archivio di
Psichiatria Generale, sia gli Istituti Nazionali di Sanità hanno
condotto studi che mettono fortemente in dubbio l'efficacia del Ritalin
quale cura del benché minimo "disturbo" infantile; esso serve
soltanto a tenere i bambini in silenzio, e fermi sulle loro sedie.
Altri
numerosi studi affermano che il Ritalin è notevolmente efficace per
realizzare solo quello che una buona maestra di vecchio stampo
otterrebbe con una semplice occhiata.
Secondo
Steven Ingersoll, presidente dello Smart Schools Inc. di Brighton, che
dirige quattro scuole private, "L'effetto è che il bambino si
muove di meno, ed è meno incline a stimoli competitivi".
Ingersoll
afferma che il 22 percento degli studenti erano trattati con il Ritalin
quando egli assunse la presidenza di una scuola nel 1996. Quello stesso
anno, gli studenti della quarta classe risultarono tra gli ultimi agli
esami distrettuali. Tre anni più tardi, meno dell'uno percento dei
bambini veniva trattato con il Ritalin, e il 100 percento degli studenti
di settimo grado (gli stessi studenti della quarta di tre anni prima) si
classificarono ai primi posti degli esami statali in lettura e
matematica. Sebbene Ingersoll creda che sia piuttosto la televisione che
abbia giocato un ruolo importante nei casi di deficit di attenzione, è
convinto che non sono certo le droghe ciò di cui i bambini abbiano
bisogno.
Secondo
l'Agenzia sulla Diffusione delle Medicine statunitense, il Ritalin è un
potente eccitante che presenta molti degli effetti farmacologici delle
amfetamine, delle metamfetamine e della cocaina.
Come ci si poteva
aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli infermieri, e dalle
infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti che
provoca.
Ciò
che è più allarmante sono recenti rapporti provenienti da New York e
da altre città, nei quali appaiono casi di bambini trattati con Ritalin
nei quali, quando i genitori mettono in discussione la terapia, le
autorità intervengono per risolverli.
In
una recente testimonianza al Congresso, il Dott. Peter Breggin, autore
di: "Ritalin: ciò che i dottori non dicono sugli eccitanti
pediatrici", afferma bruscamente:
"I genitori... subiscono
pressioni e vengono costretti dalle autorità scolastiche a
somministrare medicine psichiatriche ai loro bambini, insegnanti,
psicologi e amministratori scolastici frequentemente minacciano di non
voler più insegnare a quei bambini che non siano sottoposti ai
trattamenti, e nello stesso tempo fanno intervenire i Servizi (Sociali
N.d.T.) di Protezione dell'Infanzia affinché svolgano indagini sui
genitori, accusati di negligenza per il proprio bambino !"
Questo
non è un film. In tutto il Michigan, dice Ingersoll, molti genitori
lottano per opporsi alla somministrazione del Ritalin ai loro bambini,
ma molti di loro si non espongono per timore di rappresaglie. Nel 1998,
lo Stato del Michigan era al terzo posto nel consumo nazionale di
Ritalin.
Il
consumo di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran lunga
quelle di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis -
una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per collusione, per
aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention Deficit
Disorder, N.d.T.) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente, la Novartis nega l'accusa.
Se
pensate che non si tratti di una normale malattia e della sua cura, ma
piuttosto di un piano di sinistro marketing le cui vittime sono i
bambini, non siete il solo.
Per maggiori informazioni, cercate "Ritalin"
sull'Internet (scegliere ricerca in lingua inglese, N.d.T.) e
preparatevi
a restarne sbalorditi.
Samuel
Walker è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac Center per
le Politiche Pubbliche, un istituto per la ricerca e istruzione delle
politiche pubbliche del Midland.
Per contatti, scrivete a: Samuel
Walker, 615 W. Lafayette, Detroit, MI 48226 o inviate un fax al (313)
222-6417, oppure posta elettronica a: letters@detnews.com.
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Bambini
geneticamente modificati.....
Sono
finiti sotto accusa gli scienziati americani che hanno messo a rumore
tutto il mondo con il "metodo a tre" per la infertilità;
hanno creato diciassette feti con il DNA di 2 madri ed 1 padre biologico,
1 è abortivo, l'altro non è arrivato a termine perché entrambi affetti da grave e
misterioso disordine genetico (sindrome di Turner) malattia nella quale un
intero cromosoma è del tutto mancante.
A furia di forzare la natura.........si ottengono questi risultati !
Ed in agricoltura..........non se ne deve parlare !!!!!
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La Biogen & Elan hanno ritirato dal mercato il Tysabri (natalizumab),
un anticorpo monoclonale per la cura della SM e del morbo di Crohn.
2 pazienti, durante un test di fase III, in terapia con Tysabri + Avonex
(beta interferone 1a) hanno sviluppato una grave malattia
neurologica, la PLM (progressive multifocal leukoencephalopathy), in un
caso con esiti fatali. Tysabri era stato appena autorizzato dalla U.S. FDA…….
Commento: FDA che e’ sempre piu’ al servizio delle
multinazionali…e non ai benefici dei consumatori !
Cisplatino (Pharmacia Italia;
Faulding Farmaceutica; Gnr; Baker Italia);
Il cisplatino è un complesso del platino con due gruppi di cloro in
posizione cis. Nel carboplatino, sviluppato per cercare di ridurre la
marcata tossicità del cisplatino, il metallo è incorporato in una
molecola organica più complessa. Per diversi aspetti essi sono simili
mentre per altri si differenziano:
- reagiscono con il DNA formando legami crociati intracatena e
intercatena, inibendo la replicazione e la trascrizione del DNA;
- sono attivati mediante idrolisi in vivo ma questa reazione è più lenta
per il carboplatino. Il cisplatino possiede una maggiore affinità per le
proteine plasmatiche e viene escreto lentamente per via renale. Entrambi
sono somministrati per via parenterale e si distribuiscono in tutti i
tessuti eccetto il sistema nervoso centrale.
