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La tragica notizia dei
militari italiani morti di leucemia ed altre
malattie causate, si dice impropriamente e falsamente, dall'uso di
proiettili all'uranio impoverito durante la guerra dei Balcani,
è circolata su tutti i giornali italiani tra la fine di
dicembre del 2000 e l'inizio di gennaio del 2001.
Ora i soldati italiani ammalati sono circa 270 (anno 2002),
513 (anno 2006 e continuano ad ammalarsi....) i morti sono ad saliti ad
oltre una cinquantina, e si registrano 10 casi di figli nati con
gravi deformazioni.
ULTIME info ufficiali al 20/09/07, su
morti
e
malati
fra i
militari (circa 170 giovani gia' morti - oltre
2.600
giovani si sono gia' ammalati ) !!! Ed
aumenteranno ancora di piu...purtroppo, perche' sono tutti
super vaccinati ....
1427
di questi militari
ammalati e/o morti NON si e’ MAI recato in zone di guerra,
ne' e' stato a contatto con Uranio impoverito ! ! e' una
strage di stato.....!
Il personale non militare
(non vaccinato) che si e’ recato nei
Balcani, pur essendosi
trovato nelle zone bombardate, NON ha avuto i problemi dei
militari.
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini
?
Comunicato Stampa del Dic. 1995 Universo Bambino per
Mutazioni Genetiche da Vaccino
+
Interrogazione Parlamentare
+
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
COMMISSIONE SENATORIALE di
INCHIESTA sull'URANIO IMPOVERITO e su ALTRE CAUSE di
NOCIVITÀ per i NOSTRI MILITARI -
Audizione del 26 LUGLIO 2007
NOBILE prof. Franco:
Ringrazio la gentile Presidente
insieme a tutta la Commissione e in particolare il sen.
PAOLO AMATO per avermi invitato a questa audizione. Sono un
oncologo, specialista del S S N in pensione e libero
docente dell’Università di Siena, dove ho solo depositato la
mia docenza in Semeiotica chirurgica conseguita a Roma, come
prescrive la legge senza mai ricoprire incarichi
universitari.
Sono il presidente della sezione di Siena della Lega
italiana per la lotta contro i tumori (per brevità Lega
Tumori), una ONLUS che svolge attività di prevenzione
oncologica sia primaria che secondaria.
(www.Legatumori.siena.it)
Per prevenzione primaria si
intendono l’informazione e l’educazione sanitaria. Per
prevenzione secondaria si intende la diagnosi precoce del
cancro. Infatti quanto più riusciamo ad anticipare la
diagnosi di tumore tanto maggiori saranno le possibilità di
curarlo con successo. Fra le varie categorie di cittadini
controllate da Lega Tumori nel suo Centro “Prevenzione” di
Siena ci sono anche i corpi armati dello Stato (Polizia, CC,
Finanza, Esercito) e tra questi la Brigata Paracadutisti “Folgore”
verso la quale, mediante una convenzione stipulata con il
Comando di Brigata di stanza a Livorno, da molti anni
vengono svolte attività di prevenzione primaria e secondaria
(ALLEGATO 1) in accordo con la Sanità Militare. Un doveroso
e sentito ringraziamento per la collaborazione a tutta la
Brigata “Folgore” e in particolare al suo attuale
comandante, generale Maurizio Fioravanti, che era il
colonnello comandante del 186° reggimento all’inizio delle
nostre indagini preventive.
Nel quadro di questi
controlli, convenzionati e volontari appena cominciarono a
diffondersi le notizie circa i possibili rischi di
contaminazione con Uranio Impoverito impiegato a scopi
bellici abbiamo rivolto le nostre indagini di prevenzione
oncologica anche in tale direzione. All’ALLEGATO 2
riportiamo uno schema esplicativo sull’Uranio Impoverito.
A Siena sono di stanza
oltre
600 paracadutisti della “Folgore” inquadrati nel 186°
Reggimento reduci da diverse missioni nei Balcani, in Iraq,
in Somalia, a Timor Est, in Albania, in Afghanistan ed
attualmente operativi in Libano, che per circa due anni sono
stati sottoposti da Lega Tumori ad esami clinici, di
laboratorio ed ecografici, compresa la ricerca dell’Uranio
Impoverito nei liquidi organici con lo spettrometro di
massa.
L’impostazione, lo svolgimento e le conclusioni di
tali indagini sono contenute sia nel volume “La
prevenzione oncologica nei reduci dai Balcani” che si
allega anche nella sua recente versione in inglese (ALLEGATI
3 e 3 BIS), sia nella mia audizione del 22 settembre 2005
presso la Commissione parlamentare di inchiesta della
precedente legislatura, consultabile su Internet.
Riassumendo, le nostre
indagini tecnico-scientifiche, hanno escluso la presenza di
danni attualmente evidenziabili con le tecniche usate e
riconducibili a tossicità chimica e/o a contaminazione
radioattiva da Uranio Impoverito in tutti i soggetti
esaminati.
