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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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GRAVI PERICOLI da VACCINI e FARMACI  (di sintesi) - 1
Pericoli dei farmaci - 2 
+  Terrorismo dei e con i Farmaci e Vaccini
LISTA dei FARMACI TERATOGENI:
http://www.farmacovigilanza.org/corsi/corso_20020630.01.htm

FDA, Compagnie Farmaceutiche e Business
http://video.google.it/videoplay?docid=-2502546838698762400&sourceid=zeitgeist
 

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata


I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!
220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??
 

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
Controindicazioni recenti ed info sui farmaci
Farmaci (s)caduti nel mercato nero
Anche il Belgio ritira la Numesulide
www.rivistedigitali.com/Notiziario_chimico_farmaceutico/2008/3/037/scaricaPdf
11 morti da farmaci  (Mag. 2008)
EMEA = Ente Europeo Per i farmaci

 

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM

Questa la descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi dell’intero sistema medico americano, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario. I Rockefeller amavano chiamarla “filantropia efficiente”.
 Purtroppo li medico che volesse domandarsi oggi da dove nascano tante di quelle “certezze” che gli vengono contestate .... da chi non si fida più della medicina ufficiale, dovrà risalire di quasi un secolo per trovarne l’origine.
 D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il miglior rimedio contro una malattia non sia la semplice rimozione del sintomo, ma quella della causa stessa.
 By Massimo Mazzucco - Tratto da: luogocomune.net



vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f

Per info sui farmaci vedi anche: Informatori.info
FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa


FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche 
+  Pericolo grave dei Farmaci

Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa = Agenzia Italiana del Farmaco = AIFA
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è un organismo sanitario preposto a promuovere le conoscenze dei farmaci, inclusi i vaccini, i farmaci biotecnologici ed i medicinali a base di erbe. L'agenzia garantisce l'attività di coordinamento, valutazione, della sola documentazione inviata dalle case farmaceutiche (senza nessun controllo di laboratorio) e monitoraggio dei prodotti autorizzati, mettendo a punto linee guida tecniche e fornendo supporto scientifico ai suoi sponsor.
Produzione e controllo
:
Al fine di garantire la qualità dei farmaci, l’AIFA svolge attività di autorizzazione e controllo sulle officine farmaceutiche e attività ispettive per la verifica della qualità presso i siti di produzione di materie prime farmaceutiche, di gas medicali, di medicinali, di prodotti omeopatici e presso i siti coinvolti nella sperimentazione clinica dei farmaci. Viene svolta, inoltre, attività di vigilanza post-marketing nel settore della qualità dei medicinali e di gestione delle carenze.
 

Informazione, Sperimentazione clinica, Ricerca e Sviluppo

Tra le attività che qualificano l'AIFA all'interno delle Agenzie Regolatorie europee vi sono la promozione di una ricerca clinica non ai fini commerciali e la diffusione di un'informazione "indipendente" sul farmaco - (NdR: FALSO perche' si fida UNICAMENTE della documentazione che riceve dalla casa farmaceutica).
(NdR: cosa che non avviene nei fatti; provate a chiedere direttamente cio' che abbiamo chiesto noi e vedrete le risposte....

Attraverso differenti programmi, infatti, l'AIFA effettua non solo il monitoraggio e la verifica sulla correttezza della sperimentazione clinica pubblica e privata e sull'attività di promozione sui farmaci svolta dalle aziende farmaceutiche (NdR: quindi non effettua nessun controllo indipendente,... si "fida" di cio' che riceve dalle case farmaceutiche), coordina e supporta con proprie risorse sia progetti di ricerca utili al Servizio Sanitario Nazionale sia programmi di (in)formazione per gli operatori sanitari e i Comitati Etici locali. Tali attività sono caratterizzate da un elevato rigore metodologico e dalla necessità di trasparenza di processo nei confronti di tutti i cittadini, e sono finalizzate ad accertare che i prodotti medicinali in fase di sviluppo siano sicuri per la popolazione ed efficaci nei confronti delle patologie che devono contrastare.
Tratto dal sito: dell'AIFA + wikipedia.org, con note NdR)


Stiamo chiedendo al Ministero della Salute + all'AIFA + Emea (richieste il 09/01/2008) come si controlla la non tossicita' dei Vaccini e le loro conseguenze a breve e lunga durata... documentazione delle lettere intercorse; FINO ad OGGI Gen. 2010 NON hanno ancora risposto...


Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -, rende difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a  pubblicare tutti i dati».
Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
 

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE

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FARMACI che AMMALANO
PARIGI - 4 giugno 2009 - Farmaci per dimagrire che causano depressione, calmanti che provocano allucinazioni, bambini trattati con antidepressivi per adulti, miscele esplosive: un'inchiesta shock, dati alla mano, di prossima uscita in Francia, denuncia gli effetti collaterali gravissimi di alcune medicine, anche comunissime. Il libro si chiama "Quelle medicine che ci fanno ammalare", del dottor Sauveur Boukris.
Oggi il settimanale L'Express ne pubblica in anticipo alcuni passaggi. In Francia tra gli 8.000 ed i 13.000 decessi sono dovuti ai farmaci e sempre i farmaci sono all'origine di 130.000 ricoveri in ospedale all'anno, soprattutto tra le persone di più di 65 anni.
Fra i 30.000 ed i 40.000 bambini e adolescenti vengono trattati ogni anno con antidepressivi strettamente riservati agli adulti.
Alcuni farmaci per curare malattie lievi possono avere effetti gravissimi: come i trattamenti per l'acne a base di isotretinoina che possono provocare disturbi psichici o quelli per banali mal di gola, venduti anche senza ricetta, che possono provocare disturbi cardiovascolari e neurologici importanti.
Ma la denuncia del dottor Boukris colpisce anche le istituzioni francesi e europee «poco trasparenti» in materia e tutta la "florida industria farmaceutica" che «privilegia i profitti immediati» e che in Francia investe il 12-13% di fatturato annuo in pubblicità (3 miliardi di euro). Boukris ricorda anche un'inchiesta della rivista Prescrire che si chiede senza mezzi termini: "l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria è prima di tutto al servizio del paziente o delle marche farmaceutiche?".
vedi anche: l'Agenzia del Farmaco Italiana

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Le vitamine da frutta e verdura, sono naturali ? Sicuramente. Quelle di sintesi NO !
Domanda: è più pratico frullare 100 kiwy o masticare una caramella al kiwy al giorno ?
Sicuramente è più pratico masticare la caramella.
Le case farmaceutiche utilizzano composti di sintesi per i principi attivi dei farmaci, semplicemente per il fatto che il prodotto sintetico detto di "sintesi" è brevettabile e non lo fanno per praticità, ma per guadagnare di piu’…; ma inoltre vi è una differenza sostanziale tra il principio attivo estratto dalla natura e quello ricreato in sintesi, infatti:
1- La prima differenza consiste nelle "impurezze" dovute al metodo di sintesi delle molecole che rimangono nel prodotto finito e sono quasi sempre sostanze altamente pericolose.

Le impurezze che si assumono con un singolo farmaco, possono apparire insignificanti e rispondono a precisi criteri di legge sulle quantità ammissibili perché il prodotto possa essere commercializzato, ma vi è una cosa della quale potete essere sicuri:  l'intossicazione e' assicurata e con essa, le irritazioni-infiammazioni che determinano, con tutte le conseguenze del caso.
Pensate a quali gravi danni si fanno con l'assunzione di piu' farmaci.... Meno farmaci assumete in vita, migliori saranno le vostre condizioni di salute, ma la cosa e' ancora peggiore con i Vaccini
2 - La seconda differenza e' la chiralita' del prodotto (molecola) di sintesi rispetto a quelle naturali, quello di sintesi e' chiaramente e SEMPRE contrario-opposto a quello naturale e quindi l'organismo, quando si introduce il prodotto di sintesi, si attiva contro di esso perche' riconosciuto come antiVita, generando l'iperattivazione del sistema immunitario, che determina per es. le cosiddette allergie.
Alcuni farmaci, in casi rari, salvano in condizioni estreme, la vita (ma questi si contano sulle dita di una mano), quindi prenderne in continuazione, con il consenso o meno del medico e/o con leggerezza, nel fai da te, pensando siano "innocui" o che facciano bene, è un grave errore che produce sicuramente altri e tanti tipi di sintomi gravi (malattie).


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I Farmacisti, allarme per gli eventi avversi dei farmaci anche in Italia:
L'ordine professionale di Roma commenta una ricerca statunitense. vedi:  Farmaco, cosa e' ?  +  Antibiotico resistenze
Non sono cosi' lontani i dati della FDA, oggetto di uno studio pubblicato su "Archives of Internal Medicine", secondo cui in 7 anni gli eventi avversi legati all'assunzione dei farmaci ed anche il numero delle morti e' cresciuto di quasi quasi 3 volte ( 300 % ) !!!
La notizia e' gravissima, ma  purtroppo tra l'altro "inattesa" (NdR: dai medici ufficiali della medicina farmacologia ufficiale), commenta E. Croce presidente dell'Ordine dei farmacisti di Roma. "a quanto fossero tentati di minizzare la portata, pensando che si tratti di fenomeni che non ci riguardano, vorrei ricordare che non piu' di un'anno fa, il direttore dell'Ist. farmacologico Mario Negri S. Garattini, riferi che gli effetti collaterali dei farmaci spingono circa 400 italiani al giorno in ospedale.
Sono convinto che ne nel nostro paese conducessimo studi come quello americano, i risultati non sarebbero troppo dissimili"

Per comprendere appieno le gravissime dimensioni del fenomeno, sottolinea l'Ordine capitolino dei farmacisti, bisogna anche considerare che lo studio e' stato condotto analizzando le segnalazioni VOLONTARIE arrivate alla FDA ed inserite nel data bade Aers. E' quindi ragionevole ritenere che questi danni iatrogeni siano esponenzialmente molto piu' gravi di quanto evidenziati nello studio.
Giovera' ricordare
al riguardo, conclude,  che la ricerca del 1998 pubblicata da Jama ha stimato in almeno 100.000 all'anno le morti legate ai farmaci" -
By I. Sciarra - Tratto da:
Informazione scientifica sul farmaco

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INVIATA richiesta di trasparenza su farmaco Meropur all'AIFA
Le associazioni 'Amica Cicogna ONLUS', 'L'altra Cicogna ONLUS', 'Cerco un bimbo', 'Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica', 'Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori' e 'Cittadinanzattiva' hanno inviato una lettera aperta all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Al Direttore Generale e al Presidente dell'Aifa, le associazioni chiedono che il foglio illustrativo del farmaco Meropur, che da recenti studi scientifici presenta 39 elementi impuri nella sua formulazione, informi anche sulla remota possibilita' di contrarre patologie virali, come previsto su tutti i farmaci di derivazione umana.
Il problema e' insito nel fatto che il farmaco Meropur appartiene alla categoria gonadotropine urinarie che, nelle avvertenze, prevede la dicitura "Pur non essendo stato riportato alcun caso di contaminazione virale associato alla somministrazione di gonadotropine estratte umane, il rischio di trasmissione di agenti patogeni conosciuti o sconosciuti non puo' essere totalmente escluso". Nelle confezioni commercializzate in Italia tali avvertenze non vengono riportate e il paziente che lo assume e' indotto in errore poiche' pensa che sia un farmaco senza un simile rischio.
Il Meropur e' in vendita in Italia con procedura di mutuo riconoscimento che non consente all'Aifa di far aggiornarne il foglio illustrativo, compito che spetta invece alla Danimarca o alla casa farmaceutica produttrice. Avvertenze che invece ci sono nel medesimo farmaco commercializzato in Francia.
Fino ad oggi la casa farmaceutica Ferring ha sostenuto che il farmaco e' estremamente puro, e quindi anche se tratto da urine di donne in menopausa non presenta elementi contaminanti; pertanto sarebbe diverso da altri farmaci della medesima categoria.
Cosa che invece oggi non corrisponde a realta'
: uno studio condotto dall'Universita' di Strasburgo ha dimostrato che gli elementi impuri nel Meropur, ad oggi, risultano 39.
Su tali evidenze scientifiche le associazioni hanno scritto al direttore generale dell'Aifa, prof. G. Rasi, e al Presidente Prof. S. Percorelli, chiedendo che in assenza di aggiornamento del foglio illustrativo, sia azionata la procedura di sospensione della vendita del farmaco come previsto dalle norme comunitarie e nazionali vigenti.
La corretta comunicazione ai pazienti non e', infatti, una questione indifferente, ma parte integrante di cio' che trasforma una semplice terapia in una cura ed e', inoltre, una questione intimamente connessa all'aumento della consapevolezza dei pazienti, della loro maggiore autonomia e percio' del rispetto dei suoi diritti fondamentali.

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FARMACOLOGIA CLINICA - TOSSICITÀ dei FARMACI - VALUTAZIONE
Negli USA, la ricerca in ambito farmacologico è regolata dalla Food and Drug Administration (FDA).
(NdR: come l'OMS ed il CDC ed altri "enti". anche la FDA e' "sponsorizzata finanziariamente" anche da Big Pharma....)
I dati farmacologici e tossicologici relativi agli studi sugli animali (preclinici) vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di approvazione per un nuovo farmaco sperimentale (Investigational New Drug, IND). Se questi dati dimostrano che il farmaco è sufficientemente sicuro ed efficace, vengono intrapresi gli studi sull'uomo (clinici), suddivisi in tre fasi; i dati relativi a questi studi vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di autorizzazione di un nuovo farmaco (New Drug Application, NDA).
Sebbene la FDA sia tenuta a prendere posizione riguardo a una NDA entro 6 mesi, l'effettiva approvazione di quest'ultima richiede solitamente da 2 a 3 anni. Il tempo complessivo necessario per lo sviluppo di un farmaco, dalla presentazione della IND all'approvazione finale della NDA, si aggira in media tra gli 8 e i 9 anni.