Entrambi vengono escreti in parte in forma immodificata;
- i composti del platino possiedono un profilo tossicologico simile anche
se il carboplatino è generalmente meglio tollerato.
La soppressione
midollare è minore rispetto alle mostarde, mentre nausea e vomito sono
forti e sempre presenti. Caratteristica è la grave nefrotossicità
(prevenibile mediante abbondante idratazione) con ipomagnesia che può
provocare episodi convulsivi nei bambini. Possono provocare ototossicità
sino alla perdita dell'udito e neuropatie periferiche. Si può presentare
anche mielodepressione, con leucopenia, trombocitopenia e anemia
transitoria;
- il cisplatino e il carboplatino sono mutageni, teratogeni e cancerogeni.
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Gemcitabina - Gemzar (Ely Lilly) - vedi Big Farma
La gemcitabina è un analogo del nucleoside desossicitidina. Il farmaco
viene attivato dalla desossicitidina chinasi e inibisce la sintesi del DNA
essendo incorporato al posto della citosina nel filamento in crescita di
DNA. La gemcitabina viene somministrata per via endovenosa.
Dosi terapeutiche di gemcitabina possono determinare depressione midollare
grave, nausea,vomito, eruzioni cutanee e alopecia.
Antipsicotico Zyprexa, Eli Lilly pagherà 690 mln $ per chiudere migliaia di cause, Elli Lilly ha nascosto per 10 anni gli effetti negativi del farmaco.
Annunciato ieri un accordo preliminare con gli avvocati. Interessate circa 8.000 persone.
La casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice dell'antipsicotico Zyprexa, ha annunciato ieri l'accantonamento di 690 milioni di dollari, per chiudere con un patteggiamento la maggior parte delle cause riguardanti il farmaco.
Un accordo di principio è stato raggiunto con gli avvocati che rappresentano circa il 75% dei denuncianti, per un totale di circa 8.000 persone interessate dal patteggiamento.
Le cause contestano alla casa farmaceutica di non aver adeguatamente informato i pazienti sul rischio di iperglicemia e di diabete, legato all'assunzione del Zyprexa.
Nel settembre 2004, la Food and Drug Administration (FDA) decise che tale rischio dovesse essere evidenziato nei foglietti informativi di tutti gli antipsicotici atipici. Le avvertenze d'uso dello Zyprexa sono state cambiate nel marzo 2004.
Lo Zyprexa, che è stato utilizzato da oltre 17 milioni di persone nel mondo, è il farmaco più venduto da Eli Lilly, di cui, nel 2004, ha rappresentato il 32% delle entrate, con vendite mondiali pari a 4,42 miliardi di dollari, di cui 2,42 negli Usa.
Tuttavia, nel 2004 le vendite di Zyprexa negli Stati Uniti sono diminuite dell'8%, a causa, secondo la compagnia, di "questioni su possibili effetti collaterali come l'aumento di peso e l'iperglicemia, amplificate da un'intensa pubblicità da parte degli studi legali interessati a cause giudiziarie di questo genere, alla ricerca di clienti trattati con Zyprexa". Nel resto del mondo le vendite sono aumentate del 13%.
FONTE : New York Times.
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Taxotere (Aventis Pharma)
Principali effetti tossici : mielodepressione, alopecia, rush cutanei,
ritenzione idrica.
Il rapporto completo lo puoi scaricare dal sito di questo Istituto: www.iss.it/pubblicazioni.
Pubblicazioni - Rapporti ISTISAN : Anno 2002 -
Files - 02/16 -
Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici:
rischi per la riproduzione e strategie per la prevenzione. By Grazia Petrelli e Silvana Palmi
2002, 108 p
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Sorvegliati speciali - By Gianna Milano e Chiara Palmerini - 25/2/2005 -
Panorama, Scienza e Salute
Medicinali di nuova generazione che invece di essere migliori dei vecchi
si rivelano potenziali killer. Come si è arrivati a questo punto ? Il caso
Vioxx non è unico, ha svelato retroscena di negligenze, controlli
insufficienti e colpevoli silenzi.
Audrey Eisen, newyorkese di 64 anni malata di artrite, era appena
ritornata dalla farmacia con una confezione di Aleve lo scorso dicembre
quando, accendendo il computer, lesse la notizia che il farmaco provocava
infarti. In quattro mesi, da quando il Vioxx è stato ritirato dal
commercio dalla stessa industria produttrice, la Merck, sempre perché
ritenuto rischioso per il cuore, Eisen aveva già cambiato tre medicine. E
anche sulla seconda, il Celebrex, si sono abbattuti i sospetti che possa
avere gravi effetti collaterali. La signora Eisen, professoressa in
pensione, ha riportato in farmacia l'ultima confezione acquistata. Le
altre erano già finite nel gabinetto.
Come Audrey Eisen, fotografata nella sua bella casa sul New York Times
sotto un titolo che recita «Vioxx. Celebrex. Ora Aleve. Che cosa deve
pensare un paziente ?», si saranno sentite migliaia di altre persone, in
tutto il mondo, che da mesi o da anni si affidano ad antidolorifici
ritenuti migliori di quelli di vecchia generazione come l'aspirina perché
fanno lo stesso lavoro, senza però causare mal di stomaco e ulcere.