E’ stata altresì eseguita un’indagine sui territori
Kosovari colpiti in base ad una mappatura fornitaci dalla
NATO (compresi alimenti, acque di falda, licheni in quanto
bioaccumulatori) che non ha evidenziato livelli tali di
rischio da assumere rilevanza sanitaria sotto i profili
tossicologico e radioprotezionistico (Per evitare equivoci
terminologici, peraltro frequentissimi, precisiamo che
l’inquinamento è dovuto a microrganismi, la tossicità è
dovuta a sostanze chimiche e la contaminazione è dovuta a
elementi radioattivi).
Aggiungiamo solo che
abbiamo costantemente tenuto al corrente delle nostre
indagini i diversi livelli della Sanità Militare, fino ai
Comandi Regionale e Nazionale.
Archiviato il problema
dell’Uranio Impoverito abbiamo continuato ed esteso i
controlli ai parà della “Folgore” sia perché contemplato
dalla citata convenzione con Lega Tumori sia per cercar di
dare una spiegazione a “quell’eccesso significativo di
linfomi di Hodgkin” riscontrato a suo tempo nei reduci dalla
commissione Mandelli (ALLEGATI 3 e 14).
Anche la precedente Commissione di inchiesta presieduta dal
sen. Franco non avendo ritenuto provata scientificamente la
responsabilità dell’Uranio Impoverito, a conclusione dei
suoi lavori invitava ad esperire ulteriori indagini.
Indagini, gioverà ricordare, tutt’altro che semplici o
facili sia per la cronica carenza di dati epidemiologici
certi, ed ufficiali nonché di un Registro Tumori per i
militari, sia per la accesa campagna mediatica tuttora
imperversante, per colpevolizzare emotivamente l’Uranio
Impoverito senza corrispondenti riscontri scientifici.
Ne
abbiamo disponibile una circostanziata documentazione
probante, dove figurano dati di morbilità e di mortalità
attribuiti all’Uranio Impoverito ma privi di riscontri
ufficiali, con disinvolte affermazioni su ricoveri mai
avvenuti negli Ospedali citati ed operazioni chirurgicamente
assurde.
Vi lasciamo immaginare le conseguenze psicologicamente
stressanti sui militari, in servizio e congedati e sulle
loro angosciate famiglie. E lo stress è dannoso per il
nostro sistema immunitario di difesa. In allegato troverete
un’interessante tesi di laurea dell’Università di Torino dal
titolo “Riconoscimento e gestione dello stress nelle
missioni di pace all’estero (ALLEGATO 13).
A tale proposito,
consentitemi di aprire una breve parentesi per fornirvi
qualche nozione di immunologia in modo da rendervi più
comprensivo possibile il proseguimento della nostra
audizione.
La nostra immunità
naturale, cioè scritta nel nostro codice genetico, cerca di
difenderci dalle malattie sviluppando sin dalla nascita una
serie di difese sia umorali (gli anticorpi) sia cellulari (i
linfociti). Queste sentinelle naturali, umorali e
cellulari, appena individuano un agente estraneo, cioè
diverso dalle cellule del proprio corpo, lo riconoscono come
un potenziale nemico (allarmi, c’è un antigene!) e lo
attaccano per renderlo inoffensivo. Dopo la vittoria, le
sentinelle umorali e cellulari restano in servizio
permanente effettivo verso l’antigene debellato per
respingerne eventuali contrattacchi. L’esempio più comune è
l’immunità acquisita verso le malattie esantematiche: quando
le difese immunitarie naturali del bambino vengono a
contatto con gli antigeni, per esempio con i virus del
morbillo presenti nel suo ambiente di vita lo attaccano con
le proprie sentinelle immunitarie. E così il bambino, vinta
da solo la battaglia, guarisce e acquisisce l’immunità verso
il morbillo per tutta la vita. Anche il sistema immunitario
fa parte dell’organismo in via di sviluppo di un bambino e
quindi, venendo continuamente stimolato dagli agenti
patogeni (cioè dagli antigeni) si rafforza e arriva a
maturazione.
La vaccinazione consiste
nel creare nuove sentinelle in maniera non dannosa per
l’organismo, in modo da averle già pronte a combattere i
futuri nemici: la prevenzione dei loro danni è appunto la
profilassi vaccinale delle malattie.
Ad esempio, per vaccinare
contro il vaiolo, se ne iniettano i virus resi inoffensivi o
attenuati con vari procedimenti, in modo che perdano il loro
potere patogeno ma conservino il loro potere antigene, cioè
la facoltà di stimolare la produzione di anticorpi e altri
meccanismi di difesa specifica. Per cui pur senza
“ammalarsi” (tra virgolette) apparentemente di vaiolo, si
acquisisce l’immunità contro il vaiolo per tutta la vita.
Sembrerebbe però che le
cose non vadano sempre così lisce. Infatti qualche sistema
immunitario, stimolato in maniera innaturale con
l’iniezione di un vaccino (con tutti gli annessi e connessi)
potrebbe reagire in maniera altrettanto innaturale o,
quanto meno, imprevedibile, anche a medio e a lungo termine.