STUDI sugli ANIMALI
Prima di poter passare alla sperimentazione sull'uomo, la farmacocinetica, la farmacodinamica e le proprietà tossicologiche di un farmaco devono essere valutate e documentate negli animali in ottemperanza alle norme stabilite dalla FDA (Good Laboratory Practices). A questo proposito sono stati stabiliti due principi fondamentali: gli effetti delle sostanze chimiche sugli animali di laboratorio adeguatamente selezionati sono applicabili all'uomo; e la somministrazione di alte dosi di tali sostanze a questi animali è un metodo necessario ed efficace per individuare una loro possibile tossicità nell'uomo.
Le alte dosi sono necessarie a causa del numero relativamente ridotto di animali utilizzati e della necessità di identificare anche le risposte tossiche che hanno una bassa incidenza.
La sicurezza di un farmaco viene determinata valutandone la tossicità acuta, subcronica e cronica in diverse specie di animali.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità acuta
Gli studi iniziali di tossicità acuta vengono effettuati per determinare la dose letale (DL50 o DL90, cioè la dose richiesta per uccidere rispettivamente il 50% o il 90% degli animali di laboratorio), i sintomi indicativi di tossicità e il tempo necessario per la loro comparsa. Di solito, vengono impiegate almeno tre specie di animali (compresa una specie di un animale non roditore) e la tossicità acuta viene determinata con l'utilizzo di più di una via di somministrazione.
Negli ultimi anni, per determinare la letalità è stato impiegato un numero minore di animali, con una corrispondente riduzione della precisione dei risultati. Per la valutazione della tossicità complessiva nell'uomo non è necessaria una precisione maggiore, perché la DL50 o la DL90 hanno un modesto valore predittivo se non sono accompagnate dai dati provenienti da studi a lungo termine nei quali siano state impiegate misure della tossicità diverse dalla morte dell'individuo.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità subcronica
Gli studi di tossicità subcronica, condotti su almeno due specie di animali, consistono di solito nella somministrazione giornaliera del farmaco per un periodo che può arrivare fino a 90 gg. In ciascuna specie vengono utilizzati almeno tre dosaggi diversi, variabili tra i livelli terapeutici previsti e livelli sufficientemente elevati da provocare tossicità. Idealmente, il farmaco viene somministrato all'animale attraverso la stessa via d'ingresso che verrà usata nelle sperimentazioni sull'uomo. Durante tutto il periodo dello studio vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio. Al termine dello studio, gli animali vengono sacrificati e si eseguono esami anatomopatologici per identificare gli organi colpiti.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

Tossicità cronica
Gli studi di tossicità cronica, condotti in almeno due specie (compresa una specie di un animale non roditore), durano solitamente per tutta la vita dell'animale (fino a 2 anni nei roditori o più a lungo nei non roditori), ma la loro durata può dipendere dalla durata di somministrazione del farmaco prevista per l'uomo. Vengono usati tre livelli di dosaggio, variabili da una bassa dose non tossica a una dose superiore al dosaggio terapeutico previsto, la quale sia tossica quando viene somministrata a lungo termine. Durante tutto il periodo della somministrazione del farmaco vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio a intervalli prefissati. Periodicamente vengono sacrificati alcuni animali per effettuare esami macroscopici e istologici. Sulla base di questi risultati, i ricercatori stabiliscono quali organi vengono colpiti e se il farmaco è potenzialmente cancerogeno.

In aggiunta, vengono effettuati test riproduttivi estensivi nei ratti e nei conigli allo scopo di identificare alterazioni del ciclo riproduttivo ed effetti teratogeni. Questi test e gli studi di tossicità cronica possono essere condotti contemporaneamente agli studi iniziali sull'uomo, particolarmente quando il farmaco è destinato unicamente all'impiego a breve termine nella nostra specie.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo !)

STUDI  in VITRO
L'interesse per gli studi di tossicità in vitro, che forniscono risultati più rapidi rispetto agli studi sugli animali e sono più economici, sta crescendo progressivamente. L'attenzione è focalizzata sulla mutagenicità e il test più diffuso è la bioanalisi di Ames. Una sostanza chimica che si dimostra mutagena per i batteri può essere cancerogena per i mammiferi.
I test di tossicità in vitro non possono sostituire gli studi sugli animali e forniscono esclusivamente informazioni di supporto nel processo di analisi; le industrie farmaceutiche li utilizzano per focalizzare l'attenzione su specifiche sostanze chimiche per studi aggiuntivi in vivo e per lo sviluppo farmacologico.
 Comunque sia, il ruolo di questi studi nello sviluppo dei farmaci è andato aumentando. Gli studi in vitro vengono usati per prevedere le vie di metabolizzazione dei farmaci nell'uomo, le quali possono essere diverse da quelle degli animali di laboratorio. L'utilizzo in vitro di linee cellulari che esprimono i principali enzimi umani deputati al metabolismo dei farmaci può aiutare a prevedere la formazione nell'uomo di nuovi metaboliti che gli studi sugli animali non riuscirebbero a identificare. I dati degli studi in vitro possono essere presentati a corredo degli studi convenzionali di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito con questi sistemi NON e' possibile riportarlo per gli umani, anzi e' anche pericoloso per l'uomo, infatti successivamente si deve sperimentare in vivo sull'uomo !)

STUDI sull’UOMO (NdR: meglio dire sperimentazioni sull'uomo)
Gli studi sull'uomo devono procedere attraverso tre fasi prima che la FDA approvi un nuovo farmaco per l'introduzione in commercio. (Gli studi sull'impiego generale del farmaco eseguiti dopo la sua approvazione e la farmacosorveglianza successiva all'entrata in commercio possono essere considerati come una quarta fase.)
Gli studi sull'uomo sono necessari perché una quota ritenuta  50% dei più comuni effetti indesiderati (p. es., la depressione, la pirosi, la cefalea, i ronzii auricolari) non può essere identificata negli studi sugli animali.
Poiché gli effetti tossici dei farmaci e l'aumento della gravità della sintomatologia dovuto alla loro inefficacia sono rischi presenti in tutti gli studi condotti sull'uomo, per tutelare chi partecipa allo studio (NdR: meglio dire Cavie umane) sono necessarie alcune misure di garanzia, come le commissioni di controllo istituzionali (Institutional Review Boards, IRB) e il consenso informato.

Fase 1
Negli studi di fase 1, un nuovo farmaco viene somministrato per la prima volta all'uomo, solitamente a un piccolo numero (da 20 a 80) di volontari sani di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i 45 anni. Lo scopo è quello di identificare il livello di dosaggio al quale i segni di tossicità fanno la loro prima comparsa nell'uomo e quindi di determinare una dose sicura ben tollerata. Poiché l'end-point di questi studi è la tossicità, il consenso informato è un requisito imprescindibile e i partecipanti devono essere attentamente seguiti da personale medico con possibilità di accesso a strutture di emergenza.
Prima che la fase 1 possa cominciare, viene sottoposto alla FDA un protocollo che descrive le condizioni sperimentali e il personale coinvolto nello studio clinico, protocollo che viene approvato dalla IRB; se la FDA approva il protocollo, essa emette un'autorizzazione di esenzione IND.
Inizialmente, ogni partecipante riceve una dose singola del farmaco e viene controllato attentamente per identificare la comparsa di eventuali reazioni avverse. Se non ne compare alcuna, la dose del farmaco viene progressivamente aumentata fino a che non vengono raggiunti una dose o un livello sierico prestabiliti, oppure finché non compare tossicità. Possono essere misurati anche l'assorbimento, il metabolismo e l'escrezione.

Fase 2
Gli studi di fase 2 cominciano dopo che sono state ottenute prove preliminari soddisfacenti della sicurezza del farmaco.
Essi comprendono la somministrazione controllata del farmaco a circa 80-100 pazienti, per il trattamento o la profilassi della malattia alla quale il farmaco è rivolto. Idealmente, i pazienti non devono avere problemi di salute diversi dalla patologia cui si riferisce lo studio. Di solito gli studi di fase 2 sono randomizzati e mettono a confronto il nuovo farmaco con il farmaco prototipico per la patologia in questione, se ne esiste uno. Spesso questi studi rappresentano la prima opportunità per osservare l'effetto della somministrazione prolungata del farmaco nell'uomo.
Lo scopo della fase 2 è quello di stabilire un intervallo dose-risposta ottimale per il nuovo farmaco e di verificare la sua efficacia per la malattia alla quale è destinato. I partecipanti vengono inoltre controllati per la comparsa di effetti indesiderati; poiché la popolazione di questi studi è più numerosa, è possibile che ne vengano identificati di nuovi. Questa fase è la più critica, perché i suoi risultati vengono utilizzati per determinare se sia il caso di procedere o meno a studi estesi su popolazioni ampie.

Fase 3
Dopo che le fasi 1 e 2 hanno fornito prove ragionevoli della sicurezza e dell'efficacia del farmaco, cominciano gli studi di fase 3; essi continuano fino a quando il composto non viene approvato per l'uso generale. Essi possono coinvolgere molti medici, che possono seguire da diverse centinaia a diverse migliaia di pazienti. Lo scopo è quello di verificare l'efficacia del farmaco e di individuare gli effetti che possono non essersi presentati durante le fasi 1 e 2, in modo che lo sponsor e la FDA possano stabilire che il farmaco è sicuro ed efficace per l'uso per il quale è stato concepito.
Non esistono regole definitive per stabilire in cosa consistano realmente la sicurezza e l'efficacia, le quali devono essere giudicate in relazione alla patologia da trattare e alle terapie alternative esistenti. Quando sono stati raccolti dati sufficienti a giustificare l'uso continuativo del farmaco, viene presentata una NDA.
Solitamente, (meglio dire "raramente", specie per i Vaccini...) a questo punto sono trascorsi 4 anni o più da quando il farmaco, (la realta' supera la fantasia...vedi: Influenza suina....) sulla base della selezione farmacologica originale, era stato scelto per la sperimentazione.

Fase 4
Gli studi di fase 4 vengono condotti dopo che il farmaco è stato approvato (NdR: ..sulla pelle dei cittadini che li utilizzano spinti dai medici rappresentanti di Big Pharma...); essi sono studi in progressione effettuati su grandi popolazioni.
Spesso vi vengono comprese sottopopolazioni particolari, come le donne in gravidanza, i bambini o gli anziani; l'inserimento di tali sottopopolazioni negli studi sperimentali prima che il farmaco venga approvato potrebbe essere discutibile sia dal punto di vista etico (p. es., perché espone i feti a determinati rischi) sia da quello scientifico (p. es., perché introduce variabili sconosciute).

Gli studi di fase 4 sono in grado di individuare gli effetti indesiderati caratterizzati da una bassa incidenza.
Gli studi preclinici e clinici sono relativamente poco sensibili, essendo in grado di evidenziare le reazioni farmacologiche avverse che si verificano con una frequenza > 1 su 1000 somministrazioni.
Per molti farmaci, una frequenza di 1 su 10000 o 1 su 50000 può essere rilevante dal punto di vista clinico e può essere determinata soltanto con la sorveglianza successiva alla commercializzazione dopo l'approvazione della NDA.
Essa permette di individuare nuovi effetti terapeutici o tossici, compresi quelli rari o a lungo termine non identificabili in un piccolo numero di pazienti.

Le affermazioni dello sponsor riguardo alla sicurezza e all'efficacia del farmaco, che compaiono sugli opuscoli e sui foglietti illustrativi, vengono recensite e approvate dalla FDA. Relazioni sullo stato degli studi di fase 4 in corso devono essere inviate alla FDA ogni 3 mesi durante il primo anno, ogni 6 mesi durante il secondo e annualmente in seguito. Le relazioni devono comprendere informazioni circa la quantità di farmaco distribuito e una copia del materiale pubblicitario, delle etichette e dei foglietti illustrativi.
Lo sponsor deve notificare alla FDA il verificarsi di qualsiasi effetto indesiderato, danno e reazione allergica o tossica che non siano stati previsti inizialmente. In questo modo, la FDA continua a controllare e a garantire la sicurezza e l'efficacia dei farmaci anche dopo la loro commercializzazione.
Tratto da: msd-italia.it
(NdR: ...infatti dopo anni di servizio "onorato" ed aver ucciso e/o ammalato milioni di persone, quei farmaci rimangono, salvo rari casi, in commercio per la delizia e la $alute di Big Pharma...)

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LE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI RAPPRESENTANO UNA GRAVE EMERGENZA SANITARIA - L'allarme è stato lanciato dall'AIFA
Le reazioni avverse da farmaci rappresentano una emergenza sanitaria mondiale, di cui in Italia non vi e' ancora sufficiente coscienza.
L'allarme è stato lanciato da Maria Luisa Casini, dirigente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel corso del convegno su 'Farmaco: bene di progresso e civilta' organizzato nell'ambito di Cosmofarma, la rassegna sui servizi legati alle farmacie tenutasi a Bologna. Secondo Casini, i risultati degli studi scientifici evidenziano l'importanza del problema delle reazioni avverse da farmaci, dimostrando la necessita' di migliorare i sistemi con cui gestire il rischio associato alla prescrizione.
La dirigente AIFA ha rilevato come numerose analisi di letteratura e casistiche cliniche indicano che le reazioni avverse ai farmaci richiedono per una quota superiore al 5% il ricovero ospedaliero, e negli Stati Uniti costituiscono la quarta-sesta causa di morte. A ciò si aggiunge che con l'aumento della popolazione anziana, l'impatto sociale di questi effetti provocati dai farmaci e' destinato a salire. Di qui la necessita' di potenziare la farmacovigilanza. Per questo nel 2003 Casini l'AIFA ha creato un nuovo modello per la segnalazione di reazioni avverse a farmaci e vaccini, che deve essere compilato da tutti gli operatori sanitari, farmacisti compresi, e che si basa sulla rete nazionale di farmacovigilanza, creata nel 2001. In questo ambito il ruolo dei farmacisti e' in continua crescita tanto che le loro segnalazioni sono quintuplicate dal 2006 al 2008 e hanno quasi raggiunto il livello di quelle provenienti dai medici di medicina generale.
Tratto da: sanitanews.it

Nota Bene: Le reazioni avverse ai farmaci rappresentano complicazioni importanti e frequenti nella pratica clinico-terapeutica.
E’ stato valutato che dal 5 al 15% dei pazienti possono incorrere in reazioni avverse ai farmaci e che fino al 30% dei pazienti ospedalizzati sviluppa almeno una reazione avversa a farmaci.