O
quelli che, nell'estate di quattro anni fa, hanno sentito delle morti
attribuite al Lipobay, nuova statina anticolesterolo ?
O quelli che leggono
degli antidepressivi che invece di far uscire dal tunnel dell'angoscia
favoriscono comportamenti suicidi ?
Già, che cosa deve pensare un paziente, convinto di prendere le medicine
per stare meglio, cui viene detto che quelle stesse medicine sono invece
potenziali killer ?
«Che il caso Vioxx ha fatto esplodere una serie di
problemi che erano già stati sollevati sulla sicurezza dei farmaci»
risponde Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche
farmacologiche Mario Negri di Milano. «Si ha la netta impressione che
siano un po' troppi quelli che arrivano sul mercato come medicine
innovative, ottimamente tollerate, di cui nel giro di pochi anni o
addirittura mesi si scoprono controindicazioni, e che subiscono
restrizioni, fino alla sospensione».
Il caso del Vioxx ha messo in luce verità nascoste del mondo dei farmaci,
legami pressoché inestricabili tra chi produce le medicine, chi dovrebbe
valutarne l'efficacia e i rischi, chi regolamenta la loro
commercializzazione e chi li prescrive. Al processo a porte aperte che si
è svolto la scorsa settimana nella sala da ballo di un albergo di
Washington sono state messe sotto accusa carenze e negligenze da parte
della Food and drug administration, l'ente americano che regolamenta e
controlla i farmaci.
Tra gli accusatori più accaniti c'era David Graham,
scienziato, che lavora alla stessa Fda, secondo il quale né l'agenzia
pubblica né l'azienda produttrice del Vioxx, la Merck, hanno fatto nulla
per allertare sui rischi legati all'uso del farmaco, noti già dal 2000.
Un comitato di esperti dell'Fda ha votato con uno stretto margine, 17 voti
contro 15, per il ritorno sul mercato del medicinale, con l'aggiunta però
di nuove restrizioni su dosi e durata della terapia, e ha sollecitato
cautele aggiuntive e limiti alla pubblicità per farmaci analoghi come
Celebrex e Bextra della Pfizer. Ora si attende di vedere se la Fda avallerà
queste raccomandazioni.
In Europa, l'Agenzia del farmaco (Emea), dopo due anni di discussioni
iniziate quando comparvero i primi studi allarmanti su questi
antinfiammatori chiamati Coxib, all'inizio del 2004 decise di inserire nei
foglietti illustrativi precauzioni che più di recente sono diventate
chiare controindicazioni per chi è a rischio di infarto e ictus.
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha accolto questa decisione. «La
vera domanda che non si è fatta in questi giorni è come mai è
l'industria che ritira il farmaco, come è accaduto anche per la
cerivastatina della Bayer, e non le agenzie regolatorie. Una distrazione
oppure è il sistema che non funziona ?» si chiede Garattini, che ha fatto
parte dell'Emea per sette anni. «Chi approva i farmaci non è nelle
migliori condizioni per decidere di ritirarli. È una specie di conflitto
di interessi psicologico: si cerca sempre di trovare una soluzione che non
sia estrema, come correggere i foglietti illustrativi».
Alla fine, queste
restano iniziative formali, una specie di alibi: noi ve l'abbiamo detto,
se poi voi non leggete...
Secondo Garattini, è necessario creare un organismo di controllo sui
farmaci super partes, più attento ai danni, che vigili e che quando
cominciano ad accumularsi dati preoccupanti ne dia informazione ai medici
e al pubblico.
Un organismo analogo a quello che, dopo gli ultimi
scandali, si vuole organizzare negli Stati Uniti, il Drug safety oversight
board. Questa mossa servirebbe anche a correggere un'altra anomalia: l'Emea, che deve tutelare la salute di milioni di persone in Europa, dipende dalla direzione Industria e non da quella della Sanità. «Il sospetto è che prevalgano i desiderata dell'industria nelle decisioni prese sui farmaci. Che tra l'altro non devono essere neppure motivate pubblicamente. Le ragioni di chi vota restano segrete».
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CRONACA DI UN DISASTRO
2000
Uno studio registra un incremento di 5 volte di incidenza di infarto nei
pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) rispetto al gruppo trattato con
naprossene.
2001
In una metanalisi che valuta il rischio di eventi cardiovascolari con i
Coxib, gli autori concludono: «Prescriverli con cautela a pazienti a
rischio cardiovascolare».
2002
Le autorità sanitarie francesi chiedono all'Emea di riconsiderare il
profilo rischio/beneficio dei Coxib per sicurezza cardiovascolare,
gastrointestinale, reazioni cutanee e ipersensibilità gravi.
2003
L'Emea riconosce l'efficacia ma chiede modifiche sostanziali al foglietto
illustrativo di tutti i Coxib.
2004
Uno studio mostra che, alla dose di 25 mg/giorno di rofecoxib (Vioxx),
raddoppiano infarti e ictus. A settembre, la Merck ritira il Vioxx dal
commercio. Si stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.
La domanda da cui partire è: come si è arrivati al punto in cui è
difficile anche solo riuscire a districare gli interessi dei pazienti da
quelli dell'industria farmaceutica ? Un'accusa esplicita è formulata da
Marcia Angell, medico, a lungo direttore del New England Journal of
Medicine, la più autorevole rivista al mondo di medicina, che dopo aver
dato l'addio a quel mondo ha vuotato il sacco sui cambiamenti cui ha
assistito nel corso degli anni: l'industria farmaceutica «negli ultimi
due decenni si è allontanata di molto dal suo scopo nobile originario di
scoprire e produrre nuovi farmaci utili» e si è invece trasformata «in
una macchina di marketing per vendere farmaci di dubbia efficacia».
