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Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
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Gran Bretagna,
Londra - 90 mila decessi per errori sanitari
- 29 novembre 2007
Farsi ricoverare ''e' rischioso come fare il
bungee jumping''. E' quanto emerge da una
ricerca secondo la quale negli ospedali
britannici oltre 90 mila pazienti muoiono e la
salute di quasi un milione di essi viene
gravemente danneggiata ogni anno a causa di
errori. Lo studio condotto da Trevor Sheldon e
pubblicato sul British Medical Journal rivela
che questo tipo di problemi colpisce tra l'8,7
ed il 10% di tutte le degenze ospedaliere e che
nella meta' dei casi si tratta di errori che si
possono evitare. Sheldon ha esaminato le
cartelle mediche di un ospedale nell'arco di sei
mesi e sostiene che i dati cosi' ottenuti
possono essere rappresentativi dell'intera
nazione. Tra gli errori elencati dallo studioso
vi sono la mancata somministrazione di
fludificanti del sangue a pazienti a rischio di
emboli, ritardi nella diagnosi di un tumore. (Agr)
Tratto da: il Secolo XIX
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Cinquemila morti
ogni anno per errori cognitivi dei medici - (Italy)
E' stato presentato
al CNR di Roma il volume curato dalla Fondazione
Smith Kline "La dimensione cognitiva
dell'errore in medicina" realizzato nel
contesto di un più ampio progetto che la
Fondazione Smith Kline dedica al tema delle
decisioni in medicina e sanità e che comprenderà
altre iniziative editoriali e programmi
formativi universitari e di educazione.
Trentaduemila casi ogni anno : sono questi i
numeri indicativi, messi in evidenza, delle
morti in ospedale causate da errori medici: il
2,5% circa del totale dei decessi in Italia,
secondo i dati Istat.
Più dei morti per incidenti stradali. Si tratta
di una stima rozza, certo, ma comunque
rivelatrice di una situazione cui è necessario
far fronte. Soprattutto se si considera che a
questa cifra vanno aggiunti 300mila casi di
danni alla salute, più o meno gravi (circa il 4%
del totale dei ricoveri); che il danno economico
provocato dagli errori si aggira intorno ai 260
milioni di euro all'anno solo per il
prolungamento dei tempi di degenza e che molti
errori, non avendo conseguenze manifeste e
riconoscibili, non vengono individuati.
Ma c'è di più: 1 su 6 di questi errori, circa
5.000, non è dovuto a negligenza, a incompetenza
o a mancanza di conoscenze tecniche, bensì alla
fallibilità del ragionamento umano: si chiamano
errori cognitivi e le possibili soluzioni sono :
formazione, lavoro in team e simulazione delle
emergenze, come in aeronautica. "Gli errori
cognitivi - ha spiegato il dr. Vincenzo
Crupi, ricercatore al Dipartimento di Scienze
della Cognizione e della Formazione
dell'Università di Trento e al Laboratoire de
Psychologie Cognitive dell'Università di
Marsiglia - si verificano nel selezionare e
nell'elaborare le informazioni rilevanti per
prendere decisioni. Non si tratta insomma di
errori dovuti, per esempio, all'impiego
inappropriato di uno strumento oppure a un
disguido organizzativo. Per questo anche gli
specialisti più competenti possono commetterli".
"Nonostante conoscano il calcolo della
probabilità e la statistica - ha aggiunto il
prof. Gian Franco Gensini, presidente della
Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà
di Medicina dell'Università di Firenze - i
medici, nell'affrontare problemi decisionali
complessi con limitate disponibilità di tempo,
si affidano a scorciatoie mentali che producono
errori sistematici e prevedibili, con
conseguenze rilevanti sulla pratica clinica".
Decidere, infatti, non sempre è facile,
soprattutto in condizioni di rischio e di
incertezza. "I medici, come gli analisti
finanziari - ha spiegato il prof. Matteo
Motterlini, docente di Teoria delle decisioni
all'Università San Raffaele di Milano nella
prefazione del volume - hanno bisogno di
raccogliere informazioni per ridurre
l'incertezza, valutare ipotesi e considerare
l'utilità degli interventi che ne conseguono.
Essi devono capire, insomma, quale importanza
dare ai diversi possibili scenari e agli esiti
della propria azione. Ma nell'integrare tutti
gli elementi in vista di una decisione - ha
proseguito Motterlini - non siamo
'calcolatori' rapidi ed efficienti. Per questo è
importante imparare a riconoscere le condizioni
in cui siamo più esposti al rischio di
sbagliare. Gli errori cognitivi hanno
quindi cause specifiche e possono essere
prevenuti o corretti".