COME si POSSONO CLASSIFICARE le REAZIONI AVVERSE ai FARMACI ?
Le reazioni avverse ai farmaci sono divisibili in due gruppi principali (A e B) :
- le reazioni abnormi, quelle piu' gravi, (di tipo A) prevedibili, dose-dipendenti.
Sono principalmente correlate all’azione farmacologica e possono verificarsi anche in soggetti normali.
Esempi sono:
- Errori Iatrogeni (errore medico nel tipo di indicazione del tipo farmaco da assumere e/o errore di somministrazione)
- Sovradosaggio
- Effetti collaterali
- Effetti secondari o indiretti
- Interazioni farmacologiche
- le reazioni bizzarre (di tipo B) imprevedibili, sono correlate all’azione farmacologica ma in rapporto con la risposta individuale dei soggetti che li assumono.
Esempi sono:
- Intolleranza
- Idiosincrasia
- Reazioni Allergiche
- Reazioni Pseudoallergiche

La grande maggioranza (80%) delle reazioni avverse ai farmaci appartengono al gruppo A. Tuttavia quelle di maggiore interesse per la loro pericolosità sono le reazioni del gruppo B, perche' possono indurre gravi malattie e /o la morte del soggetto prematura che li assume.

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Studi "scientifici" sui farmaci in commercio: Questa e' la realta'....gestita da BIG FARMA
Purtroppo sono TUTTI studi alle volte inesistenti, oppure se esistono, sono estremamente parziali, incoerenti e privi di alcuna validita' scientifica.
Per essere scientifici occorre effettuare con ogni farmaco commercializzato, degli studi e ricerche in doppio  o triplo cieco e assolutamente un numero sufficiente di pazienti per poter avere  analisi statistiche significative perche' altrimenti puoi dimostrare  indifferentemente tutto e il contrario di tutto.
Ma comunque sono stati autorizzati dalla FDA e consorelle nei vari paesi del mondo...per le pressioni delle varie Lobbies...

Il Viagra potrebbe mettere a rischio la fertilità maschile - Londra, Gran Bretagna Mar. 2008
E' l'allarme lanciato da alcuni ricercatori sulle pagine del domenicale britannico The Observer. Secondo un'altra ricerca, condotta da David Glee della Queen’s University Belfast, il farmaco-anti-impotenza danneggerebbe lo sperma.
L'esperto, ginecologo e specialista all'università inglese, ha pubblicato il suo studio sulla rivista Fertility and Sterility, in cui sostiene non solo che il Viagra altererebbe lo sperma, ma anche che impedirebbe agli uomini di mettere al mondo dei figli.
Glenn ha effettuato un esperimento su alcuni volontari a cui sono stati prelevati campioni di sperma....
Tratto da: http://www.scienze.tv/node/2965


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Vitamine sintetiche
Gli affannosi tentativi di conquistare i benefici effetti antiossidanti delle vitamine non sembrano avere fine e nemmeno soluzione.
I preparati di sintesi, infatti, non si dimostrano altrettanto attivi delle molecole presenti naturalmente nei cibi.

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Un farmaco anti-fumo puo' portare al suicidio e il Gran Bretagna gia' dieci persone dall'inizio dell'anno hanno messo fine alla propria vita dopo averlo utiizzato. L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla Food and Drug Administration, e' stato rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, MHRA).

La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del Champix (Vareniclina) della Pfizer, un farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina nei "recettori dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un "alert" riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione suicidaria e suicidio tentato o completo".
Un allarme cui ha fatto eco l'European Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore, depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto.

In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito dall'Agenzia del Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha sottolineato come continuino ad arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama, "potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo". Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno contro i 3.541 di settembre. 10 casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere stati conseguenza del Champix.

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Non solo vivisezione, ma anche un vero e proprio uso di sostanze ricavate dagli animali (vivi e morti) e' ancora diffuso nell'industria farmaceutica.
Alcune notizie recenti ci fanno capire come questa pratica sia pericolosa anche per gli esseri umani, non solo mortale per gli animali usati...

Angier N.C. (USA), 21 dicembre 2007: a seguito di 21 casi di infezione e altri 20 in Texas, vengono ritirati lotti di sirighe di eparina contaminate con Serratia marcescens [1];  il 18 gennaio 2008 il richiamo del prodotto riguarda tutto il territorio statunitense. "Questo tipo di infezione batterica puo' provocare serie conseguenze alla salute che possono condurre a danni con rischi per la vita e/o morte" [2].

Ottawa (Canada), 11 marzo 2008: sono stati trovati dei contaminanti (oversulphated condroitin sulphate) in partite di eparina del produttore B. Braun Medical Inc. E' stato richiesto il richiamo di questo prodotto.

Washington (USA), 19 marzo 2008: funzionari del dipartimento della Salute hanno identificato il contaminante dell'eparina associabile con 19 morti e centinaia di reazioni allergiche. Il prodotto, commercializzato da Baxter era prodotto in Cina [3].
L'eparina viene ricavata dall'intestino dei maiali e la Cina e' un fornitore leader a livello mondiale.
La diffusione degli ingredienti animali nell'industria farmaceutica.
Notizie come queste raramente compaiono sulle prime pagine dei giornali, ma non sono affatto dei casi eccezionali.

E' noto che la medicina tradizionale cinese, come moltissime altre medicine tradizionali, oltre a fare un largo uso di piante e principi attivi di origine vegetale e minerale, utilizza anche molte sostanze tratte dagli animali (da circa 1500 specie[4]), e il tristemente noto caso della bile ricavata dagli orsi e' solo un esempio eclatante.
Ma anche la nostra tecnologica industria farmaceutica utilizza diversi componenti di origine animale. La "materia prima" puo' provenire da diverse fonti come:
- scarti di macellazione
- animali provenienti dagli allevamenti intensivi per l'alimentazione umana
- animali prelevati dai loro ambienti naturali
- animali creati tramite manipolazione genetica in laboratorio

Secondo il World Healt Organization, tra i 252 principi attivi essenziali l'8.7% arriva dagli animali, e il commercio mondiale di parti di animali per uso farmaceutico ammonta a miliardi di dollari [4].

Alcuni esempi. Oltre all'eparina, dai bovini e dai maiali vengono estratti i surfactanti, che sono alla base di farmaci per diversi tipi di sindromi respiratorie; dal pancreas dei maiali, oltre l'insulina estensivamente usata per i diabetici, si estraggono anche degli enzimi usati nella cura dei pazienti con fibrosi cistica; gli anticorpi monoclonali provengono in gran parte da ascite indotta in topi, conigli e altri animali .

In molti casi, anche quando esistono alternative di sintesi (e' il caso dell'insulina, e degli anticorpi monoclonali, per esempio), si continua ad usare, seppure in misura ridotta, l'analoga sostanza di origine animale [5].
Ma se l'insulina umana e gli anticorpi monoclonali non ottenuti da animali costituiscono esempi positivi, e in tanti altri casi esistono o sono in corso ricerche di alternative non animali, ci sono altre ricerche che invece investigano sugli animali di ogni specie (rettili, lucertole, ragni, rane, pesci, ecc) per individuare nuove sostanze farmacologiche [6].
Una pratica pericolosa anche per la salute umana.

La pratica di utilizzare sostanze di origine animale come base per farmaci ad uso umano non ha solo ovvie implicazioni di natura etica, ma presenta anche dei fattori di rischio importanti.

Per il tipo di processo produttivo e la variabilita' della materia organica di base, questi farmaci possono presentare delle variazioni in termini di efficacia e sicurezza. Le contaminazioni possono essere le piu' varie e non sempre riscontrabili in base ai protocolli vigenti. L'utilizzo di componenti animali, e il discorso vale a maggior ragione per l'utilizzo di interi organi (xenotrapianti), e' comunque sempre foriero di incognite non predeterminabili.

"Ogni volta che preleviamo un tessuto o un estratto di tessuto da una specie e lo portiamo in un'altra corriamo il rischio di introdurre patogeni che non conoscevamo e che possono causare dei problemi anche a distanza di tempo" e' quanto afferma il Dr. Paul Brown, ricercatore del U.S. National Institutes of Healts.

Ma perche' allora si continua a ignorare un elementare principio di precauzione ?
Perche' la ricerca non punta decisamente al raffinamento delle attuali tecniche e all'individuazione di tecniche nuove, per la produzione di composti alternativi di sintesi ?
Perche' gli organi normativi, pure consci dei rischi per la salute pubblica, non favoriscono queste innovazioni ?
Forse le risposte sono le solite... (BUSINESS).

Fonti:
[1] MedPage, Contaminated Heparin Syringes Recalled, 21 dicembre 2007
[2] MedDesktop AM2 PAT, Inc. Issues Nationwide Recall of All Lots and All
Sizes of Pre-Filled Heparin and Normal Saline Flushes, 23 gennaio 2008
[3] C-Health, FDA identified contaminant suspect in heparin, 19 marzo 2008
[4] J Ethnobiol Ethnomed, Why study the use of animal products in
traditional medicines?, 30 agosto 2005
[5] Health Canada, Insulin Products, dicembre 2006
[6] MedicineNet, Wonder Drugs Using Pharmazooticals, gennaio 2005


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Improvvisi sanguinamenti, macchie, rossori o altri danni cutanei, ipotensione o ipoglicemia.
"Questi i piu' comuni effetti collaterali dei farmaci, che spingono circa 400 italiani al giorno al ricovero in ospedale".
Lo spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, che proprio di questi argomenti ha parlato al Forum 'In salute oggi' tenutosi all'Università' Statale, nel capoluogo lombardo.
 “Tanti sono, secondo dati del ministero della Salute, i ricoveri legati all'uso dei medicinali nel nostro Paese. Problemi, pero', che il semplice buon uso dei farmaci non puo' evitare", ha detto l'esperto.
La categoria più a rischio di incappare in effetti indesiderati e' composta dagli anziani
, prosegue il farmacologo, "perchè prendono piu' medicinali. C'e' poi chi vi incappa per 'colpa' di un peculiare corredo genetico".


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Prodotto in una fabbrica cinese mai controllata l'anticoagulante sospeso negli Usa Eparina di Baxter International: centinaia di reazioni allergiche, quattro morti sospette, istituzioni latitanti.
Una settimana fa, la casa farmaceutica Baxter International aveva deciso il blocco della produzione delle fialette multi dose di eparina negli Stati Uniti, dopo che dalla fine del 2007 la Food and Drug Administration (FDA) aveva ricevuto 350 segnalazioni di reazioni allergiche, il 40% delle quali serie, e di quattro morti sospette, verificatesi soprattutto tra pazienti sottoposti a dialisi o a operazioni cardiache.

Usa, ombre cinesi sulla pillola abortiva RU 486
Produttore di antimurali contaminati esporta la pillola in America
 Circa 200 malati di cancro sono rimasti paralizzati o vittime di dolori alle gambe, dopo iniezioni di un farmaco contro la leucemia, il metotrexate, prodotto in un laboratorio contaminato.
E' successo lo scorso agosto in Cina e l'allarme si è diffuso ora negli Stati Uniti, perché la casa farmaceutica responsabile, Shanghai Hualian, è l'unica fornitrice, negli Usa, della pillola abortiva RU 486.


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Malati di farmaci. Come difendere la propria salute dalle medicine inutili e pericolose
Siamo sicuri che i benefici di quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica ?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere questo manuale. Dallo strapotere dell'industria farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità" di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura dannosi.
By Mauro Di Leo - Editori Riuniti

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È molto istruttiva la debacle che le case farmaceutiche hanno dovuto subire con gli antinfiammatori di seconda generazione (rofecoxib, colecoxib, etoricoxib, parecoxib, valdecoxib).
- Scoperta dei due tipi di cicloossigenasi.
- Tentativo di sfruttare le proprietà del secondo tipo per immettere sul mercato farmaci che non avessero problemi di gastrolesività.
 - Sponsorizzazione di ricerche in tutto il mondo per promuovere i farmaci.
- Le ricerche, stiracchiando i dati, mostrano che i nuovi farmaci sono sì un po' meno potenti, ma danneggiano un po' meno lo stomaco.
- Il 30 settembre 2004 la Merck Sharp & Dohme ritira volontariamente dal mercato mondiale i medicinali a base di rofecoxib (in Italia Vioxx, Arofexx, Coxxil, Dolcoxx, Dolostop e Miraxx) a causa di un aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi, osservato nel corso di una sperimentazione clinica condotta per una indicazione terapeutica (poliposi recidivante in pazienti con storia di adenoma del colon-retto) diversa da quelle approvate a livello internazionale.
- Nel 2005 la Pfizer ritira dal mercato europeo il Bextra (valdecoxib), sempre per gravi effetti collaterali.
- L'Agenzia italiana del Farmaco rinnova l'invito a non usare farmaci antinfiammatori di seconda generazione ancora in commercio (Artilog, Celebrex, Solexa, Algix, Arcoxia, Tauxibin, Dynastat) in chi ha problemi cardiovascolari (infarto, ictus), è obeso, ha il colesterolo alto, è un forte fumatore, ha problemi alle arterie o alle vene delle gambe.

La speranza di avere farmaci potenti e senza effetti collaterali sembra dunque svanita. I coxib saranno comunque impiegati in particolari importanti patologie, ma non potranno diventare un punto di riferimento per la terapia antinfiammatoria generica.


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A chi sta a cuore davvero la sicurezza dei medicinali ? -  26 Giugno 2007
E’ sempre più difficile, per la ricerca clinica, dimostrare l’efficacia di nuovi farmaci; molto più spesso, gli studi evidenziano pericoli inattesi o sospettati dei medicinali. Forse anche per questo, l’industria è più prudente nell’avviare ricerche post marketing: lo sottolinea un Editoriale del Bollettino di informazione sui farmaci (1) che, a sua volta, riprende i dati pubblicati da Jeffrey Avorn sul New England Journal of Medicine (2). Allo stesso tempo, le ricerche cliniche intraprese sono interrotte sempre più spesso: non appena si siano manifestati effetti positivi su end point troppe volte di importanza secondaria o irrilevanti per la salute del malato. Si chiude lo studio e si dà il via a una campagna mediatica rivolta sia ai prescrittori, sia ai cittadini, con la compiacenza della grande stampa.