Parole dure. Ma Angell va avanti.
Dr. Graham, associate director for the Office of Drug Safety and a 20-year FDA veteran, launched a study of Vioxx® in 2001. His team included researchers from California-based Kaiser Permanente and the Vanderbilt University School of Medicine in Nashville, TN. They analyzed data from 1.4 million people in California who had taken Vioxx® between 1999 and 2004.
At a Senate Finance Committee on Nov. 18, government drug reviewer Dr. David Graham said FDA's handling of Merck & Co Inc.'s withdrawn painkiller Vioxx, is a 'profound regulatory failure' by an agency 'incapable of protecting America' from another dangerous drug. Kevin Lamarque / Reuters
Graham told the committee that research indicated that Vioxx caused up to 160,000 heart attacks and strokes. It was responsible for an additional 27,785 deaths from heart ailments from 1999 to 2003, he concluded.
VIOXX POTREBBE AVER CAUSATO 27.000 CASI di INFARTO - Cardiologia
http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=6445
Uno studio condotto dalla Food and Drug Administration statunitense ha portato alla conclusione che il Vioxx, il farmaco antinfiammatorio di cui l'azienda produttrice Merck ha chiesto il ritiro, potrebbe aver favorito circa 27.000 casi di infarto e morte cardiaca improvvisa. Lo studio, a cui hanno partecipato studiosi della Vanderbilt University (Tennessee) e di Kaiser Permanente, una grande organizzazione americana per la tutela della salute, è stato coordinato da David Graham, dell'Ufficio per la sicurezza dei farmaci della Fda.
Si tratta di un duro colpo per la multinazionale farmaceutica, anche perché nel frattempo noti studi legali americani già promuovono, a suon di banner su internet, la causa legale e non si tratta di un caso che a diffondere le stime dell'autorità di controllo americana sia stato il Wall Street Journal e non una rivista medica.
Al di là della retorica che vuole i colossi dell'industria dei farmaci
impegnati in ricerche innovative per portare a milioni di pazienti cure
sempre più efficaci, i numeri dicono altro: gli investimenti in ricerca e
sviluppo rappresentano una voce piccola nel fatturato delle imprese, mai
più del 20 per cento, spesso assai meno, anche se le cifre esatte non
vengono di solito rivelate. Le spese per la promozione dei farmaci variano
invece tra il 20 e il 40 per cento del fatturato annuo delle industrie.
Quello dell'industria farmaceutica è un settore in cui bisogna inventare
di continuo e, secondo Philippe Pignard, che ha lavorato per 17 anni nei
laboratori farmaceutici in Francia, il ritmo di innovazione è rallentato.
La maggioranza delle medicine immesse sul mercato sono cosiddette «me too»,
cioè farmaci fotocopia prodotti dalle varie industrie che introducono
solo piccole variazioni.
Le grandi fusioni degli ultimi tempi tra gruppi
sono una risposta alla crisi. Secondo Garattini hanno influito
sull'originalità della ricerca: «Viene fatta solo in pochi centri, si
concentra su poche aree con grande mercato da cui ci si aspetta un forte
ritorno».
Malattie rare o comuni che riguardano i paesi poveri sono a
questo punto escluse.
Si difende dalle critiche («Anche se non mi sento un imputato» precisa)
il presidente della Farmindustria Federico Nazzari: «La ricerca nel
nostro settore è costosa, rischiosa, e ha tempi molto lunghi. E faccio
notare che è per il 90 per cento finanziata dalle vendite».
Solo una
molecola su 10 mila di quelle ritenute potenzialmente utili arriva sul
mercato.
Per portarcela, servono in genere una decina d'anni e 800 milioni di
dollari di investimento. Angell sottolinea però che gli investimenti
dell'industria, negli Usa, riguardano in genere le fasi finali della
sperimentazione: spesso la ricerca sui farmaci veramente innovativi è
finanziata quasi per intero con fondi pubblici.
In mancanza di scoperte rivoluzionarie in laboratorio, le multinazionali
finiscono per cercare profitti sicuri in aree di mercato collaudate. Una
strategia resa possibile dalle regole in vigore per l'approvazione dei
farmaci.
«Nella maggior parte dei paesi, per entrare in commercio una
medicina deve dimostrare non di essere migliore delle vecchie, ma di non
essere peggiore» spiega Nicola Magrini, direttore del Ceveas, il Centro
per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria. Molti dei
nuovi antibiotici messi in commercio non si sono dovuti dimostrare
superiori ma semplicemente pari o non inferiori ai vecchi.
Lo stesso è
stato per i Coxib ora sotto accusa: «Non si era neppure certi della loro
minore gastrolesività e c'erano dubbi sui rischi d'infarto» sottolinea
l'epidemiologo Maurizio Bonati.
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I FARMACI RITIRATI e QUELLI a RISCHIO
Cerivastatina (Lipobay/Baycol)
Appartiene alla classe degli anticolesterolo (statine) usati per prevenire
eventi coronarici in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001 con
l'accusa di aver causato numerosi decessi. Specie se associato ai fibrati
provoca danni muscolari, fino a rabdomiolisi, con gravi conseguenze a
livello renale e cardiaco.
Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor)
Gli antidepressivi di nuova generazione, gli Ssri, che inibiscono la
ricaptazione della serotina, erano considerati efficaci anche negli
adolescenti. Nel 2004 la Fda e l'Emea hanno stabilito che non solo gli
Ssri ma l'intera categoria degli antidepressivi aumenta il rischio di
comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici e negli adolescenti.
Cisapride (Cipril/Alimix)
Farmaco usato anche nei bambini contro il reflusso gastroesofageo:
ritirato dal commercio nel 2000 dopo che Vanessa Young, una 15enne con
lievi disturbi gastrici, morì di infarto a causa del farmaco. Negli Usa
viene ancora prescritto, in casi particolari e sotto stretta sorveglianza
del medico.
Sibutramina (Meridia/Reductil)
Sviluppata inizialmente come antidepressivo, si scoprì che poteva servire
a perdere peso, facendo crescre i livelli di serotonina e noradrenalina.
Fa aumentare la pressione arteriosa ed espone a rischio cardiovascolare
anche fatale. Nel marzo 2002 il ministero della Salute sospende
cautelativamente la vendita del farmaco e richiede all'Emea una
rivalutazione del profilo rischio/beneficio. La sospensione della
sibutramina è annullata nell'agosto 2002 ed è riammessa in commerco con
precise controindicazioni e a uso specialistico.
Terapia sostitutiva ormonale
Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il Women's health initiative (Whi),
che prendevano ormoni (estro-progestinici) in menopausa è stato
interrotto prima della data prevista, il 2005, dopo 5 anni e due mesi:
l'assunzione in dosi fisse di questa combinazione di ormoni ha evidenziato
che i rischi erano superiori ai benefici: aumento di ictus, trombosi
venosa, embolia polmonare e tumore al seno.
Rosuvastatina (Crestor)
Introdotta sul mercato nel 2003 è anch'essa sotto stretta sorveglianza,
come tutte le altre statine. David Graham, dell'Fda, in contrasto con la
sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci sostiene sia necessario
sottoporre a revisione il Crestor per gli alti rischi cui è associato:
danni muscolari, come la rabdomiolisi, e insufficienza renale.
Valdecoxib (Bextra), Parecoxib (Dynastat), Celecoxib (Celebrex/Artilog/Solexa),
Eterocoxib (Arcoxia, Algix, Tauxib), Lumiracoxib (Prestige, registrato in
Europa, sospeso temporaneamente il lancio)
Appartengono alla classe dei nuovi antinfiammatori, i Coxib, inibitori
selettivi della cox-2.
Il rofecoxib (Vioxx) è stato ritirato, ma tutti i
Coxib sono sottoposti a revisione da parte di Fda ed Emea: per valutare
l'opportunità di mantenerli in commercio. L'Emea ha indicato forti
limitazioni d'impiego, controindicazioni nei pazienti con malattia
cardiaca o ictus, e ulteriori controindicazioni nei pazienti con
ipertensione, precauzione nei pazienti a rischio cardiovascolare e
utilizzo alla dose più bassa per un trattamento il più breve possibile.
Sartani Candersartan (Blopress, Ratacand) Eprosartan (Tevetenz),
Irbersartan (Aprovel, Karvea) Losartan (Loortan, Losaprex, Neolotan),
Telmisartan (Micardis, Pritor) Valsartan (Tareg, Valpression)
Sono antagonisti dei recettori dell'angiotensina-2, efficaci come
antipertensivi, nell'insufficienza cardiaca e come nefroprotettori. Negli
ultimi tempi hanno registrato una crescita vertiginosa di prescrizioni
sostituendosi agli Ace-inibitori. In realtà, studi concludono che i
sartani espongono a maggior rischio di infarto.
In questo contesto, non stupiscono più di tanto episodi come quelli del
Vioxx e degli altri Coxib. «Usati per breve tempo, probabilmente non
darebbero problemi diversi da quelli degli altri analgesici. Il fatto è
che sono diventati un farmaco per tutta la vita» dice Magrini.
In questa direzione ha spinto il marketing. «C'è stata un'avidità di
mercato che ha spinto a usi eticamente non condivisibili». La stessa
accusa è stata fatta agli antidepressivi Ssri: se ne è spinto l'uso
addirittura per bambini e adolescenti, trascurando (o nascondendo) i gravi
rischi che comportavano.
Le insidie sono nascoste anche nel modo stesso in cui viene condotta la
sperimentazione sui farmaci.
«Per quanto ampia e ben fatta, è comunque
su un numero limitato di pazienti» dice Nazzari. «Gli eventi gravi
emergono sui larghi numeri, nel lungo periodo, una volta che il farmaco è
in commercio» prosegue Marco Bobbio, cardiologo. «All'esigenza della
sicurezza si contrappone quella di introdurre il prima possibile sul
mercato farmaci che magari possono curare dei pazienti».
In un contesto sperimentale è anche molto difficile studiare le
interazioni tra farmaci, che invece capitano nel mondo reale. «Una
soluzione è» dice Garattini «un monitoraggio attivo, un sistema di
farmacovigilanza che non si basi come ora sulla segnalazione spontanea dei
medici. Se ci fosse stato, il caso Lipobay, provocato dall'interazione tra
cerivastatina e fibrati, non si sarebbe verificato».
Sembra che la storia sia destinata a ripetersi, se nel frattempo qualcosa
non cambierà. Nel mirino c'è un'altra classe di farmaci, i sartani,
antipertensiivi, sei molecole simili commercializzate sotto 12 etichette
diverse. L'industria li sta spingendo perché sul mercato sostituiscano i
vecchi Ace-inibitori prossimi alla scadenza del loro brevetto: avrebbero
un miglior profilo rischio-beneficio.