Ad esempio a seguito dello stimolo artificiale di un
vaccino, anziché naturale come quello di un germe
“ruspante”, qualche sistema immunitario forse geneticamente
predisposto potrebbe confondersi e non riuscire più a
distinguere l’amico dal nemico, innescando una serie di
reazioni indesiderate perché dannose.
Reazioni che possono andare dall’ignorare completamente i
segnali di pericolo perché è stato depresso, cioè disarmato,
fino ad attaccare addirittura le cellule del proprio corpo,
rendendolo vulnerabile alle cosiddette “malattie autoimmuni”
(come certe tiroiditi, la sclerosi multipla, l’eritema
nodoso il lupus, l’artrite reumatoide, il diabete, la
neurite ottica ecc.) nonché probabilmente a certi tipi di
tumore, i linfomi e le leucemie, di cui parleremo più
avanti.
Non vorrei buttare il
sasso in uno stagno, peraltro più vasto di un Oceano, ma
sono sempre di più i ricercatori che attribuiscono a queste
immunodeficienze, provocate dalle estese campagne vaccinali,
non solo l’aumento delle allergie ma anche delle malattie
autoimmuni, provocate dalla disorganizzazione del sistema
immunitario disturbato dei vaccini.
La letteratura scientifica più recente (come sempre pro e
contro) sulla disabilitazione del sistema immunitario a
causa delle vaccinazioni, soprattutto nei riguardi dei
vaccini geneticamente modificati (Allegato 7) potrebbe
consigliare di adottare almeno qualche principio di
precauzione.
Chiudo la parentesi e torno alle nostre ricerche,
informandoVi che nell’ALLEGATO 9 abbiamo compilato un
succinto glossario circa i termini scientifici ricorrenti in
questa relazione, perché talvolta risultano astrusi perfino
a qualche addetto ai lavori medici.
Sulla scorta delle più
aggiornate acquisizioni scientifiche circa i rapporti tra
situazione immunitaria e insorgenza di certe patologie anche
neoplastiche abbiamo ritenuto opportuno proseguire le nostre
indagini di oncologia preventiva per verificare se eventuali
modificazioni dei poteri immunitari di difesa nei nostri
soldati potessero predisporli a contrarre certe patologie
autoimmuni, da quelle infiammatorie (ad esempio tiroiditi)
a quelle tumorali (ad esempio linfomi e leucemie).
In base a queste premesse
scientifiche e in base ai citati dati epidemiologici della
Commissione Mandelli (ALLEGATO 14) Lega Tumori, ha avviato a
proprie spese un’indagine nei militari (presentatisi
spontaneamente) sia rimasti sempre in patria sia reduci da
missioni all’estero per valutare se si fossero verificate
alterazioni immunitarie tali da renderli sensibili allo
sviluppo di certe patologie.
A proposito di tali spese, sentiamo il dovere di ringraziare
il munifico Monte dei Paschi di Siena sia come Banca che
come Fondazione per il loro sostegno finanziario e di
escludere categoricamente di aver mai ricevuto per
effettuare tali ricerche contributi e/o finanziamenti da
qualsiasi altro ente e/o istituzione, pubblico e /o privato.
Ministeri compresi.
I nostri legali stanno
esaminando il materiale documentale raccolto al fine di
tutelare la nostra onorabilità e quella della Lega Contro i
Tumori per adottare eventuali iniziative penali con
richiesta di risarcimento che destineremmo alle famiglie dei
militari.
In pratica il monitoraggio
immunologico è stato effettuato mediante il prelievo di 10
cc di sangue, con la compilazione di una scheda anamnestica
nel massimo rispetto della privacy .
Il nostro progetto si è
sviluppato su vari livelli sequenziali che riassumiamo
sommariamente restando a disposizione, insieme ai nostri
collaboratori, per eventuali approfondimenti tecnico
scientifici.
Il primo passaggio
dell’indagine è consistito nel ricercare nei soggetti
apparentemente sani (militari in servizio), mediante analisi
immuno-citofluorimetrica, eventuali deficit in alcune
sottopopolazioni linfocitarie (Linfociti T,B. e NK in
generale; poi cellule T Helper (CD4+) e cellule
citotossiche (CD8+), con memoria (HLA - classe I e II /
CD45RO, o di cellule attivate (FAS, FASL / CD25+ / CD63+).
Successivamente nei linfociti del sangue periferico sono
state esaminate: 1) la capacità citotossica antitumorale
(specifica e aspecifica) mediante test di citotossicità al
51Cr e 2) la capacità di produrre citochine
immunostimolanti e immunodepressive.
All’inizio i test sono
stati condotti su di un gruppo di 20 militari mai andati in
missione, e su un gruppo di 20 militari reduci da più
missioni. Comunichiamo a questa autorevole Commissione
ufficialmente e riservatamente questi risultati preliminari
perché ritenuti interessanti, pur nella loro ridotta
rilevanza statistica, in attesa di reperire i finanziamenti
necessari per proseguire le indagini in corso e raggiungere
così una maggiore significatività epidemiologica. Tra
l’altro il reggimento in oggetto si trova da qualche mese in
missione all’estero.