Stiamo vivendo un momento molto delicato:
da alcuni segnali, sembra che una parte dell’industria punti a delegittimare le autorità regolatorie (3) la cui organizzazione non sempre è preparata a gestire la farmacovigilanza
(“Per ogni sette dipendenti dell’FDA impiegati nell’attività di approvazione dei farmaci, ce n’è uno che lavora alla sicurezza post marketing”) (4).
Anche l’editoria medica più qualificata adotta una prudenza sospetta: mentre gli Annals of Internal Medicine disinnescano con un articolo di Steven N Goodman (5) una nuova, motivata critica di autori prestigiosi alla cattiva abitudine del “trial interruptus” (6), Lancet disapprova la metanalisi di Nissen e Wolsky sul rosiglitazone, uscita sul NEJM (7), suggerendo “un approccio più calmo e ponderato” al problema (8).
Che il sito della GlaxoSmithKline sostenga che la metanalisi “non è il modo più rigoroso per raggiungere conclusioni certe sugli effetti indesiderati dei farmaci” può far sorridere (quale altro dovrebbe essere: guardare nella palla di vetro?), se non ci fossero di mezzo le vite di milioni di pazienti; lascia sconcertati, invece, che la più antica rivista inglese di medicina scriva che una metanalisi curata da un’indiscussa firma indipendente della Medicina internazionale è un metodo precipitoso ed imprudente per affrontare la questione.

Steve Nissen viene accusato di “fare politica” oggi, così come la faceva negli anni Sessanta da studente della University of Michigan da giovanissimo leader del movimento pacifista (9). “Apparentemente, la ricerca medica seria non dovrebbe essere sottoposta alla peer review da parte della maggioranza parlamentare Democratica”, ha osservato con malignità il Wall Street Journal in un Editoriale intitolato “Political Peer Review” (10). “E’ in corsa per la direzione della Food and Drug Administration”, sostiene il Boston Globe. Chi se lo augurerebbe deve però rinunciare all’idea: “Non sono in corsa per nulla, risponde Nissen, e sono molto contento di dirigere la divisione di Medicina cardiovascolare della Cleveland Clinic” (11).

A proposito di Cleveland Clinic, c’è anche chi accusa Nissen di sollevare polveroni sui farmaci solo per fare pubblicità alla sua Istituzione: “è apparsa decine di volte sulle televisioni di tutto il mondo”, anche grazie ad un set televisivo approntato sullo stesso piano dello studio del cardiologo (12).

La storia non è destinata ad esaurirsi in breve; certamente, è necessaria più ricerca indipendente, anche perché l’industria ne promuoverà sempre meno con l’aumentare dei controlli e con il crescere della consapevolezza da parte dei medici delle sempre più gravi distorsioni che condizionano gli studi da lei finanziati.
By Carlo Fudei

Bibliografia
1. Editoriale. C’è bisogno di un nuovo modello regolatorio ? Bif 2007; 2: 49-50.
2. Avorn J. Paying for drug approval. Who’s using whom ? NEJM 2007; 356: 1697-700.
3. Epstein RA. Overdose: How excessive government regulations stifles pharmaceutical innovation. New Haven: Yale University Press, 2006.
4. Surowiecki J. A drug on the market. The New Yorker 2007; June 25.
5. Goodman SN. Stopping at nothing? Some dilemmas of data monitoring in clinical trials. Ann Intern Med 2007;146:882-7.
6. Mueller PS, et al. Ethical issues in stopping randomized trials early because of apparent benefit. Ann Intern Med 2007;146:878-881.
7. Nissen SE, Wolsky K. Effect of Rosiglitazone on the risk of myocardial infarction and death from cardiovascular causes. NEJM 2007;356:2457-71.
8. Editorial. Rosiglitazone: seeking a balanced perspective. Lancet 2007;369:1834.
9. Peck P. At the center of rosiglitazone storm, Steven Nissen, MD, focuses on safety. MedPageToday.com, May 25,2007. Disponibile a: http://www.medpagetoday.com/Cardiology/CoronaryArteryDisease/tb/5776
10. Editoriale. Political peer review. Wall Street Journal, June 18, 2007.
11. The media, the man, and his message: Nissen seeks to refocus scrutiny on rosiglitazone. June 21, 2007. Disponibile a: www.theheart.org
12. Cortez MF. Nissen, king of hearts, finds Glaxo, Merck sdrug risks. Bloomberg News, May 24, 2007. Disponibile a: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aFiT9xyeuXJ8
Tratto da: http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=441


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La notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi (farmaci) prodotti in pianta, che ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di molecole farmaceutiche.

Commento NdR: questa puo’ essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla produzione di vaccini e farmaci non di sintesi. Ma quello che questi medici e ricercatori allopati non sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per la mancanza o l’eccedenza di una sostanza…o per un virus od un batterio ....!

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In Italia la spesa sanitaria (nel 2004) e' ormai fuori controllo ed e' aumentata dal 1999 del 65% + quella privata che e' arrivata al 20% di aumento.
Le cifre sono da capogiro e vanno in tasca al 60% alle case farmaceutiche, il resto alle varie strutture che lavorano con la sanita' pubblica.... ed intanto gli Stati si indebitano oltre modo....... i cittadini pagano tasse elevate e si ammalano per le malattie indotte dai farmaci utilizzati !

Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari, della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it

Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e delle compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

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Italy: Farmatrame e farmaci generici !!!
Altro che libri gialli di fantapolitica industriale; se vi piacciono i libri di tensione, intricati ed intriganti, prima di addormentarvi leggetevi questa relazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulle azioni di controllo e repressione del malcostume nel mercato farmaceutico.
Neanche Farmindustria si è salvata, a dimostrazione che la deontologia è una virtù strettamente legata al grado di elasticità che gli si vuole attribuire.
Secondo l'Autorità, Farmindustria avrebbe tramato per bloccare la diffusione dei farmaci generici in Italia...ed altro ancora. Per fortuna  su questi documenti non sono ancora riusciti a porre il...segreto di Stato.
Segue articolo : www.informatori.it/informatori/farmatrame.htm

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In DRASTICO AUMENTO i DECESSI da FARMACI su RICETTA MEDICA
Secondo i Cenlers for Disease Control and Prevention (CDC), negli USA l'avvelenamento da farmaci su ricetta è diventato la seconda principale causa di morte preterintenzionale.

Secondo il Morbidily and Mortality Weekly/tepori (9 febbraio 2007) dei CDC, i ricercatori hanno rilevato che i decessi da farmaci su ricetta sono salili dal 4,4 per 100.000 persone del 1999 al 7,1 per 100.000 del 2004.
Tale incremento rappresenta un'escalation da 11.000 a quasi 20.000 individui nell'arco di un quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 - il doppio dei corrispettivi del 1999 - sono morti a causa di "farmaci diversi e non specificati", I decessi dovuti a farmaci psicoterapeutici, quali antidepressivi e sedativi, sono pressoché rad­doppiati, da 67] a 1.300.

Mike Adams, difensore del diritto alla salute del consumatore nonché esplicito critico delle aziende farmaceutiche, ha dichiarato che l'industria farmaceutica sta impunemente uccidendo cittadini statunitensi.
Secondo le sue parole: "L'industria farmaceutica nel suo complesso, comprendente i colossi farmaceutici monopolistici e la FDA [Food and Drug Administration), loro collegata nella cospirazione, è palesemente diventata la singola principale minaccia per la salute e la sicurezza della popolazione statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad imporre come non mai sempre più farmaci ad un numero sempre più consistente di cittadini, con la concomitante presunzione che questi farmaci siano sicuri ed efficaci quando, in realtà, non sono né l'una né l'altra cosa. L'industria farmaceutica odierna costituisce una imponente frode perpetrata a danno del popolo degli Stati Uniti, sorretta da procedure commerciali illegali, operato monopolistico ed una vera e propria condotta criminale da parte della FDA
."
Fonte: NewsTarget, 22 febbraio 2007, http://www.newstarget.com

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Quanti morti ci vogliono, perché un farmaco venga ritirato dal mercato ?
C'è da fidarsi del foglietto illustrativo - chiama a proposito "bugiardino" ?
Swissmedic, l'autorità svizzera che vigila sui farmaci, è indipendente dall'industria farmaceutica ?
Siamo in Svizzera, la patria di molti colossi farmaceutici, da Roche a Novartis.
L'inchiesta documenta, attraverso quattro storie di farmaci scomodi, i meccanismi del mercato farmaceutico, le modalità della sorveglianza e dell'informazione al paziente.
Nel servizio anche le testimonianze delle vittime di farmaci regolarmente omologati dagli organi preposti, il loro calvario legale contro i colossi dell'industria farmaceutica e il parere di medici e ricercatori sulla credibilità di un mercato sul quale pesano crescenti interrogativi.
Un'inchiesta scomoda, che nelle televisioni italiane probabilmente non vedremo mai.
Guarda il video [durata: min. 47.44] http://tinyurl.com/ybtrq2

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Il ROSIGLITAZIONE USATO per il  DIABETE DANNEGGIA le OSSA - Associato ad aumentato rischio osteoporosi
Roma, 2 dic. (Apcom) - Un medicinale comunemente usato per il diabete può avere effetti negativi sulle ossa.
La forza che caratterizza le ossa è data dal mantenimento di un equilibrio dinamico tra processi di formazione e demolizione e cioè tra l'attività delle cellule che disgregano la sostanza intercellulare calcificata dell'osso, osteoclasti, e le cellule coinvolte nella produzione della matrice ossea, gli osteoblasti Ora, secondo una ricerca di Ron Evans e colleghi, Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, CA, Usa, che sarà pubblicata domani su Nature Medicine, un medicinale a base del principio attivo rosiglitazone, indicato per migliorare la risposta all'insulina di pazienti con diabete mellito di tipo II, mette in pericolo questo equilibrio in quanto sarebbe associato ad un aumentato rischio di frattura delle ossa a causa della sua azione inibitoria sugli osteoblasti.

Su topolini di laboratorio i ricercatori avevano visto che somministrando agli animali il medicinale si provocava una maturazione esagerata degli osteoclasti, a riprova che l'assunzione dei tiazolidindioni, tutti quei farmaci ai quali appartiene anche il rosiglitazone, possono causare fratture alle ossa.

Per verificare l'azione della molecola, Evans e colleghi hanno inibito l'azione di un gene che codifica il bersaglio molecolare del rosiglitazone, la proteina PPAR-gamma, proprio nelle cellule nelle quali maturano gli osteoclasti ed hanno scoperto che senza la proteina si danneggia la loro differenziazione e si provoca un ispessimento della massa ossea.
Se al contrario, veniva somministrato il farmaco per attivare la proteina PPAR-gamma, si induceva un'attività maggiore degli osteoclasti e, quindi, un assottigliamento dell'osso. Questo vuol dire, dicono gli scienziati, che usare per lungo tempo rosiglitazone può portare all'osteoporosi.

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Zombi tra di noi - Attenzione all'Aulin e farmaci simili
Due pesi ....due misure !

Era il settembre di un anno fa (1) quando, il ministero della Salute disponeva il sequestro della sostanza "cimicifuga racemosa", perche' sospettata di poter provocare lesioni epatiche, sotto forma di gravi epatiti, anche se tali non erano mai state ravvisate, ne' esisteva una -seppur minima- prova di tale, quale effetto diretto. Non seguirono barricate, da nessuna parte, ancor di meno tra quei medici che tale sostanza la usavano da sempre, contrariamente con grandi benefici per i loro pazienti. Il sospetto, era sempre lo stesso, quella dell'invenzione -tante purtroppo- contro quel mondo ritenuto alieno, perche' non conforme e conformato, sottomesso dalla medicina ufficiale.
Quello che fu incredibile e' che non si fecero ulteriori verifiche e quella preziosa sostanza, usata da chissa' quanti e quanti decenni con successo, doveva scomparire, addossandole fantasmi di cui i medici descrittori di fitoterapia non ebbero mai a credere, e mai crederanno.
La supponenza nei confronti della Cimicifuga ha indirettamente assunto volti piu' delineati proprio in queste ore.
Si e' riportato in vita (ma non era morto, camminava nelle citta' come uno zombi) un semi-cadavere chimico, dal nome "nimesulide", farmaco anti-infiammatorio di sintesi, sicuramente il piu' diffuso e conosciuto al mondo.
Nel 2006, in Finlandia era stata sospesa la commercializzazione perche' -e qui con prove dirette- aveva procurato gravissime epatiti.
Fu cosi' necessario l'intervento delle autorita' di controllo, una di queste, la piu' importante, l'Agenzia Europea del Farmaco.
In Italia, a differenza della pericolosissima "cimicifuga racemosa", la buona nimesulide non fu mai, anche a scopo cautelare, bloccata nella sua commercializzazione.
L'Agenzia europea, valutando "globalmente" ogni aspetto della faccenda, ha concluso proprio in queste ore: "il profilo rischio/beneficio della nimesulide e' ancora favorevole (a chi ?) ravvisando pero' la necessita' di introdurre delle cautele e limitazioni d'uso del farmaco, e informare medici e pazienti del rischio di possibili eventi avversi a carico del fegato".
Da ora il vostro medico non potra' prescrivervi tale farmaco per piu' di 15 giorni. Inoltre, le confezioni dovranno essere modulate nel numero di compresse e bustine. Non ci si potra' recare spontaneamente in farmacia per acquistare il famoso farmaco, ma si dovra’ esibire la ricetta medica.
L'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) informera' ogni medico dei possibili rischi del farmaco. Non v'e' dubbio, quindi, che le suddette agenzie di verifica e controllo del farmaco, ritengano la "cimicifuga racemosa" una sostanza molto piu' pericolosa della nimesulide.
Anche noi lo crediamo. Resta fermo il fatto che per la cimicifuga questo non si e' appurato.
La nimesulide corre su una Ferrari, la cimicifuga si muove con un mulo, anzi non si muove, e' ferma, e' gia' andata.
Dal lontanissimo 2006, quando la nimesulide fu sospesa in Finlandia, al 2007, quando lo scorso maggio in Irlanda ha cagionato gravissime epatiti, come mai i cittadini sono stati abbandonati –soprattutto in Italia-, ignari, soli ed indifesi ?
La cimicifuga racemosa era usata soprattutto in produzione di preparati fitoterapici, in estratto di macerati glicerinati. Era preziosa nel contrasto dei fenomeni legati alla menopausa ed alla senilita' femminile, molto contrastata, insieme ai fito-estrogeni, dalle varie associazioni americane di ginecologia, le stesse che le abnegano, in nome delle terapie sostitutive ormonali chimiche, malgrado queste ultime abbiano dato prova di essere incongrue e pericolose.
By dott. Giuseppe Parisi (medico)
Chi desidera informazioni maggiori, mi puo' scrivere direttamente:
g.parisi@aduc.it
(1)
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php?id=154619

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I Farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
I farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
Secondo uno studio americano, le facoltà cognitive degli anziani sarebbero danneggiate dall'assunzione abituale di medicinali contro la pirosi gastrica.
Chi soffre di acidità, di reflusso gastroesofageo o di pirosi gastrica (bruciore allo stomaco) farebbe bene a ricorrere a rimedi naturali o,  ancor meglio, a modificare le proprie abitudini alimentari piuttosto che farsi prescrivere farmaci che possono, nel lungo periodo, produrre effetti indesiderati sulla prontezza del suo pensiero e sulla qualità delle sue facoltà cognitive.