Uno studio apparso pochi mesi fa sul
British medical Journal ha messo in discussione questa tesi affermando
che, paradossalmente, pur abbassando la pressione, potrebbero esporre a
maggior rischio di infarto. Conclude la rivista: "Ai pazienti andrebbe
detto".
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ADVIL,
MOTRIN
E
ALEVE
SOTTO
ACCUSA
IN
USA
PER
DANNI
AL
CUORE
New
York,
19
apr.
(Apcom)
-
Tre
nuovi
farmaci
antidolorifici
sono
finiti
sotto
accusa
per
gli
effetti
dannosi
che
hanno
sull'apparato
cardio-circolatorio:
Advil,
Motrin
e
Aleve
tutti
venduti
senza
ricetta
sul
mercato
statunitense.
Stando
ad
uno
studio
condotto
dal
dottor
Jon
Sudbo
del
Radium
Ospital
di
Oslo,
in
Norvegia,
questi
antidolorifici
riducono
del
50%
le
possibilità
di
ammalarsi
di
cancro
alla
gola,
ma
aumentano
con
la
stessa
percentuale
le
chances
di
patire
un
attacco
di
cuore.
Lo
studio,
condotto
tra
908
fumatori
norvegesi,
è
stato
presentato
ieri
durante
la
conferenza
dell'American
Association
for
Cancer
Reserch,
tenutasi
ad
Anaheim,
in
California.
Il
team
di
Sudbo,
indagando
gli
effetti
benefici
di
queste
medicine
sui
pazienti
ammalati
di
tumore
alla
gola,
ha
scoperto
che
Advil,
Motrin
e
Aleve
incidono
pesantemente
sulla
circolazione
sanguigna,
almeno
quanto
i
farmaci
recentemente
banditi
dalla
Food
and
Drug
Administration:
Vioxx
e
Bextra.
Diversamente
da
queste
medicine
dette
inibitori
cox-2,
però,
Advil,
Motrin
e
Aleve
fanno
parte
di
una
famiglia
più
grande
di
preparati,
quella
degli
anti-infiammatori
non
a
base
di
steroidi
(Nsaid),
in
cui
rientrano
anche
naproxen,
ibuprofen
e
praticamente
tutti
gli
antidolorifici
che
si
possono
acquistare
senza
ricetta,
tranne
il
Tylenol.
La
ricerca
di
Sudbo
ha
tenuto
sotto
controllo
per
20
anni
3000
pazienti
ad
alto
rischio
di
contrarre
il
tumore
alla
gola.
I
454
che
si
sono
ammalati,
sono
stati
messi
a
confronto
con
altri
454
pazienti
nelle
stesse
condizioni,
che
però
non
hanno
contratto
il
tumore.
Di
queste
908
persone,
le
277
che
avevano
fatto
uso
di
farmaci
Nsaid
negli
ultimi
sei
mesi
avevano
un
rischio
minore
di
ammalarsi,
eppure
stavano
morendo
con
il
doppio
della
frequenza
degli
altri,
a
causa
di
problemi
cardiaci.
Stando
alla
ricerca,
il
rischio
è
più
alto
tra
i
fruitori
dell'ibuprofen,
che
hanno
tre
volte
più
possibilità
di
avere
problemi
cardiaci
rispetto
ai
non
utilizzatori
di
farmaci
Nsaid.
Lo
studio,
condotto
su
una
scala
relativamente
piccola,
necessita
ora
di
approfondimenti
scientifici
che
appurino
se
le
quantità
di
antidolorifici
assunti
incidano
o
meno
sulla
probabilità
di
sviluppare
problemi
cardio-circolatori.
http://www.apcom.it/popup.php?cnt=../../../news/home/20050419_173306_02A3021F.php
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Ecco uno dei TANTISSIMI farmaci
ritirati dal commercio....Fonte Nadir
Notizie:
Ritirato dal commercio il farmaco Viracept (nelfinavir) - Redazione
in Attualità - 07.06.2007
Sulla base di una disposizione dell'Emea (Agenzia europea dei
medicinali) con una procedura specifica di allerta rapido è stato
disposto il ritiro in tutti i Paesi europei del medicinale Viracept
(nelfinavir) indicato per la terapia dell'HIV/AIDS.
Il ritiro immediato del farmaco, in tutte le confezioni e lotti, si
è reso necessario a seguito dell'identificazione, da parte della
casa farmaceutica produttrice Roche, della presenza di un agente
inquinante inatteso, il mesilato etilico (anche conosciuto come il
etilestere dell'acido metansolfonico) in alcuni lotti di Viracept.
Il mesilato etilico è risultato genotossico (nocivo per il DNA) su
studi su animali a dosi molto superiori a quelle riscontrate nel
Viracept; l'effetto sull'uomo non è conosciuto e tuttavia, a
scopo precauzionale, l'EMEA ha proceduto al ritiro di tutti i
lotti e di tutte le confezioni.
A seguito della decisione europea, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha
disposto il ritiro dal commercio del farmaco. In Italia, il Viracept
viene distribuito esclusivamente dai Centri di Infettivologia
e comunque nei day hospital specializzati nella cura
dell'HIV/AIDS.
COSA FARE ?
I pazienti in terapia con questo farmaco sono invitati a contattare
il proprio Centro di riferimento per concordare, tra le
diverse alternative terapeutiche disponibili, quella più
adatta al proprio caso e per restituire il medicinale
ritirato. Tutti i medici prescrittori di farmaci
antiretrovirali sono invitati a contattare i pazienti in terapia con
Viracept, convocarli immediatamente presso il centro clinico
chiedendo la restituzione del medicinale e cambiare la terapia
al paziente.