"Dal punto di vista della formazione, invece
- ha concluso il dr. Crupi - è opportuno
introdurre gli operatori, fin dagli studi
universitari, agli aspetti cognitivi della
decisione e dell'errore in ambito medico, come
già accade negli Stati Uniti".
Fonte: Salute Europa
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I farmaci sono 16,4% più letali
dei terroristi
L'11 settembre 2001 l'America aprì bruscamente
gli occhi di fronte a un nuovo tipo di pericolo: il terrorismo.
In quel
giorno persero la vita 2.996 persone, contando anche i passeggeri a bordo
dei quattro aerei di linea usati come armi di distruzione; in molti lo
considerano come il momento più tragico della storia degli USA. Quattro jet di
linea si schiantarono quel giorno. Ma cosa succederebbe se SEI jumbo jet
esplodessero ogni giorno negli Stati Uniti causando 783.936 morti all'anno ?
Non si tratterebbe di un'immane tragedia ? Beh, scordatevi pure il "cosa
succederebbe se" dato che questa tragedia sta accadendo proprio ora !
Più di
750mila persone perdono la vita ogni anno negli USA, ma non in seguito a degli
incidenti aerei: essi muoiono a causa di qualcosa di molto più comune e che
raramente viene percepito come pericoloso dall'opinione pubblica: la medicina
moderna.
Secondo il pionieristico studio "Death by
Medicine" pubblicato nel 2003 dai dottori Gary Null, Carolyn Dean, Martin
Feldman, Debora Rasio e Dorothy Smith, 783.936 persone negli Stati
Uniti muoiono ogni anno a causa di errori della medicina convenzionale,
l'equivalente di 6 incidenti aerei ogni giorno per un anno intero.
E che peso
danno i media a questa tragedia ?
Qual'è l'operato del governo per
evitare che la medicina moderna commetta questi errori ?
Dopo l'11 settembre, la Casa Bianca ha
istituito il Dipartimento per la Sicurezza Interna il cui compito è di
prevenire eventuali attacchi terroristici sul suolo americano; da allora,
milioni di dollari sono stati riversati nelle casse del nuovo ente (il
budget assegnato per il 2006 è di 34,2 miliardi di dollari, una cifra
leggermente minore rispetto ai 37,7 miliardi del 2003.
Stando alle cifre diffuse da Gary Null, dopo
uno studio che ha vistol'analisi dettagliata di migliaia di cartelle
cliniche , gli Stati Uniti sostengono ogni anno costi per 282 miliardi di
dollari a causa di morti dovute a errori
medici o a malattie iatrogene
(dovute all'effetto nocivo di una terapia praticata per guarire un'altra
malattia). E si tratta di stime per difetto; infatti solo una piccola parte
degli errori medici viene riportata nelle cartelle cliniche:
probabilmente gli errori effettivi sono 20 volte maggiori di quelli segnalati, in
quanto i dottori temono rappresaglie in seguito al loro cattivo
operato.
Nonostante ciò gli Americani continuano a recarsi all'ospedale o
all'ambulatorio del loro medico ignari del pericolo a cui vanno
incontro: sanno che gli errori medici possono capitare, ma suppongono che questi
siano degli eventi isolati e casuali. Sfortunatamente, accettando le
terapie della medicina tradizionale, i pazienti scelgono volontariamente di andare
incontro alla principale causa di morte in America.
Una rapporto datato 1995 riguardo alle
malattie iatrogene ipotizza che"oltre un milione di pazienti ogni anno
subisce ferite negli ospedali americani, e approssimativamente 280mila di
essi muore in seguito ai danni subiti.
Il numero di morti iatrogene fa
sembrare irrisorio il tasso annuale di mortalità sulle strade (circa 45.000 ogni
anno), e neppure i decessi relativi a tutti gli altri tipi di incidenti
raggiungono una cifra così elevata".
Questo studio fu pubblicato 10 anni
fa quando gli abitanti degli Stati Uniti erano 34 milioni in meno, e
dovevano ancora esplodere gli scandali delle
case farmaceutiche (Vioxx ad
esempio).
Oggi le spese sanitarie rappresentano il 15,5 % del prodotto
interno lordo degli USA, vale a dire 1.400 miliardi di dollari per il
2004.