E' questo l'allarmante sospetto avanzato da un gruppo di studiosi dell'Università dell'Indiana a Indianapolis, che hanno pubblicato i risultati di una loro ricerca sull'ultimo numero del Journal of the American Geriatrics Society (M Boustani et al, J Am Ger Soc 2007 August, 55(8):1248-1253).

I farmaci incriminati sono i cosiddetti H2As, cioè gli antagonisti del recettore H2 dell'istamina, e comprendono prodotti piuttosto diffusi e popolari come lo Zantac e il Ranidil.
Gli studiosi hanno seguito per cinque anni una popolazione di oltre 1500 afroamericani di età superiore ai 65 anni, che avevano capacità intellettive normali all'inizio della ricerca, e ne hanno valutato le facoltà cognitive a regolari intervalli.
I pazienti che avevano subìto lunghi trattamenti dei loro problemi  gastrici con i farmaci Anti H2 hanno rivelato una probabilità doppia degli altri di veder deteriorate le proprie facoltà cognitive nel corso dello studio.
La correlazione è oltremodo significativa e molto allarmante, considerando l'enorme diffusione di questi farmaci. Nel 2005 si sono avute 16 milioni  di prescrizioni di farmaci anti H2 nei soli Stati Uniti, e qui in Italia, è ormai invalso l'uso del termine "l'esercito dei reflussisti" per indicare la vastità di persone che ricercano questo tipo di prodotti anziche’ le cause del loro malessere.

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MEDICINA - ALCUNI FARMACI DIABETE CAUSANO ARRESTO CARDIACO - Accuse scienziati (UK) ad Avandia e Actos dopo avvio indagini Usa
Roma, 27 Lug. 2007 (Apcom) - Alcuni diffusi farmaci per la cura del diabete aumentano il rischio di arresto cardiaco.
Lo sostiene un gruppo di scienziati britannici, in un articolo pubblicato oggi.
Nel mirino degli studiosi - si legge sul sito online del quotidiano The Guardian - sono finiti Avadia e Actos: due farmaci assunti lo scorso anno da centinaia di migliaia di pazienti, per lo più sovrappeso.
Un malato su 50 tra quelli che assumono i medicinali 'incriminati' - si legge nell'articolo, pubblicato sulla rivista Diabetes Care - è ricoverato per arresto cardiaco nel giro di 26 mesi a partire dall'inizio della cura.
Ieri un agenzia del governo americano garante della sicurezza dei medicinali ha incaricato una commissione di esperti di valutare un eventuale divieto di vendita per Avandia, un farmaco prodotto dalla società britannica GlaxoSmithKline a base di rosiglitazone.
Prodotto dalla giapponese Takeda Pharmaceuthical, Actos è invece a base di pioglitazone.

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Farmaci a base di Pergolide ritirati negli USA, in Italia  NO !!!
In Italia restano in commercio - L'AIFA sa dei danni dal 2004.
Negli Stati Uniti, l'FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato del ritiro, deciso dai produttori, dei farmaci a base di Pergolide a causa dell'elevato rischio di gravi danni valvolari.
I prodotti che stanno per essere ritirati sono Permax (in Italia la Pergolide è venduta con il nome di Nopar) e due versioni generiche. La Pergolide è un agonista della domanina, impiegata assieme alla Levodopa e alla Carbidopa per il trattamento dei sintomi (tremori e lentezza dei movimenti) della malattia di Parkinson.
Nel 2006 negli Stati Uniti 12000 pazienti hanno assunto farmaci a base di Pergolide.
Due recenti studi clinici, pubblicati sul The New England Journal of Medicine, hanno confermato precedenti scoperte associate all'uso della Pergolide, con un'aumentata incidenza di rigurgito della mitrale, della tricuspide e delle valvole aortiche cardiache.
Il rigurgito valvolare si manifesta con brevità del respiro, fatica e palpitazioni cardiache.
Fonte: FDA, 2007Neuro2007 Cardio2007 Farma2007


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Accutane
, farmaco anti-acne di Hoffman-La Roche: prima condanna a 2,6 milioni di dollari.
Gravi danni intestinali per un 36enne. La multinazionale ricorre in appello
Un tribunale statunitense del New Jersey ha condannato la casa farmaceutica Hoffman-La Roche a risarcire 2,5 milioni di dollari, oltre al rimborso di 119.000 dollari di spese mediche, ad un uomo di 36 anni, che un anno dopo aver iniziato ad utilizzare il farmaco anti-acne Accutane nel 1995, si ammalò di gravi disturbi intestinali, che hanno reso necessaria l'asportazione completa del colon, e conseguente diarrea cronica.
Nella diffusa convinzione sulla sua innocuità, il farmaco anti-acne è stato prescritto con leggerezza.

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Bayer "ha venduto farmaci a rischio Aids"
In Giappone, a Hong Kong, in Argentina e a Taiwan centinaia di persone sono morte di Aids - gli ultimi nel '96 - per aver assunto farmaci che li avrebbero dovuti aiutare a curare l'emofilia. Questa la denuncia del «New York Times», che nell'edizione di ieri accusa senza mezzi termini l'azienda farmaceutica Cutter Biological, segmento del gruppo tedesco Bayer, di non aver ritirato dai mercati asiatici e latinoamericani il «Factor VIII Concentrate».

Negli anni 1980 negli USA uno scrittore (A. Hailey) commercializzo' un libro che denunciava il modo di funzionare della sanita' e delle industrie farmaceutiche americane: dal conflitto di interessi fra medicina ed industria farmaceutica, le pressioni delle Lobbies di quelle industrie, i mancati controlli sui farmaci e vaccini che sono divenuti strumenti di morte, gli studi sui farmaci falsificati e controllati dalle stesse industrie, la collusione fra FDA e Lobbies farmaceutiche.. ecc.

Da quegli anni NULLA e' cambiato, anzi tutto sta peggiorando non solo negli USA, ma anche in tutte le nazioni del mondo che stanno legiferando solo per favorire le multinazionali.....la dittatura sanitaria ed alimentare (OGM) avanza sempre piu' ....e TU cosa fai per contrastare questi CRIMINALI ben organizzati ? se non li ostacoli, vuol dire che sei consenziente, quindi NON ti lamentare !, ma se ti opponi, forse qualche cosa puoi far cambiare per invertire la rotta...

Ogni mese molti farmaci vengono ritirati dal commercio nel mondo, pur essendo stati precedentemente controllati dagli "organi preposti" (FDA in testa), che pero' sono sempre piu' attente ed al servizio delle multinazionali dei farmaci piuttosto che ai benefici dei consumatori......

FIDATI ! .....Gli esperti siamo noi - Shelton Rampton e John Stauber, pagine 290
"Questo libro sconvolgente ci mostra le tecniche più nascoste utilizzate dai PR delle multinazionali, per cui esperti e ricercatori di ogni livello e categoria vengono comprati nei modi più diversi. Illuminante"
By Jeremy Rifkin

Ogni giorno ci affidiamo agli "esperti" per decidere chi votare, come allevare i nostri figli, cosa mangiare.
Li guardiamo in tv, li ascoltiamo alla radio, leggiamo le loro opinioni sulle riviste e giornali. Ci fidiamo di loro: li riteniamo autorevoli. 
Ma questi esperti sono stati selezionati e meticolosamente addestrati per sembrarci tali
....
da chi ? ma dalle imprese farmaceutiche che controllano nei vari stati del mondo: Ministeri della sanita', Istituti sup. di sanita', Universita', Ordini dei medici, Baroni della medicina, ed infine i medici....indottrinati !


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PRODUTTORI di VACCINI e FARMACI:
Ecco come ci ingannano e cosa possiamo fare per contrastarle:
http://tinyurl.com/45ocy
http://www.nybooks.com/articles/17244
Il libro di Marcia Angell; non e’ una qualunque... e’ il direttore capo del New England Journal of Medicine !!!

http://www.nybooks.com/authors/10553
http://www.hms.harvard.edu/dsm/WorkFiles/html/people/faculty/MarciaAngel.html
(cit.) "There is no question in my mind that medical researchers, educators, and clinicians have been corrupted by their close and lucrative ties to industry"
http://www.nybooks.com/articles/17649

"We certainly are in a health care crisis"
http://www.pbs.org/healthcarecrisis/Exprts_intrvw/m_angell.htm

http://www.giulemanidaibambini.org/ricercascientifica.html  - http://www.soschild.org/
Data Base Europeo, sui danni degli PsicoFarmaci sui giovani

http://www.malasanita.it/ Dove rivolgersi per la malaSanita’

Chi continua a negare l'evidenza a questo punto non può che essere un complice delle ditte farmaceutiche  !!!
vedi: Influenza Suina

Ritalin.....e profitti...
http://space.tin.it/salute/adauciel/novita/art6a.htm
vedere anche:
 
http://www.giulemanidaibambini.org/blog.php?21
Ricette per pazienti morti: indagati 23 medici
Uccisi dai Farmaci e dai Vaccini

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Curiosità sulla NESTLE'
Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlé viola il codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanita che proibisce la promozione dell'uso di latte in polvere per I'alimentazione dei neonati...

Bisogna sapere che nelle società povere, i bambini allattati artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di quelli allattati al seno.

Il Premio Nobel DARIO FO ha sparato a zero contro la Nestlé, responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere: "Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano a salvare l'umanitàˆ. Ma sono andati solo per interesse di mercato".
 
Padre PIER MARIA MAZZOLI (direttore del mensile Nigrizia) ha presentato il punto di vista dei missionari che esprimono forti perplessità e disaccordo sulla politica delle multinazionali:
Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti
Shell: petrolio, ma Nestlé in particolare perché è una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.

BEPPE GRILLO ha attaccato le multinazionali della chimica e i brevetti di tutte le nuove forme di vita. Sapete cos' e la Novartis ? E un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz.
La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo.
La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i “pesci-diesel".
Ciba e Sandoz insieme ? E come se Toto Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini".
ed INOLTRE  una delle ultime azioni contro tutti noi e stato quello di far passare la possibilita' di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate un po'...! .. e d'altra parte, cosi facendo si abbassano ancor più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori del vero cacao.
Buon boicottaggio... a tutte queste multinazionali !
 

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Pazienti trattati con Avandia (rosiglitazone maleato) un diffuso farmaco per il diabete, secondo una metanalisi statistica condotta su 42 studi clinici, sarebbero soggetti a un significativo aumento di rischio di infarto, e a un aumento di rilevanza statistica "borderline" del rischio di morte per altre malattie cardiovascolari.
Fonte giornalistica: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=179875
Studio originale: http://content.nejm.org/cgi/content/full/NEJMoa072761v1

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ASTENERSI dai MEDICINALI DIVENTERA' un CRIMINE
By Samuel Walker -  Pubblicato dal Detroit News, 11 Gennaio 2001 -  Titolo originale: "Drug Evasion"  
Nel 1971, George Lucas produsse il suo primo film, un capolavoro anti-utopistico intitolato "THX-1138".
Una caratteristica particolarmente interessante di THX (che era il nome del protagonista del film) è quella che, nella società concepita da Lucas, "
non assumere farmaci è un crimine".
"L'umore placido" di questa società, essenziale al suo funzionamento, è indotto dai farmaci. Chi si rifiuta di assumere la dose quotidiana, viene visitato da robot-poliziotti che danno un nuovo significato al termine Agenzia per la Diffusione delle Medicine. Ricordo di esser stato particolarmente colpito da una fila di bambini dagli occhi inespressivi, in grembiuli bianchi, che venivano condotti attraverso un atrio da un poliziotto-robot con la faccia cromata, nel quale sembrava essi riponessero la massima fiducia. Tutti avevano una flebo conficcata nelle loro esili braccia.

Gli ammonimenti sui pericoli dell'uso della scienza, quando tale uso è mirato al controllo del comportamento dell'umanità, non sono nuovi; compaiono anche nel "Brave New World" di Aldous Huxley, nel "1984" di George Orwell, e nel "This Perfect Day" di Ira Levin. Ciò che invece è nuovo è che il futuro è già qui, e che gli ammonimenti sembrano essere stati ignorati.