Queste prime analisi
condotte su un totale di 40 militari hanno evidenziato una
frequente alterazione immunologica che si manifestava con
una riduzione del rapporto nei linfociti T (CD3+) tra CD4+ e
CD8+ che in analogia a quanto succede nell’AIDS e nei
pazienti oncologici terminali era fortemente suggestiva di
immunodepressione.
Negli stessi soggetti è
stato poi osservato un aumento significativo della
percentuale di linfociti B (CD19/CD20) immaturi.
Si tratta di un atteggiamento simile a quello riscontrato in
pazienti esposti al virus Epstein Barr (EBV) un virus
oncogeno correlato nell’uomo alla eziopatogenesi di alcuni
linfomi.
Tali risultati preliminari
ci sono sembrati meritevoli di approfondimento, perché se
venissero confermati su più ampia scala, il loro
significato sarebbe quello che senza opportune misure
preventive i nostri militari in condizioni di
immunodepressione potrebbero essere esposti al rischio di
contrarre malattie, anche autoimmuni, e forse certi tipi
di tumore.
Cercando di limitare al
minimo indispensabile i riferimenti ai nostri protocolli di
ricerca di tutt’altro che facile comprensione perfino per
non tutti gli addetti ai lavori sanitari vi informiamo che,
per approfondire il progetto, sarebbe necessario aumentare
non solo la casistica (cioé il numero dei soggetti
controllati) ma anche le categorie (studiare i militari
alla partenza e al ritorno dalla prima missione e in
relazione al numero di missioni), oltre ad istituire
opportuni gruppi di controllo, compreso un gruppo di civili
della medesima fascia di età dei militari.
Il definitivo riscontro di
un eventuale deficit immunitario correlabile con la comparsa
di certe patologie (come ad esempio le tiroidi e i linfomi)
potrebbe aprire diverse possibilità operative:
1) scoprire e rimuovere le cause dell’alterazione
immunitaria riscontrata;
2) attivare delle procedure di follow up e
chemioprevenzione adeguate;
3) ricercare eventuali immunostimolanti (per esempio
interleuchine e interferoni) che siano in grado di
compensare il deficit immunitario verificatosi in certi
militari.
La nostra indagine, in
sintonia con le più avanzate ricerche scientifiche anche
internazionali nel settore delle immunodepressioni si avvale
della supervisione di famosi scienziati, come ad esempio il
prof. Giulio Tarro insigne virologo ed immunologo che ha
preso visione ed approvato la presente relazione (ALLEGATO
11) inviandomi questa risposta:
“Grazie per la bella
relazione che mi hai inviato e complimenti per la mirabile
stesura. Credo che l’impostazione sia corretta anche per la
nuova parte che riguarda la eventuale patologia indotta
dalle vaccinazioni soprattutto per la sequenza con cui sono
state somministrate ai militari in partenza per le missioni
di pace. Il Professore Hugh Fudenberg ha di recente
pubblicato alcune interessanti osservazioni sull’argomento,
anche sulla rivista di cui sono direttore responsabile (International
Journal of Clinic Investigation). Ovviamente sono
disponibile per qualsiasi impegno su questo tema anche
perché ho già svolto diverse relazioni sugli eventi avversi
da vaccini e quanto da me scritto ha costituito
giurisprudenza per i tribunali militari nelle cause di
risarcimento.”
Procediamo con forzata lentezza,
a causa delle croniche carenze finanziarie che affliggono la
ricerca scientifica nel nostro Paese e per far fronte alle
quali abbiamo rivolto un appello alle massime Autorità
Governative e Istituzionali compresa la Presidenza della
Repubblica (ALLEGATTI 10 e 10 Bis) che mi aveva conferito la
medaglia d’oro per gli studi sull’Uranio Impoverito
(ALLEGATO 10 Bis).
A questo punto delle nostre ricerche ci è sorta spontanea
la domanda Quale Causa (o concausa) ha potuto
provocare la caduta dei poteri immunitari di difesa nei
militari esaminati ?
Perché la loro normale
sorveglianza immunologica, ad esempio anche contro le
cellule cancerose, si sarebbe abbassata ?
E che cosa è riuscita a provocare un abbassamento tale
dell’immunoreattività da impedire il rigetto delle cellule
tumorali da parte del militare che le ospita ?
Abbiamo condensato negli
Allegati 6 e 7 una sommaria rassegna della letteratura
scientifica circa i rapporti tra immunologia e tumori,
restando a personale disposizione per eventuali chiarimenti.
Per la verità, anche nella
Commissione d’indagine della trascorsa legislatura si era
accennato a compromissioni immunologiche non meglio
precisate vedi la riunione informale dell’Ufficio di
presidenza del 19 gennaio scorso, dedicata alla questione
vaccini
(Allegato 5). Anche nell’avvio dei lavori dell’attuale
Commissione di indagine, forse a causa dell’indimostrata
(scientifica, non mediatica) responsabilità dell’Uranio
Impoverito, l’argomento è tornato sul tavolo. Vedasi ad
esempio la 4a seduta dell’11 aprile scorso di questa
onorevole Commissione.