Dunque, visto che gli Americani spendono così
tanto per la tutela della loro salute dovrebbero ottenere dei servizi e dei
prodotti di alta qualità, giusto ?
Sfortunatamente non è proprio così.
Secondo la pubblicazione Death By Medicine, dei 783.936 decessi dovuti ogni
anno a errori della medicina tradizionale circa 106.000 sono causati
dall'abuso di farmaci con prescrizione medica obbligatoria, e si tratta
anche in questo caso di approssimazioni verso il basso. Alcuni esperti
stimano che questo numerodovrebbe avvicinarsi alle 200mila unità, visto
che molti casi di intolleranza verso questo tipo di farmaci non
vengono segnalati.
Oggigiorno gli Americani sono abituati a
risolvere i loro problemi nel modo più rapido possibile, anche quelli riguardanti
la salute, e perciò fanno forte affidamento sulla prescrizione di
medicinali per guarire da qualsiasi malattia. Per ogni disturbo, reale o
immaginario, c'è di sicuro qualche costoso farmaco che è in grado di curarlo; ed
è ancora più sicuro che il farmaco scelto abbia diversi effetti
collaterali.
Il problema è che i medicinali con
prescrizione medica obbligatoria non curano malattie: semplicemente ne attenuano i
sintomi. I medici generici statunitensi prescrivono delle cure
"allopatiche", il che significa focalizzarsi più sulla malattia che sulla
salute. Infatti la prescrizione eccessiva di farmaci mira a curare le malattie
invece di prevenirle, e, dato che oggi esistono pressoché infinite tipologie
di medicinali, anche le reazioni allergiche ad essi sono tutte molto
comuni; questa situazione è poi direttamente collegabile ai 106.000 decessi
che avvengono ogni anno a causa dei farmaci (si tratta sempre di una stima per
difetto).
Considerate poi che queste cifre risalgono al periodo precedente
allo scandalo Vioxx: il farmaco inibitore Cox-2 (commercializzato in seguito)
avrebbe, in definitiva,
causato la morte di altre decine di migliaia
di persone.
La Medicina è un settore altamente competitivo
e ad alta redditività: ebbene, non dovrebbe esserlo. La ricerca di Gary Null cita i 5 principali aspetti della salute che la medicina
tradizionale ignora in favore del Dio Denaro: stress, mancanza di attività fisica,
eccessiva assunzione calorica, cibo eccessivamente trattato , esposizione
all'inquinamento ambientale.
Sono questi fattori a causare la cattiva salute
degli Americani, che poi corrono del dottore per chiedere una cura. Ma il
dottore in questione, al posto che cercare di risolvere le cause che originano il
malessere (per esempio far seguire al paziente un regime di dieta e di
attività fisica costante), si limiterà a imbottire il paziente di farmaci
per coprirne i sintomi.
Partendo da queste diagnosi completamente errate non
c,è da meravigliarsi di come molti americani muoiano a causa dei
medicinali: assumendo farmaci essi non stanno meglio, semplicemente vengono
temporaneamente alleviati i sintomi della loro malattia.
Non tutti i dottori sono d'accordo con questo
tipo di "cure": molti di loro infatti sono infuriati (così come dovrebbe
esserlo l'opinione pubblica) per il comportamento della Scienza Medica,
accusandola di essere "in vendita al miglior offerente", che corrisponde quasi
sempre alle case farmaceutiche.
E chi, in un ospedale o nello studio di un
medico, ha visto una singola penna, un bloc-notes o un solo post-it senza
il logo di qualche farmaco ?
Gli esperti di medicina sostengono che la
quantità di richieste fatte dai pazienti per un particolare farmaco non
influenza il numero di ricette mediche emesse per il farmaco stesso; le
case
farmaceutiche ribadiscono che i loro spot sono "educativi" per i
consumatori, i quali sono convinti che la Food And Drug Administration esamini tutte le
pubblicità e permetta che solo i messaggi più sicuri e responsabili
raggiungano il pubblico.
E' un meccanismo davvero intelligente: le case
farmaceutiche incoraggiano i cittadini ad acquistare farmaci, questi ultimi
chiedono ai loro medici generici di prescriverli, e i dottori
accondiscendono tranquillamente alle loro richieste. Tutti contenti, vero ? Non
proprio, dato che il numero di morti causate dei farmaci continua ad
aumentare.