Dai quattro milioni ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di un potente farmaco chiamato Ritalin.
A questi vivaci ragazzini, soprattutto maschietti, è stata diagnosticato l'ADHD (Attention Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.), cioè una malattia che provoca disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di "sintomi" che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la loro vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli interventi sul controllo dei comportamenti.
Il farmaco non favorisce l'apprendimento.
La dottoressa Rosemary Tannock, dell'Ospedale pediatrico di Toronto, afferma che il Ritalin non ha né effetto sulla memoria a breve termine dei bambini, né sui processi fonologici necessari per leggere.
Quest'anno, sia l'Archivio di Psichiatria Generale, sia gli Istituti Nazionali di Sanità hanno condotto studi che mettono fortemente in dubbio l'efficacia del Ritalin quale cura del benché minimo "disturbo" infantile; esso serve soltanto a tenere i bambini in silenzio, e fermi sulle loro sedie.
Altri numerosi studi affermano che il Ritalin è notevolmente efficace per realizzare solo quello che una buona maestra di vecchio stampo otterrebbe con una semplice occhiata.

Secondo Steven Ingersoll, presidente dello Smart Schools Inc. di Brighton, che dirige quattro scuole private, "L'effetto è che il bambino si muove di meno, ed è meno incline a stimoli competitivi".
Ingersoll afferma che il 22 percento degli studenti erano trattati con il Ritalin quando egli assunse la presidenza di una scuola nel 1996. Quello stesso anno, gli studenti della quarta classe risultarono tra gli ultimi agli esami distrettuali. Tre anni più tardi, meno dell'uno percento dei bambini veniva trattato con il Ritalin, e il 100 percento degli studenti di settimo grado (gli stessi studenti della quarta di tre anni prima) si classificarono ai primi posti degli esami statali in lettura e matematica. Sebbene Ingersoll creda che sia piuttosto la televisione che abbia giocato un ruolo importante nei casi di deficit di attenzione, è convinto che non sono certo le droghe ciò di cui i bambini abbiano bisogno.
Secondo l'Agenzia sulla Diffusione delle Medicine statunitense, il Ritalin è un potente eccitante che presenta molti degli effetti farmacologici delle amfetamine, delle metamfetamine e della cocaina.
Come ci si poteva aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli infermieri, e dalle infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti che provoca.
Ciò che è più allarmante sono recenti rapporti provenienti da New York e da altre città, nei quali appaiono casi di bambini trattati con Ritalin nei quali, quando i genitori mettono in discussione la terapia, le autorità intervengono per risolverli.

In una recente testimonianza al Congresso, il Dott. Peter Breggin, autore di: "Ritalin: ciò che i dottori non dicono sugli eccitanti pediatrici", afferma bruscamente:
"I genitori... subiscono pressioni e vengono costretti dalle autorità scolastiche a somministrare medicine psichiatriche ai loro bambini, insegnanti, psicologi e amministratori scolastici frequentemente minacciano di non voler più insegnare a quei bambini che non siano sottoposti ai trattamenti, e nello stesso tempo fanno intervenire i Servizi (Sociali N.d.T.) di Protezione dell'Infanzia affinché svolgano indagini sui genitori, accusati di negligenza per il proprio bambino !"
Questo non è un film. In tutto il Michigan, dice Ingersoll, molti genitori lottano per opporsi alla somministrazione del Ritalin ai loro bambini, ma molti di loro si non espongono per timore di rappresaglie. Nel 1998, lo Stato del Michigan era al terzo posto nel consumo nazionale di Ritalin.
Il consumo di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran lunga quelle di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis - una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per collusione, per aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention Deficit Disorder, N.d.T.) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande successo, volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin. Ovviamente, la Novartis nega l'accusa.
Se pensate che non si tratti di una normale malattia e della sua cura, ma piuttosto di un piano di sinistro marketing le cui vittime sono i bambini, non siete il solo. 
Per maggiori informazioni, cercate "Ritalin" sull'Internet (scegliere ricerca in lingua inglese, N.d.T.) e preparatevi a restarne sbalorditi.
Samuel Walker è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac Center per le Politiche Pubbliche, un istituto per la ricerca e istruzione delle politiche pubbliche del Midland.
Per contatti, scrivete a: Samuel Walker, 615 W. Lafayette, Detroit, MI 48226 o inviate un fax al (313) 222-6417, oppure posta elettronica a: letters@detnews.com.


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Bambini geneticamente modificati.....
Sono finiti sotto accusa gli scienziati americani che hanno messo a rumore tutto il mondo con il "metodo a tre"  per la infertilità; hanno creato diciassette feti con il DNA di 2 madri ed 1 padre biologico, 1 è abortivo, l'altro non è arrivato a termine perché entrambi affetti da grave e misterioso disordine genetico (sindrome di Turner) malattia nella quale un intero cromosoma è del tutto mancante.
A furia di forzare la natura.........si ottengono questi risultati !
Ed in agricoltura..........non se ne deve parlare !!!!!  

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La Biogen & Elan hanno ritirato dal mercato il Tysabri (natalizumab), un anticorpo monoclonale per la cura della SM e del morbo di Crohn.
2 pazienti, durante un test di fase III, in terapia con Tysabri + Avonex  (beta interferone 1a) hanno sviluppato una grave malattia neurologica, la PLM (progressive multifocal leukoencephalopathy), in un caso con esiti fatali. Tysabri era stato appena autorizzato dalla U.S. FDA…….
Commento: FDA che e’ sempre piu’ al servizio delle multinazionali…e non ai benefici dei consumatori !

Cisplatino (Pharmacia Italia; Faulding Farmaceutica; Gnr; Baker Italia);
Il cisplatino è un complesso del platino con due gruppi di cloro in posizione cis. Nel carboplatino, sviluppato per cercare di ridurre la marcata tossicità del cisplatino, il metallo è incorporato in una molecola organica più complessa. Per diversi aspetti essi sono simili mentre per altri si differenziano:
- reagiscono con il DNA formando legami crociati intracatena e intercatena, inibendo la replicazione e la trascrizione del DNA;
- sono attivati mediante idrolisi in vivo ma questa reazione è più lenta per il carboplatino. Il cisplatino possiede una maggiore affinità per le proteine plasmatiche e viene escreto lentamente per via renale. Entrambi sono somministrati per via parenterale e si distribuiscono in tutti i tessuti eccetto il sistema nervoso centrale.
Entrambi vengono escreti in parte in forma immodificata;
- i composti del platino possiedono un profilo tossicologico simile anche se il carboplatino è generalmente meglio tollerato.
La soppressione midollare è minore rispetto alle mostarde, mentre nausea e vomito sono forti e sempre presenti. Caratteristica è la grave nefrotossicità (prevenibile mediante abbondante idratazione) con ipomagnesia che può provocare episodi convulsivi nei bambini. Possono provocare ototossicità sino alla perdita dell'udito e neuropatie periferiche. Si può presentare anche mielodepressione, con leucopenia, trombocitopenia e anemia transitoria;
- il cisplatino e il carboplatino sono mutageni, teratogeni e cancerogeni.

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Gemcitabina - Gemzar (Ely Lilly) - vedi Big Farma
La gemcitabina è un analogo del nucleoside desossicitidina. Il farmaco viene attivato dalla desossicitidina chinasi e inibisce la sintesi del DNA essendo incorporato al posto della citosina nel filamento in crescita di DNA. La gemcitabina viene somministrata per via endovenosa.
Dosi terapeutiche di gemcitabina possono determinare depressione midollare grave, nausea,vomito, eruzioni cutanee e alopecia.

Antipsicotico Zyprexa, Eli Lilly pagherà 690 mln $ per chiudere migliaia di cause, Elli Lilly ha nascosto per 10 anni gli effetti negativi del farmaco.
Annunciato ieri un accordo preliminare con gli avvocati. Interessate circa 8.000 persone.
La casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice dell'antipsicotico Zyprexa, ha annunciato ieri l'accantonamento di 690 milioni di dollari, per chiudere con un patteggiamento la maggior parte delle cause riguardanti il farmaco.

Un accordo di principio è stato raggiunto con gli avvocati che rappresentano circa il 75% dei denuncianti, per un totale di circa 8.000 persone interessate dal patteggiamento.
Le cause contestano alla casa farmaceutica di non aver adeguatamente informato i pazienti sul rischio di iperglicemia e di diabete, legato all'assunzione del Zyprexa.

Nel settembre 2004, la Food and Drug Administration (FDA) decise che tale rischio dovesse essere evidenziato nei foglietti informativi di tutti gli antipsicotici atipici. Le avvertenze d'uso dello Zyprexa sono state cambiate nel marzo 2004.
Lo Zyprexa, che è stato utilizzato da oltre 17 milioni di persone nel mondo, è il farmaco più venduto da Eli Lilly, di cui, nel 2004, ha rappresentato il 32% delle entrate, con vendite mondiali pari a 4,42 miliardi di dollari, di cui 2,42 negli Usa.

Tuttavia, nel 2004 le vendite di Zyprexa negli Stati Uniti sono diminuite dell'8%, a causa, secondo la compagnia, di "questioni su possibili effetti collaterali come l'aumento di peso e l'iperglicemia, amplificate da un'intensa pubblicità da parte degli studi legali interessati a cause giudiziarie di questo genere, alla ricerca di clienti trattati con Zyprexa". Nel resto del mondo le vendite sono aumentate del 13%.
FONTE : New York Times.

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Taxotere (Aventis Pharma)
Principali effetti tossici : mielodepressione, alopecia, rush cutanei, ritenzione idrica.
Il rapporto completo lo puoi scaricare dal sito di questo Istituto: www.iss.it/pubblicazioni.
Pubblicazioni - Rapporti ISTISAN : Anno 2002 - Files - 02/16 -
Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici: rischi per la riproduzione e strategie per la prevenzione. By Grazia Petrelli e Silvana Palmi 2002, 108 p

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Sorvegliati speciali
- By Gianna Milano e Chiara Palmerini - 25/2/2005  - Panorama, Scienza e Salute
Medicinali di nuova generazione che invece di essere migliori dei vecchi si rivelano potenziali killer. Come si è arrivati a questo punto ? Il caso Vioxx non è unico, ha svelato retroscena di negligenze, controlli insufficienti e colpevoli silenzi.

Audrey Eisen, newyorkese di 64 anni malata di artrite, era appena ritornata dalla farmacia con una confezione di Aleve lo scorso dicembre quando, accendendo il computer, lesse la notizia che il farmaco provocava infarti. In quattro mesi, da quando il Vioxx è stato ritirato dal commercio dalla stessa industria produttrice, la Merck, sempre perché ritenuto rischioso per il cuore, Eisen aveva già cambiato tre medicine. E anche sulla seconda, il Celebrex, si sono abbattuti i sospetti che possa avere gravi effetti collaterali. La signora Eisen, professoressa in pensione, ha riportato in farmacia l'ultima confezione acquistata. Le altre erano già finite nel gabinetto.

Come Audrey Eisen, fotografata nella sua bella casa sul New York Times sotto un titolo che recita «Vioxx. Celebrex. Ora Aleve. Che cosa deve pensare un paziente ?», si saranno sentite migliaia di altre persone, in tutto il mondo, che da mesi o da anni si affidano ad antidolorifici ritenuti migliori di quelli di vecchia generazione come l'aspirina perché fanno lo stesso lavoro, senza però causare mal di stomaco e ulcere.
O quelli che, nell'estate di quattro anni fa, hanno sentito delle morti attribuite al Lipobay, nuova statina anticolesterolo ?
O quelli che leggono degli antidepressivi che invece di far uscire dal tunnel dell'angoscia favoriscono comportamenti suicidi ?

Già, che cosa deve pensare un paziente, convinto di prendere le medicine per stare meglio, cui viene detto che quelle stesse medicine sono invece potenziali killer ?
«Che il caso Vioxx ha fatto esplodere una serie di problemi che erano già stati sollevati sulla sicurezza dei farmaci» risponde Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «Si ha la netta impressione che siano un po' troppi quelli che arrivano sul mercato come medicine innovative, ottimamente tollerate, di cui nel giro di pochi anni o addirittura mesi si scoprono controindicazioni, e che subiscono restrizioni, fino alla sospensione».

Il caso del Vioxx ha messo in luce verità nascoste del mondo dei farmaci, legami pressoché inestricabili tra chi produce le medicine, chi dovrebbe valutarne l'efficacia e i rischi, chi regolamenta la loro commercializzazione e chi li prescrive. Al processo a porte aperte che si è svolto la scorsa settimana nella sala da ballo di un albergo di Washington sono state messe sotto accusa carenze e negligenze da parte della Food and drug administration, l'ente americano che regolamenta e controlla i farmaci.
Tra gli accusatori più accaniti c'era David Graham, scienziato, che lavora alla stessa Fda, secondo il quale né l'agenzia pubblica né l'azienda produttrice del Vioxx, la Merck, hanno fatto nulla per allertare sui rischi legati all'uso del farmaco, noti già dal 2000. Un comitato di esperti dell'Fda ha votato con uno stretto margine, 17 voti contro 15, per il ritorno sul mercato del medicinale, con l'aggiunta però di nuove restrizioni su dosi e durata della terapia, e ha sollecitato cautele aggiuntive e limiti alla pubblicità per farmaci analoghi come Celebrex e Bextra della Pfizer. Ora si attende di vedere se la Fda avallerà queste raccomandazioni.

In Europa, l'Agenzia del farmaco (Emea), dopo due anni di discussioni iniziate quando comparvero i primi studi allarmanti su questi antinfiammatori chiamati Coxib, all'inizio del 2004 decise di inserire nei foglietti illustrativi precauzioni che più di recente sono diventate chiare controindicazioni per chi è a rischio di infarto e ictus. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha accolto questa decisione. «La vera domanda che non si è fatta in questi giorni è come mai è l'industria che ritira il farmaco, come è accaduto anche per la cerivastatina della Bayer, e non le agenzie regolatorie. Una distrazione oppure è il sistema che non funziona ?» si chiede Garattini, che ha fatto parte dell'Emea per sette anni. «Chi approva i farmaci non è nelle migliori condizioni per decidere di ritirarli. È una specie di conflitto di interessi psicologico: si cerca sempre di trovare una soluzione che non sia estrema, come correggere i foglietti illustrativi».
Alla fine, queste restano iniziative formali, una specie di alibi: noi ve l'abbiamo detto, se poi voi non leggete...