Le nostre ricerche sulle
possibili cause dell’accertato turbamento delle difese
immunitarie hanno prioritariamente iniziato ad indagare su
quei farmaci che ci vengono somministrati sin dai primi mesi
di vita per potenziare proprio il nostro corredo
immunitario: vale a dire i vaccini.
Ci preme sottolineare
subito e con forza gli innegabili ed enormi progressi
compiuti contro le malattie infettive dopo la scoperta delle
vaccinazioni, il cui fine ultimo è l’eradicazione di
malattie devastanti come il vaiolo e la polio, mentre quello
intermedio è la loro prevenzione, individuale e/o di intere
popolazioni. Come oncologo, non posso non ricordare che
proprio grazie ai vaccini dell’ultima generazione quelli
cosiddetti personalizzati si vanno profilando successi
insperati nella terapia mirata dei tumori.
Diciamo subito che, come
per qualsiasi altro farmaco, occorre distinguere tra i
vaccini come tali dalle modalità con cui vengono
somministrati.
Vediamo prima il
vaccino come farmaco
riportando all’ALLEGATO 8 le vaccinazioni obbligatorie e
facoltative in Italia. Dall’epoca delle scoperte di Jenner e
di Pasteur ad oggi il dibattito pro e contro la profilassi
vaccinale ha assunto dimensioni oceaniche, anzi
interplanetarie e non riteniamo che in questa sede sia il
caso di addentrarvisi.
Pertanto consentitemi di dare per scontata l’innocuità dei
costituenti dei vaccini, anche se, in verità,
non lo sono con assoluta certezza.
Basti ricordare, per esempio, i sospetti avanzati
ricorrentemente sui vari componenti elencati nel foglietto
di accompagnamento (i cosiddetti “bugiardini”)
e che variano secondo le aziende: dagli antigeni vivi,
attenuati o uccisi, agli agenti coniugati, dai conservanti e
stabilizzanti, agli adiuvanti (per i quali per farli
“adiuvare” di più e prolungare l’effetto si ricorre a
metalli pesanti come il
mercurio (solo l’Italia
non l’ha ancora vietato) e l’alluminio,
pericolosi per la salute dei vaccinati) I metalli pesanti
sono tossici perché penetrano nell’organismo con cibi,
bevande, farmaci, aria respirata, per contatto e si
accumulano in ossa, fegato, rene, sistema nervoso e grasso,
bloccando importanti reazioni enzimatiche, alterando il
metabolismo e gli scambi energetici fino a provocare
malattie autoimmuni, tumori e malattie cronico-degenerative
come l’autismo, la sclerosi multipla, il Parkinson, l’Alzheimer.
Le intossicazioni più frequenti sono da piombo, arsenico,
cadmio, alluminio e mercurio. Gli ultimi due metalli sono
presenti come adiuvanti in diversi
vaccini.
Nell’Allegato 6 ne diamo una sommaria informazione
(sottolineando alcun i punti) rimarcando che eventuali
danni
da vaccini rappresentano un problema
comune a tutta la popolazione vaccinata, sia civile che
militare.
Ci sembra però che nel nostro Paese le competenti Autorità
sanitarie militari non siano orientate a ricercare,
raccogliere e quantificare tali danni in base all’obbligo
della loro denuncia (V. legge 210 del 1992 all’allegato 12)
come avviene per i civili né a catalogarli in appropriati
database, soprattutto per prevenirli. Ne parleremo più
avanti.
Siccome i termini linfoma e leucemia ricorrono
frequentemente, ve ne diamo una rapida spiegazione.
LINFOMI e LEUCEMIE
Il sistema linfatico è parte
essenziale del sistema immunitario di difesa ed è composto
dai linfonodi (circa 600) dalla rete dei canali linfatici,
dalle tonsille, dalla milza, dal timo e dal midollo osseo.
Le cellule più importanti del
sistema linfatico sono i linfociti, prodotti nel midollo
osseo e assicurano le difese con l’immunità, che può essere:
1) UMORALE = LINFOCITI B = maturano nei linfonodi e
producono gli anticorpi
2) CELLULARE = LINFOCITI T = maturano nel timo ed
evolvono in cellule di difesa
I LINFOMI sono i tumori maligni
del sistema linfatico, le cui cellule subiscono una
mutazione maligna per cause diverse e si moltiplicano
incontrollate, invece di morire alla fine del loro ciclo
vitale come avviene per le cellule sane con un processo
chiamato apoptosi.
I LINFOMI a carico dei linfociti B sono i LINFOMI DI
HODKIN (dal suo scopritore) e sono il 25%. Il restante 75%
sono i LINFOMI NON HODKIN (oltre 30 sottogruppi)
LA LEUCEMIA è il tumore maligno
dei globuli bianchi, prodotti nel midollo osseo, che non
riescono più a giungere a maturazione e si moltiplicano
tumultuosamente invadendo tutto l’organismo, distruggendo i
globuli rossi (anemia) e le piastrine (emorragie)
Veniamo ora alle
somministrazioni dei vaccini, nei militari cioè alle
modalità pratiche con cui si effettuano le vaccinazioni, che
possono differire secondo la sede, il personale addetto,
l’osservanza delle norme prescritte per la conservazione
dei vaccini alle temperature raccomandate (da sottozero a
temperatura ambiente) per la loro inoculazione (singola e/o
contemporanea) e per tanti altri fattori, come, solo a
titolo esemplificativo, il rispetto sia degli intervalli
obbligatori di tempo intercorrenti con le dosi di richiamo,
sia delle date di scadenza. Inoltre saranno state sempre
verificate l’interscambiabilità fra i prodotti di aziende
diverse nello stesso soggetto, nonché le eventuali reazioni
negative insorte in occasione di precedenti vaccinazioni,
anche durante la vita civile ?