Sembra che il pubblico creda davvero che i
farmaci pubblicizzati in tv siano assolutamente sicuri, nonostante i numerosi
effetti collaterali (dalla diarrea fino alla morte) elencati nei vari
spot; essi si sentono dunque giustificati a
chiedere qualsiasi prescrizione medica
dell'ultimo prodotto visto in tv: sicuramente sarà innocuo
altrimenti non avrebbe potuto essere pubblicizzato.
Ricordate tutte le pubblicità
che annunciavano le meraviglie del Vioxx ?
Quante vite si sarebbero potute risparmiare se i
pazienti non avessero saputo di questo prodotto
per poi richiederne la prescrizione al proprio medico ?
Ma queste non sono le uniche strategie di
marketing utilizzate dall'industria farmaceutica per influenzare la
medicina: Gary Null cita una notizia data dalla ABC secondo la quale le
case farmaceutiche spendono ogni anno oltre 2 miliardi di dollari per invitare
medici ad oltre 314.000 eventi, conferenze ecc.
Così mentre i dottori
approfittano dei loro soldi e dei molti benefici che derivano dal
partecipare a questi "eventi", sarà molto difficile che essi mettano in dubbio la
validità dell'industria farmaceutica stessa e dei suoi prodotti.
Ovviamente non tutti i dottori sono nelle mani
(o meglio, nelle tasche) delle case farmaceutiche.
Ad alcuni la situazione attuale non sta per
niente bene, soprattutto nell'interesse degli inconsapevoli pazienti.
Esistono dei conflitti d'interesse giganteschi tra l'opinione
pubblica, la comunità medica e l'industria farmaceutica, e a farne le spese
sono i comuni cittadini che, tra l'altro, sono anche i meno informati su
questo argomento.
Ecco perché il settore farmaceutico continua ad essere un
business da migliaia di miliardi di dollari.
I miseri fallimenti del sistema sanitario
statunitense non sono però da addebitare esclusivamente ai farmaci; le morti
in degenza e quelle causate da malnutrizione raggiungono infatti
singolarmente cifre più elevate rispetto a quelle per allergia ai farmaci; il
problema è più radicale e profondo, e non è risolvibile se non tramite
cambiamenti drastici per quanto riguarda la gestione del denaro e l'etica
all'interno della sanità pubblica.
La prima problematica, "il denaro" è la
ragione principale per cui il settore sanitario difficilmente cambierà.
Prescrivere più farmaci e raccomandare più interventi chirurgici
significa maggiori profitti; far sì che la Food And Drug Administration approvi un
numero sempre maggiore di farmaci, a prescindere dalla loro effettiva
sicurezza, significa più soldi per l'industria farmaceutica.
Per come è organizzato attualmente il sistema
sanitario, difficilmente le case farmaceutiche e i medici generici
rinunceranno a guadagnare un sacco di soldi, anche se l'effetto collaterale è
rappresentato dalla morte di centinaia di migliaia di persone. Anche nei
casi più drastici di farmaci che si rivelano addirittura mortali, tutte le
controparti coinvolte hanno sempre un capro espiatorio: le case farmaceutiche
possono incolpare la Food and Drug Administration per aver approvato il loro
prodotto e i medici generici per averlo prescritto in quantità eccessive; i
dottori scaricheranno la responsabilità sui pazienti stessi,
accusandoli di aver chiesto la prescrizione del farmaco incriminato senza
un,adeguata valutazione dei rischi connessi.
Ultimamente sta assumendo sempre più
importanza anche la problematica "etica" di questa situazione.
In termini
pratici, con etica intendiamo l'insieme delle regole e delle linee guida
morali che governano il modo di operare di persone o di determinate
professioni. Alcuni principi etici sono radicati fin dalla nostra infanzia, altri
invece vengono creati specificatamente.
Ad esempio, in tutte le
facoltà di medicina i neo-dottori prestano il
Giuramento di Ippocrate in una
forma moderna: alcune versioni sono identiche tra loro, e comunque nessuna
include la possibilità di tralasciare la cura medica migliore in favore
di quella che garantisce un maggior ritorno economico.
La ricerca "Death by Medicine" cita un,altra
notizia data dall'ABC: i risultati delle sperimentazioni cliniche
finanziate dalle case farmaceutiche mostrano un 90% dei casi in cui il farmaco in
oggetto viene percepito come efficace; ricerche analoghe non finanziate
dalle case farmaceutiche portano a un risultato di gran lunga inferiore, vicino
al 50%. "Sembra che i soldi non possono comprarti l'amore, però possono
comprarti qualsiasi risultato scientifico tu voglia" scrivono Null e il suo
team di ricercatori.