Secondo Garattini, è necessario creare un organismo di controllo sui farmaci super partes, più attento ai danni, che vigili e che quando cominciano ad accumularsi dati preoccupanti ne dia informazione ai medici e al pubblico.
Un organismo analogo a quello che, dopo gli ultimi scandali, si vuole organizzare negli Stati Uniti, il Drug safety oversight board. Questa mossa servirebbe anche a correggere un'altra anomalia: l'Emea, che deve tutelare la salute di milioni di persone in Europa, dipende dalla direzione Industria e non da quella della Sanità. «Il sospetto è che prevalgano i desiderata dell'industria nelle decisioni prese sui farmaci. Che tra l'altro non devono essere neppure motivate pubblicamente. Le ragioni di chi vota restano segrete».

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CRONACA DI UN DISASTRO


2000
Uno studio registra un incremento di 5 volte di incidenza di infarto nei pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) rispetto al gruppo trattato con naprossene.

2001
In una metanalisi che valuta il rischio di eventi cardiovascolari con i Coxib, gli autori concludono: «Prescriverli con cautela a pazienti a rischio cardiovascolare».

2002
Le autorità sanitarie francesi chiedono all'Emea di riconsiderare il profilo rischio/beneficio dei Coxib per sicurezza cardiovascolare, gastrointestinale, reazioni cutanee e ipersensibilità gravi.

2003
L'Emea riconosce l'efficacia ma chiede modifiche sostanziali al foglietto illustrativo di tutti i Coxib.

2004
Uno studio mostra che, alla dose di 25 mg/giorno di rofecoxib (Vioxx), raddoppiano infarti e ictus. A settembre, la Merck ritira il Vioxx dal commercio. Si stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.
La domanda da cui partire è: come si è arrivati al punto in cui è difficile anche solo riuscire a districare gli interessi dei pazienti da quelli dell'industria farmaceutica ? Un'accusa esplicita è formulata da Marcia Angell, medico, a lungo direttore del New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista al mondo di medicina, che dopo aver dato l'addio a quel mondo ha vuotato il sacco sui cambiamenti cui ha assistito nel corso degli anni: l'industria farmaceutica «negli ultimi due decenni si è allontanata di molto dal suo scopo nobile originario di scoprire e produrre nuovi farmaci utili» e si è invece trasformata «in una macchina di marketing per vendere farmaci di dubbia efficacia». Parole dure. Ma Angell va avanti.

Dr. Graham, associate director for the Office of Drug Safety and a 20-year FDA veteran, launched a study of Vioxx® in 2001. His team included researchers from California-based Kaiser Permanente and the Vanderbilt University School of Medicine in Nashville, TN. They analyzed data from 1.4 million people in California who had taken Vioxx® between 1999 and 2004.

At a Senate Finance Committee on Nov. 18, government drug reviewer Dr. David Graham said FDA's handling of Merck & Co Inc.'s withdrawn painkiller Vioxx, is a 'profound regulatory failure' by an agency 'incapable of protecting America' from another dangerous drug. Kevin Lamarque / Reuters

Graham told the committee that research indicated that Vioxx caused up to 160,000 heart attacks and strokes. It was responsible for an additional 27,785 deaths from heart ailments from 1999 to 2003, he concluded.

VIOXX POTREBBE AVER CAUSATO 27.000 CASI di INFARTO - Cardiologia
http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=6445
Uno studio condotto dalla Food and Drug Administration statunitense ha portato alla conclusione che il Vioxx, il farmaco antinfiammatorio di cui l'azienda produttrice Merck ha chiesto il ritiro, potrebbe aver favorito circa 27.000 casi di infarto e morte cardiaca improvvisa. Lo studio, a cui hanno partecipato studiosi della Vanderbilt University (Tennessee) e di Kaiser Permanente, una grande organizzazione americana per la tutela della salute, è stato coordinato da David Graham, dell'Ufficio per la sicurezza dei farmaci della Fda.
Si tratta di un duro colpo per la multinazionale farmaceutica, anche perché nel frattempo noti studi legali americani già promuovono, a suon di banner su internet, la causa legale e non si tratta di un caso che a diffondere le stime dell'autorità di controllo americana sia stato il Wall Street Journal e non una rivista medica.

Al di là della retorica che vuole i colossi dell'industria dei farmaci impegnati in ricerche innovative per portare a milioni di pazienti cure sempre più efficaci, i numeri dicono altro: gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentano una voce piccola nel fatturato delle imprese, mai più del 20 per cento, spesso assai meno, anche se le cifre esatte non vengono di solito rivelate. Le spese per la promozione dei farmaci variano invece tra il 20 e il 40 per cento del fatturato annuo delle industrie.

Quello dell'industria farmaceutica è un settore in cui bisogna inventare di continuo e, secondo Philippe Pignard, che ha lavorato per 17 anni nei laboratori farmaceutici in Francia, il ritmo di innovazione è rallentato.
La maggioranza delle medicine immesse sul mercato sono cosiddette «me too», cioè farmaci fotocopia prodotti dalle varie industrie che introducono solo piccole variazioni.
Le grandi fusioni degli ultimi tempi tra gruppi sono una risposta alla crisi. Secondo Garattini hanno influito sull'originalità della ricerca: «Viene fatta solo in pochi centri, si concentra su poche aree con grande mercato da cui ci si aspetta un forte ritorno».
Malattie rare o comuni che riguardano i paesi poveri sono a questo punto escluse.

Si difende dalle critiche («Anche se non mi sento un imputato» precisa) il presidente della Farmindustria Federico Nazzari: «La ricerca nel nostro settore è costosa, rischiosa, e ha tempi molto lunghi. E faccio notare che è per il 90 per cento finanziata dalle vendite».

Solo una molecola su 10 mila di quelle ritenute potenzialmente utili arriva sul mercato.
Per portarcela, servono in genere una decina d'anni e 800 milioni di dollari di investimento. Angell sottolinea però che gli investimenti dell'industria, negli Usa, riguardano in genere le fasi finali della sperimentazione: spesso la ricerca sui farmaci veramente innovativi è finanziata quasi per intero con fondi pubblici.

In mancanza di scoperte rivoluzionarie in laboratorio, le multinazionali finiscono per cercare profitti sicuri in aree di mercato collaudate. Una strategia resa possibile dalle regole in vigore per l'approvazione dei farmaci.
«Nella maggior parte dei paesi, per entrare in commercio una medicina deve dimostrare non di essere migliore delle vecchie, ma di non essere peggiore» spiega Nicola Magrini, direttore del Ceveas, il Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria. Molti dei nuovi antibiotici messi in commercio non si sono dovuti dimostrare superiori ma semplicemente pari o non inferiori ai vecchi.
Lo stesso è stato per i Coxib ora sotto accusa: «Non si era neppure certi della loro minore gastrolesività e c'erano dubbi sui rischi d'infarto» sottolinea l'epidemiologo Maurizio Bonati.

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I FARMACI RITIRATI e QUELLI a RISCHIO
Cerivastatina (Lipobay/Baycol)
Appartiene alla classe degli anticolesterolo (statine) usati per prevenire eventi coronarici in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001 con l'accusa di aver causato numerosi decessi. Specie se associato ai fibrati provoca danni muscolari, fino a rabdomiolisi, con gravi conseguenze a livello renale e cardiaco.

Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor)
Gli antidepressivi di nuova generazione, gli Ssri, che inibiscono la ricaptazione della serotina, erano considerati efficaci anche negli adolescenti. Nel 2004 la Fda e l'Emea hanno stabilito che non solo gli Ssri ma l'intera categoria degli antidepressivi aumenta il rischio di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici e negli adolescenti.

Cisapride (Cipril/Alimix)
Farmaco usato anche nei bambini contro il reflusso gastroesofageo: ritirato dal commercio nel 2000 dopo che Vanessa Young, una 15enne con lievi disturbi gastrici, morì di infarto a causa del farmaco. Negli Usa viene ancora prescritto, in casi particolari e sotto stretta sorveglianza del medico.

Sibutramina (Meridia/Reductil)
Sviluppata inizialmente come antidepressivo, si scoprì che poteva servire a perdere peso, facendo crescre i livelli di serotonina e noradrenalina. Fa aumentare la pressione arteriosa ed espone a rischio cardiovascolare anche fatale. Nel marzo 2002 il ministero della Salute sospende cautelativamente la vendita del farmaco e richiede all'Emea una rivalutazione del profilo rischio/beneficio. La sospensione della sibutramina è annullata nell'agosto 2002 ed è riammessa in commerco con precise controindicazioni e a uso specialistico.

Terapia sostitutiva ormonale
Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il Women's health initiative (Whi), che prendevano ormoni (estro-progestinici) in menopausa è stato interrotto prima della data prevista, il 2005, dopo 5 anni e due mesi: l'assunzione in dosi fisse di questa combinazione di ormoni ha evidenziato che i rischi erano superiori ai benefici: aumento di ictus, trombosi venosa, embolia polmonare e tumore al seno.

Rosuvastatina (Crestor)
Introdotta sul mercato nel 2003 è anch'essa sotto stretta sorveglianza, come tutte le altre statine. David Graham, dell'Fda, in contrasto con la sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci sostiene sia necessario sottoporre a revisione il Crestor per gli alti rischi cui è associato: danni muscolari, come la rabdomiolisi, e insufficienza renale.

Valdecoxib (Bextra), Parecoxib (Dynastat), Celecoxib (Celebrex/Artilog/Solexa), Eterocoxib (Arcoxia, Algix, Tauxib), Lumiracoxib (Prestige, registrato in Europa, sospeso temporaneamente il lancio)
Appartengono alla classe dei nuovi antinfiammatori, i Coxib, inibitori selettivi della cox-2.
Il rofecoxib (Vioxx) è stato ritirato, ma tutti i Coxib sono sottoposti a revisione da parte di Fda ed Emea: per valutare l'opportunità di mantenerli in commercio. L'Emea ha indicato forti limitazioni d'impiego, controindicazioni nei pazienti con malattia cardiaca o ictus, e ulteriori controindicazioni nei pazienti con ipertensione, precauzione nei pazienti a rischio cardiovascolare e utilizzo alla dose più bassa per un trattamento il più breve possibile.

Sartani Candersartan (Blopress, Ratacand) Eprosartan (Tevetenz), Irbersartan (Aprovel, Karvea) Losartan (Loortan, Losaprex, Neolotan), Telmisartan (Micardis, Pritor) Valsartan (Tareg, Valpression)
Sono antagonisti dei recettori dell'angiotensina-2, efficaci come antipertensivi, nell'insufficienza cardiaca e come nefroprotettori. Negli ultimi tempi hanno registrato una crescita vertiginosa di prescrizioni sostituendosi agli Ace-inibitori. In realtà, studi concludono che i sartani espongono a maggior rischio di infarto.
In questo contesto, non stupiscono più di tanto episodi come quelli del Vioxx e degli altri Coxib. «Usati per breve tempo, probabilmente non darebbero problemi diversi da quelli degli altri analgesici. Il fatto è che sono diventati un farmaco per tutta la vita» dice Magrini.
In questa direzione ha spinto il marketing. «C'è stata un'avidità di mercato che ha spinto a usi eticamente non condivisibili». La stessa accusa è stata fatta agli antidepressivi Ssri: se ne è spinto l'uso addirittura per bambini e adolescenti, trascurando (o nascondendo) i gravi rischi che comportavano.

Le insidie sono nascoste anche nel modo stesso in cui viene condotta la sperimentazione sui farmaci.
«Per quanto ampia e ben fatta, è comunque su un numero limitato di pazienti» dice Nazzari. «Gli eventi gravi emergono sui larghi numeri, nel lungo periodo, una volta che il farmaco è in commercio» prosegue Marco Bobbio, cardiologo. «All'esigenza della sicurezza si contrappone quella di introdurre il prima possibile sul mercato farmaci che magari possono curare dei pazienti».
In un contesto sperimentale è anche molto difficile studiare le interazioni tra farmaci, che invece capitano nel mondo reale. «Una soluzione è» dice Garattini «un monitoraggio attivo, un sistema di farmacovigilanza che non si basi come ora sulla segnalazione spontanea dei medici. Se ci fosse stato, il caso Lipobay, provocato dall'interazione tra cerivastatina e fibrati, non si sarebbe verificato».

Sembra che la storia sia destinata a ripetersi, se nel frattempo qualcosa non cambierà. Nel mirino c'è un'altra classe di farmaci, i sartani, antipertensiivi, sei molecole simili commercializzate sotto 12 etichette diverse. L'industria li sta spingendo perché sul mercato sostituiscano i vecchi Ace-inibitori prossimi alla scadenza del loro brevetto: avrebbero un miglior profilo rischio-beneficio.
Uno studio apparso pochi mesi fa sul British medical Journal ha messo in discussione questa tesi affermando che, paradossalmente, pur abbassando la pressione, potrebbero esporre a maggior rischio di infarto. Conclude la rivista: "Ai pazienti andrebbe detto".