A questo ultimo proposito in nessuna delle tante Schede
personali vaccinali volontariamente esibite a Lega Tumori
dai militati controllati è stata compilata la doverosa
anamnesi vaccinale, cioè quali vaccinazioni obbligatorie e
facoltative fossero già state effettuate dalla nascita fino
alla data dell’arruolamento e che al giorno d’oggi non sono
poche. Talvolta, per urgenti esigenze di servizio verrebbero
somministrate diverse dosi vaccinali ad intervalli di tempo
inferiori a quelli prescritti, come ha ammesso anche un
alto ufficiale dell’Esercito durante la sua audizione nella
citata riunione informale dell’Ufficio di Presidenza della
passata Commissione di inchiesta il 19.01.06. (Allegato 5)
A tale proposito gioverà ricordare che le prescrizioni
circa le dosi di vaccino, le loro vie, le loro tecniche ed
il loro calendario di somministrazione devono essere
osservate rigorosamente perché si raggiunga un effetto
prevedibile e valido. Tali prescrizioni risultano
determinanti per il successo della vaccinazione o per il suo
insuccesso, con relativi danni alla salute come risulta
dalla vastissima casistica mondiale in proposito ed alla
quale si rimanda anche via Internet.
Perché in USA quasi tutte le compagnie non assicurano più i
danni da vaccini ?
Riportiamo all’Allegato 6 i documentati legami tra certe
vaccinazioni e l’insorgenza di cancri, dalle leucemie ai
linfomi , di Hodgkin e di non Hodgkin. Probabilmente per
mettere le mani avanti in vista di eventuali conseguenze le
stesse aziende produttrici di vaccini dichiarano nei loro
foglietti illustrativi di non aver provveduto a testare e a
valutare la potenziale cancerogenicità dei vaccini
commercializzati. Nessuna azienda produttrice effettua
indagini a medio e a lungo termine per sapere se i vaccini,
che oggi sempre più spesso vengono prodotti geneticamente
modificati, possano rappresentare una concausa per
l’insorgenza di talune patologie o provocare mutazioni
genetiche. La formula pilatesca riportata nei “bugiardini” è
la seguente : “Non è stato
valutato per questo vaccino il potenziale carcinogenetico,
mutagenico e i potenziali danni sulla fertilità”.
Altre aziende usano più o meno la stessa dizione, magari
aggiungendo “di non aver fatto
studi a lungo termine neanche sugli animali”.
Anche il nostro Istituto
“Mario Negri” di Milano ha appurato che le vaccinazioni
antipolio e antibc facevano aumentare il rischio di
linfoma (LH e Non LH) (European Journal of Cancer
prevention del febbraio 2000).
Ma anche se segnalazioni
del genere si susseguono da parecchi decenni, mai sono
state correlate fra loro, e non solo non vengono svolti, ma
neppure richiesti studi approfonditi e metodologicamente
significativi. Anzi, a partire dagli anni ’90 questo genere
di pubblicazioni scientifiche sembrerebbe in diminuzione
come se nessuno volesse assumersi la responsabilità di porre
un così tremendo interrogativo sulla consolidata (e
remunerativa) pratica delle vaccinazioni di massa, civili e
militari, dell’ordine di diversi miliardi di dosi.
Siccome le precedenti
ricerche hanno impoverito il nostro bilancio di ONLUS più
dell’Uranio, ci auguriamo di ricevere dalle competenti sedi
istituzionali i finanziamenti necessari per meglio precisare
questa diminuzione dei poteri immunitari di difesa nei
nostri militari. Nel frattempo continuiamo a esaminare le
loro “schedule” vaccinali, che andrebbero tutte raccolte e
classificate, come ci sembra abbia proposto anche uno dei
Vostri consulenti in una passata audizione.
Concludendo con un’ultima
informazione. Le aziende produttrici dei vaccini hanno un
loro servizio di Farmacosorveglianza. Abbiamo consultato i
loro addetti ai lavori, che si sono dichiarati
cortesemente disponibili a collaborare.
I primi responsabili della
Farmacovigilanza di tali aziende personalmente interpellati
ci hanno dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni di
reazioni e/o di danni da vaccini nei militari. Nel settore
civile invece la sanità pubblica segnala diverse reazioni e
i conseguenti danni da vaccini, perché la loro denuncia alle
ASL è per legge obbligatoria per i medici, in base alla
legge n°210 del 1992 (Allegato 10). Tutte queste
segnalazioni del SSN confluiscono all’Istituto Superiore di
Sanità a disposizione pubblica.