Il governo statunitense investe ogni anno più
di 30 miliardi di dollari per la sicurezza interna, una spesa che
sembrerebbe giustificata. Ebbene, dal 2001 sono morte 2.996 persone a causa del
terrorismo negli Stati Uniti, tutte negli attentati dell'11 settembre.
Nello
stesso periodo, 490mila persone hanno perso la vita a causa
dell'utilizzo di farmaci, senza considerare lo
scandalo Vioxx; ciò significa che i farmaci
negli USA sono almeno del 16,4% più letali del
terrorismo.
E ribadiamo, si tratta di stime per
difetto.
Un numero più realistico, includendo
nell'analisi anche i medicinali venduti senza
prescrizione medica, rende il consumo di farmaci
del 32% più mortale del terrorismo.
Ma la
prospettiva fornita da "Death by Medicine" è
anche più ampia: questa percentuale arriva fino
al 104,7% se consideriamo anche la medicina
tradizionale (e quindi gli errori medici, gli
interventi chirurgici non necessari ecc.).
Nonostante ciò i soldi e l'attenzione del
governo non vengono assolutamente impiegati per
riformare la sanità pubblica.
Una grossa parte dei fondi per la sicurezza
pubblica non potrebbe essere spesa in modo
migliore ?
Ad esempio destinandola al rinnovamento di un
insoddisfacente sistema sanitario Americano, che
rappresenta la principale causa di morte negli
USA ?
Non potremmo lasciar perdere i vari Allarmi
Rossi, Arancioni ecc, e occuparci di definire
delle linee guida più precise per la
ricerca medica e i farmaci ?
Non stiamo affermando che il terrorismo non è
un problema, specialmente per una nazione
importante come gli Stati Uniti; non stiamo
dicendo che le persone morte l'11 settembre non
hanno importanza e sono state uccise
ingiustamente dai terroristi. Il fatto è che in
America ci sono cose molto più pericolose del
terrorismo e che invece sono falsamente
descritte come sicure e salutari quando in
realtà sono addirittura letali.
Al momento la corruzione nel sistema
farmaceutico e nella sanità pubblica rappresenta
una minaccia molto più grande del terrorismo per
la salute, la sicurezza e il benessere degli
Americani.
Se l'Amministrazione Bush vuole davvero salvare
delle vite, moltissime vite è sufficiente che si
occupi della guerra chimica dichiarata contro
gli Americani da Big Pharma
By Jessica Fraser
Fonte:
www.newstarget.com
Link:
http://www.newstarget.com/009278.html
vedi anche:
www.vitarubata.com
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Reazioni avverse dopo Tamiflu: segnalazione
della FDA e dell'EMEA
Ecco un estratto della segnalazione della
FDA (Food and Drug
Administration, ente federale americano che
regola l'immissione in commercio e la sicurezza
dei farmaci e degli alimenti):
"What are the
important safety issues and adverse events ?
When Tamiflu was studied in clinical trials as
treatment for children with influenza, children
taking Tamiflu experienced similar side effects
as children not taking Tamiflu. Serious side
effects were not identified. The most common
side effects observed in both the treatment and
prophylaxis trials were nausea and vomiting. In
these trials, a small number of children stopped
taking their Tamiflu because of nausea and
vomiting or other adverse reactions.
In the safety
review mandated by the BPCA, a number of adverse
event reports were identified associated with
the use of Tamiflu in children 16 years of age
or younger. These adverse event reports were
primarily related to unusual neurologic or
psychiatric events such as delirium,
hallucinations, confusion, abnormal behavior,
convulsions, and encephalitis.
These events were reported almost entirely in
children from Japan who received Tamiflu
according to Japanese treatment guidelines (very
similar but not identical to U.S. treatment
guidelines).
The review identified a total of12 d eaths in
pediatric patients since Tamiflu's approval.
All of the pediatric deaths were reported in
Japanese children. In many of these cases, a
relationship to Tamiflu was difficult to assess
because of the use of other medications,
presence of other medical conditions, and/or
lack of adequate detail in the reports.
The review also
identified severe skin reactions (like
allergic reactions) in some pediatric patients.