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ADVIL, MOTRIN E ALEVE SOTTO ACCUSA IN USA PER DANNI AL CUORE
New York, 19 apr. (Apcom) - Tre nuovi farmaci antidolorifici sono finiti sotto  accusa per gli effetti dannosi che hanno sull'apparato cardio-circolatorio:  Advil, Motrin e Aleve tutti venduti senza ricetta sul mercato statunitense.  Stando ad uno studio condotto dal dottor Jon Sudbo del Radium Ospital di Oslo, in Norvegia, questi antidolorifici riducono del 50% le possibilità di ammalarsi di cancro alla gola, ma aumentano con la stessa percentuale le chances di patire un attacco di cuore. Lo studio, condotto tra 908 fumatori norvegesi, è stato presentato ieri durante la conferenza dell'American Association for Cancer Reserch, tenutasi ad Anaheim, in California. 
Il team di Sudbo, indagando gli effetti benefici di queste medicine sui pazienti ammalati di tumore alla gola, ha scoperto che Advil, Motrin e Aleve incidono pesantemente sulla circolazione sanguigna, almeno quanto i farmaci recentemente banditi dalla Food and Drug Administration: Vioxx e Bextra.
Diversamente da queste medicine dette inibitori cox-2, però, Advil, Motrin e Aleve fanno parte di una famiglia più grande di preparati, quella degli anti-infiammatori non a base di steroidi (Nsaid), in cui rientrano anche naproxen, ibuprofen e praticamente tutti gli antidolorifici che si possono acquistare senza ricetta, tranne il Tylenol. La ricerca di Sudbo ha tenuto sotto controllo per 20 anni 3000 pazienti ad alto rischio di contrarre il tumore alla gola. I 454 che si sono ammalati, sono stati messi a confronto con altri 454 pazienti nelle stesse condizioni, che però non hanno contratto il tumore. Di queste 908 persone, le 277 che avevano fatto uso di farmaci Nsaid negli ultimi sei mesi avevano un rischio minore di ammalarsi, eppure stavano morendo con il doppio della frequenza degli altri, a causa di problemi cardiaci. Stando alla ricerca, il rischio è più alto tra i fruitori dell'ibuprofen, che hanno tre volte più possibilità di avere problemi cardiaci rispetto ai non utilizzatori di farmaci Nsaid. Lo studio, condotto su una scala relativamente piccola, necessita ora di approfondimenti scientifici che appurino se le quantità di antidolorifici assunti incidano o meno sulla probabilità di sviluppare problemi cardio-circolatori.
http://www.apcom.it/popup.php?cnt=../../../news/home/20050419_173306_02A3021F.php

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Ecco uno dei TANTISSIMI farmaci ritirati dal commercio....Fonte Nadir Notizie:
Ritirato dal commercio il farmaco Viracept (nelfinavir) - Redazione in Attualità - 07.06.2007
Sulla base di una disposizione dell'Emea (Agenzia europea dei medicinali) con una procedura specifica di allerta rapido è stato disposto il ritiro in tutti i Paesi europei del medicinale Viracept (nelfinavir) indicato per la terapia dell'HIV/AIDS.
Il ritiro immediato del farmaco, in tutte le confezioni e lotti, si è reso necessario a seguito dell'identificazione, da parte della casa farmaceutica produttrice Roche, della presenza di un agente inquinante inatteso, il mesilato etilico (anche conosciuto come il etilestere dell'acido metansolfonico) in alcuni lotti di Viracept. Il mesilato etilico è risultato genotossico (nocivo per il DNA) su studi su animali a dosi molto superiori a quelle riscontrate nel Viracept; l'effetto  sull'uomo non è conosciuto e tuttavia, a scopo precauzionale, l'EMEA ha  proceduto al ritiro di tutti i lotti e di tutte le confezioni.
A seguito della decisione europea, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha  disposto il ritiro dal commercio del farmaco. In Italia, il Viracept viene  distribuito esclusivamente dai Centri di Infettivologia e comunque nei day  hospital specializzati nella cura dell'HIV/AIDS.

COSA FARE ?
I pazienti in terapia con questo farmaco sono invitati a contattare il  proprio Centro di riferimento per concordare, tra le diverse alternative  terapeutiche disponibili, quella più adatta al proprio caso e per  restituire il medicinale ritirato. Tutti i medici prescrittori di farmaci  antiretrovirali sono invitati a contattare i pazienti in terapia con  Viracept, convocarli immediatamente presso il centro clinico chiedendo la  restituzione del medicinale e cambiare la terapia al paziente.

ATTENZIONE: Particolare allerta va rivolta alle donne in gravidanza che assumono  Viracept, visto le sostanze genotossiche imputate. Il rischio in tutti i  pazienti che sono stati esposti a mesilato etilico è ignoto.
Fonte: AIFA - http://www.agenziafarmaco.it/
Fonte: EMEA -  http://www.emea.europa.eu/pdfs/general/direct/pr/25128307en.pdf

 

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La Food Commission Britannica (che svolge il ruolo di vigilanza e controllo degli alimenti) ha affermato che additivi come coloranti e conservanti, vietati negli alimenti destinati ai bambini con meno tre anni, sono invece massicciamente presenti in una gran quantità di medicine per la prima infanzia.
Lo studio della Commissione ha preso in esame 41 farmaci destinati ai minori di tre anni: di questi, solo uno - uno sciroppo della catena di supermercati - non conteneva coloranti o conservanti. In alcune c'erano ben quattro differenti dolcificanti. Si tratta di tutte sostanze vietate negli alimenti e nelle bevande per gli under-3.

Nelle medicine per l'infanzia c'è "un cocktail di additivi", rileva allarmata la Food Commission.
La ricerca, pubblicata sulla rivista della Commissione e ripresa da tutta la stampa britannica, ha rilevato che su alcuni dei farmaci, l'etichetta avvertiva che gli additivi possono causare effetti indesiderati come irritazioni della pelle e degli occhi, acidità  di stomaco e diarrea. In quattro, sono stati trovati i coloranti sintetici "azo", ma solo su una c'era l'avvertenza dei possibili effetti collaterali (tra cui allergie ed asma).
"Molti bambini - si rileva - possono usare senza problemi questi prodotti, ma ce ne sono altri che avranno reazioni allergiche a questi additivi. Crediamo che coloranti e dolcificanti artificiali possano essere sostituiti con alternative naturali, mentre bisogna mettere in seria discussione l'uso dei conservanti".

Big Pharma ha difeso l'uso di coloranti e dolcificanti dicendo che coprono il cattivo gusto degli elementi attivi del farmaco e aiutano i genitori a far prendere le medicine ai bambini (e a provocare gli effetti collaterali indesiderati).
La Pfizer ha invece affermato che gli ingredienti delle medicine per bambini sono chiaramente indicati sulle scatole, così che i genitori possano fare "una scelta informata sulle medicine che danno ai loro bambini".
Peccato che la maggior parte dei genitori manco le legge le avvertenze, fidandosi esclusivamente del proprio medico (magari al soldo di Big Pharma).
I CDC (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie), in uno studio, condotto nel periodo 2004-2005, hanno trovato che almeno 1519 bambini di età inferiore ai 2 anni hanno sofferto di gravi problemi di salute dopo essere stati trattati con farmaci per la tosse e per il raffreddore. Tre bambini sono addirittura morti.

Vi sono anche altre ricerche ufficiali che dimostrano la pericolosita' di certi trattamenti e l' inutilita' della chemioterapia:
http://www.garynull.com/LibraryTopicArticles.aspx?TopicID=41&Topic=Medical+Risks

Uno dei tanti libri che analizza l' inutilita' e pericolosita' della chemioterapia:
 http://www.shirleys-wellness-cafe.com/cancer.htm#chemo

Vogliamo una vera ricerca medica ?
Tutti noi dobbiamo fare pressione affinche' cambino gli equilibri del potere. Dobbiamo ripristinare la democrazia, la partecipazione alla cosa pubblica e, come in teoria starebbe scritto nella controversa dichiarazione di Alma Ata:
"Le persone hanno il diritto e il dovere di partecipare individualmente e collettivamente alla progettazione e alla realizzazione dell’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno."
http://www.cipespiemonte.it/files/almata.htm

Allora incominciamo (o continuiamo) ad agire:
Inchiesta: soldi pubblici per la ricerca medica ? http://tinyurl.com/64yku
un po' di fatti storici non guastano:
http://www.mednat.org/inquisizione.htm

E si potrebbe continuare all'infinito.... es. vedi: Influenza Suina

 

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CONSIGLI a coloro che vogliono utilizzare i Farmaci di sintesi.
Farmaci in
Microdosi: somministrare un farmaco al minimo dosaggio efficace evitando effetti collaterali

Si definisce dose minima efficace la dose  di farmaco che produce un livello ematico al di sotto del quale il farmaco non ha effetto.
Analogamente, si definisce dose subtossica quella che produce una concentrazione ematica al di sopra della quale si manifestano effetti secondari e/o tossici.
In base a questo principio è nata la teoria delle microdosi che fornisce all'organismo il "minimo dosaggio efficace"; secondo questa teoria infatti utilizzare dosi maggiori di farmaco  non sarebbero utili dal punto di vista terapeutico, risultando superflue e quindi potenzialmente  solo tossiche. La tecnica delle microdosi si applica a sostanze di tipo vegetale, quali tinture madri e oli essenziali, e di tipo chimico come le sostanze chimiche ed i farmaci. Se si considerano le spese sempre maggiori nel campo sanitario e la percentuale altissima delle sindromi iatrogene (danni da uso dei farmaci), con la diluizione del rimedio si dà una risposta a vari problemi della cura quotidiana del paziente.
Ad esempio, utilizzare i farmaci evitando gli effetti collaterali e ottenendo gli stessi risultati con un tempo d'azione molto più rapido, ma con l'impiego di quantità di gran lunga ridotte, tra le 2 mila e le 15 mila dosi in meno rispetto alle attuali somministrazioni: è una tecnica usata in Messico e a Cuba e praticamente sconosciuta in Italia.
Questa pratica terapeutica è stata scoperta nel 1980 dal medico messicano Eugenio Martinez Bravo, dell'università autonoma di Zacatecas (ormai scomparso).
Con le microdosi i farmaci si assumono per via sopralinguale, da lì giungono all'ipotalamo, alla corteccia celebrale e quindi ai recettori degli organi bersaglio evitando il lungo processo metabolico di assorbimento.
A differenza dell'omeopatia, che segue la legge dei simili curando una malattia con una sostanza che riproduce la stessa malattia, il metodo delle microdosi adotta la legge dei contrari, come avviene nella medicina tradizionale. Qui, inoltre, il farmaco è presente, come testimonia il fatto che non si possono dare microdosi di quel farmaco alle persone allergiche.
La preparazione delle microdosi non richiede una tecnologia sofisticata: la dose giornaliera del farmaco va sciolta nel veicolo 1 (20ml), che e' costituito dal 66% di alcool (a 95/96 gradi) e dal 33% di acqua, ottenendo così la base. Quindi c'e' una seconda diluizione: in una bottiglietta da 20 millilitri costituita al contrario (66% di acqua e 33% di alcool) e si inseriscono le gocce della base. La posologia e' di 2 gocce quattro volte al giorno.
Vediamo ad esempio il caso di una ricetta medica così scritta: microdose paracetamolo 1 grammo, 15 gocce in 20ml.
Il farmacista preparerà la soluzione base (1g di paracetamolo nel solvente alcool:acqua=66:33) da cui preleverà le 15 gtt da diluire nei successivi 20ml. Sulla ricetta il medico indicherà anche la posologia giornaliera che generalmente è di 2gtt  sublinguali  4 volte al giorno lontano dai pasti, talvolta il primo giorno si consiglia una dose più intensa  cioè 2gtt ogni 10 minuti per la prima ora  e poi ogni ora per il resto della giornata. Nella cura dei bambini si utilizzano quantità minori di alcool.
E' stato elaborato un protocollo di ricerca con 40 persone, divise in quattro gruppi, a ciascuno dei quali sono state somministrate 2 gocce di quattro diverse soluzioni: acqua; un veicolo idro-alcolico (acqua ed alcool); fenobarbitale (un farmaco ipnotico ed antiepilettico); microdose di fenobarbitale.
Stando ai rilievi encefalografici, nel primo gruppo non ci sono stati effetti placebo, nel secondo sono state registrate leggerissime variazioni, nel terzo gruppo si sono avuti i segnali corrispondenti agli effetti del farmaco. Nel quarto gruppo, quello curato con la microdose, si sono rilevate variazioni identiche a quelle del terzo gruppo, ma con l'apparire della sonnolenza (considerato un sintomo favorevole) nel giro di 4/5 minuti.
Ma esiste un altro aspetto interessantissimo in tutta questa ricerca che non possiamo tralasciare e che per fortuna qui in Italia sta trovando un'applicazione molto estesa: l'uso delle microdosi con gli oli essenziali. Se con le piante la diluizione apporta vantaggi relativi, con l'aromaterapia la microdose favorisce finalmente un uso per via orale che, con gli oli, è sempre stato visto con molta prudenza. La distillazione di una pianta aromatica fa ottenere rimedi con una intensa concentrazione di principi attivi, tossici ad alte dosi e a volte anche un po' irritanti per le mucose.
E così, ad esempio, l'utilizzo in terapia dell'olio essenziale di origano, uno degli antibiotici più potenti in natura, con un ampio spettro d'azione, viene limitato a causa dei suoi effetti irritativi locali. La microdose degli oli ci fa superare completamente questi problemi e utilizzare delle diluizioni che possono essere date tranquillamente per via orale, con effetti clinici peraltro molto interessanti. 15/01/2008 - Bibliografia: Il farmacista 16/03/07 "Terapia a piccole dosi"

http://www.farmaciadimuria.it/3livello_dettaglio_new.asp?id=2730

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900 Studies Show Statin Drugs are Dangerous  -  900 Studi illustrano che le Statine  sono pericolose
A new paper cites nearly 900 studies on the adverse effects of HMG-CoA reductase inhibitors, also called statins, which are a class of drugs widely used to treat high cholesterol. The review provides the most complete picture to date of reported side effects of statins.
Muscle problems are the best known of statin drugs' adverse side effects, but cognitive problems and pain or numbness in the extremities are also widely reported. A spectrum of other problems, ranging from blood glucose elevations to tendon problems, can also occur as side effects.

The paper summarizes powerful evidence that statin-induced injury to the function of the body's energy-producing cells, called mitochondria, underlies many of the adverse effects that occur to patients taking statin drugs. Statins lower levels of coenzyme Q10, a compound central to the processes of making energy within mitochondria and eliminating dangerous compounds called free radicals.
Higher statin doses and more powerful statins are linked to greater risk of developing side effects.
Sources: Eurekalert January 26, 2009  +  American Journal of Cardiovascular Drugs 2008;8(6):373-418

 


La Vaccinazione e' la
Mutilazione Rituale del Sistema Immunitario degli esseri viventi
GRAVI PERICOLI da VACCINI e FARMACI   +   
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Campaign Against Fraudulent Medical Research  (Campagna contro le frodi nelle ricerche Mediche
 

 

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