Grazie per la cortese attenzione.
By Prof. Franco Nobile
(Siena - Italy) + vedi
Querela del Prof.
F. Nobile al maresciallo D. Leggiero (ex consulente
della Comm. Uranio Impoverito).
ELENCO ALLEGATI
1 - Convenzione tra Lega Tumori
della Toscana e Brigata Paracadutisti “FOLGORE”
2 - Schemi esplicativi
sull’Uranio Impoverito
3 - Volume “La prevenzione
oncologica nei reduci dai Balcani” di Franco Nobile.
3 bis - Stesso volume tradotto
in inglese con presentazione di Umberto Veronesi e Francesco
Schittulli
4 - Orientamenti in
immunologia di Giulio Tarro
5) - Testo stenografico della
riunione dell’Ufficio di Presidenza del 19.01.2006 della
Commissione sull’Uranio Impoverito presieduta dal sen. Paolo
Franco.
6 - Rassegna sui rapporti tra
vaccinazioni e tumori.
7 - Idem
8 - Vaccinazioni in Italia
9 - Glossario Immunologico
10 - Corrispondenza con la
Presidenza della Repubblica
11 - Curriculum vitae del prof.
Giulio Tarro
12 - Legge n. 210/1992 sugli
indennizzi per danni da vaccini e successive modifiche e
integrazioni
13 - Tesi di laurea Università
di Torino
14 - Relazione Mandelli
vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
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COMMISSIONE URANIO IMPOVERITO
– Audizione del19/01/05
CHINELLI. Sono Ezio Chinelli,
tenente colonnello dirigente del Laboratorio analisi
dell'Ospedale militare di Padova.
II Servizio di Medicina di
Laboratorio ha in particolare riscontrato: un caso di
leucemia acuta; due casi di sottopopolazioni lìnfocitarie
anomale seguite dalla Clinica Medica dell'Università; un
caso di neoplasia maligna pancreatica; un caso di neoplasia
maligna del polmone; un caso di neoplasia maligna della
cute; un caso di fascite eosinofilia.
Ogni quattro mesi trattiamo
circa 2.000 pazienti che provengono: dalla caserma
Serenissima di Mestre; dalla caserma Cadorin di Treviso;
dalla caserma Capitò di Portogruaro; dalla caserma Vittorio
Veneto di Motta di Livenza; dalla caserma Zanettelli di
Feltre (Belluno) e da parecchie caserme dei Carabinieri,
L'elettroforesi ha evidenziato
in 38 militari, (nel 2007 sono diventati 60) peraltro
apparentemente sani, la presenza di garnmopatia monoclonale.
Il ritrovamento di una componente monoclonale indica la
presenza di un disordine ematologico, duraturo o
transitorio, caratterizzato dalla presenza nel plasma di una
immunoglobulina proveniente da un singolo clone
proliferante.
La prima distinzione da
effettuare in presenza di gammopatia monoclonale è la
possibilità che essa rappresenti il prodotto di un tumore
maligno, il mieioma multiplo, oppure una forma clinicamente
non manifesta, asintomatica o pre-sintomatica.
Nel secondo caso, allorché quindi non si presenta mieloma
multiplo, si è dato il nome di gammopatia monoclonale MGUS (monachimi
gummopaty of indeterminate significate). Non si sa cosa sia.
Numerose determinazioni sono state usate per definire una
gammopatia monoclonale non mielomatosa
La gammopatia monoclonale si
presenta grosso modo dallo 0,1 allo 0,7 per cento dei casi,
soprattutto nei casi di persone anziane, perché sicuramente
è legata alla riduzione dei controlli del sistema
immunitario con l’invecchiaménto, che facilita il
manifestarsi di doni proliferanti.
Le ipotesi patogenetiche, che
riguardano il fatto che le gammopatie sono più presenti in
alcune regioni europee (m particolare la Bretagna) sono, tra
l'altro fattori genetici, legati all'elevata frequenza di
matrimoni tra consanguinei e fattori ambientali (la
radioattività naturale è piuttosto alta, appunto, in
Bretagna. per quanto non vi sia un'esatta corrispondenza tra
frequenza di GM e aree caratterizzate da granito ricco in
uranio).
Un problema particolare: la presenza di glomerulopatie
transitorie, che si presentano solo in casi, di infezioni
virali e di trattamento con immunosoppressori, durano
qualche mese.
Le gammopatie monoclonali sono frequenti nei soggetti, come
ho detto, anziani di oltre settantanni, e si associano
sempre ad una delle seguenti patologie, come ho detto:
mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenstrom;
gammopatie monoclonali di incerto significato; mieloma;
plasmocitoma; amiloidosi; linfomi, plasmocitoma secondario.
La prevalenza delle gammopatie
monoclonali in soggetti di età inferiore a quaranta anni è
invece molto, ma molto bassa, dallo 0,01 allo 0,5 per cento,
ed è associata a patologie infettive; generalmente dura
pochi mesi.
Nel Laboratorio di Padova, le gammopatie si presentano
costantemente da quattro anni; fino a auto il 2005, le
abbiamo viste dal 2000 al 2005.