ATTENZIONE: Particolare allerta va rivolta alle donne in gravidanza
che assumono Viracept, visto le sostanze genotossiche
imputate. Il rischio in tutti i pazienti che sono stati
esposti a mesilato etilico è ignoto.
Fonte: AIFA -
http://www.agenziafarmaco.it/
Fonte: EMEA -
http://www.emea.europa.eu/pdfs/general/direct/pr/25128307en.pdf
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La Food Commission Britannica (che svolge il ruolo di vigilanza e controllo degli alimenti) ha affermato che additivi come coloranti e conservanti, vietati negli alimenti destinati
ai bambini con meno tre anni, sono invece massicciamente presenti in una gran quantità di medicine per la prima infanzia.
Lo studio della Commissione ha preso in esame 41 farmaci destinati ai minori di tre anni: di questi, solo uno - uno sciroppo della catena di supermercati - non conteneva coloranti o conservanti. In alcune c'erano ben quattro differenti dolcificanti. Si tratta di tutte sostanze vietate negli alimenti e nelle bevande per gli under-3.
Nelle medicine per l'infanzia c'è "un cocktail di additivi", rileva allarmata la Food Commission.
La ricerca, pubblicata sulla rivista della Commissione e ripresa da tutta la stampa britannica, ha rilevato che su alcuni dei farmaci, l'etichetta avvertiva che gli additivi possono causare effetti indesiderati come irritazioni della pelle e degli occhi, acidità di stomaco e diarrea. In quattro, sono stati trovati i coloranti sintetici "azo", ma solo su una c'era l'avvertenza dei possibili effetti collaterali (tra cui allergie ed asma).
"Molti bambini - si rileva - possono usare senza problemi questi prodotti, ma ce ne sono altri che avranno reazioni allergiche a questi additivi. Crediamo che coloranti e dolcificanti artificiali possano essere sostituiti con alternative naturali, mentre bisogna mettere in seria discussione l'uso dei conservanti".
Big Pharma ha difeso l'uso di coloranti e dolcificanti dicendo che coprono il cattivo gusto degli elementi attivi del farmaco e aiutano i genitori a far prendere le medicine ai bambini (e a provocare gli effetti collaterali indesiderati).
La Pfizer ha invece affermato che gli ingredienti delle medicine per bambini sono chiaramente indicati sulle scatole, così che i genitori possano fare "una scelta informata sulle medicine che danno ai loro bambini".
Peccato che la maggior parte dei genitori manco le legge le avvertenze, fidandosi esclusivamente del proprio medico (magari al soldo di Big Pharma).
I CDC (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie), in uno studio, condotto nel periodo 2004-2005, hanno trovato che almeno 1519 bambini di età inferiore ai 2 anni hanno sofferto di gravi problemi di salute dopo essere stati trattati con farmaci per la tosse e per il raffreddore. Tre bambini sono addirittura morti.
Vi sono anche altre ricerche ufficiali che dimostrano la pericolosita' di
certi trattamenti e l' inutilita' della chemioterapia:
http://www.garynull.com/LibraryTopicArticles.aspx?TopicID=41&Topic=Medical+Risks
Uno dei tanti libri che analizza l' inutilita' e pericolosita' della
chemioterapia:
http://www.shirleys-wellness-cafe.com/cancer.htm#chemo
Vogliamo una vera ricerca medica ?
Tutti noi dobbiamo fare
pressione affinche' cambino gli equilibri del potere. Dobbiamo
ripristinare la democrazia, la partecipazione alla cosa pubblica e, come
in teoria starebbe scritto nella controversa dichiarazione di Alma Ata:
"Le persone hanno il diritto e il dovere di partecipare
individualmente e collettivamente alla progettazione e alla realizzazione
dell’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno."
http://www.cipespiemonte.it/files/almata.htm
Allora incominciamo (o continuiamo) ad agire:
Inchiesta: soldi pubblici per la ricerca medica ? http://tinyurl.com/64yku
un po' di fatti storici non guastano:
http://www.mednat.org/inquisizione.htm
E
si potrebbe continuare all'infinito.... es.
vedi: Influenza Suina
Lo
scopo
di
MEDNAT.org
e'
informare
ed
intende
essere
indipendente
da
condizionamenti
politici
ed
economici,
cercando
di
meritare
la
Vs.
stima
ed
il
sostegno
di
quanti
apprezzeranno
il
nostro
lavoro
e
la
nostra
linea
editoriale.
Se
anche
TU
ritieni
che
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pluralismo
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dell'informazione
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CONSIGLI a coloro che vogliono utilizzare i Farmaci di sintesi.
Farmaci in Microdosi: somministrare un farmaco al minimo dosaggio efficace evitando effetti collaterali
Si definisce dose minima efficace la dose di farmaco che produce un livello ematico al di sotto del quale il farmaco non ha effetto.
Analogamente, si definisce dose subtossica quella che produce una concentrazione ematica al di sopra della quale si manifestano effetti secondari e/o tossici.
In base a questo principio è nata la teoria delle microdosi che fornisce all'organismo il "minimo dosaggio efficace"; secondo questa teoria infatti utilizzare dosi maggiori di farmaco non sarebbero utili dal punto di vista terapeutico, risultando superflue e quindi potenzialmente solo tossiche. La tecnica delle microdosi si applica a sostanze di tipo vegetale, quali tinture madri e oli essenziali, e di tipo chimico come le sostanze chimiche ed i farmaci. Se si considerano le spese sempre maggiori nel campo sanitario e la percentuale altissima delle sindromi iatrogene (danni da uso dei farmaci), con la diluizione del rimedio si dà una risposta a vari problemi della cura quotidiana del paziente.