These events were not all reported in Japanese
children and have also been reported in adults.
Severe skin reactions in all age groups are
currently being reviewed in more detail."
NB: il
grassetto è del curatore
Ecco il link al documento dell'
EMEA (riportato dalla Banca Dati
Giofil)
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BAMBINI e PSICOFARMACI
(altri 13 bambini uccisi dai farmaci)
ADHD: un altro psicofarmaco per l'infanzia
ritirato dal commercio
La Abbott Laboratories ha dichiarato di aver
cessato la produzione di un proprio farmaco
stimolante del sistema nervoso centrale - il
Cylert (principio attivo "pemolina") - in quanto
gravato da epatotossicità.
Questo farmaco psicoattivo - introdotto in
commercio in USA nel 1975 - è correntemente
utilizzato in fascia pediatrica per la cura
dell'ADHD,
la nota e contestata "Sindrome da Iperattività e
Deficit di Attenzione".
La Food and Drug Administration - organo
sanitario di controllo in USA - aveva ricevuto
163 segnalazioni per reazioni avverse, tra le
quali decine per insufficienze epatiche acute a
carico di pazienti in trattamento a normale
dosaggio terapeutico: 13 di essi erano morti
o erano stati comunque costretti ad immediato
trapianto di fegato per scongiurare la morte.
Il rischio di insufficienza epatica tra le
persone sottoposte a terapia a base di Cylert
era infatti da un minimo di 4 ad un massimo di
17 volte superiore rispetto a quello della
popolazione generale. In passato, già la Gran
Bretagna ed il Canada avevano ritirato il
farmaco dal commercio a causa di un non
favorevole rapporto rischio-beneficio.
Nel settembre 1997 il Committee on Safety of
Medicines inglese espresse il seguente giudizio
sul Cylert: “l’evidenza di efficacia della
pemolina nel trattamento della sindrome
ipercinetica è limitata.
Poiché c’è un significativo rischio di grave
tossicità epatica, che può risultare anche
fatale, il CSM ritiene che i rischi del
trattamento con pemolina superino i benefici”.
Anche Public Citizen, un associazione di
consumatori americana, chiese a più riprese il
ritiro dal commercio del farmaco.
La multinazionale del
farmaco reagì alle accuse solo ad inizi
2005, dichiarando che "probabilmente sarebbe
cessata la commercializzazione dello
psicofarmaco in quanto le vendite non risultano
elevate". Nel frattempo, le autorità di
controllo sanitaria USA e di altri paesi
(inclusa l'Italia), hanno
sottovalutato per anni questi rischi.
L'AIFA - l'associazione genitoriale dichiaratasi
a favore della somministrazione di psicofarmaci
ai bambini, e con essa il dott. Zuddas
(Università di Cagliari), vero e proprio "sponsor"
della soluzione farmacologica - si sono in più
riprese espressi a favore di questo prodotto,
citandolo sui rispettivi siti come utile per la
cura dell'ADHD, e dichiarando "... hanno
dimostrato la loro efficacia sia nei bambini e i
ragazzi che negli adulti, il metilfenidato (Ritalin),
la destroanfetamina (Dexedrine o Dextrostat) e
la pemolina (Cylert)...".
Il Comitato Giù le Mani dai Bambini aveva
per contro già in più occasioni denunciato
l'alto profilo di rischio di questo
psicofarmaco. La notizia del significativo
provvedimento di ritiro dal commercio giunge a
solo una settimana di distanza dall'inserimento
sul foglio illustrativo di un altro noto
psicofarmaco per l'ADHD (Strattera)
dell'avvertimento circa le ideazione suicidarie
(rischio di induzione al suicidio) derivante
dalla somministrazione del prodotto su bambini
ed adolescenti.
Luca Poma - Portavoce Nazionale di
GiùleManidaiBambini - ha dichiarato: "siamo
molto preoccupati per il susseguirsi di queste
notizie: la superficialità con la quale da parte
di alcuni si sono promozionate con eccessiva
superficialità terapie decisamente pericolose
per la salute pubblica, specie per i bambini,
dovrebbe essere ora posta sotto l'attenzione
della magistratura, con grande vigore. Chi si
erige a 'sponsor' di prodotti pericolosi
dovrebbe ora essere chiamato a rispondere per i
danni che anche indirettamente ha contribuito a
creare".
Per maggiori informazioni:
Comitato GiùLeManidaiBambini +
www.vitarubata.com
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