Quasi tutti i militari con
gammopatia monoclonale sono stati controllati oltre che
dall'Ospedale militare di Padova anche
dall'Ospedale civile di Padova e dall'Ospedale di
Aviano; tutti i medici delle rispettive caserme sono stati
avvertiti tempestivamente, e sono stati avvertiti anche i
medici di base.
Un analogo riscontro non si
presenta nei civili della stessa età, grosso modo la
popolazione che va da 20 anni a 49 anni.
La comparazione l'ho fatta io: le persone con gammopatia
monoclonale militari sono grosso modo il 4-4,3 per cento;
nei pazienti civili della stessa età sono lo 0,1 per cento.
Come mai 38 militari
(nel 2007 sono diventati 60) che si sono presentati da
noi hanno una gammopatia monoclonale ed i civili no
?
Mi pare dì poter dire che non
esistono tra la popolazione civile e militare, di pari età,
comportamenti o stili di vita diversi, ai di là
dell'attività lavorativa specifica: tutti fanno sport, hanno
stili alimentari simili, tutti viaggiano in Italia,
viaggiano all'estero, anche in zone "sconsigliate".
Allo stato attuale l'indagine,
partendo dall'analisi di fatti o situazioni a monte, è
indirizzata sulla verifica della modalità delle
somministrazioni delle vaccinazioni, che a mio parere
rappresentano la discordanza più significativa...
Non è ovviamente posta in
dubbio, dai punto di vista medico, !'opportunità di
sottoporre la popolazione, civile e militare, a
vaccinazioni, tanto più se si considerano le prospettive
future (vi sono ad esempio laboratori che stanno lavorando
per la prevenzione dei cancro; basti pensare m particolare
alla prevenzione di un fattore come il virus tipo HPV-human
papilloma virus)
Non mi riferisco alle
vaccinazioni effettuate in tempi brevissimi, come succede,
ad esempio, per i soggetti in età infantile: non sono causa
di problemi (NdR meglio dire che non ne e’ a conoscenza,
perche’ purtroppo ve ne sono tantissimi).
Ed è pure difficile che la presenza di additivi per la
conservazione e la somministrazione dei vaccini possa
causare malattie.
Una sola cosa e nota,
chiaramente indicata dai foglietti illustrativi che ci sono
dentro le vaccinazioni: le vaccinazioni devono
essere fatte solo su persone "sane":
L'insorgenza di una banale
infezione, virale o batterica, o una terapia in corso,
contrastano con il vaccino.
Sui militari le vaccinazioni,
forse, erano fatte in pochi giorni, senza valutale lo stato
di salute e l'eventuale immunodepressione del soggetto,
compresi i casi in cui il paziente, probabilmente, era già
infettato da una forma virale da citomegalovirus, o virus di
Epstein Barn che sono diffusi tra i militari e tra i civili
della stessa età.
Gli stessi soggetti, sottoposti
a vaccinazioni molto ravvicinate, erano poi spediti in
fretta in missione all'estero, e questo fatto è comune
perché grosso modo tutte le popolazioni e tutti i militari
erano spediti all'estero nel giro di pochi giorni, nel giro
di quattro o cinque giorni.
Preciso che quest'analisi si
basa sui vaccini somministrati per via intramuscolare.
Dei 38 pazienti, citati, 20 si
sono presentati a noi nel 2005 (nel 2007 sono diventati 60);
i rimanenti, o si sono recati agli Ospedali civili (Aviano,
Padova), o sono usciti fuori dal nostro bacino di utenza, o
sono, forse, già seguiti da Commissioni Ospedaliere.
A questi 20 pazienti sono
aggiunti la ricerca della proteinuria di Bence Jones, la
ricerca di anticorpi anti-citomegalovirus e/o anti Epstein
Barr, la B2 microglobulina, la ricerca dell'helicobacterpilori;
le sottopopolazioni linfocitarie ed altro.
Questi esami di laboratorio
devono essere ripetuti ogni 4-6 mesi fino alla
normalizzazione dei valori, o fino al manifestarsi di
patologie, che possono comparire anche
a distanza di anni.
In altri Ospedali militari non
ho trovato la stessa corrispondenza di gammopatie
monoclonali, non vi sono rilievi della Commissione Mandelli.
La nostra analisi futura dovrà
dare, mi pare, le seguenti risposte; dei casi accertati nei
laboratorio di Padova, quanti hanno avuto un'evoluzione
"positiva" o "negativa"?
E’ stata comunque effettuata una diagnosi clinica sulla base
degli esami di laboratorio e di altre indagini istologiche o
strumentali ?
É stato attuato un monitoraggio al fine di individuare
eventuali sviluppi di patologie maligne ? Esiste una
relazione tra i diversi fattori ambientali ai quali sono
stati esposti questi soggetti e l'insorgenza di
componenti monoclinali ?
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
+
Contenuto dei Vaccini
+
Uranio e Vaccini - 1
+
Uranio e Vaccini - 2
+
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? +
Come si producono i
Vaccini + Uranio
1 +
Uranio 2
+
Uranio Impoverito o Danni dei Vaccini ?
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