Ad esempio, utilizzare i farmaci evitando gli effetti collaterali e ottenendo gli stessi risultati con un tempo d'azione molto più rapido, ma con l'impiego di quantità di gran lunga ridotte, tra le 2 mila e le 15 mila dosi in meno rispetto alle attuali somministrazioni: è una tecnica usata in Messico e a Cuba e praticamente sconosciuta in Italia.
Questa pratica terapeutica è stata scoperta nel 1980 dal medico messicano Eugenio Martinez Bravo, dell'università autonoma di Zacatecas (ormai scomparso).
Con le microdosi i farmaci si assumono per via sopralinguale, da lì giungono all'ipotalamo, alla corteccia celebrale e quindi ai recettori degli organi bersaglio evitando il lungo processo metabolico di assorbimento.
A differenza dell'omeopatia, che segue la legge dei simili curando una malattia con una sostanza che riproduce la stessa malattia, il metodo delle microdosi adotta la legge dei contrari, come avviene nella medicina tradizionale. Qui, inoltre, il farmaco è presente, come testimonia il fatto che non si possono dare microdosi di quel farmaco alle persone allergiche.
La preparazione delle microdosi non richiede una tecnologia sofisticata: la dose giornaliera del farmaco va sciolta nel veicolo 1 (20ml), che e' costituito dal 66% di alcool (a 95/96 gradi) e dal 33% di acqua, ottenendo così la base. Quindi c'e' una seconda diluizione: in una bottiglietta da 20 millilitri costituita al contrario (66% di acqua e 33% di alcool) e si inseriscono le gocce della base. La posologia e' di 2 gocce quattro volte al giorno.
Vediamo ad esempio il caso di una ricetta medica così scritta: microdose paracetamolo 1 grammo, 15 gocce in 20ml.
Il farmacista preparerà la soluzione base (1g di paracetamolo nel solvente alcool:acqua=66:33) da cui preleverà le 15 gtt da diluire nei successivi 20ml. Sulla ricetta il medico indicherà anche la posologia giornaliera che generalmente è di 2gtt sublinguali 4 volte al giorno lontano dai pasti, talvolta il primo giorno si consiglia una dose più intensa cioè 2gtt ogni 10 minuti per la prima ora e poi ogni ora per il resto della giornata. Nella cura dei bambini si utilizzano quantità minori di alcool.
E' stato elaborato un protocollo di ricerca con 40 persone, divise in quattro gruppi, a ciascuno dei quali sono state somministrate 2 gocce di quattro diverse soluzioni: acqua; un veicolo idro-alcolico (acqua ed alcool); fenobarbitale (un farmaco ipnotico ed antiepilettico); microdose di fenobarbitale.
Stando ai rilievi encefalografici, nel primo gruppo non ci sono stati effetti placebo, nel secondo sono state registrate leggerissime variazioni, nel terzo gruppo si sono avuti i segnali corrispondenti agli effetti del farmaco. Nel quarto gruppo, quello curato con la microdose, si sono rilevate variazioni identiche a quelle del terzo gruppo, ma con l'apparire della sonnolenza (considerato un sintomo favorevole) nel giro di 4/5 minuti.
Ma esiste un altro aspetto interessantissimo in tutta questa ricerca che non possiamo tralasciare e che per fortuna qui in Italia sta trovando un'applicazione molto estesa: l'uso delle microdosi con gli oli essenziali. Se con le piante la diluizione apporta vantaggi relativi, con l'aromaterapia la microdose favorisce finalmente un uso per via orale che, con gli oli, è sempre stato visto con molta prudenza. La distillazione di una pianta aromatica fa ottenere rimedi con una intensa concentrazione di principi attivi, tossici ad alte dosi e a volte anche un po' irritanti per le mucose.
E così, ad esempio, l'utilizzo in terapia dell'olio essenziale di origano, uno degli antibiotici più potenti in natura, con un ampio spettro d'azione, viene limitato a causa dei suoi effetti irritativi locali. La microdose degli oli ci fa superare completamente questi problemi e utilizzare delle diluizioni che possono essere date tranquillamente per via orale, con effetti clinici peraltro molto interessanti. 15/01/2008 - Bibliografia: Il farmacista 16/03/07 "Terapia a piccole dosi"
http://www.farmaciadimuria.it/3livello_dettaglio_new.asp?id=2730
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900 Studies Show
Statin Drugs are Dangerous -
900 Studi illustrano che le
Statine sono pericolose
A new paper cites nearly 900 studies on the adverse effects of
HMG-CoA reductase inhibitors, also called statins, which are a class
of drugs widely used to treat high cholesterol. The review provides
the most complete picture to date of reported side effects of
statins.
Muscle problems are the
best known of statin drugs' adverse side effects, but cognitive
problems and pain or numbness in the extremities are also widely
reported. A spectrum of other problems, ranging from blood glucose
elevations to tendon problems, can also occur as side effects.
The paper summarizes powerful evidence
that statin-induced injury to the function of the body's
energy-producing cells, called mitochondria, underlies many of the
adverse effects that occur to patients taking statin drugs. Statins
lower levels of coenzyme Q10, a compound central to the processes of
making energy within mitochondria and eliminating dangerous
compounds called free radicals.
Higher statin doses and more powerful statins are linked to greater
risk of developing side effects.
Sources:
Eurekalert January 26, 2009 +
American Journal of Cardiovascular Drugs 2008;8(6):373-418
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